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Vecchio 05-12-11, 13:12   #1 (permalink)
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Ocse: l'Italia è tra i paesi industrializzati con le maggiori disuguaglianze.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 dic - L'Italia e' uno
dei Paesi industrializzati con la maggiore disuguaglianza
dei redditi, anche perche' il divario tra ricchi e poveri e'
andato ampliandosi negli ultimi decenni. In base a uno
studio dell'Ocse, la Penisola e' all'ottavo posto tra i 34
Paesi aderenti all'Organizzazione per il divario dei redditi
tra le persone in eta' lavorativa ed e' quinta per
l'allargamento del gap tra la meta' degli anni 80 e la fine
degli anni 2000. La disuguaglianza in Italia e' "aumentata
drasticamente nei primi anni Novanta e da allora e' rimasta a
un livello elevato, nonostante un leggero calo verso la fine
del primo decennio degli anni Duemila", spiega il rapporto.
E' stato l'aumento dei redditi da lavoro autonomo a
contribuire in maniera importante all'ampliamento della
disuguaglianza. In generale a fronte di aumento medio dei
redditi in Italia tra il 1985 e la fine degli anni duemila
dello 0,8% (media Ocse 1,7%), il 10% piu' povero della
popolazione ha segnato un incremento limitato allo 0,2%
(Ocse 2,3%), contro l'incremento dell'1,1% del 10% piu' ricco
(Ocse +1,9%). Con un coefficiente Gini (che varia da zero
quando tutte le persone hanno lo stesso reddito a 1 quando
la persona piu' ricca percepisce tutto il reddito) pari a
0,337 alla fine dello scorso decennio, l'Italia ha una
disuguaglianza superiore alla media Ocse (0,314). Il divario
e' piu' marcato rispetto alla Spagna (0,317), pur restando
inferiore a Portogallo (0,353), Regno Unito (0,345), Usa
(0,378), Israele (0,371), Turchia (0,409), Messico (0,476) e
Cile, che e' il Paese con il maggiore gap tra ricchi e poveri
con lo 0,494. Nel 2008, il reddito medio del 10% piu' ricco
degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al
reddito medio del 10% piu' povero (4.877 euro), con un
aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1
di meta' degli anni 90. Il reddito dell'1% piu' ricco degli
italiani, che nel 1980 rappresentava il 7% del reddito
nazionale totale, nel 2008 era pari al 10% del totale. La
proporzione di reddito detenuta dallo 0,1% della popolazione
e' aumentata dall'1,8% al 2,6% nel 2004. Allo stesso tempo,
le aliquote marginali d'imposta sui redditi piu' alti si sono
quasi dimezzate passando dal 72% nel 1981 al 43% nel 2010.
Gli-
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Vecchio 05-12-11, 15:58   #2 (permalink)
SN ----> Chapter 7
 
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Ci sono altre letture , come quella di Noeri prof della Bocconi che riporta i dati di Banca Mondiale e Credit Suisse Researc:....

"........ ha ricostruito e messo a confronto la ricchezza lorda (finanziaria ed immobiliare) delle famiglie in 160 paesi. Per l’Italia ne esce un quadro inedito e quasi incoraggiante. In valori assoluti, la ricchezza mediana (quella dell’individuo che divide esattamente in due la popolazione) è infatti in Italia una delle tre più elevate al mondo (115mila dollari) e segue solo quella della Norvegia e dell’Australia (che sono due Paesi ricchissimi di materie prime)....."

quindi terzo posto di ricchezza mediana
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Vecchio 05-12-11, 16:06   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da manx Visualizza messaggio
Ci sono altre letture , come quella di Noeri prof della Bocconi che riporta i dati di Banca Mondiale e Credit Suisse Researc:....

"........ ha ricostruito e messo a confronto la ricchezza lorda (finanziaria ed immobiliare) delle famiglie in 160 paesi. Per l’Italia ne esce un quadro inedito e quasi incoraggiante. In valori assoluti, la ricchezza mediana (quella dell’individuo che divide esattamente in due la popolazione) è infatti in Italia una delle tre più elevate al mondo (115mila dollari) e segue solo quella della Norvegia e dell’Australia (che sono due Paesi ricchissimi di materie prime)....."

quindi terzo posto di ricchezza mediana
Comunque l'Ocse non parla di ricchezza mediana.
Parla di distribuzione dei redditi e di differenze tra ricchi e poveri.

C'è tanto ceto medio che sta diventando povero in Italia da qualche anno a questa parte.
Soprattutto in questa fase dell'economia mondiale mi sembra dannoso (ancor più in Italia) per un'economia sostenibile, ridurre in maniera tanto consistente la propensione al consumo.
Naturalmente anche dal punto di vista sociale tali differenze sono un'obbrobrio.

Ultima modifica di Dav. c. G. : 05-12-11 alle ore 19:39
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Vecchio 05-12-11, 19:36   #4 (permalink)
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vedremo che fine fara' la ricchezza immobiliare italiana...
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Vecchio 05-12-11, 19:47   #5 (permalink)
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Come stock di ricchezza delle famiglie mi pare che invece sia una di quello distribuite in modo meno diseguale.
Il famoso italico 10% che detiene il 45% della ricchezza va confrontato col 70% ed oltre degli Usa, ad esempio.
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-12-11, 20:04   #6 (permalink)
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Originalmente inviato da kasparek Visualizza messaggio
Come stock di ricchezza delle famiglie mi pare che invece sia una di quello distribuite in modo meno diseguale.
Il famoso italico 10% che detiene il 45% della ricchezza va confrontato col 70% ed oltre degli Usa, ad esempio.
Gli Usa infatti hanno una differenza tra i redditi superiore a quelli Italiani.

Se oggi l'Italia avesse gli stessi debiti e deficit degli Usa (pubblico, commerciale, privato), senza neanche poter stampare euro a go go, sarebbe già fallita.

Ultima modifica di Dav. c. G. : 05-12-11 alle ore 20:26
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