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#1 (permalink) |
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Data registrazione: May 2009
Messaggi: 6,426
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La Germania è in malafede
Non posso credere che veramente non abbiano capito ciò che sanno tutti, ovvero che è necessaria un'europa più integrata, che è necessario un debito comune.
Non posso credere che non notino che metà del mondo avanzato ha banche centrali che acquistano in asta titoli di stato, non posso credere che non vogliano questo neppure temporaneamente. Non posso credere che veramente ancora temano l'iperinflazione, una scusa per tutto. Nei prossimi mesi la tensione sul debito pubblico italiano continuerà, magari attenuandosi; la bce e/o altri enti interverranno come vorrà la Germania, senza risolvere i problemi, ma dandoci giusto il minimo per non farci fallire. In cambio di queste gentili concessioni, in italia accetteremo riforme recessive che distruggeranno la competitività delle nostre aziende. Le nostre imprese continueranno a finanziarsi ad un costo nettamente maggiore rispetto a quelle tedesche. La Germania non ha alcun interesse nè volontà di risolvere i problemi europei, mentre questi continueranno, la produzione, l'industria europea, si sposteranno progressivamente in germania. In italia lo smantellamento industriale a favore della germania è già cominciato e proseguirà con l'aiuto del nuovo governo. L'unica cosa che teme la Germania è che qualcuno comici ad uscire dall'euro. Tenteranno di ritardare la cosa in ogni modo per qualsiasi paese e quando qualcuno uscirà, avrà già perso una fettona consistente dell'industria nazionale. Dopo che Papandreou ha proposto il referendum è salito al potere un euroburocrate non eletto e gradito ai tedeschi. E in italia? Ultima modifica di piof : 21-11-11 alle ore 03:05 |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2009
Messaggi: 6,426
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Invece guarda qui cosa fa il parlamento tedesco: Le tasse in Irlanda? Le decide il parlamento tedesco Le tasse in Irlanda? Le decide il parlamento tedesco | Linkiesta.it Discute di un aumento delle tasse...in Irlanda! |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: May 2010
Messaggi: 2,946
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Forse non lo puoi credere, ma credo proprio che i cittadini tedeschi pensino sia così. Di nuovo, uso i commenti dei lettori ai tre principali giornali tedeschi come "termometro" (FAZ, Handelsblatt, Suddeutsche Zeitung).
Ai piani alti, sicuramente no. Ma considera lo scenario: stampare farebbe perdere contemporaneamente il consenso dell'elettorato e il consenso dell'industria. Quale politico potrebbe suicidarsi in questo modo? Ci vorrebbe un governo tecnico anche in Germania. Un'altra possibilità, spesso paventata in questo stesso forum, è un'uscita unilaterale della Germania. Potrebbe funzionare. Per quanto riguarda l'export: una buona parte dell'export tedesco è intra-UE. Dunque una svalutazione dell'euro andrebbe ad aumentare il "prezzo relativo" delle merci tedesche rispetto alle merci italiane o francesi, posto che ora il differenziale in competitività con cambio fisso (ovvero, in ore richieste per creare un prodotto di qualità X) crea una specie di dumping per i tedeschi e che il loro mercato del lavoro nelle regioni industrializzate è quasi a piena occupazione... Certo è vero che in una situazione normale la moneta-germania dovrebbe rivalutarsi, dunque svalutando non si sa esattamente se il riallineamento di francia e italia andrà a compensare l'ulteriore "dumping" tedesco. Ultima modifica di fdg86 : 21-11-11 alle ore 07:30 |
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#6 (permalink) |
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SN ----> Chapter 7
Data registrazione: Jun 2004
Messaggi: 22,791
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c'è una progressiva perdita di democrazia in Europa , dall'introduzione di strampalate Costituzioni di 800 articoli ( invece degli 8 degli Stati Uniti) , imposte da euroburocrati eletti da non si sa chi , dal contenuto oscuro , all'imposizione della linea economica a svariate nazioni decisa da una sola nazione che non ha alcun diritto di imporre la sua linea .
E' un regime nebbioso in cui non esiste neanche più la sovranità nazionale e c'è solo quella tedesca . A voler passare sul biologico sembra quasi una innata tendenza genetica dei tedeschi quella di voler imporre l'egemonia all'Europa , star bene in casa propria e schiavizzare i territori circostanti . E' la terza volta che lo fanno. Invece di scodinzolare da servi , e guaire singolarmente davanti ai diktat tedeschi , gli stati che iniziano a ristrutturarsi farebbero bene a coalizzarsi per ottenere condizioni che garantiscano la sopravvivenza e la crescita . Se non esiste un prestatore di ultima istanza che intervenga come fanno tutti gli stati nei momenti di crisi economica , allora non ha senso l'europa e rininciare alla sovranità nazionale . Cinque anni al 7% corrisponde, come cifra in gioco , ad un default del 30%: allora a questo punto meglio non pagare, magari creditori che puntano contro di noi, e liberarci del giogo tedesco, che pagare perdendo sovranità e capacità di crescere |
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#8 (permalink) |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
Messaggi: 14,451
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La Germania drena tutta la liquidità dell'Eurozona
Non sono la Grecia, la Spagna, l’Italia e compagnia bella che stanno uscendo dall’euro; è la Germania che sta uscendo. Finché c’era un euro a due velocità, con i reprobi del Club Med da una parte e una numerosa pattuglia composta da Germania, Francia e parecchi piccoli Stati virtuosi dall’altra, si poteva accusare la banda del buco (di bilancio) composta da Italia e soci di non fare il proprio dovere finanziario; ma adesso che gli «spread», cioè i micidiali differenziali di rendimento con i titoli tedeschi, stanno crescendo ovunque, anche in Francia, anche in Austria eccetera, e il gioco sta diventando Germania da una parte e tutti gli altri dall’altra (presto l’Eurozona sarà 1 Paese contro 26), la chiave di lettura buoni/ cattivi perde di senso. Ma perché le cose vanno così? Si dice (ed è vero): il differenziale di rendimento misura la diversa rischiosità dei vari titoli di Stato rispetto ai Bund tedeschi e poi viene amplificato dalla speculazione. Ok. Però Massimo Siano, che da Londra è responsabile per l’Italia di Etf Securities (investimenti in oro, energia e materie prime,) punta il dito anche su un altro fattore: «C’è una ragione strutturale, a quanto pare non prevista dai padri dell’euro, per cui la Germania sta drenando tutta la liquidità dell’Eurozona. Prima dell’euro, quando un’azienda doveva fare un investimento o qualunque altra grande operazione in Italia, oppure in Spagna eccetera, si copriva dal rischio di cambio stipulando un contratto pronti-controtermine in valuta locale. In pratica: l’investitore straniero vendeva, per esempio, titoli americani in dollari o giapponesi in yen e ne comprava italiani o spagnoli in lire, pesos eccetera. Adesso, la valuta locale nell’Eurozona è ovunque l’euro. Perciò, tutte le operazioni Pct fatte da stranieri avvengono in euro. Ma quali titoli vengono comprati? Sempre e solo quelli con la tripla A, cioè francesi o tedeschi, e anzi, ora che il mercato ha già deciso di non credere più alla tripla A della Francia, tutte le operazioni del tipo che ho detto, fatte in Italia, in Spagna, in Francia eccetera, comportano un pronti-contro-termine in Bund tedeschi e un afflusso di liquidità nella sola Germania. Così i Bund tedeschi sono sempre più richiesti, e rendono sempre meno, e lo spread con tutti gli altri Paesi si divarica». Come si esce da questo meccanismo infernale? «In due modi. O si fanno gli eurobond, ma i tedeschi non vogliono, perché dal sistema attuale hanno tutti i vantaggi. Oppure tutti i Paesi dell’euro devono avere la tripla A. Devono azzerare il deficit e non aver più bisogno di emettere bond. Ovviamente è una cura da cavallo che scatenerebbe una recessione pesantissima, ma poi l’economia ripartirebbe. Meglio così che dieci o vent’anni di stenti come in Giappone». Ma Siano dice che la cura sarebbe più facile per l’Italia che per altri Paesi, tipo la Francia: «Una volta azzerato il deficit, l’Italia è risanata. Abbiamo già un avanzo primario di bilancio (al netto degli interessi) e le banche italiane sono più solide rispetto alla media europea. Invece la Francia non ha l’avanzo primario e le sue banche sono strapiene di titoli governativi con rischi più elevati come quelli della Grecia. Perciò dopo la crisi dei Pigs arriva quella del Cock, insomma del Galletto francese. Invece, se Mario Monti azzera subito il deficit per noi è fatta». E in questa situazione il risparmiatore come investe? Siano dà consigli coerenti con la previsione di una recessione: «Bisogna comprare oro e argento, beni rifugio, e stare alla larga dalle azioni. “Trend is your friend” e non vedo trend di ripresa economica». Luigi Grassia - La Stampa |
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Data registrazione: Dec 2003
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Più che l'inflazione temono la perdita di sovranità nel senso che la loro identità nazionale sarebbe diluita in un calderone debitorio europeo di cui non si sentono far parte... per i fratelli dell'est questo ed anzi molto di più è stato fatto... ma erano tedeschi che aiutavano i tedeschi. Citazione:
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L'euro per la Germania è stato un cuscinetto verso i BRIC +1000... perderlo non sarà un scherzo neanche per i krukki. |
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Data registrazione: May 2009
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Non credo siano interessi elettorali, ma precise scelte di politica economica. |
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