Crisi: Francia e Germania preparano la nuova Europa
CRISI - Il tempo del salvataggio della zona dell’euro è in accelerazione. Un nuovo patto di stabilità di bilancio e la revisione del trattato franco-tedesco del 1963 saranno esaminati in occasione del vertice dell’Unione europea dell’8 e 9 dicembre.
L’orologio che misura le possibilità di sopravvivenza dell’euro è implacabile. Venerdì, dopo il fallimento del vertice tripartito Francia-Germania-Italia a Strasburgo, le tensioni hanno raggiunto il punto di non ritorno. Per Italia e Spagna, in particolare, la minaccia è rappresentata dal rischio di un default, paragonabile a quello della Grecia. Il Belgio, la cui instabilità politica è stata sanzionata da Standard & Poor’s con un pesante downgrade - il rating è stato abbassato da da
AA + ad AA - , sta seguendo lo stesso percorso.
La situazione è ormai critica. Il credit crunch non minaccia più solo il finanziamento delle imprese, ma anche quello del deficit pubblico. Per superare questa situazione, tutti gli occhi sono puntati sulla Banca centrale europea. Venerdì, avrebbe, secondo fonti di mercato, comprato debito italiano e spagnolo, senza impedire tuttavia l’impennata dei tassi di interesse. Dall’inizio della crisi greca, oltre al suo sostegno quasi illimitato alle banche, la BCE ha dovuto acquistare quasi 200 miliardi di euro di obbligazioni dello stato greco, italiano, portoghese e spagnolo. Questa azione non ha fatto rallentare l’inevitabile esplosione degli spread dei tassi.
Ufficialmente, la Germania continua ad opporsi a un intervento più ampio della BCE, a suo parere, contrario al mandato dell’istituto di Francoforte.
Secondo il quotidiano tedesco "
Die Welt am Sonntag",
Parigi e Berlino stanno lavorando ad un nuovo Patto di stabilità esclusivo, limitato (sul modello del trattato di Schengen) ad alcuni Stati membri della zona euro, e al rafforzamento degli obblighi fiscali comuni. Un altro modello potrebbe essere quella di adottare un approccio meramente bilaterale, includendo in sede di revisione del trattato franco-tedesco del 1963, un elevato grado di armonizzazione sociale e fiscale.
Questi due modelli potrebbero essere attuati contemporaneamente e potrebbero
evitare la complessa procedura di revisione dei Trattati. Il patto esclusivo avrebbe lo scopo di rendere automatiche le sanzioni nei confronti di quei paesi che non rispettano i loro impegni di bilancio, rendendo possibile il ricorso alla Corte di giustizia europea perché ne venga fatta rispettare l’applicazione, come ciò che viene fatto nel diritto europeo della concorrenza.
La domanda è se la garanzia sarà ritenuta sufficiente dalla BCE, cosa che le consentirebbe di svolgere appieno il suo ruolo di salvatore.