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Vecchio 21-01-09, 17:46   #81 (permalink)
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Schiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond reputeSchiara has a reputation beyond repute
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1) Può essere la crisi giusta ma non è la fine del capitalismo, forse è finito un certo tipo di finanza.
Niente di umano è infinito ( a parte l'imb.ecill.ità, disse Einstein).
I piani di salvataggio delle banche e delle istituzioni finanziarie con la loro nazionalizzazione sono visti da alcuni come una tragedia di sistema... in italia dove l'IRI si prese a carico e gestì centinaia di aziende mollate da furbetti e bancarottieri, la cosa non fa nessuna impressione, noi sappiamo benissimo che nazionalizzare non significa la fine del capitalismo , anzi, ma all'estero qualcuno vede la cosa come un cambiamento epocale.
Comunque concordo che parlare di fine del capitalismo è un esercizio per assurdo ( l'ho tirato fuori solo perchè non ha senso limitare le prospettive).
In UK stanno calcolando dove andrebbe il debito se lo stato si facesse carico della RBS , anche li, per assurdo, qualcuno ventila che si potrebbe tornare all'oro o addirittura, massima onta, aderire all'euro ....

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2) Difficile ipotizzarlo... non credo proprio l'oro. Se una moneta per essere considerata "di sistema" ha bisogno di una politica alle spalle non vedo per il momento alternative al dollaro, perchè l'euro è solo la bce, l'europa è troppo divisa su tutto. Sarkozy ad es., in veste di presidente di turno dell’Unione Europea, prima ha chiesto un governo europeo dell’economia tramite un direttorio dell’eurogruppo, poi ha ritirato le proposte più forti affermando che “se Governo economico significa Europa federale e politica economica uguale per tutti non è certo quello che io intendo” (fonte Sole24Ore).

Nel caso di un paniere misto eur/usd sarei curioso di sapere come e da chi potrebbe essere gestito.
Esiste già è l'SDR
U.S. dollar (44 %),
Euro (34 %),
Yen (11 %),
Sterlina (11 %).
venne introdotto quando Nixon sgancio' il dollaro dall'oro nel 73 ( forse) ;Bretton Wood aveva agganciato il dollaro all'oro con un rapporto 0,888 gr = 1 dollaro. Bei tempi !!!
Alla prossime revisioni del paniere si sposteranno le percentuali ( ammesso che la sterlina ci sia ancora )
Il cambio di tutte le monete aderenti al FMI è riferito all'SDR.

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3) Se non subiranno contraccolpi economici avranno sicuramente un peso, forse maggiore per la cina che ha una specie di corsia preferenziale con gli usa. Abbastanza interessante il pdf allegato su una sorta di alleanza militare con la nuova amministrazione, Taiwan permettendo...
Articolo pertinente; quindi la Cina detiene 1200 miliardi di dollari in bond usa....e se fossero i comunisti cattivi di una volta potrebbero far saltare la baracca( o quasi ).
Interessante i nomi di partecipanti Usa alla conferenza...Kissinger, Brezinski, aleggia nell'aria l'odore della vecchia Trilateral....

Ultima modifica di Schiara : 21-01-09 alle ore 17:51
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Vecchio 16-02-09, 10:07   #82 (permalink)
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Crisi: Tremonti, sto con Prodi su nuova Bretton Woods (Mess)



ROMA (MF-DJ)--Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti dalle pagine del Messaggero risponde all'intervento fatto ieri dall'ex premier Romano Prodi che aveva sottolineato l'esigenza di "nuova Bretton Woods che ci faccia uscire dalla crisi".

"Concordo e ringrazio di cuore - dice Tremonti - Bretton Woods fu all'inizio una lunghissima conferenza. Da questa derivo' un sistema di principi. Solo alla fine tutto questo fu formalizzato in un trattato internazionale multilaterale. Quattro mesi sono un termine oggettivamente troppo breve per fare tutto questo, ma sufficientemente lungo per disegnare la mappa del percorso. Un percorso - sottolinea Tremonti - che non serve tanto per uscire dalla crisi ma anche e soprattutto per evitare che la fine di questa crisi ne prepari una nuova". red/cat


adesso che addirittura Tremonti si mette pubblicamente d'accordo con Prodi sulla nuova Bretton Wood, sorge spontanea la domanda: DOVE STA LA FREGATURA IN UNA NUOVA BRETTON WOOD ?

A parte gli scherzi, e gli atteggiamenti manichei ( non è che tutto quello che fanno o pensano i nostri politici debba essere necessariamente sbagliato ), sarebbe una bella conferenza e già a Davos Russi e Cinesi hanno lanciato segnali importanti (anche se fa un po' ridere il dover prendere oggi lezioni di buon capitalismo dai Russi e dai Cinesi , ma questo è un mondo strano.... )

In realtà una Nuova Bretton Wood ha bisogno di idee nuove, rivoluzionarie.
Non è facile pensare ad una de-dollarizzazione "indolore" ( specie per gli USA ), e non è facile immaginare il contributo all'equilibrio mondiale che arriverebbe dai Bric ( Brasile Russia India e Cina ) senza il cui contributo e consenso, non solo non si fa sta conferenza ma, probabilmente neanche si esce senza lacrime e sangue da questa crisi.
Un inserimento delle valute Bric nell SDR ed una fiscalizzazione dell'SDR non sembra una strada percorribile a causa delle "instabilità" emergenti dei BRIC.
Per la "fiscalizzazione " dell'SDR, basterebbe l'emissione di BOND in SDR da parte del FMI.... ma con la sequela di errori e distorsioni che sono imputabili al FMI, l'idea di affidargli un ruiolo così importante in futuro penso che ripugni alla maggioranza.
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Vecchio 22-09-09, 09:11   #83 (permalink)
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Stiglitz: il dollaro? Vada in pensione

22/9/2009 (7:29) - IL PREMIO NOBEL PRESIEDE LA COMMISSIONE INSEDIATA DALL’ONU IN VISTA DEL PROSSIMO G20


Una valuta internazionale al posto del dollaro, il «Consiglio globale dell’economia» in sostituzione del summit del G20 e rigide regole di sorveglianza sulle «banche troppo grandi per fallire»: sono i tre pilastri del rapporto dell’Onu sulla riforma del sistema finanziario internazionale che ha per destinatari proprio i leader del G20 che si riuniscono giovedì a Pittsburgh. A presentare il documento di 140 pagine frutto di un anno di seminari condotti in sei continenti è Joseph Stiglitz, Nobel per l’economia e presidente della commissione insediata dall’Assemblea Generale del Palazzo di Vetro. «Il cuore della riforma che proponiamo - dice, parlando nella sede del Carnegie Council - è un sistema di riserve monetarie globali».

E’ lo scenario che gli Stati Uniti rifiutarono alla conferenza Bretton-Woods, quando al termine della Seconda Guerra Mondiale si gettarono le basi dell’attuale sistema finanziario, «ma è ora di rimediare a quell’errore perché la crisi che ci ha investito dimostra che fondare la stabilità globale solo sulle riserve in dollari della Federal Reserve non basta» osserva Stiglitz, aggiungendo: «Quanto contenuto nel rapporto coincide con le proposte avanzate dalla Cina». Il sistema di riserve globali, per la commissione Onu, potrebbe essere fondato sugli Sdr - i diritti speciali di prelievo del Fmi - oppure su tipi simili di valuta, destinati ad essere assegnati dalle Banche centrali dei singoli Paesi dell’Onu «in proporzione alla percentuale del pil globale».

Il rapporto dell’Onu ricorda che fu l’economista John Maynard Keynes «il primo ad immaginare una simile soluzione» e rilanciarla, calandola nello scenario del XXI secolo, serve anche per affermare che «alla nuova architettura finanziaria devono partecipare tutti i Paesi dell’Onu, senza eccezioni». Da qui la formulazione di un «Consiglio globale dell’economia» che si lasci alle spalle il G20. «A designare le nazioni che fanno parte di questo gruppo fu George W. Bush negli ultimi mesi di presidenza - sottolinea Stiglitz - e non mi sembra una grande fonte di legittimazione, come dimostra il fatto che già a Pittsburgh i presenti saranno 22, con l’inclusione di Spagna e Olanda». Per l’ex ministro dell’Economia della Colombia, Josè Antonio Ocampo, anch’egli membro della commissione Onu, «il Consiglio globale dell’economia potrebbe essere composto sul modello del Consiglio di Sicurezza, studiando un sistema di rappresentanza a livello regionale».

I primi a lanciare l’ipotesi di un «Consiglio globale dell’economia» sono stati, con un articolo sul Financial Times, l’italiano Arrigo Sadun e l’americano Timothy Adams immaginando però di crearlo sulla base dell’attuale composizione del Fmi. Il terzo pilastro della riforma immaginata da Stiglitz riguarda invece la «creazione di un rigido sistema di sorveglianza sulle banche considerate troppo grandi per fallire» al fine di impedirgli di «gestire in maniera troppo disinvolta prodotti ad alto rischio come hanno fatto con i derivati collegati ai mutui subprime». Saranno i prossimi giorni a dire quale risposta il summit del G20 darà alla sfida che arriva dal Palazzo di Vetro. Intanto gli effetti della crisi globale continuano ad avere conseguenze a pioggia: la Camera dei Rappresentanti di Washington si appresta a votare l’aumento da 26 a 39 delle settimane durante le quali vengono pagati dal governo i sussidi a chi ha perso il posto lavoro.

Maurizio Molinari - New York
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