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Vecchio 26-12-11, 14:45   #1 (permalink)
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Rescuscitare la teoria Keynesiana

Mi sono imbattuto nella stagflazione (presenza di stagnazione e inflazione) su wikipedia:

Stagflazione - Wikipedia

In quest'articolo è detto che è stata la stagflazione presente negli anni settanta a mandare in crisi la teoria keynesiana, secondo la quale in periodi di stagnazione non può esserci inflazione, in quanto viene a diminuire la capacità di consumo dei cittadini. In sostanza i keynesiani non erano in grado di spiegare, e quindi fornire una soluzione, al perché ci fosse sia stagnazione che inflazione, e si limitarono a ipotizzare che ciò fosse dovuto all'incapacità del mercato (per la presenza di cartelli e monopoli) di far abbassare i prezzi contestualmente alla diminuzione della domand adi beni e servizi di una popolazione sempre più povera.

Ho letto che ha seguito di questo insuccesso i politici hanno abbandonato le politiche keynesiane, abbraciando la teoria monetaria, secondo la quale l'inflazione può essere combattuta solo con politiche monetarie restrittive, che abbiano cura di non far circolare in giro troppa moneta. Il problema è che se si applica una politica restrittiva in un periodo di stagnazione si deprime ancora di più l'economia.

La soluzione oggi adottata per combattere la stagflazione è quella di diminuire le tasse e le spese, in modo che il bilancio rimanga il medesimo, ma sia però ancora possibile rilanciare la crescita attraverso i maggiori consumi (gente meno tassata ha più soldi per consumare).

Lo scopo di questo mio post è comunque un altro. Il fatto è che ho provato a ragionare sull'insuccesso della teoria keynesiana riguardo la stagflazione, e penso di aver trovato una spiegazione che la tenga in piedi, e vorrei sapere se il mio ragionamento è corretto.

Secondo il mio ragionamento se uno stato è in stagnazione o recessione, gira per forza meno moneta (a causa dei licenziamenti, e clima di paura), ma se girà meno moneta non si capisce come i prezzi possano salire, ammenoché (e sta qui la mia idea) siamo in presenza di una popolazione che vive in regime di abbondanza (cioé con tutti i propri bisogni soddisfatti) che è dotata di parecchio risparmio o di propensione al debito. In quel caso se la popolazione vuole mantenere il suo stato di abbondanza può perfino essere disposta a pagare di più i beni/servizi che in precedenza pagava di meno, proprio perché può attingere ai propri risparmi o perché ha l'attitudine a indebitarsi.

La mia è una spiegazione alternativa a quella monetaristica, che si limita a ridurre tutto al quantitativo di moneta in giro, e mi sembra coerente con il modo di intendere l'economia degli keynesiani.
Ora vengo al punto: nei anni settanta quando si è manifestata per la prima volta la stagflazione, si aveva una popolazione in abbondanza dotata di grandi risparmi o grande propensione al debito? Se la mia spiegazione regge, durante quel periodo o si sono erosi i risparmi di quelle popolaizoni, o è cresciuto enormemente il loro debito privato.

Qualcuno mi sa dire se le cose sono andate così?
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Vecchio 26-12-11, 14:56   #2 (permalink)
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ma anche no
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Vecchio 26-12-11, 15:00   #3 (permalink)
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l'insuccesso accademico della macro keynesiana si basa sia sul suo potere predittivo praticamente nullo, sia sul fatto che cozza con praticamente tutta la teoria economica comunemente accettata.

detto questo, i governi e le banche centrali se ne fregano dell'accademia e applicano politiche keynesiane ininterrottamente da 60 anni. i monetaristi lasciali perdere che centrano come i cavoli a merenda
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Vecchio 26-12-11, 15:05   #4 (permalink)
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l'insuccesso accademico della macro keynesiana si basa sia sul suo potere predittivo praticamente nullo, sia sul fatto che cozza con praticamente tutta la teoria economica comunemente accettata.

detto questo, i governi e le banche centrali se ne fregano dell'accademia e applicano politiche keynesiane ininterrottamente da 60 anni. i monetaristi lasciali perdere che centrano come i cavoli a merenda
per quel poco che ho letto Krugman o altri sosterrebbero che il loro modello o riferimenti keynesiani funzionino nel predire.
In economia si legge tutto e il contrario di tutto, non sembra essere per nulla una scienza.
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Vecchio 26-12-11, 15:09   #5 (permalink)
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per quel poco che ho letto Krugman o altri sosterrebbero che il loro modello o riferimenti keynesiani funzionino nel predire.
In economia si legge tutto e il contrario di tutto, non sembra essere per nulla una scienza.
non lo sembra al profano che legge i giornali e se la fa intortare dai pundits ideologizzati come krugman. quello che scrive PK sul nytimes o sul suo blog non si sognrebbe mai di scriverlo sotto forma di paper da sottomettere a una rivista, né tantomeno di presentarlo a un seminario informale
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Vecchio 26-12-11, 15:11   #6 (permalink)
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p.s. questa è la capacità predittiva dei tuoi keynesiani



il vostro "moltiplicatore" è minore di uno sia teoricamente che empiricamente
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Vecchio 26-12-11, 15:26   #7 (permalink)
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non lo sembra al profano che legge i giornali e se la fa intortare dai pundits ideologizzati come krugman. quello che scrive PK sul nytimes o sul suo blog non si sognrebbe mai di scriverlo sotto forma di paper da sottomettere a una rivista, né tantomeno di presentarlo a un seminario informale
In parte puo' essere vero, tuttavia sono parecchi a dire cose diverse.
Poi liquidare Krugman come ideologizzato e' sempre un poco arrischiato, cmq lessi da qualche parte che lui sosteneva con numeri alla mano che un suo modello keynesiano funzionava bene mentre gli altri erano inadeguati.
Puo' darsi che fosse per ragioni giornalistiche.

In qualche modo resta pero' la questione che l'economia non appare miimamente una scienza, viene detto tutto e il contrario di tutto e troppo spesso le teorie portate avanti sono legate a interessi forti.
In matematica o fisica non potrebbe mai esistere una tale differenza.
Probabilmente l'economia e' una disciplina di opinioni o sociologica che ha cercato di farsi bella usando un poco di matematica.
Questa e' l'impressione che ne viene fuori e non e' che gli economisti abbiano tanta credibilita'.
Forse per questo Krugman si e' riciclato come giornalista opinionista e blogger.
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Vecchio 26-12-11, 15:44   #8 (permalink)
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Qualcuno mi sa dire se le cose sono andate così?
Il tuo impegno è apprezzabile ma non c'è nessun mistero da svelare dietro la stagflazione. Semplicemente durante fasi recessive l'inflazione può essere "importata" a causa dell' aumentio dei prezzi dei beni importati con domanda inelastica.

Negli anni '70 fu l'aumento del prezzo del petrolio. I modelli di Keynes non tengono conto di questi shock dell'offerta semplicemente perchè tutti i modelli son sempre incompleti e si basano sulle condizioni presenti "solitamente".

In verità la dottrina keynesiana non ha ancora visto il declino ne nel mondo accademico ne tanto meno nel mondo politico, ciò ovviamente non significa che sia la Teoria economica, ma semplicemente una visione economica tuttora molto diffusa (e anche molto contraddetta).

La mia opinione è che i meccanismi anti-ciclici keynesiani siano tuttora uno strumento molto importante e che siano una parte della soluzione della crisi attuale.
Tuttavia hanno anche molti limiti e non bisognerebbe mai scegliere una teoria economia e pensare di aver la ricetta pronta, bisogna sempre tenere in considerazione le particolarità della crisi attuale.

Nel nostro caso espansioni monetarie e fiscali come vuole Krugman sono inutili se applicate in un paese in cui la crescita è bloccata da condizioni d'inefficienza strutturale (vedi mercato dle lavoro etc.), quindi prima bisognerebbe agire li.

A sostegno della teoria keynesiana rispetto a quella austriaca devo però sottolineare una grave sbaglio che fa quest'ultima: non comprendere che durante le crisi finanziarie la deflazione è il peggiore dei mali.
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Vecchio 26-12-11, 16:05   #9 (permalink)
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Il tuo impegno è apprezzabile ma non c'è nessun mistero da svelare dietro la stagflazione. Semplicemente durante fasi recessive l'inflazione può essere "importata" a causa dell' aumentio dei prezzi dei beni importati con domanda inelastica.

Negli anni '70 fu l'aumento del prezzo del petrolio. I modelli di Keynes non tengono conto di questi shock dell'offerta semplicemente perchè tutti i modelli son sempre incompleti e si basano sulle condizioni presenti "solitamente".

...
Nel mio piccolo questa articolata risposta mi sembra convincente.
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Vecchio 26-12-11, 16:36   #10 (permalink)
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Il tuo impegno è apprezzabile ma non c'è nessun mistero da svelare dietro la stagflazione. Semplicemente durante fasi recessive l'inflazione può essere "importata" a causa dell' aumentio dei prezzi dei beni importati con domanda inelastica.

Negli anni '70 fu l'aumento del prezzo del petrolio. I modelli di Keynes non tengono conto di questi shock dell'offerta semplicemente perchè tutti i modelli son sempre incompleti e si basano sulle condizioni presenti "solitamente".
C'è qualcosa che non mi torna in base ad alcuni ragionamenti che ora ti espongo.

Se a causa di materie prime, energia ci sono alcuni prodotti che non possono diminuire di prezzo, ma che anzi possono essere costretti ad aumentare di prezzo, possiamo trovarci in due situazioni.
Tali prodotti sono beni superflui, e allora la gente smette di acquistarli in periodo recessivo. Dunque in questo caso non ci sarebbe inflazione.
Oppure tali prodotti sono indispensabili (come accade solitamente nel caso di quelli legati all'energia), la gente è obbligata a spendere di più per essi, ma allora ha meno soldi per acquistare beni/servizi meno indispensabili, e quindi smette di acquistarli. Allora succede che i produttori di questi beni/serviai superflui per non fallire devono abbassare i prezzi. Dunque alcuni prodotti aumentnao di prezzo, altri diminuiscono, ed essenzialmente l'inflazione dovrebbe crescere molto poco o non crescere affatto.

Secondo questi ragionamenti l'inflazione sale se la popolazione non intende privarsi di alcun bene/servizio, e per questo anche se in recessione preferiscono usare i loro risparmi o far debiti al consumo. e sono proprio le due situazioni che io citavo.

Ultima modifica di insuperatomico : 26-12-11 alle ore 16:42
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