Torna indietro   Forum di Finanzaonline.com > Approfondimenti di Finanza > Macroeconomia

Vai al forum
Rispondi
 
Strumenti discussione Valuta discussione Modalità visualizzazione
Vecchio 12-12-11, 17:29   #1 (permalink)
Member
 
L'avatar di Capitan_D
 
Data registrazione: Jul 2009
Messaggi: 805
Popolarità: 19032417
Capitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond repute
"Bolletta" energetica 2011 da record

Up: Fattura Energetica 2011 Record A 61,9 Mld (1 Update)

(ASCA) - Roma, 12 dic - Fattura energetica record nel 2011. Quest'anno il conto che l'Italia dovra' pagare per le sue forniture di energia tocchera' i 61,9 miliardi di euro, 8,9 miliardi in piu' rispetto al 2010. E' quanto emerge dal preconsuntivo 2011 dell'Unione petrolifera che ipotizza per l'anno prossimo un nuovo ritocco al rialzo del record fino a 65,3 miliardi di euro. Il dato di quest'anno rappresenta il valore piu' alto degli ultimi dieci anni in termini nominali ed e' influenzato dal balzo della fattura petrolifera salita di 6,5 miliardi a quota 34,9 miliardi di euro. Un livello, sottolinea l'Unione petrolifera, piu' alto persino di quanto pagato nel 2008 (32,5 miliardi) anno del record storico del petrolio, e pari al 3,9% del pil. L'aumento della fattura e' legato all'aumento del prezzo medio del greggio che quest'anno, pur non toccando i picchi del 2008, ha mantenuto un valore medio di 106,8 dollari al barile rispetto ai 78,1 dollari del 2010 (+36,7%) e ai 97,2 dollari al barile della media del 2008 (101,4 dollari reali ai valori attuali). Nel 2012, spiega l'UP, ''la fattura energetica potrebbe attestarsi sui 65,3 miliardi di euro nell'ipotesi in cui il greggio continuasse a mantenersi intorno ai 110 dollari/barile e le altre fonti su prezzi comunque elevati. Quanto a quella petrolifera, si prevede un valore compreso tra 33,6 e 43,4 miliardi di euro (con prezzi del greggio a 100-120 dollari)''.

Ultima modifica di Capitan_D : 12-12-11 alle ore 18:11
Capitan_D non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-12-11, 17:32   #2 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
Popolarità: 42656734
ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
hai mai letto, entrando in certi comuni, che detto comune
si vanta di essere 'denuclearizzato' ?
ecco cosa succede poi..
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-12-11, 17:43   #3 (permalink)
Member
 
Data registrazione: May 2010
Messaggi: 350
Popolarità: 4188892
energymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond reputeenergymanager has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da ramirez Visualizza messaggio
hai mai letto, entrando in certi comuni, che detto comune si vanta di essere 'denuclearizzato' ?
ecco cosa succede poi..
Si, e succede anche quando si dà corda ai buontemponi che raccontano balle o, quando va bene, mezze verità sulle rinnovabili.

Greenpeace: dalle rinnovabili nel 2010 un terzo del fabbisogno elettrico europeo - ECO dalle CITTA'
energymanager non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-12-11, 18:24   #4 (permalink)
Member
 
L'avatar di Capitan_D
 
Data registrazione: Jul 2009
Messaggi: 805
Popolarità: 19032417
Capitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond repute
non è che chi ha il nucleare se la passa meglio.... poi se si guarda a questa tabella si nota che le importazioni petrolifere (quelle che quest'anno hanno fatto fare il "salto" al costo globale dell'energia) di francia e italia sono sostanzialemente simili, quindi i maggiori costi impatteranno anche su di loro. Il problema è il crude oil.. il nucleare non ci salverà (come neanche le rinnovabili a questo stadio di sviluppo)

Areva, licenziamenti in arrivo - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it

PARIGI - Areva ha chiesto la sospensione del titolo in Borsa in attesa del consiglio di sorveglianza, chiamato ad approvare il nuovo piano strategico 2011-2016. Una riunione che servirà a ratificare tre misure capitali: il ridimensionamento degli organici, tagli agli investimenti e la constatazione che a fine anno i conti saranno in rosso. Si tratta naturalmente delle conseguenze legate alla catastrofe di Fukushima: in tutti i paesi del mondo l’atomo perde quota e Areva, numero uno al mondo dell’industria nucleare, vede ridursi le sue prospettive di crescita. E soprattutto deve fronteggiare la fine delle commesse di uranio provenienti dalla Germania e dal Giappone. Il consiglio dovrebbe anche occuparsi della nomina di un nuovo presidente: Jean-Cyrill Spinetta, infatti, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico per occuparsi a tempo pieno di Air France, di cui ha ripreso le redini poche settimane orsono.

La riduzionde degli organici è il problema più delicato per un gruppo controllato dallo Stato all’83 per cento e con una campagna elettorale alle porte. Luc Orsel, convocato in novembre dal governo, quando erano circolate le prime indiscrezioni, aveva promesso di risparmiare la Francia, ma non sarà così: secondo ‘La Tribune’, i lavoratori che lasceranno l’azienda per andare in pensione non saranno rimpiazzati. Il che significa 1.000-1.200 persone (su 28 mila) nel 2012, 5-6 mila fino al 2016. Gli esuberi sarebbero proporzionalmente ben più importanti in Germania: sui 5 mila 700 dipendenti della società, 1.200-1.300 potrebbero essere incentivati ad andarsene. Una cifra che rappresenta il massimo sopportabile secondo l’Ig Metall, che accusa Areva di sacrificare la Germania per le pressioni del governo francese.

Poco ancora si sa su quali saranno le perdite 2011, annunciate pochi giorni fa dal ministro dell’Industria, Eric Besson. La società ha comunicato che le perdite operative saranno comprese tra 1,4 e 1,6 miliardi di euro. Il piano strategico di Areva mira a ridurre i costi di 750 milioni entro il 2015, mentre gli investimenti verrebbero ridotti del 40 per cento a 7 miliardi di euro. Alcune attività potrebbero essere cedute. Secondo ‘La Tribune’, il gruppo dovrebbe accantonare nel 2011 fra uno e due miliardi di euro per far fronte ai costi più elevati per la costruzione di un Epr in Finlandia e al deprezzamento degli assets . Una cifra che lascia intravedere le «perdite importanti» annunciate da Besson, sicuramente le più ingenti dalla fondazione della società, nata nel 2011 con la fusione di tre industrie del settore nucleare.
Capitan_D non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-12-11, 18:36   #5 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Nov 2010
Messaggi: 1,402
Popolarità: 39893557
Doan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond reputeDoan has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da Capitan_D Visualizza messaggio
non è che chi ha il nucleare se la passa meglio.... poi se si guarda a questa tabella si nota che le importazioni petrolifere (quelle che quest'anno hanno fatto fare il "salto" al costo globale dell'energia) di francia e italia sono sostanzialemente simili, quindi i maggiori costi impatteranno anche su di loro. Il problema è il crude oil.. il nucleare non ci salverà (come neanche le rinnovabili a questo stadio di sviluppo)

Areva, licenziamenti in arrivo - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it

PARIGI - Areva ha chiesto la sospensione del titolo in Borsa in attesa del consiglio di sorveglianza, chiamato ad approvare il nuovo piano strategico 2011-2016. Una riunione che servirà a ratificare tre misure capitali: il ridimensionamento degli organici, tagli agli investimenti e la constatazione che a fine anno i conti saranno in rosso. Si tratta naturalmente delle conseguenze legate alla catastrofe di Fukushima: in tutti i paesi del mondo l’atomo perde quota e Areva, numero uno al mondo dell’industria nucleare, vede ridursi le sue prospettive di crescita. E soprattutto deve fronteggiare la fine delle commesse di uranio provenienti dalla Germania e dal Giappone. Il consiglio dovrebbe anche occuparsi della nomina di un nuovo presidente: Jean-Cyrill Spinetta, infatti, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico per occuparsi a tempo pieno di Air France, di cui ha ripreso le redini poche settimane orsono.

La riduzionde degli organici è il problema più delicato per un gruppo controllato dallo Stato all’83 per cento e con una campagna elettorale alle porte. Luc Orsel, convocato in novembre dal governo, quando erano circolate le prime indiscrezioni, aveva promesso di risparmiare la Francia, ma non sarà così: secondo ‘La Tribune’, i lavoratori che lasceranno l’azienda per andare in pensione non saranno rimpiazzati. Il che significa 1.000-1.200 persone (su 28 mila) nel 2012, 5-6 mila fino al 2016. Gli esuberi sarebbero proporzionalmente ben più importanti in Germania: sui 5 mila 700 dipendenti della società, 1.200-1.300 potrebbero essere incentivati ad andarsene. Una cifra che rappresenta il massimo sopportabile secondo l’Ig Metall, che accusa Areva di sacrificare la Germania per le pressioni del governo francese.

Poco ancora si sa su quali saranno le perdite 2011, annunciate pochi giorni fa dal ministro dell’Industria, Eric Besson. La società ha comunicato che le perdite operative saranno comprese tra 1,4 e 1,6 miliardi di euro. Il piano strategico di Areva mira a ridurre i costi di 750 milioni entro il 2015, mentre gli investimenti verrebbero ridotti del 40 per cento a 7 miliardi di euro. Alcune attività potrebbero essere cedute. Secondo ‘La Tribune’, il gruppo dovrebbe accantonare nel 2011 fra uno e due miliardi di euro per far fronte ai costi più elevati per la costruzione di un Epr in Finlandia e al deprezzamento degli assets . Una cifra che lascia intravedere le «perdite importanti» annunciate da Besson, sicuramente le più ingenti dalla fondazione della società, nata nel 2011 con la fusione di tre industrie del settore nucleare.
Tepco: stima perdita di 580 miliardi di yen, pesano costi post-Fukushima | Radiocor, giovedi' 27 ottobre 2011 (articolo 991828)

CdT.ch - Fukushima, i costi sono alle stelle
Doan non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-12-11, 23:05   #6 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Mar 2010
Messaggi: 619
Popolarità: 30661142
Stingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da Capitan_D Visualizza messaggio
Up: Fattura Energetica 2011 Record A 61,9 Mld (1 Update)

(ASCA) - Roma, 12 dic - Fattura energetica record nel 2011. Quest'anno il conto che l'Italia dovra' pagare per le sue forniture di energia tocchera' i 61,9 miliardi di euro, 8,9 miliardi in piu' rispetto al 2010. E' quanto emerge dal preconsuntivo 2011 dell'Unione petrolifera che ipotizza per l'anno prossimo un nuovo ritocco al rialzo del record fino a 65,3 miliardi di euro. Il dato di quest'anno rappresenta il valore piu' alto degli ultimi dieci anni in termini nominali ed e' influenzato dal balzo della fattura petrolifera salita di 6,5 miliardi a quota 34,9 miliardi di euro. Un livello, sottolinea l'Unione petrolifera, piu' alto persino di quanto pagato nel 2008 (32,5 miliardi) anno del record storico del petrolio, e pari al 3,9% del pil. L'aumento della fattura e' legato all'aumento del prezzo medio del greggio che quest'anno, pur non toccando i picchi del 2008, ha mantenuto un valore medio di 106,8 dollari al barile rispetto ai 78,1 dollari del 2010 (+36,7%) e ai 97,2 dollari al barile della media del 2008 (101,4 dollari reali ai valori attuali). Nel 2012, spiega l'UP, ''la fattura energetica potrebbe attestarsi sui 65,3 miliardi di euro nell'ipotesi in cui il greggio continuasse a mantenersi intorno ai 110 dollari/barile e le altre fonti su prezzi comunque elevati. Quanto a quella petrolifera, si prevede un valore compreso tra 33,6 e 43,4 miliardi di euro (con prezzi del greggio a 100-120 dollari)''.
E quindi?
SIamo fossili-dipendenti, IN QUALSIASI CASO, pertanto l'unica vera stupidata che abbiamo fatto è stata autolimitarci per motivi politici la diversificazione dei fornitori (leggasi South Stream e Libia su tutti).
Se siamo mediamente incompetenti in materia di energia e sostanzialmente incompetenti in materia di geopolitica (quel geo li è la chiave della parola...sennò si chiamava politica estera), alla fine i fatti ci presentano il conto da pagare.
Non ci vedo niente di strano.
Stingery Smith non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-12-11, 10:07   #7 (permalink)
Member
 
L'avatar di Capitan_D
 
Data registrazione: Jul 2009
Messaggi: 805
Popolarità: 19032417
Capitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond reputeCapitan_D has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da Stingery Smith Visualizza messaggio
E quindi?
SIamo fossili-dipendenti, IN QUALSIASI CASO, pertanto l'unica vera stupidata che abbiamo fatto è stata autolimitarci per motivi politici la diversificazione dei fornitori (leggasi South Stream e Libia su tutti).
Se siamo mediamente incompetenti in materia di energia e sostanzialmente incompetenti in materia di geopolitica (quel geo li è la chiave della parola...sennò si chiamava politica estera), alla fine i fatti ci presentano il conto da pagare.
Non ci vedo niente di strano.
si hai ragione, infatti non so se hai notato che l'UE probabilmente non imporrà sanzioni all'Iran, come invece vogliono fare gli USA, semplicemente perchè oltre a non servire a nulla non faranno altro che dirottare le forniture verso l'Asia.

il problema è sempre quello, con l'attuale livello di sviluppo e di consumo andiamo dritti dritti verso una crisi energetica senza precedenti. Qui tutti predicano crescita e sviluppo economico ma con il costo dell'energia a questo livello e in continua crescita come potrà mai esserci crescita economica?

siamo fossili-dipendenti.. e non si vedono vie alternative




Ultima modifica di Capitan_D : 13-12-11 alle ore 10:13
Capitan_D non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-12-11, 10:24   #8 (permalink)
Member
 
L'avatar di fdg86
 
Data registrazione: May 2010
Messaggi: 2,946
Popolarità: 42949675
fdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond repute
Le vie alternative esistono (non per i trasporti su gomma), vedi Kite Gen oppure Tidal, se fossero più finanziati si potrebbero sviluppare molto velocemente
fdg86 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-12-11, 11:11   #9 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Mar 2010
Messaggi: 619
Popolarità: 30661142
Stingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond reputeStingery Smith has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da fdg86 Visualizza messaggio
Le vie alternative esistono (non per i trasporti su gomma), vedi Kite Gen oppure Tidal, se fossero più finanziati si potrebbero sviluppare molto velocemente
Ancora...l'avrai scritta 50 volte sta menata...assieme a quello che porta sempre l'auto ad aria compressa...ma quale kite gen? E' un progetto TEORICO fermo da anni che non ha alcuna possibilità di esistere per come l'hanno concepito (il primo progetto stile "National Geographic" parlava di una giostra A TERRA dal diametro di 1 km!!!).
Il problema energetico c'è OGGI, non tra 30 anni, sennò a sto punto mettiamoci dentro anche la fusione nucleare, se dobbiamo fantasticare.

E smettiamola anche con la fantasia che sono i petrolieri a bloccare lo sviluppo delle rinnovabili, quando sono i NUMERI a dirci che una grossa fetta delle rinnovabili semplicemente non può avere sviluppo.
E' solo la politica a poterne decretare ARTIFICIALMENTE lo sviluppo (vedasi il fotovoltaico), ed è solo la politica che può creare gli strumenti per renderle praticabili (si vedano le biomasse, per le quali ci sono gli impianti ma non c'è più sufficiente biomassa, o gli stessi impianti ad olio vegetale, che sono ormai antieconomici coi prezzi attuali degli olii).

Il futuro prossimo, per l'italia, è lo spostamento più o meno massiccio verso l'aumento della produzione di energia elettrica, a scapito delle caldaie tradizionali e si spera a scapito del trasporto su gomma (chiaramente tutto politica permettendo). Significa che ci servirà più corrente elettrica, e li servono impianti di potenza, altro che chiacchiere.
Ora qualsiasi persona sana di mente sa che impianti di potenza significa: gas, carbone, nucleare, derivati petroliferi.
Si prenda atto della realtà e finalmente si faccia una politica energetica nazionale SERIA, che di marketing non ne abbiamo piu bisogno.
Abbiamo messo da parte il nucleare? Benissimo, si tiri una linea una volta per tutte. I prodotti petroliferi sono da anni non convenienti per la produzione elettrica, e quindi.....abbiamo un margine di manovra microscopico.
Stingery Smith non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-12-11, 11:38   #10 (permalink)
Member
 
L'avatar di fdg86
 
Data registrazione: May 2010
Messaggi: 2,946
Popolarità: 42949675
fdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond reputefdg86 has a reputation beyond repute
Non credo che non abbia alcuna possibilità di esistere, lo stanno costruendo e ci sono degli investimenti. Ti sbagli completamente, secondo me. Quando parli di auto ad aria compressa non so a cosa tu ti stia riferendo, non capisco come le due idee possano essere accostate.

Tante altre rinnovabili non sono affatto promettenti, ad es. solare, vento bassa quota, tidal - su questo sono perfettamente d'accordo con te. L'energia prodotta è poca e i costi sono elevati. Per il Kitegen il discorso è notevolmente diverso.

Se invece vuoi continuare a dire che il futuro farà schifo e non c'è alcuna possibilità di redenzione, accomodati. Non si tratta di fare marketing, ma di risolvere problemi concreti.

Ultima modifica di fdg86 : 13-12-11 alle ore 11:43
fdg86 non  è collegato   Rispondi citando
Rispondi

Segnalibri
Annunci 4wnet

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione Valuta questa discussione
Valuta questa discussione:

Regole messaggi
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 05:19.

Powered by vBulletin® versione 3.8.7
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.6.0

Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits
© 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer.