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Vecchio 20-11-11, 13:23   #51 (permalink)
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beh, il prelievo fiscale è diverso da quello previdenziale, al minimo i contibuti previdenziali verranno restituiti sotto forma di pensione, al massimo, per chi percepisce una pensione calcolata col sistema retributivo, verranno restituiti con un bel bonus.
Se lo schema di Ponzi si rompe, i contributi previdenziali saranno restituiti con una sonora scoreggia. Hai visto la struttura demografica italiana?
L'INPS è un sistema a ripartizione, per renderlo sostenibile ci sono solo 2 modi: si aumenta il numero degli iscritti allo schema di Ponzi (ma la struttura demografica italiana va in direzione opposta) oppure si continuano ad aumentare le aliquote contributive (come già si vocifera nella riforma Fornero - che per il resto, se si prende come fonte gli articoli della Fornero stessa dell'ultimo anno sul sole 24 ore, spero che venga applicata senza tante questioni).
L'alternativa è la rottura dello schema, che prima o poi si avrà (ovviamente chi è obbligato a partecipare allo schema spera che la rottura avvenga se ci ha partecipato poco, oppure dopo che ha praticamente ri-ottenuto tutti i soldi che ci ha messo).

Io ho giocato per 10 anni nello schema, e sarei favorevole alla sua rottura immediata (fan.c.u.l.o ai pensionati in essere, che vengano mantenuti dai loro figli se ce li hanno E NON IL CONTRARIO). Quando avrò versato per 30 anni (10 stipendi lordi *interi*, insomma la casa che non ho potuto fin qui acquistare) la mia idea sarà differente e spererò a quel punto di vedermi restituito qualcosa.
CamalloSospetto non  è collegato   Rispondi citando
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Vecchio 20-11-11, 14:48   #52 (permalink)
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Se lo schema di Ponzi si rompe, i contributi previdenziali saranno restituiti con una sonora scoreggia. Hai visto la struttura demografica italiana?
L'INPS è un sistema a ripartizione, per renderlo sostenibile ci sono solo 2 modi: si aumenta il numero degli iscritti allo schema di Ponzi (ma la struttura demografica italiana va in direzione opposta) oppure si continuano ad aumentare le aliquote contributive (come già si vocifera nella riforma Fornero - che per il resto, se si prende come fonte gli articoli della Fornero stessa dell'ultimo anno sul sole 24 ore, spero che venga applicata senza tante questioni).
L'alternativa è la rottura dello schema, che prima o poi si avrà (ovviamente chi è obbligato a partecipare allo schema spera che la rottura avvenga se ci ha partecipato poco, oppure dopo che ha praticamente ri-ottenuto tutti i soldi che ci ha messo).

Io ho giocato per 10 anni nello schema, e sarei favorevole alla sua rottura immediata (fan.c.u.l.o ai pensionati in essere, che vengano mantenuti dai loro figli se ce li hanno E NON IL CONTRARIO). Quando avrò versato per 30 anni (10 stipendi lordi *interi*, insomma la casa che non ho potuto fin qui acquistare) la mia idea sarà differente e spererò a quel punto di vedermi restituito qualcosa.
l'inps si autosostiene, se si tolgono i suoi oneri assistenziali e si considerano solo quelli previdenziali.
mark. non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-11-11, 15:27   #53 (permalink)
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l'inps si autosostiene, se si tolgono i suoi oneri assistenziali e si considerano solo quelli previdenziali.
L'INPS si sostiene adesso perché ci sono ancora tanti lavoratori e non così tanti (pur essendo comunque troppi) pensionati.
Quando l'onda demografica del baby-boom italiano si abbatterà sulle casse dell'INPS, l'INPS (e l'INPDAP) avrà vita assai dura.
Guardati l'evoluzione della piramide (si fa per dire, è un minareto in realtà) delle età della popolazione e le simulazioni ISTAT.

Nel 2040 la classe di età con il maggior numero di rappresentanti sarà quella dei 70enni.
Nel 2050 la classe di età con il maggior numero di rappresentanti sarà quella dei 75enni (cioè dei miei coscritti).

Dove pensiamo di andare con le frasi fatte della CGIL e di Nichi Vendola? Dobbiamo ragionare sui numeri e sulla demografia, non sulle ideologie.

Molto istruttivi anche gli altri grafici che si trovano qui
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Vecchio 20-11-11, 15:34   #54 (permalink)
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si vede che non hai mai lavorato in svizzera.
io si, e ti posso dire che le agenzie interinali fanno affari d'oro.
io ho lavorato sia in italia che in svizzera, in itlia ho lavorato in varie aziende, la gran parte dei lavoratori italiani non è tutelata dall'art.18, ed anche nelle grandi aziende, se si vuole licenziare si licenzia.
in svizzera è piu facile, forse, ma chi ne paga le conseguenze è il lavoratore, nelel ditte svizzere si vive in un clima di intimidazione.
Io in svizzera non ci ho "lavorato" da dipendente. Ci faccio l'imprenditore e i dipendenti li assumo.

Dell'articolo 18 non se ne fanno niente. I dipendenti sanno che DEVONO lavorare. Se lavorano stanno tranquilli. Se non lavorano vengono lasciati a casa. Tu lo chiami "clima di intimidazione"? Io lo chiamo sistema che funziona in tutto il mondo, tranne in qualche paese delle banane come in italia.

In più come sai se hai lavorato in svizzera, ci sono delle tutele crescenti. Quindi se domani ti lascia a casa dopo anni di lavoro, ti da varie mensilità di stipendio.
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Vecchio 20-11-11, 15:39   #55 (permalink)
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Ma dove vivi tu che credi ancora ai giornaletti da strapaese invece di informarti come si deve sui siti istituzionali.

Andiamo sul sito dell'INPS
Aliquote contributive

Avrai il piacere di scoprire che, a fronte di 100 di stipendio lordo per un impiegato dell'industria in un'azienda con meno di 50 dipendenti il versamento complessivo all'INPS è 39,05. Se cerchi un po' di più trovi tranquillamente contribuzioni da 41.

Ancora più chiaro qui:
http://www.inps.it/circolarizip/circ...to%20n%201.pdf
Tabella 1.2: per gli operai il pizzo da pagare all'inps è 41,27 di cui:
  • 9,49 si vede in busta paga e il restante 31,78 lo versa l'azienda
  • 33 è per il fondo (ahahah i soldi se li mangiano subito, altro che fondo) pensioni, il restante 8,27 sparpagliato fra disoccupazione, CIGO, CIGS, mobilità, malattia, maternità

Io onestamente vedo tutto come pressione fiscale indistintamente. Alle promesse pensionistiche di uno Stato che fa 6 riforme pensionistiche in 15 anni credo poco.

Aggiungo un'ultima cosa: l'invenzione della busta paga e del fantomatico lordo è la più grossa inc.u.l.ata nei confronti del lavoro dipendente, perché nasconde ai dipendenti il costo del lavoro.
Pensa che rivoluzione si avrebbe se nelle buste paga ci fossero scritti 3 numeri:
1. Il tuo datore di lavoro ha pagato 140
2. Io stato ME NE PRENDO 70
3. A te ne possono bastare 70, ma se li spendi ricordati di pagarmi l'IVA.

Pressione fiscale REALE sul lavoro dipendente 57%
Finalmente qualcuno che posta le cifre e non copincolla gli articoletti dei giornali

L'avevo già scritto anch'io ma si vede che non capiscono

L'italia ha il DIFFERENZIALE tra stipendio lordo e netto più alto d'europa. Che porta ad avere gli stipendi netti più bassi e gli stipendi lordi tra i più alti (che nella classifica non appare, perchè come hai spiegato tu il 30% di oneri per il datore di lavoro non appaiono in busta). Tra i più alti, non vuol dire che sono i più alti d'europa (in svezia un dipendente prende 3000 euro netti), ma che sono SOPRA la media, mentre gli stipendi netti sono tra i più BASSI.

Poi arriva quello che si è letto l'articoletto sul giornalino dei piccoli, e vuole contestare quello che gli sta spiegando chi queste cose le fa nel mondo reale

Incominciate a leggere ed imparare, invece che leggere e commentare

Ultima modifica di ellegus : 20-11-11 alle ore 15:43
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Vecchio 20-11-11, 15:59   #56 (permalink)
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L'avevo già scritto anch'io ma si vede che non capiscono

L'italia ha il DIFFERENZIALE tra stipendio lordo e netto più alto d'europa. Che porta ad avere gli stipendi netti più bassi e gli stipendi lordi tra i più alti (che nella classifica non appare, perchè come hai spiegato tu il 30% di oneri per il datore di lavoro non appaiono in busta).
Credo che la difficoltà nella comprensione sia nell'uso del termine "stipendio lordo". Tu da imprenditore lo vedi come il "costo complessivo del lavoro" (e dal mio punto di vista, anche se sono un modesto impiegato, è il modo corretto di chiamarlo).
Purtroppo a causa dell'opacità delle buste paga italiane, grossa parte dei dipendenti italiani sono convinti che lo stipendio lordo citato in busta paga sia corrispondente al costo del lavoro; in realtà si tratta di un numero sprovvisto di qualunque significato reale e crea solo confusione (come testimonia questo thread)

Per evitare ambiguità io parlerei di "costo complessivo del lavoro" (che in Italia comprende non solo la contribuzione INPS ma anche l'accantonamento TFR pari a 6,91%, la quota IRAP 3,9%, 1%-1,2% di contributo aggiuntivo al fondo pensionistico complementare se il dipendente versa altrettanto) invece di "lordo" che purtroppo in Italia ha assunto un altro significato.
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Vecchio 20-11-11, 16:04   #57 (permalink)
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Andiamo sul sito dell'INPS
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Avrai il piacere di scoprire che, a fronte di 100 di stipendio lordo per un impiegato dell'industria in un'azienda con meno di 50 dipendenti il versamento complessivo all'INPS è 39,05. Se cerchi un po' di più trovi tranquillamente contribuzioni da 41.

Ancora più chiaro qui:
http://www.inps.it/circolarizip/circ...to%20n%201.pdf
Tabella 1.2: per gli operai il pizzo da pagare all'inps è 41,27 di cui:
  • 9,49 si vede in busta paga e il restante 31,78 lo versa l'azienda
  • 33 è per il fondo (ahahah i soldi se li mangiano subito, altro che fondo) pensioni, il restante 8,27 sparpagliato fra disoccupazione, CIGO, CIGS, mobilità, malattia, maternità

Io onestamente vedo tutto come pressione fiscale indistintamente. Alle promesse pensionistiche di uno Stato che fa 6 riforme pensionistiche in 15 anni credo poco.

Aggiungo un'ultima cosa: l'invenzione della busta paga e del fantomatico lordo è la più grossa inc.u.l.ata nei confronti del lavoro dipendente, perché nasconde ai dipendenti il costo del lavoro.
Pensa che rivoluzione si avrebbe se nelle buste paga ci fossero scritti 3 numeri:
1. Il tuo datore di lavoro ha pagato 140
2. Io stato ME NE PRENDO 70
3. A te ne possono bastare 70, ma se li spendi ricordati di pagarmi l'IVA.

Pressione fiscale REALE sul lavoro dipendente 57%
bravo ma non solo, non dimenticare l'irap che e' una tassa sul lavoro e si conteggia nel costo lavoro e neppure i costi dei consulenti paghe e contributi che in un sistema cosi' complesso e artificialmente reso nebuloso costano in media di piu' che negli altri paesi

poi dopo aver percepito il netto il lavoratore oltre all'iva si trovera' a pagare quelle tariffe che sono tasse mascherate che negli altri paesi sono comprese nell'irpef gia' pagata, tariffe r sui rifiuti, tariffe sull' istruzione, tariffe sull'energia, sulle bollette di ogni tipo, sui passi carrabili

la verita' e' che la pressione fiscale e' ben oltre l'80% del totale

si sembra incredibile ma in un utopico modello senza tasse il singolo dipendente vive e spende realmente per se stesso si e no il 20% del suo stipendio

ma e' ovvio che tutto cio' venga il piu' possibile celato al cittadino medio, che pensa che siamo noi completamente pazzi a scrivere queste cose
romanico non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-11-11, 16:42   #58 (permalink)
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Credo che la difficoltà nella comprensione sia nell'uso del termine "stipendio lordo". Tu da imprenditore lo vedi come il "costo complessivo del lavoro" (e dal mio punto di vista, anche se sono un modesto impiegato, è il modo corretto di chiamarlo).
Purtroppo a causa dell'opacità delle buste paga italiane, grossa parte dei dipendenti italiani sono convinti che lo stipendio lordo citato in busta paga sia corrispondente al costo del lavoro; in realtà si tratta di un numero sprovvisto di qualunque significato reale e crea solo confusione (come testimonia questo thread)
Si, ma è anche vero che ho spiegato più volte che lo stipendio lordo si intende il totale che paga l'azienda e non quello che "appare" al lavoratore.

Quindi se uno ha difficoltà di comprensione su quello che legge si faccia aiutare da un insegnante di sostegno e non stia a scrivere di economia
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Vecchio 20-11-11, 17:22   #59 (permalink)
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beh, il prelievo fiscale è diverso da quello previdenziale, al minimo i contibuti previdenziali verranno restituiti sotto forma di pensione, al massimo, per chi percepisce una pensione calcolata col sistema retributivo, verranno restituiti con un bel bonus.
---> e neanche questo e' vero per due motivi:
1) il calderone dello Stato -da cui attingono le mille mani dello spreco- e' unico e quindi i contributi non sono messi "in un posto speciale" a salvaguardia dei diritti pensionistici futuri;
2) Non si conosce quale sara' la tassazione sulle future pensioni quindi in definitiva non si conosce la relazione esistente tra contributi versati e pensioni nette restituite...al limite lo Stato potrebbe anche non restituire nulla dei contributi versati...
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Vecchio 20-11-11, 17:55   #60 (permalink)
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Credo che la difficoltà nella comprensione sia nell'uso del termine "stipendio lordo". Tu da imprenditore lo vedi come il "costo complessivo del lavoro" (e dal mio punto di vista, anche se sono un modesto impiegato, è il modo corretto di chiamarlo).
Purtroppo a causa dell'opacità delle buste paga italiane, grossa parte dei dipendenti italiani sono convinti che lo stipendio lordo citato in busta paga sia corrispondente al costo del lavoro; in realtà si tratta di un numero sprovvisto di qualunque significato reale e crea solo confusione (come testimonia questo thread)

Per evitare ambiguità io parlerei di "costo complessivo del lavoro" (che in Italia comprende non solo la contribuzione INPS ma anche l'accantonamento TFR pari a 6,91%, la quota IRAP 3,9%, 1%-1,2% di contributo aggiuntivo al fondo pensionistico complementare se il dipendente versa altrettanto) invece di "lordo" che purtroppo in Italia ha assunto un altro significato.
la verità è che c'è gente in malafede, tipo mark, per non fare nomi
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