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Vecchio 11-12-11, 19:17   #1 (permalink)
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Scenari economici per l' Italia

Proviamo ad ipotizzare gli scenari economici futuri per l'italia, assumendo che :
1 la Germania non darà mai il consenso agli Eurobond e/o ad una Banca Centrale che sia prestatore di ultima istanza;
2 la manovra economica fatta in gran parte da nuove tasse, finirà per aggravare la recessione in Italia;
3 dati i primi due punti la speculazione tornerà a prendere di mira il debito italiano, e gli spread andranno di nuovo sopra i 500 punti e non riusciranno a scendere.
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Vecchio 11-12-11, 19:30   #2 (permalink)
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Proviamo ad ipotizzare gli scenari economici futuri per l'italia, assumendo che :
1 la Germania non darà mai il consenso agli Eurobond e/o ad una Banca Centrale che sia prestatore di ultima istanza;
2 la manovra economica fatta in gran parte da nuove tasse, finirà per aggravare la recessione in Italia;
3 dati i primi due punti la speculazione tornerà a prendere di mira il debito italiano, e gli spread andranno di nuovo sopra i 500 punti e non riusciranno a scendere.
Il futuro economico dell'Europa mediterranea somiglia a quello delle Repubbliche Marinare dopo la scoperta dell'America.
Passarono 100 anni prima che Venezia subisse il tracollo economico ed il dimezzamento dei suoi commerci.
Noi, a causa della globalizzazione, ci metteremo di meno, diciamo una ventina d'anni saremo come la Tunisia oggi, e non sarebbe nemmeno male visto che è uno dei paesi africani con piu' benessere.
Tempo 50/60 anni e forse saremo come la Mauritania.
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Vecchio 11-12-11, 19:34   #3 (permalink)
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Il futuro economico dell'Europa mediterranea somiglia a quello delle Repubbliche Marinare dopo la scoperta dell'America.
Passarono 100 anni prima che Venezia subisse il tracollo economico ed il dimezzamento dei suoi commerci.
Noi, a causa della globalizzazione, ci metteremo di meno, diciamo una ventina d'anni saremo come la Tunisia oggi, e non sarebbe nemmeno male visto che è uno dei paesi africani con piu' benessere.
Tempo 50/60 anni e forse saremo come la Mauritania.
Marco 1980,seguo poco questa sezione ma quando ci sono questo tipo di domande,sei sempre il primo a scrivere le risposte.
Sei sempre moloto ottimista sul futuro italiano

La cosa che più mi affascina è che citi tutto un ventaglio di stato,dal Montenegro all'Albania,Tunisia e Mauritania...e soprattutto noto un odio viscerale verso la U.K.
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Vecchio 11-12-11, 19:35   #4 (permalink)
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Scenario 1) Prestito FMI
Il Fmi, quando interviene concedendo prestiti ai paesi, si muove commissariando (e non salvando la apparenze come fa in questo momento l’Europa) i governi coinvolti. Il piano di rientro deve corrispondere a una serie di misure e date imposte dal Fondo. Soprattutto il paese che riceve gli aiuti viene di fatto escluso dal mercato dei capitali. Ciò per noi significherebbe avere un commissariamento doppio: uno di fatto a livello europeo, ed uno di diritto del Fondo monetario. Irlanda, Portogallo e Grecia in questo momento ricevono prestiti congiunti del Fmi e del Fondo salva stati della Ue. Fuori dall’eurozona, il Fondo si sta dedicando al salvataggio dell’Islanda. Ciò significa che Dublino, Lisbona e Atene hanno temporaneamente sospeso le loro emissioni di titoli di Stato finanziandosi con il prestito, peraltro concesso a tassi di favore (il 4,5 per cento ed il 3,5 per cento). L’effetto si ripercuote a pioggia sulle obbligazioni private, bancarie e industriali. Essendo la garanzia dei governi artificiale, in quanto sotto l’ombrello del Fmi, questi altri bond non hanno più né rating né paracadute.Per la precisione, il Fmi ha finora previsto tre tipi di intervento:
  • 1) Subordinazione: cioè controllo diretto del Fmi nelle posizioni chiave dell’apparato statale. È il caso dello Zaire dove funzionari del Fondo controllano la Banca centrale, il ministero delle Finanze, quello del Commercio estero e la Agenzia per la pianificazione.
  • 2) Convergenza (o meglio accordo di subordinazione): esistono gruppi economici e politici all’interno del paese debitore che fanno proprie le proposte del Fmi o ne adattano la prospettiva alla situazione concreta. È il caso del Messico, del Brasile, della Tanzania, del Kenya.
  • 3) Negoziazione e resistenza: il Fmi negozia con il paese da finanziare, ma la proposta è rifiutata o significativamente modificata direttamente dal governo o in seguito a protesta popolare; l’esempio storico è il Cile di Allende; più recente (1985) quello della Bolivia di Paz Estensoro in cui in risposta alla reintroduzione del programma di austerità voluto dal Fmi una giunta militare ha preso il posto del governo incapace di controllare la situazione.

I maggiori prestiti erogati dal Fondo sono stati nel 1997 ad un gruppo di paesi asiatici, nel 1998 alla Russia, ancora nel ‘98 al Brasile, nel 2000 alla Turchia e nel 2001 all’Argentina. I paesi in alcuni casi ne sono usciti rafforzati e anzi hanno spiccato il volo tra le economie emergenti (Brasile, Turchia), la Russia è tornata una potenza mondiale ed è entrata nel G8; mentre l’Argentina ne porta ancora le cicatrici. L’Italia non ha mai ricevuto prestiti diretti dal Fmi: negli anni 70, però, a corto di liquidità si rivolse alla Germania che ottenne a garanzia 516 e poi 650 tonnellate di lingotti d’oro delle riserve della Banca d’Italia. Il primo ammontare fu di due miliardi di dollari, e Bonn – dove allora era la capitale federale – non pretese solo la garanzia dell’oro ma un piano di austerity firmato da Giulio Andreotti ma dettato dal cancelliere Helmut Schmidt. Il termine “vincolo esterno” entrò nel gergo politico e nella finanza del Paese.

Ora si parla di un intervento da 4-600 miliardi di dollari, calcolati in base alla quota di diritti di prelievo che l’Italia ha nel Fondo: il 3,32 per cento pari a 7,9 milioni di diritti, cosa che fa di noi il settimo contributore del Fmi. È un importo che né l’Italia, né lo stesso Fondo sembrano in grado di sopportare. Più probabile allora un diverso tipo d’intervento: i due strumenti europei – il fondo salva-stati e la Bce – utilizzerebbero quelle del Fmi come garanzie collaterali per gli interventi su Spagna e Italia, con l’obiettivo di calmierare i tassi d’interesse richiesti a Roma e Madrid, riportandoli sotto al 5 per cento. È un procedimento bizantino, che ovviamente avrebbe egualmente un prezzo anche per noi e non scoraggerebbe la speculazione. Il solo fatto di indicare ai mercati un livello “accettabile” di tassi significa garantire loro una remunerazione che, per quanto inferiore ai livelli attuali, è comunque più alta di quella media del debito italiano fino a pochi mesi fa, che si attestava intorno al 3,5 per cento.

In altri termini si avrebbe un livellamento automatico verso l’alto. L’Europa ha certo bisogno di aumentare la propria capacità di fuoco, o di impugnare il bazooka come dicono gli inglesi e gli americani. Ma può farlo solo ricapitalizzando e trasformando la Bce in una banca centrale a tutti gli effetti, cioè garante di ultima istanza. Oppure attraverso gli eurobond, che tuttavia prevedono un itinerario molto lungo. Probabilmente alla fine si arriverà alla prima soluzione; senza dirlo per accontentare la Germania e non violare l’autonomia della Bce. Nel frattempo anche il Fondo monetario potrà svolgere un ruolo, che nel nostro caso potrà appunto essere di sola deterrenza. Se invece intervenisse davvero, ciò che ci aspetta farà impallidire la crisi attuale.

Ultima modifica di NuovaEra2012 : 11-12-11 alle ore 21:21
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Vecchio 11-12-11, 21:00   #5 (permalink)
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Creazione di un euro 2.Ovvero di un euro di serie A e uno di Serie B.
Questa manovra non fa che indebolire il paese e portarlo appunto alla pari del Portogallo,Spagna,Grecia e Irlanda.

Oppure se ci sarà il compimento del monitoraggio del FMI.Lo scenario sarà come quello argentino.
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Vecchio 11-12-11, 21:24   #6 (permalink)
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Scenario 2) HAIRCUT 25% come sostenuto alcuni giorni fà da Roubini...riporto l'articolo

Il debito pubblico italiano va immediatamente ridotto al 90% del Pil dall'attuale 120%, e per raggiungere l'obiettivo serve una riduzione del 25% dell'ammontare, da quasi 2000 miliardi a 1500''. Parola di Nouriel Roubini, economista della New York University, che illustra in un'intervista a Repubblica la sua ricetta anti crisi per l'Italia.
''Il taglio del debito è una manovra dura ma il vostro Paese ne ha bisogno per evitare la bancarotta – precisa -. Non siete all'insolvenza ma rischiate di perdere l'accesso al mercato. Ora avete un governo competente in grado di pilotare una ristrutturazione debitoria ordinata e che segua precisi principi contabili: se tarderete andrà a finire che sarete costretti a un default caotico e dagli esiti imprevedibili''.
Due per Roubini le strade per il cosiddetto ''haircut'':
  1. Una è la riduzione secca del 25% del valore nominale dei titoli in circolazione.
  2. L'altra consiste nella sostituzione dei buoni attuali con altri recanti lo stesso importo ma una più lunga scadenza, diciamo 20-30 anni, e una cedola più bassa'', quanto ''basta a raggiungere l'equivalente del 25% di haircut''.
La seconda ipotesi, spiega, ''è preferibile soprattutto per banche e assicurazioni che possono tenere i bond fino alla scadenza e non dovrebbero, a differenza della prima opzione, contabilizzare in bilancio vistose perdite''.
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Vecchio 11-12-11, 22:05   #7 (permalink)
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Proviamo ad ipotizzare gli scenari economici futuri per l'italia, assumendo che :
1 la Germania non darà mai il consenso agli Eurobond e/o ad una Banca Centrale che sia prestatore di ultima istanza;
2 la manovra economica fatta in gran parte da nuove tasse, finirà per aggravare la recessione in Italia;
3 dati i primi due punti la speculazione tornerà a prendere di mira il debito italiano, e gli spread andranno di nuovo sopra i 500 punti e non riusciranno a scendere.
Nel 2020
debito pubblico sotto il 100%
crescita 2%
disoccupazione 5%

Italia in forte recupero
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Vecchio 11-12-11, 22:38   #8 (permalink)
Comandante Ramius
 
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Proviamo ad ipotizzare gli scenari economici futuri per l'italia, assumendo che :
1 la Germania non darà mai il consenso agli Eurobond e/o ad una Banca Centrale che sia prestatore di ultima istanza;
2 la manovra economica fatta in gran parte da nuove tasse, finirà per aggravare la recessione in Italia;
3 dati i primi due punti la speculazione tornerà a prendere di mira il debito italiano, e gli spread andranno di nuovo sopra i 500 punti e non riusciranno a scendere.
Dopo ( quante ? ) altre manovre stile Monti ..elezioni 2013 vinte da Berlusconi che fa la campagna elettorale con la promessa, se eletto , di lasciare l'Euro e tornare alla Lira
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Vecchio 11-12-11, 23:19   #9 (permalink)
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Marco 1980,seguo poco questa sezione ma quando ci sono questo tipo di domande,sei sempre il primo a scrivere le risposte.
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La cosa che più mi affascina è che citi tutto un ventaglio di stato,dal Montenegro all'Albania,Tunisia e Mauritania...e soprattutto noto un odio viscerale verso la U.K.
Ti affascinano le maree di stron.z.ate?

Cmq, usando la teoria ecnomica di base (il solito modello di Solow): è necessario uno shock tecnologico positivo per far ripartire l'Europa, per far ripartire la sua crescita - se no, andremo tutti a put.tane.

Una concreta possibilità, che ispira vera fiducia e che è veramente difficile da avversare, è il KITE GEN:

http://kitegen.com/

un utilizzo massiccio dell'energia del vento ad alta altitudine ci consentirebbe di ottenere la piena autonomia energetica industriale (no automobilistica, ok, ma almeno industriale), e di ottenere un vantaggio comparato davvero notevole rispetto a chi si è dedicato allo sviluppo di tecnologie basate su uranio, carbone, vento "standard" o solare.

E' necessario premere FORTEMENTE per la sua implementazione su larga scala.

Ultima modifica di fdg86 : 11-12-11 alle ore 23:24
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Vecchio 12-12-11, 00:02   #10 (permalink)
'zzo guardi ?!?
 
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per curiosità..come è finita poi questa storia ?
abbiamo reso il prestito ?
l' oro è rientrato ?
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