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Vecchio 19-11-11, 09:29   #1 (permalink)
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Nuove idee da Berlino su come finanziare il debito.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 18 nov - Finanziare
parzialmente il debito attraverso un fondo garantito
collettivamente dagli stati Eurozona, con scadenze di
ripagamento fisse e sotto strette condizioni per portarlo
entro 20-25 anni al limite del 60% del prodotto lordo. Nel
fuoco di un confronto rovente sul ruolo della Bce e del
Fondo salva-stati nella gestione della crisi finanziaria,
con Parigi e Berlino di nuovo ai ferri corti, ecco una
proposta destinata a far discutere parecchio sia per il
contenuto - e questo e' ovvio - sia per il pulpito da cui
proviene: e' un pulpito tedesco, segnatamente il gruppo degli
esperti economici che consiglia governo federale e
parlamento. Non dei liberi pensatori, dunque. Meglio noti
come i 'cinque saggi' dell'economia tedesca, Wolfgang Franz,
Wolfgang Wiegard, Peter Bofinger, Beatrice Weder di Mauro e
Christoph Schmidt, hanno sfondato quello che in Germania
viene considerato un muro: l'idea di mutualizzare, cioe' di
trasferire a una entita' collettiva europea, la
responsabilita' di garantire una parte del debito pubblico
degli stati.
La cancelliera Angela Merkel ha gia' fatto sapere di essere
contraria perche' l'idea di un fondo per il debito Eurozona
di questa natura non avrebbe basi legali e non reggerebbe
alle obiezioni della Corte costituzionale tedesca. Resta il
fatto che la proposta si inserisce perfettamente in una
strategia che sta trovando molti piu' sostenitori di quanto
si voglia credere, lungo la linea degli Eurobond rilanciati
un anno fa dal presidente dell'Eurogruppo Jean Claude
Juncker e da Giulio Tremonti. Per inciso, Mario Monti
ritiene che l'Eurobond come strumento di gestione del debito
nell'Eurozona e non come mezzo per finanziare nuova spesa
pubblica e' una delle risposte giuste alla crisi finanziaria
europea, via di gran lunga preferibile all'acquisto di
titoli pubblici da parte della Bce.
I 'cinque saggi', pero', non vogliono un Eurobond e sta
proprio qui l'interesse per la loro idea. Propongono un
patto per il rimborso del debito con l'obiettivo di portare
il debito/pil sotto il 60% attraverso un normale fondo di
rimborso e vincoli precisi per i paesi che vi partecipano.
La caratteristica fondamentale e' che il fondo si riduce
automaticamente nel tempo sulla base di ripianamenti
obbligatori fissati in anticipo ed e' questo che lo rende
fondamentalmente diverso dagli Eurobond.
Concretamente funzionerebbe cosi': il debito pubblico degli
stati eccedente il 60% del pil sarebbe trasferito al Fondo
comune garantito dagli stati membri: questi sono obbligati a
rimborsare autonomamente il debito trasferito in 20-25 anni
(piu' o meno e' lo sforzo previsto dalla regola del taglio di
un ventesimo l'anno del debito appena stabilita dalle norme
europee). Inoltre entreranno in funzione dei "freni"
nazionali per limitare il debito. Per stabilizzare i mercati
finanziari, dicono i 'cinque saggi', viene offerta la
possibilita' ai paesi di coprire i bisogni attuali di
finanziamento attraverso il Fondo. I debiti esistenti non
sono trasferiti al Fondo tutti in una volta, ma via via in
cinque anni per fornire "forti incentivi alla disciplina di
bilancio". Da allora in poi il debito esistente
comprenderebbe la parte per la quale lo stato e'
individualmente responsabile che e' del 60% del pil e la
parte che eccede tale livello trasferita al Fondo. Anche
questa viene ripagata dello stato in questione. In sostanza
il singolo stato sostiene l'onere di responsabilita'
primaria, il Fondo entra, se e' necessario, in seconda
battuta. La garanzia collettiva durante la fase di
ripagamento del debito implica la creazione di bond "sicuri"
che possono stabilizzare il sistema finanziario europeo.
Secondo i calcoli dei 'saggi' il Fondo Eurozona di
rimborso del debito accumulerebbe titoli per 2300 miliardi
con l'Italia al primo posto con una quota di titoli italiani
del 41% seguita da Germania con il 25%. Il debito garantito
esclusivamente dagli stati membri non deve mai superare il
60% del pil definito dal Trattato di Maastricht. La garanzia
collettiva dovra' essere affiancata da una stretta disciplina
di bilancio: il deficit strutturali non dovra' superare lo
0,5% del pil, la garanzia viene sospesa se non vengono
rispettati gli impegni di bilancio e per la crescita, ogni
paese deve impegnarsi ad aumentare le imposte se necessario
per garantire i pagamenti al fondo, dovra' usare come
collaterale una parte delle riserve per coprire un quinto
del credito sottoscritto.
Aps-y-
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Vecchio 19-11-11, 11:23   #2 (permalink)
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L'ennesima idea per sbolgnare al pantalone tedesco il debito pubblico detenuto dalla banche Franzose e Tedesche...

Mi sa che i krukki non sono così rin********ti... la BCE inflaziona se la Cermania non vuole la Cermania esce. Altro non c'è.
pixy non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-11-11, 18:28   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da pixy Visualizza messaggio
L'ennesima idea per sbolgnare al pantalone tedesco il debito pubblico detenuto dalla banche Franzose e Tedesche...

Mi sa che i krukki non sono così rin********ti... la BCE inflaziona se la Cermania non vuole la Cermania esce. Altro non c'è.
E' una proposta che viene da 5 tedeschi.
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Vecchio 20-11-11, 02:04   #4 (permalink)
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ok, sarebbe una dilazione di 20-25 anni per il rimborso del debito pubblico ma rimane il pb di come si possa rimborsare **obbligatoriamente** un debito in euro quando si e' in recessione conclamata...
kimo non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-11-11, 08:48   #5 (permalink)
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ok, sarebbe una dilazione di 20-25 anni per il rimborso del debito pubblico ma rimane il pb di come si possa rimborsare **obbligatoriamente** un debito in euro quando si e' in recessione conclamata...
Questo è il problema più grande.

Si risolve solo se nei prossimi 25 anni a cominciare dall'Italia, fai le riforme per la crescita e la competitività. E se l'Europa cominciasse a mettere un pò in riga la Cina con i suoi metodi non corretti sul cambio, gli incentivi alle esportazioni e tasse alle importazioni ne verrebbe un bell'aiutino.

Il mondo non è in recessione; è l'Europa che presto lo sarà.
Ed una riduzione dei tassi della BCE unita ad una sana svalutazione potrebbe aiutare.

E poi la governance europea; ma ci vorranno anni.
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Vecchio 21-11-11, 13:36   #6 (permalink)
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Originalmente inviato da Dav. c. G. Visualizza messaggio
Questo è il problema più grande.

Si risolve solo se nei prossimi 25 anni a cominciare dall'Italia, fai le riforme per la crescita e la competitività. E se l'Europa cominciasse a mettere un pò in riga la Cina con i suoi metodi non corretti sul cambio, gli incentivi alle esportazioni e tasse alle importazioni ne verrebbe un bell'aiutino.
E se si risolve una volta per tutte il problema del signoraggio.
Se gli stati si finanziano sempre dallo stesso emettitore potrai anche ridurre a zero le spese statali ma il debito non scompare, dovresti far scomparire la moneta e reintrodurre il baratto.
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