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che soddisfazione essere al top del G7 ...
Famiglie italiane meno ricche ma al top nell'area G7
14/12/2011 13.16.17
(Teleborsa) - Roma, 14 dic - Le famiglie italiane, secondo la foto scattata dal rapporto di Bankitalia, sono meno ricche rispetto a quattro anni fa, ma sicuramente se la passano meglio delle famiglie residenti in Francia e Regno Unito, in termini di ricchezza ed indebitamento.
L'ultimo rapporto di Palazzo Koch sulla ricchezza delle famiglie italiane ha messo in evidenza un calo della ricchezza netta complessiva dalla fine del 2007 del 3,2%. Fra la fine del 2009 e la fine del 2010 la ricchezza netta complessiva a prezzi correnti è rimasta invariata, mentre a prezzi costanti si è ridotta nell’ultimo anno dell'1,5 per cento.
Alla fine del 2010 la ricchezza lorda delle famiglie italiane era pari a circa 9.525 miliardi di euro, corrispondenti a poco meno di 400 mila euro in media per famiglia. Le attività reali rappresentavano il 62,2 per cento della ricchezza lorda, le attività finanziarie il 37,8 per cento. Le passività finanziarie, pari a 887 miliardi di euro, rappresentavano il 9,3 per cento delle attività complessive. L’aumento delle attività reali (1,1 per cento) è stato compensato da una diminuzione delle attività finanziarie (0,8 per cento) e da un aumento delle passività (4,2 per cento).
Alla fine del 2010, la ricchezza in abitazioni detenuta dalle famiglie italiane era stimata in circa 4.950 miliardi di euro. In termini nominali la ricchezza abitativa è aumentata dell’1 per cento rispetto alla fine del 2009 (-0,5 per cento in termini reali).
Nel confronto internazionale le famiglie italiane mostrano un’elevata ricchezza, pari, nel 2009, a 8,3 volte il reddito disponibile, contro l’8 del Regno Unito, il 7,5 della Francia, il 7 del Giappone, il 5,5 del Canada e il 4,9 degli Stati Uniti). Inoltre, risultano relativamente poco indebitate: l’ammontare dei debiti è pari all’82 per cento del reddito disponibile (in Francia e in Germania è di circa il 100 per cento, negli Stati Uniti e in Giappone è del 130 per cento, nel Regno Unito del 170 per cento).
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