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Vecchio 24-10-11, 20:38   #1 (permalink)
Prospersenzacrescita
 
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Ecco i motivi del commissariamento sempre più stringente dell'Italia.

1) L'Italia è adesso il candidato numero 1 per il prossimo uso del fondo salva Stati.

2) Se si accentua la crisi dell'Italia, la Francia perde la tripla A.

3) abbiamo il governo meno credibile d'Europa.



(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 24 ott - Non si
capirebbe tanta pressione sull'Italia perche' decida subito
misure per rafforzare la crescita e un calendario piu'
preciso per ridurre il deficit e il debito se proprio
l'Italia non fosse il possibile candidato numero uno a usare
il Fondo salva-stati (Efsf) nella sua nuova versione per
sostenere i titoli sovrani. Candidato piu' probabile della
Spagna, che come si e' capito dal vertice Ue di fine
settimana non viene piu' ritenuta in "prima linea". Il
ricorso all'Efsf implicherebbe un grado piu' elevato di
controllo europeo sulle scelte economiche e finanziarie, non
certo al livello di Grecia, Irlanda e Portogallo ma
sicuramente piu' stringente di quello cui e' soggetta adesso
l'Italia. Che a Bruxelles si lavori sui possibili scenari
tra cui questo non stupisce, anzi dovrebbe essere
considerato una garanzia il fatto che a livello tecnico ci
si prepari a qualsiasi evento. Nessuna decisione e' stata
presa (per la Commissione non ci sono "sviluppi" in questo
senso) e cio' e' importante, ma non sminuisce i rischi di
fronte ai quali si trova il paese. Bisogna anche aggiungere
che la barriera autodifensiva dell'Italia (nuove misure per
recuperare fiducia di mercati e partner) o l'eventuale
intervento dell'Efsf sono barriere difensive per la Francia,
che teme di perdere il massimo certificato di affidabilita',
la fatidica tripla A. Se la Francia perdesse la tripla A
cadrebbe tutta l'impalcatura del Fondo salva-stati che sulle
triple A si fonda. La gestione della crisi richiede la
costruzione di un 'puzzle' di cui non si puo' fare a meno di
alcun elemento.

Aps-y-

(RADIOCOR) 24-10-11 18:52:18 (0387)news 3 NNNN
Dav. c. G. non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25-10-11, 02:10   #2 (permalink)
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MILANO (Reuters) - L'Italia rischia di cadere in una recessione lunga due anni che potrebbe anche essere piuttosto pesante.

Le stime ref. sull'economia italiana non fanno sconti: visto a +0,6% quest'anno, il Pil dovrebbe calare dello 0,4% l'anno prossimo e dello 0,2% nel 2013, condizionato da una significativa contrazione della domanda interna solo parzialmente compensata dalla crescita dell'export. L'economia dell'area euro è vista a +1,7% nel 2011, a +1% l'anno dopo e a +1,6% nel 2013.

"La situazione per l'Italia si è fortemente deteriorata. L'accelerazione nel percorso di consolidamento dei conti pubblici è servita a poco, evidenziando un serio problema di credibilità nell'azione della nostra politica economica", spiega la nota del centro studi.

"I rischi che gravano sulle prospettive sono importanti (...). Una stretta creditizia accompagnata da una risalita del tasso di risparmio definirebbe uno scenario di forte recessione dell'economia", si legge ancora.

In chiaroscuro le previsioni sui conti pubblici, su cui pesa essenzialmente il problema dell'assenza di crescita. Il deficit è atteso infatti in progressiva contrazione dal 4,0% sul Pil indicato per quest'anno al 3,0% per il 2012 fino all'1,8% nel 2013. Parallelamente è però visto un peggioramento del debito da 120,9% nel 2011 a 121,9% nel 2012, con un leggero miglioramento nel 2013 a 121,6%.

"L'incapacità della correzione di bilancio a ripristinare un clima più favorevole delle aspettative non riflette un'insufficienza della manovra. Ancorché nelle stime di ref. gli esiti siano meno favorevoli rispetto alle previsioni del governo, il disavanzo è da noi proiettato su livelli rapidamente decrescenti. In condizioni diverse i saldi attesi sarebbero ritenuti più che sufficienti per condurre il nostro debito su una traiettoria discendente", spiega la nota. "Ciò che rende poco credibile l'evoluzione nel medio termine dei conti pubblici dell'Italia sono le prospettive di crescita, sulle quali l'azione della politica economica è stata invece poco efficace", aggiunge.

La situazione è aggravata dal contesto internazionale: "La decelerazione della domanda globale non consentirà di compensare la recessione della nostra domanda interna con un andamento più dinamico delle esportazioni".

Ref. stima che la domanda interna scenderà drasticamente da +0,5% nel 2011 a -1,3% nel 2012 e -0,9% nel 2013. In calo ma positivo il dato sulle esportazioni da +3,4% quest'anno a +2,3% in 2012 e 2013. Sul sito Reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su Reuters Italia (@reuters_italia) su Twitter

© Thomson Reuters 2011 Tutti i diritti assegna a Reuters.

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