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Vecchio 04-01-12, 10:45   #1 (permalink)
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Quali sono le barriere alla crescita della aziende in italia?

Mi piacerebbe discutere dei motivi strutturali per cui le aziende italiane sono nane.
Lasciamo stare le stupidaggini come: "la cultura del piccolo" e concentriamoci sulle barriere alla crescita che ci sono in questo paese
ellegus non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-01-12, 10:49   #2 (permalink)
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Mi piacerebbe discutere dei motivi strutturali per cui le aziende italiane sono nane.
Lasciamo stare le stupidaggini come: "la cultura del piccolo" e concentriamoci sulle barriere alla crescita che ci sono in questo paese
beh un buon punto di partenza è chiedersi: ma da dove vengono ?
nel senso di quali studi, quali capitali, da quale realtà economica
provengono, che tradizioni portano avanti.
Se rispondi a queste domande vedrai che più o meno ci sono
le spiegazioni del nanismo, e del perchè produciamo quel che produciamo.
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-01-12, 11:03   #3 (permalink)
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Mi piacerebbe discutere dei motivi strutturali per cui le aziende italiane sono nane.
Lasciamo stare le stupidaggini come: "la cultura del piccolo" e concentriamoci sulle barriere alla crescita che ci sono in questo paese
La cultura del piccolo, del comando a casa mia, del i conti non li mostro a nessuno, ecc. ecc.

Detto altrimenti, se un francese, un tedesco o uno statunitense leggesse questi post dove si discute seriamente di aziende sotto i 15 dipendenti, considerandole appunto aziende, si metterebbe a ridere...
San Siro non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-01-12, 11:10   #4 (permalink)
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L'avatar di fdg86
 
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La cultura del piccolo, del comando a casa mia, del i conti non li mostro a nessuno, ecc. ecc.

Detto altrimenti, se un francese, un tedesco o uno statunitense leggesse questi post dove si discute seriamente di aziende sotto i 15 dipendenti, considerandole appunto aziende, si metterebbe a ridere...
Eh? Ma guarda che in austria e in sud germania quasi tutte le aziende sono piccole, le mitiche "Klein- und Mittelstand (KMU)".

La prima statistica che trovo, da wikipedia.de:

Citazione:
Der Mittelstand in der Bundesrepublik Deutschland umfasst nach quantitativer Definition
rund 99,7 % aller umsatzsteuerpflichtigen Unternehmen, in denen knapp
65,9 % aller sozialversicherungspflichtigen Beschäftigten angestellt sind,
rund 38,3 % aller Umsätze erwirtschaftet werden sowie
rund 83,0 % aller Auszubildenden ausgebildet werden.[3] [4]
Betrachtet man hingegen nur die Familienunternehmen, zeigt sich die volkswirtschaftliche Bedeutung anhand folgender Zahlen:
Etwa 95 Prozent der in Deutschland ansässigen Betriebe und Unternehmen werden als Familienunternehmen geführt.
Sie tragen etwa 41,5 Prozent zum Umsatz aller Unternehmen bei und
sie stellen 57 Prozent der Arbeitsplätze.[5]
Austria:

Citazione:
Die Österreichische Wirtschaft ist traditionell klein strukturiert. Von den gesamt 294.099 Unternehmen (Stand 2007)[9] hatten:
257.221 (87,4 %) nur 1-9 Beschäftigte
20.019 (6,8 %) 10–19 Beschäftigte
10.850 (3,7 %) 20–49 Beschäftigte
4.939 (1,7 %) 50–249 Beschäftigte
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Vecchio 04-01-12, 11:14   #5 (permalink)
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Gli incentivi serbi alla Omsa sono gli stessi della Fiat: eccoli

La chiusura della sede italiana dell’Omsa, il licenziamento di 293 operaie e il trasferimento della produzione in Serbia ha una spiegazione. Non è solo l’alto costo del lavoro. Non è solo la crisi del mercato interno. Non è solo la difficoltà di fare impresa in Italia. C’è un motivo in più e molto più importante. Lo stesso che ha convinto la Fiat, i fornitori della Fiat, Generali, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Benetton e Fantoni a trasferirsi. Il motivo sono gli incentivi che il governo serbo assicura alle imprese europee che decidono di trasferirsi. Incentivi stratosferici di fronte ai quali nessun Paese europero può competere. E non può competere perché la Serbia non fa parte dell’Europa (e, a quanto se ne sa, si guarda bene dall’aderire) e non è soggetta alle regole sugli aiuti di Stato vigenti nella Ue. Quindi i soldi, gli incentivi, gli sconti fiscali i veri e propri regali che la Serbia offre alle imprese non sono minimamente paragonabili ai già importanti sussidi che un’impresa può ottenere nel suo Paese d’origine. Italia compresa.

In “Mani bucate” ho scritto, per la prima volta, tutti gli incentivi di cui ha goduto la Fiat quando ha deciso di riaprire la sua “storica” fabbrica a Kragujevac, quella che ha causato, di fatto, la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. Mi ci sono volute tre pagine di “Mani bucate” per elencare solo per titoli gli incentivi serbi alla Fiat ma, sintetizzando, si tratta di: sgravi fiscali tra i 5000 e i 10.000 euro annui per ogni posto di lavoro creato nel paese (incentivo del quale gode anche la Omsa); una free zone che permette l’importazione dei semilavorati necessari per produrre le auto senza praticamente pagare tasse; niente imposte al Comune di Kragujevac per dieci anni; terreni gratis alle aziende dell’indotto; vantaggiosi accordi commerciali firmati dalla Serbia con Russia, Unione europea e Stati Uniti in base ai quali tutte le produzioni serbe possono essere esportate in quelle aree senza pagare alcun dazio. E questo solo per citare i sussidi più importanti. Ovvio che i primi a delocalizzare in Serbia, oltre alla Fiat, siano stati i fornitori della Fiat: la Magneti Marelli, alla fine del maggio 2010, ha firmato un accordo per una nuova fabbrica di componentistica elettronica dove lavoreranno 400 operai. Magneti Marelli ha anche deciso di creare in Serbia un magazzino centralizzato che servira` tutti i rivenditori Fiat dell’Europa centrale. Nel dicembre del 2010 è arrivata anche la Dytech Dynamic Fluid Technologies di Scarlino (Grosseto), la Proma Magneto, la Sigit e la Htl e, infine, la Omsa. Tutte a caccia di mammelle pubbliche gonfie di sussidi. E attenzione: in Serbia stanno per trasferirsi anche Pompea e GFolden Lady (Mantova) e Calzedonia (Verona).

“MANI BUCATE” Gli incentivi serbi alla Omsa sono gli stessi della Fiat: eccoli « Mani bucate – Marco Cobianchi
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Vecchio 04-01-12, 11:17   #6 (permalink)
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Perchè al di sopra di una certa dimensione aziendale bisogna scendere a compromessi con i politici, avere a che fare con il sindacato più conservatore del pianeta e se fai produzione pure con l'associazione degli assistiti di parastato della confindustria.

3 soggetti dai quali tenersi ben lontani.
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Vecchio 04-01-12, 11:24   #7 (permalink)
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le aziende Italiane sono nane ,,le più fortunate,,,le altre chiudono direttamente,,,perchè sono storicamente concentrate sul manifatturiero su produzioni deboli e facilmente replicabili ,,,,non abbiamo nel contempo il supporto di grandi campioni nazionali che incarnino e siano di guida per i rilancio dell'azienda Italia una vera anima del paese,, ma di contro abbiamo competitor come cina e india dove pseudoimprenditori pagano una miseria per la manodopera non rispettano norme ambientali e operano in mercati dove fanno quello che catzo vogliono...
e noi cosa facciamo per rilanciare l'economia e il tessuto produttivo del paese ? un'altra bella manovra un'altra mazzata in testa e di manovra in manovra a differenza dei cinesi avremo si miseria ma non il lavoro ,,fin quanto lo stato si fotte quasi tutto il reddito disponibile di aziende e famigli non ci sarà trippa per gatti.per la serie cornuti e mazziati
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Vecchio 04-01-12, 11:50   #8 (permalink)
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Gli incentivi serbi alla Omsa sono gli stessi della Fiat: eccoli

La chiusura della sede italiana dell’Omsa, il licenziamento di 293 operaie e il trasferimento della produzione in Serbia ha una spiegazione. Non è solo l’alto costo del lavoro. Non è solo la crisi del mercato interno. Non è solo la difficoltà di fare impresa in Italia. C’è un motivo in più e molto più importante. Lo stesso che ha convinto la Fiat, i fornitori della Fiat, Generali, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Benetton e Fantoni a trasferirsi. Il motivo sono gli incentivi che il governo serbo assicura alle imprese europee che decidono di trasferirsi. Incentivi stratosferici di fronte ai quali nessun Paese europero può competere. E non può competere perché la Serbia non fa parte dell’Europa (e, a quanto se ne sa, si guarda bene dall’aderire) e non è soggetta alle regole sugli aiuti di Stato vigenti nella Ue. Quindi i soldi, gli incentivi, gli sconti fiscali i veri e propri regali che la Serbia offre alle imprese non sono minimamente paragonabili ai già importanti sussidi che un’impresa può ottenere nel suo Paese d’origine. Italia compresa.

In “Mani bucate” ho scritto, per la prima volta, tutti gli incentivi di cui ha goduto la Fiat quando ha deciso di riaprire la sua “storica” fabbrica a Kragujevac, quella che ha causato, di fatto, la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. Mi ci sono volute tre pagine di “Mani bucate” per elencare solo per titoli gli incentivi serbi alla Fiat ma, sintetizzando, si tratta di: sgravi fiscali tra i 5000 e i 10.000 euro annui per ogni posto di lavoro creato nel paese (incentivo del quale gode anche la Omsa); una free zone che permette l’importazione dei semilavorati necessari per produrre le auto senza praticamente pagare tasse; niente imposte al Comune di Kragujevac per dieci anni; terreni gratis alle aziende dell’indotto; vantaggiosi accordi commerciali firmati dalla Serbia con Russia, Unione europea e Stati Uniti in base ai quali tutte le produzioni serbe possono essere esportate in quelle aree senza pagare alcun dazio. E questo solo per citare i sussidi più importanti. Ovvio che i primi a delocalizzare in Serbia, oltre alla Fiat, siano stati i fornitori della Fiat: la Magneti Marelli, alla fine del maggio 2010, ha firmato un accordo per una nuova fabbrica di componentistica elettronica dove lavoreranno 400 operai. Magneti Marelli ha anche deciso di creare in Serbia un magazzino centralizzato che servira` tutti i rivenditori Fiat dell’Europa centrale. Nel dicembre del 2010 è arrivata anche la Dytech Dynamic Fluid Technologies di Scarlino (Grosseto), la Proma Magneto, la Sigit e la Htl e, infine, la Omsa. Tutte a caccia di mammelle pubbliche gonfie di sussidi. E attenzione: in Serbia stanno per trasferirsi anche Pompea e GFolden Lady (Mantova) e Calzedonia (Verona).

“MANI BUCATE” Gli incentivi serbi alla Omsa sono gli stessi della Fiat: eccoli « Mani bucate – Marco Cobianchi
esiste una ed una sola domanda da porsi in relazione a questi sussidi:
ma la Serbia ci guadagna o ci perde ? se ci guadagna fa solo bene !!
E perchè ci guadagna la Serbia? beh per esempio perchè per creare
una cultura aziendale simile a quella che arriverà già pronta e confezionata
potrebbe richediedere decenni..e magari potrebbero non arrivarci mai.
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Vecchio 04-01-12, 12:04   #9 (permalink)
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In primis le perdite d'impresa dovute alla fiscalita' iperbolica nonche' alla rigidita' e al costo del lavoro ... e' molto difficile crescere quando si muore di fame
Gaudente non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-01-12, 12:06   #10 (permalink)
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sempre meglio di Equitalia che si mette a rubare
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