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Vecchio 14-12-11, 18:45   #1 (permalink)
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Appello "bocconiano"

Vista la grave situazione, e visto il fatto che il professor Monti deve molta della sua autorevolezza al nome "Bocconi", propongo che anche i bocconiani "normali" si facciano sentire e si dissocino apertamente e palesemente dall'operato dell'attuale governo, magari attraverso qualche organizzazione (Baa-Alub, ecc.).

Il motivo è molto semplice: ciò che sta facendo il governo va esattamente nella direzione OPPOSTA rispetto a quello che è "scientificamente" conosciuto in campo economico.
Conoscenza che riconosce nell'ipertrofia e nell'inefficienza statale il male principale dell'Italia.
Conoscenza che, quindi, suggerisce come LA SOLUZIONE non possa che passare da un minore peso dello stato, condizione INDISPENSABILE per la crescita.
In altre parole: meno spesa, non più tasse. Monti NON sta tagliando la spesa, sta PESANTEMENTE aumentando le tasse, e non sta facendo alcuna liberalizzazione in favore della crescita che non risulti insignificante.

Il nome "Monti" viene sempre associato a "Bocconi" e questo non va per niente bene.
Ciò che fa, lo fa in nome esclusivamente suo e dei partiti che lo votano, la scienza economica la pensa in maniera totalmente differente.
E questo è importante che si sappia.

Mi pare che ciò corrisponda a ciò che pensano anche alcuni bocconiani "pesanti", senza considerare la "letterina" di Draghi e Trichet (che diceva di aggiustare i conti principalmente attraverso tagli di spesa):

Alesina e Giavazzi sul Corriere:
Caro presidente no, così non va - Corriere della Sera

Primo, per quanto riguarda i conti, ridurre le spese, più che aumentare le tasse.
...
Tutti gli studi (sia accademici che del Fondo monetario internazionale che della Commissione europea) concordano sul fatto che gli aggiustamenti fiscali fatti aumentando le aliquote hanno creato recessioni più forti di quelli che hanno operato riducendo le spese. Non solo: la spirale di aumenti di aliquote, recessione, riduzione di gettito, tende a creare un circolo vizioso in cui l'economia si avvita in una recessione sempre più grave. Quella di cui leggiamo è una manovra fatta per tre quarti di maggiori tasse e solo per un quarto di minori spese.


Bisin su Repubblica:
TAGLIARE TASSE E SPESA - Repubblica.it » Ricerca

Non vi è alcun dubbio allora che, di fronte ai livelli di carico fiscale raggiunti in Italia, e di fronte all' incapacità del Paese di raccogliere entrate in modo equo e di spenderle in modo efficiente, non resti altra strada percorribile che ridurre l' imposizione fiscale e al contempo la spesa pubblica. Nel contesto in cui si trova il Paese queste rappresenterebbero misure non solo di efficienza economica ma anche di equità sociale;e libererebbero risorse per la crescita di cui il Paese ha disperato bisogno. Più precisamente: non vi è altro percorso possibile per il risanamento, a meno di credere alle favole sulla lotta all' evasione e la razionalizzazione e la riforma del settore pubblico che ci vengono raccontate ormai da decenni con i risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi.

PS: spero di non aver infranto alcuna regola postando qui una cosa del genere.
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-11, 19:05   #2 (permalink)
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Dimentichi che siamo in un situazione d'emergenza...


Cmq anche in Bocconi ci sono delle diverse scuole di pensiero, i neokeynesiani ho l'impressione che siano in maggioranza ma ci sono anche i neoliberisti etc.. Insomma non esiste una scienza economica univoca.
bullshare non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-11, 19:07   #3 (permalink)
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Invece alcune cose sono univoche:

Tutti gli studi ... concordano sul fatto che gli aggiustamenti fiscali fatti aumentando le aliquote hanno creato recessioni più forti di quelli che hanno operato riducendo le spese.

Su questo non ci sono dubbi, se si guarda alla realtà dei fatti e non ai fondi del caffè. Cosa che molti improbabili professori universitari italiani fanno, su questo non discuto.

Non è sempre tutto un'opinione personale.
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Vecchio 14-12-11, 19:18   #4 (permalink)
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Vista la grave situazione, e visto il fatto che il professor Monti deve molta della sua autorevolezza al nome "Bocconi", propongo che anche i bocconiani "normali" si facciano sentire e si dissocino apertamente e palesemente dall'operato dell'attuale governo, magari attraverso qualche organizzazione (Baa-Alub, ecc.).
Vero. Per le liberalizzazioni ha ceduto alle lobby dei liberisti all'amatriciana.
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Vecchio 14-12-11, 19:20   #5 (permalink)
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Dimentichi che siamo in un situazione d'emergenza...


Cmq anche in Bocconi ci sono delle diverse scuole di pensiero, i neokeynesiani ho l'impressione che siano in maggioranza ma ci sono anche i neoliberisti etc.. Insomma non esiste una scienza economica univoca.
I "neokeynesiani" (tra cui anche giavazzi) sicuramente concordano sul fatto che a parità di gettito aumentare le tasse è più depressivo di ridurre la spesa.
Dunwich non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-11, 19:22   #6 (permalink)
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Ma voi pensate seriamente che Monti in un attacco senile si diverta a mettere tasse e non tagli la spesa pubblica perche' ferocemente statalista .

cerchiamo di andare un po' piu' in la' nell'analisi .
gherardino non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-11, 19:40   #7 (permalink)
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I "neokeynesiani" (tra cui anche giavazzi) sicuramente concordano sul fatto che a parità di gettito aumentare le tasse è più depressivo di ridurre la spesa.
Mah dipende, nel medio-breve periodo è sicuramente vero l'opposto. Poi bisogna vedere qual'è la propensione al consumo e risparmio dei cittadini. Cmq va be sono d'accordo che su molte cose vi è una teoria economica largamente condivisa.

Però guardate 1) non è vero che ci son solo tasse, non a caso uno dei passaggi più dibattuti della manovra riguarda le pensioni, quindi tagli alle spese. 2) bisogna sempre tenere a mente il contesto, ovvero una situazione di grave emergenza in cui frenare lo spread è il primo obiettivo.
bullshare non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-11, 19:51   #8 (permalink)
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Mah dipende, nel medio-breve periodo è sicuramente vero l'opposto. Poi bisogna vedere qual'è la propensione al consumo e risparmio dei cittadini. Cmq va be sono d'accordo che su molte cose vi è una teoria economica largamente condivisa.
La "teoria economica largamente condivisa" è quella di chi non ragiona più in termini di "propensione al consumo" e di "moltiplicatore".
Dunwich non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-11, 19:52   #9 (permalink)
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Mah dipende, nel medio-breve periodo è sicuramente vero l'opposto.
Nel breve periodo è meno recessivo alzare le tasse che tagliare la spesa??
Fonti? Ragionamenti?

Qui sopra abbiamo fonti autorevoli che dicono il contrario.


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Però guardate 1) non è vero che ci son solo tasse, non a caso uno dei passaggi più dibattuti della manovra riguarda le pensioni, quindi tagli alle spese.
3/4 sono tasse. I risparmi derivanti dalle pensioni sono decisamente minori e sono per la maggior parte più avanti nel tempo.

Citazione:
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2) bisogna sempre tenere a mente il contesto, ovvero una situazione di grave emergenza in cui frenare lo spread è il primo obiettivo.
Lo teniamo a mente il contesto, non c'è alcun dubbio su questo.
Proprio per questo motivo è particolarmente grave agire maggiormente sulle entrate, in quanto la spirale recessione-aggiustamenti fiscali-recessione è un pericolo assolutamente reale e vicino.

QUINDI bisogna intervenire nel modo meno recessivo possibile, e questo lo si ottiene tagliando la spesa e non aumentando le entrate, a meno che tu ora non mi dimostri il contrario.
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-11, 19:54   #10 (permalink)
SN ----> Chapter 7
 
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Mah dipende, nel medio-breve periodo è sicuramente vero l'opposto. Poi bisogna vedere qual'è la propensione al consumo e risparmio dei cittadini. Cmq va be sono d'accordo che su molte cose vi è una teoria economica largamente condivisa.

Però guardate 1) non è vero che ci son solo tasse, non a caso uno dei passaggi più dibattuti della manovra riguarda le pensioni, quindi tagli alle spese. 2) bisogna sempre tenere a mente il contesto, ovvero una situazione di grave emergenza in cui frenare lo spread è il primo obiettivo.
e ci sta riuscendo alla grande

ma tagli per 20 miliardi di spese inutili o di sprechi non erano certo difficili da trovare ,
Solo tasse , Iva , pensioni , patrimoniali . Neanche un accenno a vendita di patrimonio immobiliare .
Questa è una manovra per ridurre la capacità di potere d'acquisto degli italiani , non potendo svalutare crea una specie di gabbia salariale con cui riduce di fatto il reddito , attraverso tasse e aumento dell'inflazione con benzina e iva .
manx non  è collegato   Rispondi citando
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