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#1 (permalink) |
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Cogito ergo sum
Data registrazione: Mar 2007
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I dubbi dei fondi sovrani su eurolandia
Ue: Norvegia ha dubbi su nuove emissioni Efsf (MF)
Dowjones MILANO (MF-DJ)--Il Fondo sovrano norvegese, il piu' grande del mondo, mette in dubbio la sua partecipazione alle nuove emissioni del Fondo salva-Stati e intanto riduce l'esposizione sull'Europa. L'unica rete di protezione resta quella della Bce. Lo si legge su MF che spiega che la vaghezza sul funzionamento dell'Efsf riformato, ha portato allo scetticismo il fondo sovrano della Norvegia, che ha una dotazione di 550 mld usd e viene finanziato con i proventi ottenuti dalla vendita del petrolio estratto nel Paese scandinavo. Dag Dyrdal, capo delle relazioni esterne del fondo, ha dichiarato che il fondo sovrano ha partecipato alla prima emissione effettuata dall'Efsf, ma questo non significa che partecipera' alle altre perche' dovra' prima esaminare i dettagli del fondo riformato. L'incertezza che aleggia sulle sorti di Eurolandia ha inoltre spinto il Fondo sovrano norvegese a ridurre l'esposizione sulle azioni e sui bond europei per aumentare quella verso Asia e America. "Questo cambiamento", ha spiegato Dyrdal, "ci dara' una maggiore esposizione ai mercati emergenti che strutturalmente hanno piu' forti prospettive di crescita". Di certo, a ogni nuova emissione l'Efsf ha dovuto collocare i suoi bond con rendimenti piu' alti. E se ieri Moody's ha assegnato un rating tripla A al nuovo decennale a 10 anni da 3 miliardi da destinare all'Irlanda, nel momento in cui la Francia non avesse piu' il massimo dei voti, arriverebbe il downgrade anche per l'Efsf, con la conseguente impennata dei rendimenti. red/vit (END) Dow Jones Newswires November 11, 2011 03:06 ET (08:06 GMT) |
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#2 (permalink) |
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Cogito ergo sum
Data registrazione: Mar 2007
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Per il fondo salva-Stati in gioco la tripla A
«Per effetto di un errore tecnico, è stato spedito ad alcuni clienti di Standard & Poor's un messaggio che suggeriva il declassamento del rating della Francia. La notizia non corrisponde alla realtà: il rating della Repubblica francese resta "AAA" con prospettive stabili». Questo comunicato stampa, diramato in serata dall'agenzia di valutazione Standard & Poor's dopo che i mercati erano stati presi dal panico-Francia, ricorda vagamente una celebre battuta della sit-com inglese «Yes minister»: «Una notizia non è vera fin che non arriva la smentita ufficiale». Perché qualunque sia la genesi del messaggio-bufala in cui sembrava che Standard & Poor's annunciasse il declassamento della Francia, il mercato ormai ne è convinto: Parigi rischia veramente di perdere la «Tripla A». E non solo Parigi: anche l'Austria – si vociferava ieri sui mercati – potrebbe seguire le stesse sorti. Che sul mercato questa sia ormai più che un'ipotesi, a prescindere dalle smentite di Standard & Poor's, lo testimonia l'andamento dei titoli di Stato francesi: lo spread sui Bund tedeschi ieri è salito al record di 167 punti base. Per intenderci: l'Italia aveva lo stesso differenziale sui Bund tedeschi l'8 giugno scorso. Ma è un altro indicatore a mostrare la vera preoccupazione degli investitori: continuano a deteriorarsi sul mercato anche i bond emessi dal fondo salva-Stati (quello chiamato Efsf). Ormai i titoli quinquennali sono costretti a pagare tassi d'interesse pari a 1,76 punti percentuali più dei Bund tedeschi: a gennaio si limitavano a offrire 38 punti base in più. Anche il bond decennale emesso tre giorni fa dal fondo salva-Stati, nell'ambito del piano di salvataggio dell'Irlanda, continua a deteriorarsi: in sole tre sedute è passato da 177 punti base più dei Bund a 190. Ecco perché ieri i mercati si sono spaventati quando – chissà come – da Standard & Poor's è partito un messaggio che sembrava anticipare il declassamento del rating della Francia: se Parigi perdesse la "Tripla "A, il fondo si indebolirebbe ulteriormente. Se a perdere la valutazione più elevata fosse anche l'Austria, il colpo sarebbe ancora più duro. Il fondo salva-Stati basa infatti tutta la sua credibilità sulle garanzie fornite da tutti i Paesi dell'area euro. Attualmente i sei paesi con rating "Tripla A" garantiscono il 57,89% del fondo, mentre i Paesi in crisi (Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna) offrono insieme il 36,63% delle garanzie. Ma se la Francia perdesse la "Tripla A", il rapporto di forze si pareggerebbe: i cinque paesi forti rimasti, garantirebbero solo il 37,58% del fondo salva-Stati. E se anche l'Austria dovesse gettare la spugna, i quattro Paesi rimanenti con il rating "Tripla A" garantirebbero appena il 34,8% del fondo salva-Stati: i Piigs, insomma, diventerebbero il "partito di maggioranza" con il 36,63%. Ovvio che questo rappresenterebbe per l'Europa un colpo durissimo. Il fondo salva-Stati già ora è giudicato insufficiente, dato che i Paesi europei al G20 di Cannes non sono riusciti a rafforzarlo portandone la dotazione totale a mila miliardi di euro. Se prima di riuscire a raggiungere questo obiettivo venisse declassata la Francia, quindi, l'intera rete di protezione europea rischierebbe di saltare prima ancora di vedere la luce. A perdere la "Tripla A", infatti, potrebbe essere alla fine lo stesso fondo salva-Stati: questo aumenterebbe ulteriormente il costo dei suoi finanziamenti, rendendo di fatto sterile la sua capacità di salvare i Governi in crisi. Ecco perché l'incredibile vicenda del messaggio di Standard & Poor's, ieri, ha destabilizzato i mercati. Ecco perché la smentita, in serata, ha calmato le acque ma non del tutto. Il mercato credeva di essere ormai pronto a tutto: ma al declassamento-bufala no. A quello non aveva mai pensato nessuno. m.longo@ilsole24ore.com |
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#3 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Dec 2010
Messaggi: 1,882
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(e penso anche alla Libia o Emirati Arabi con i loro fondi simili). Qua vanno riscritte le regole internazionali: questi piccoli staterelli hanno troppo potere datogli dal petrolio. |
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#4 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Feb 2000
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![]() ![]() ![]() E cosa fai un occupazione militare?E il petrolio bene comune? Mi sembra che già l'Africa sia stata saccheggiata e sconquassata abbastanza , e non mi sembra che le popolazioni indigene ne abbiano tratto benefici.Neanche il resto del mondo , se stiamo a vedere bene. Ma non scherziamo,dai! |
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#5 (permalink) | |
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sunt tecum quae fugi
Data registrazione: May 2003
Messaggi: 5,371
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Dec 2010
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#7 (permalink) |
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STAY ALIVE !!!
Data registrazione: Apr 2005
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---> ma guarda che petrolio, metano, e carbone sono ancora abbondanti...la riduzione nell'uso di combustibili fossili non e' dovuta alla mancanza di queste risorse ma al protocollo di kyoto...
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#8 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Dec 2010
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Citazione:
E allora perche statarelli con 4 gatti accumulano centinaia di MILIARDI in riserve ... cé'qualcosa che non va |
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#9 (permalink) |
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STAY ALIVE !!!
Data registrazione: Apr 2005
Messaggi: 3,724
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---> assumendo un minimo di real politik, nei prox 20 anni la maggior parte dell'energia continuera' ad essere prodotta a partire dai combustibili fossili mentre la quota dovuta a nucleare+rinnovabili sara' complessivamente minore rispetto ad oggi (+ rinnovabili, molto meno nucleare)...magari si lavorera' di piu' sul lato dell'efficienza (nella produzione e nella distribuzione) e questo comportera' un aumento costante nei prezzi x l'utilizzatore finale, ma mettiamoci una croce sui mega-impianti a combustibile nucleare (per ora) come alternativa ai combustibili fossili.
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