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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2009
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"Bolletta" energetica 2011 da record
Up: Fattura Energetica 2011 Record A 61,9 Mld (1 Update)
(ASCA) - Roma, 12 dic - Fattura energetica record nel 2011. Quest'anno il conto che l'Italia dovra' pagare per le sue forniture di energia tocchera' i 61,9 miliardi di euro, 8,9 miliardi in piu' rispetto al 2010. E' quanto emerge dal preconsuntivo 2011 dell'Unione petrolifera che ipotizza per l'anno prossimo un nuovo ritocco al rialzo del record fino a 65,3 miliardi di euro. Il dato di quest'anno rappresenta il valore piu' alto degli ultimi dieci anni in termini nominali ed e' influenzato dal balzo della fattura petrolifera salita di 6,5 miliardi a quota 34,9 miliardi di euro. Un livello, sottolinea l'Unione petrolifera, piu' alto persino di quanto pagato nel 2008 (32,5 miliardi) anno del record storico del petrolio, e pari al 3,9% del pil. L'aumento della fattura e' legato all'aumento del prezzo medio del greggio che quest'anno, pur non toccando i picchi del 2008, ha mantenuto un valore medio di 106,8 dollari al barile rispetto ai 78,1 dollari del 2010 (+36,7%) e ai 97,2 dollari al barile della media del 2008 (101,4 dollari reali ai valori attuali). Nel 2012, spiega l'UP, ''la fattura energetica potrebbe attestarsi sui 65,3 miliardi di euro nell'ipotesi in cui il greggio continuasse a mantenersi intorno ai 110 dollari/barile e le altre fonti su prezzi comunque elevati. Quanto a quella petrolifera, si prevede un valore compreso tra 33,6 e 43,4 miliardi di euro (con prezzi del greggio a 100-120 dollari)''. Ultima modifica di Capitan_D : 12-12-11 alle ore 18:11 |
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#3 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: May 2010
Messaggi: 350
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Citazione:
Greenpeace: dalle rinnovabili nel 2010 un terzo del fabbisogno elettrico europeo - ECO dalle CITTA' |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jul 2009
Messaggi: 805
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non è che chi ha il nucleare se la passa meglio.... poi se si guarda a questa tabella si nota che le importazioni petrolifere (quelle che quest'anno hanno fatto fare il "salto" al costo globale dell'energia) di francia e italia sono sostanzialemente simili, quindi i maggiori costi impatteranno anche su di loro. Il problema è il crude oil.. il nucleare non ci salverà (come neanche le rinnovabili a questo stadio di sviluppo)
Areva, licenziamenti in arrivo - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it PARIGI - Areva ha chiesto la sospensione del titolo in Borsa in attesa del consiglio di sorveglianza, chiamato ad approvare il nuovo piano strategico 2011-2016. Una riunione che servirà a ratificare tre misure capitali: il ridimensionamento degli organici, tagli agli investimenti e la constatazione che a fine anno i conti saranno in rosso. Si tratta naturalmente delle conseguenze legate alla catastrofe di Fukushima: in tutti i paesi del mondo l’atomo perde quota e Areva, numero uno al mondo dell’industria nucleare, vede ridursi le sue prospettive di crescita. E soprattutto deve fronteggiare la fine delle commesse di uranio provenienti dalla Germania e dal Giappone. Il consiglio dovrebbe anche occuparsi della nomina di un nuovo presidente: Jean-Cyrill Spinetta, infatti, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico per occuparsi a tempo pieno di Air France, di cui ha ripreso le redini poche settimane orsono. La riduzionde degli organici è il problema più delicato per un gruppo controllato dallo Stato all’83 per cento e con una campagna elettorale alle porte. Luc Orsel, convocato in novembre dal governo, quando erano circolate le prime indiscrezioni, aveva promesso di risparmiare la Francia, ma non sarà così: secondo ‘La Tribune’, i lavoratori che lasceranno l’azienda per andare in pensione non saranno rimpiazzati. Il che significa 1.000-1.200 persone (su 28 mila) nel 2012, 5-6 mila fino al 2016. Gli esuberi sarebbero proporzionalmente ben più importanti in Germania: sui 5 mila 700 dipendenti della società, 1.200-1.300 potrebbero essere incentivati ad andarsene. Una cifra che rappresenta il massimo sopportabile secondo l’Ig Metall, che accusa Areva di sacrificare la Germania per le pressioni del governo francese. Poco ancora si sa su quali saranno le perdite 2011, annunciate pochi giorni fa dal ministro dell’Industria, Eric Besson. La società ha comunicato che le perdite operative saranno comprese tra 1,4 e 1,6 miliardi di euro. Il piano strategico di Areva mira a ridurre i costi di 750 milioni entro il 2015, mentre gli investimenti verrebbero ridotti del 40 per cento a 7 miliardi di euro. Alcune attività potrebbero essere cedute. Secondo ‘La Tribune’, il gruppo dovrebbe accantonare nel 2011 fra uno e due miliardi di euro per far fronte ai costi più elevati per la costruzione di un Epr in Finlandia e al deprezzamento degli assets . Una cifra che lascia intravedere le «perdite importanti» annunciate da Besson, sicuramente le più ingenti dalla fondazione della società, nata nel 2011 con la fusione di tre industrie del settore nucleare.
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2010
Messaggi: 1,402
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Citazione:
CdT.ch - Fukushima, i costi sono alle stelle |
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2010
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Citazione:
SIamo fossili-dipendenti, IN QUALSIASI CASO, pertanto l'unica vera stupidata che abbiamo fatto è stata autolimitarci per motivi politici la diversificazione dei fornitori (leggasi South Stream e Libia su tutti). Se siamo mediamente incompetenti in materia di energia e sostanzialmente incompetenti in materia di geopolitica (quel geo li è la chiave della parola...sennò si chiamava politica estera), alla fine i fatti ci presentano il conto da pagare. Non ci vedo niente di strano. |
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Jul 2009
Messaggi: 805
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Citazione:
il problema è sempre quello, con l'attuale livello di sviluppo e di consumo andiamo dritti dritti verso una crisi energetica senza precedenti. Qui tutti predicano crescita e sviluppo economico ma con il costo dell'energia a questo livello e in continua crescita come potrà mai esserci crescita economica? siamo fossili-dipendenti.. e non si vedono vie alternative ![]()
Ultima modifica di Capitan_D : 13-12-11 alle ore 10:13 |
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2010
Messaggi: 619
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Citazione:
Il problema energetico c'è OGGI, non tra 30 anni, sennò a sto punto mettiamoci dentro anche la fusione nucleare, se dobbiamo fantasticare. E smettiamola anche con la fantasia che sono i petrolieri a bloccare lo sviluppo delle rinnovabili, quando sono i NUMERI a dirci che una grossa fetta delle rinnovabili semplicemente non può avere sviluppo. E' solo la politica a poterne decretare ARTIFICIALMENTE lo sviluppo (vedasi il fotovoltaico), ed è solo la politica che può creare gli strumenti per renderle praticabili (si vedano le biomasse, per le quali ci sono gli impianti ma non c'è più sufficiente biomassa, o gli stessi impianti ad olio vegetale, che sono ormai antieconomici coi prezzi attuali degli olii). Il futuro prossimo, per l'italia, è lo spostamento più o meno massiccio verso l'aumento della produzione di energia elettrica, a scapito delle caldaie tradizionali e si spera a scapito del trasporto su gomma (chiaramente tutto politica permettendo). Significa che ci servirà più corrente elettrica, e li servono impianti di potenza, altro che chiacchiere. Ora qualsiasi persona sana di mente sa che impianti di potenza significa: gas, carbone, nucleare, derivati petroliferi. Si prenda atto della realtà e finalmente si faccia una politica energetica nazionale SERIA, che di marketing non ne abbiamo piu bisogno. Abbiamo messo da parte il nucleare? Benissimo, si tiri una linea una volta per tutte. I prodotti petroliferi sono da anni non convenienti per la produzione elettrica, e quindi.....abbiamo un margine di manovra microscopico. |
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#10 (permalink) |
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Data registrazione: May 2010
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Non credo che non abbia alcuna possibilità di esistere, lo stanno costruendo e ci sono degli investimenti. Ti sbagli completamente, secondo me. Quando parli di auto ad aria compressa non so a cosa tu ti stia riferendo, non capisco come le due idee possano essere accostate.
Tante altre rinnovabili non sono affatto promettenti, ad es. solare, vento bassa quota, tidal - su questo sono perfettamente d'accordo con te. L'energia prodotta è poca e i costi sono elevati. Per il Kitegen il discorso è notevolmente diverso. Se invece vuoi continuare a dire che il futuro farà schifo e non c'è alcuna possibilità di redenzione, accomodati. Non si tratta di fare marketing, ma di risolvere problemi concreti. Ultima modifica di fdg86 : 13-12-11 alle ore 11:43 |
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