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Vecchio 30-11-11, 13:46   #1 (permalink)
in divenire
 
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Dove è più giusto e/o efficiente per risollevare i consumi prendere i soldi?

Prima di dividerci in tifosi su patrimoniale, pensioni e quant'altro occorre stabilire dei principi ed avere una visione di insieme.
Si possono tassare le seguenti voci:
Patrimoni
Redditi
Rendite
In quale percentuale tassarli per far quadrare i conti? E' giusto che chi produce reddito paghi un'aliquota superiore al 20% applicata sulle rendite? E' giusto che chi possiede grandi patrimoni se la cavi con la sola ICI? E' giusto che un onesto imprenditore arrivi a pagare oltre il 50% sui sui profitti derivanti da attività che creano ricchezza?

E' giusto parlare di funzione redistributiva delle tasse oppure chi è povero si arrangi e paghi anche per i ricchi?

Mi piacerebbe che chi è contrario alla patrimoniale si confrontasse con questi temi anziché dire no alla patrimoniale solo perché coinvolto personalmente nell'eventuale esborso...

Proviamo a volare un pò più alto? A parlare di princi anziché di convenienze?
serenanotte non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 30-11-11, 17:02   #2 (permalink)
the micro one
 
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Serenanotte è un nickname da si.ra/ina, quindi metto una rosa tra i denti prima di risponderti.

In un Paese civile, alias liberale, ci sono solo due funzioni insopprimibili: la gestione della Giustizia per dirimere le questioni tra i cittadini e la difesa della vita umana attraverso dei Corpi ad hoc militarizzati.

Tutto il resto - ossia i servizi di vario tipo - è una libera scelta democratica della cittadinanza, non un dovere.
Infatti per quanto riguarda istruzione, salute, previdenza e quant'altro, vi sono moltissimi schemi sociali differenti nel mondo industrializzato.

Il prelievo di quanto occorre per far funzionare tali servizi è quindi estremamente vario, in valore complessivo, e ricade ovviamente come dovere civico di tutti i cittadini che di quei servizi godono. Al limite nei modi progressivi che comunemente sono inseriti nella maggior parte delle Costituzioni.

Non esistono quindi, sotto il profilo filosofico, grosse difficoltà a interpretare e gestire correttamente la voce "prelievo fiscale", dato che in una società efficiente dovrebbe rappresentare una percentuale modesta della ricchezza prodotta per quanto riguarda i servizi essenziali, e variabile solo sulle precise scelte della popolazione.

Sorgono, le difficoltà, quando un Paese assume un assetto cattocomunista come l'Italia, nel quale una oligarchia di potenti depreda oltre la metà di quanto produce il cittadino per rendergli dei servizi insufficienti o comunque non proporzionali al costo.

Prima di parlare di principi nel prelievo fiscale, cercherei di verificare se il nostro Stato - divenuto incredibilmente un ente terzo - si merita una discussione concettuale.
O se invece la forma democratica e repubblicana statutaria non sia del tutto disattesa per cui qualsiasi principio se ne va in cavalleria e qualsiasi forma di lotta, eliminate o quasi le libertà individuali, sia lecita.
microalfa non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 30-11-11, 17:14   #3 (permalink)
da noi è uguale
 
L'avatar di oneone
 
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bisogna tassare di più attività, beni e patrimoni associati ad elevati consumi di energia
quindi carburanti, gas, acqua minerale, carne e abitazioni in maniera più che proporzionale rispetto alle dimensioni dimezzando l'iva su trasporti pubblici, frutta e verdura, impianti per fonti di energia alternative
queste considerazioni sono dettate dal fatto che un flusso di ricchezza abbandona il paese e va ridotto invitando i cittadini a scelte di risparmio di energia
oneone non  è collegato   Rispondi citando
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