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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Apr 2005
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Un unico sistema pensionistico europeo
Da un po' mi ho questo pensiero, dettato dalla voglia qualche volta di lasciare questo "bellissimo" paese, ma bloccato da una serie di problemi, tra cui la chiusura/vendita di un'impresa avviata...
Pensate dal punto di vista pensionistico: Ma la libera circolazione delle persone è veramente attuata in Europa? La possibilità di cambiare lavoro, anche solo in Italia, è veramente possibile? Alla luce della nuova precarietà del lavoro, delle multiple esperienze che i giovani sono costretti a fare, la copertura pensionistica è sufficiente? La risposta è NO a tutte le domande. Se una persona lascia il suo paese, non credo possa ricongiungere i propri contributi a sistemi pensionistici stranieri. In italia non sempre è possibile cambiare cassa agevolmente (INPS - INPDAP - Inarcassa - Empals ecc. ecc.) Per non parlare poi della gestione separata...a che serve? Quindi, a fronte di questa confusione, vista la situazione attuale, fatta di paesi con diverse esigenze in termini di crescita economica, demografica e allocativa di risorse finanziarie (pensiamo alla giovane polonia e alla vecchia Italia che divergono in tutti questi termini), visto il beneficio anche statistico ottenibile nell'allocazione dei capitali, vista l'esigenza di creare un maggiore integrazione anche fiscale degli stati, di creare dei titoli di debito europei, credo che la creazione di un UNICO sistema pensionistico europeo possa essere piu' che auspicabile facendo pulizia di tutti gli enti attuali, di tutti i privilegi attuali, armonizzando gli stati e dando uguali diritti a tutti i cittadini. Chiaramente pensioni di invalidità, baby e varie ed eventuali andrebbero discusse a parte. |
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Data registrazione: Nov 2007
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Non è una cosa facile a livello politico.
Pensa a paesi come l'Irlanda, prettamente giovani (ma anche altri con demografia ancora molto buona) che debbono pagare sostanzialmente le pensioni di paesi con slado negativo o quasi (come l'Italia). E poi i sistemi attuali sono molto diversi. Per esempio in Olanda è fortemente incentrato sulla previdenza privata mentre in Italia su quella pubblica. Bisognerebbe poi uniformare le aliquote e anche qui è molto difficile xchè ad esempio in Italia, proprio per sostenere una demografia sfavorevole, ha aliquote credo più alte rispetto agli altri paesi. |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Apr 2005
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2007
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Tieni, guarda qui a pag. 8 e 9:
http://web.econ.unito.it/cerp/Pubbli..._CeRP/AD_2.pdf In pratica Germania e Francia stanno sotto il 20%, l'Italia al 33%, la Danimarca all'8%, la Finlandia tra il 20 e il 30, Olanda 22%. Insomma, ad uniformare non se ne esce. Io credo che la cosa migliore sia quella di uniformare a livello europeo una gestione contributiva e senza la necessità di minimi di contribuzione (è assurdo che se contribuisco 3 anni alla gestione separata non ho diritto alla pensione xchè non arrivo a 5 anni; per quei tre anni i miei contributi mica ti hanno fatto schifo...). Alla fine uno prenderà tante pensioni da tante gestioni a cui ha contribuito (ad esempio gestione separata in Italia + Cassa professionale Italia + Previdenza tedesca se ho lavorato tot in Germania, ecc... ) e questo anche se fosse 50 euro al mese da una di queste casse, magari con possibilità di totalizzare per risparmiare oneri amministrativi da parte delle casse. |
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Data registrazione: Nov 2007
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Invece qui le cose sono dirette. Ad esempio se si fissasse una % al 25% la Danimarca, tra datore di lavoro e lavoratore dovrebbe incrementare la % del 17% , il che significa un aumento del 17% del costo del lavoro. Francia e Germania dovrebbero aumentare di 3-4 punti che non è poco, Irlanda 5-6 punti.L'Italia invece avrebbe una diminuzione ma con questa diminuzione il suo sistema non sarebbe sostenibile, ergo i contributi di tedeschi o danesi o francesi andrebbero a pagare noi. Non penso che sarà facile convincerli. La maggioranza dei paesi poi ci perderebbe, a guadagnarci sarebbero i paesi mediterranei. Insomma, la vedo difficile e francamente non ne vedo nemmeno l'utilità. |
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Apr 2005
Messaggi: 970
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I vantaggi potrebbero essere quelli tipici di un sistema assicurativo: le disomogeneità si compenserebbero. Altri vantaggi potrebbero essere quelli di permettere una maggiore mobilità tra stati tra lavori, maggiore flessibilità e disponibilità di lavoratori a fare piu' esperienze diverse, oltre ad una migliore copertura dei lavoratori. Certo, le difficoltà sarebbero molte, ma pensiamo a quando hanno unificato le politiche agricole o industriali...anche quello non è stato uno scherzo. Inoltre si toglierebbero dalle mani dei politici locali le norme delle pensioni, che tanti danni hanno creato. Il fondo salva stati avrebbe uno scopo e sarebbe la scusa per integrare anche fiscalmente i paesi membri... |
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Data registrazione: Nov 2007
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Secondo me confondi il problema italiano con uno generale. Magari in Italia ci sarebbe bisogno di un governo europeo delle pensioni, visti i danni fatti, ma altrove non ne sentono affatto l'esigenza. |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Jan 2010
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#9 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
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La Germania ti dà 1 pensione anche solo con minimo 5 anni di contributi.
Mio zio prende meno di 200 euro/mese senza 13esima. Però sono molto rigidi: se non rispondi entro 15 gg, 1 volta accolta la domanda ti annullano la pensione. E se nn mandi ogni anno il certificato di esistenza in vita...addio pensione. In italy ci vogliono minimo 19anni 6mesi. Giusto? Se nn raggiungi il minimo perdi tutti i contributi. |
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