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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2003
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Ops Inflazione al 3%
Nel mese di settembre, secondo le stime preliminari, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% rispetto al mese di agosto 2011 e del 3,1% nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente (era 2,8% ad agosto).
L'inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,6%. L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale al 2,5%, con un'accelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto ad agosto (+2,2%). Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo sale al 2,3% dal 2,1% di agosto. La crescita tendenziale dei prezzi dei beni sale al 3,3%, con un'accelerazione di quattro decimi di punto percentuale rispetto ad agosto 2011 (+2,9%) e quella dei prezzi dei servizi si porta al 2,7%, dal 2,5% del mese precedente. Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di due decimi di punto rispetto al mese di agosto. A settembre, tendenze all'accelerazione della crescita dei prezzi al consumo si rilevano in gran parte delle divisioni di spesa, con particolare riferimento ai beni e servizi per Ricreazione, spettacoli e cultura, ai Servizi ricettivi e di ristorazione, ai prodotti dell'Abbigliamento e calzature e agli Altri beni e servizi. Tassi di crescita dei prezzi elevati, ma sostanzialmente stabili rispetto a quanto rilevato ad agosto, riguardano invece i Beni energetici. Sulla base delle stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dell'1,9% su base mensile e del 3,5% su base annua, in marcata accelerazione rispetto ad agosto 2011 (+2,3%). La forte variazione congiunturale è in gran parte dovuta al venire meno dei saldi stagionali. è chiaro che se aumenti le imposte indirette i prezzi difficilmente scendono recessione, inflazione, un bel disastro sarà un 2012 con i fiocchi servono tagli serii lo stato non può spendere 800 miliardi all' anno |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2008
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D'accordo con te. L'anno prossimo (ma anche questo) lo vedo proprio nero.
L'inflazione sale, gli stipendi so sempre quelli e quindi si perde ancora potere di acquisto, contrazione dei consumi (e te credo!), aumentano le tasse (pure!), spirale perversa che porta all'annientamento. Se la BCE poi taglia di nuovo i tassi al posto di farli salire stiamo freschi. L'inflazione salirà ancora di più! Secondo me non ce ne usciamo più. Prima cadiamo (meno debito oggi che fra 2 anni) e prima si risorge. Almeno per i nostri figli. |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Jul 2009
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ma servono tagli mirati, perchè se colpisci troppo la crescita, alimenti il contesto recessivo, come sta succedento in grecia. questo 3% poi, non sconta ancora l'innalzamento dell'iva.. |
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2003
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chiaro che l' inflazione sale anche perchè i prezzi all' import stanno aumentando con il progressivo rafforzamento dello yuan ed altre monete
i salari dei lavoratori sono al palo e oppressi da contributi previdenziali mostruosi del 30% |
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2011
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Teoricamente vista la recessione ormai data per molto probabile, l'anno prossimo l'inflazione dovrebbe scendere e anche con un euro in caduta su dollaro...la discesa dei prezzi delle materie prime è maggiore...oggi il crudo è sceso di oltre il 5%...aggiungiamo le politiche di austerity e la disoccupazione in aumento che vanno a deprimere ulteriormente la domanda...
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Oct 2008
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#7 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2011
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se consideri che l'euro ha perso negli ultimi 3 mesi il 7,82% nei riguardi del dollaro, nello stesso periodo il crude oil ha perso ben il 16,89%..non sarei inoltre così sicuro che i paesi "emergenti" di fronte una crisi epocale di usa ed europa riuscirebbero a mantenere alti livelli di domanda...ci siamo sempre lamentati dello yuan artificialmente basso...ora che si è rivalutato saremo più competitivi
insomma la crisi è un bel casino per tutti, cinesi inclusi..
Ultima modifica di NuovaEra2012 : 01-10-11 alle ore 00:50 |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Oct 2008
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nell'ultimo anno e mezzo, in piena crisi di domanda le resine hanno subito aumenti del 70%, i pigmenti del 30%, i solventi e non solo quelli derivati dal pterolio anche ed il trand e' in aumento e' chiaro che le materie chimiche costituiscono ogni prodotto esistente, ed e' chiaro che questi aumenti si ribalteranno prima o poi sul consumatore finale e questo a dispetto di ogni legge scritta sui testi sacri degli economisti e' impossibile......pero' accade...come la mettiamo? |
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#9 (permalink) | |
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Taxation=theft
Data registrazione: Sep 2007
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magari si rafforzasse... Occhio a non avere l'occhio sullo specchietto retrovisore che tutto il mondo rischia la recessione. Altro che inflazione... A botte di -4% sul petrolio vedrai i prossimi dati come saranno... http://3.bp.blogspot.com/-sUwqXL-boE...NU/s1600/1.png |
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#10 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2008
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noi siamo rovinati come economia dalla nostra stessa europa, pochi di voi certamente avranno mai sentito parlare del reach, ed e' ovvio non essendo del settore chimico....ma e' invece una cosa che regolera' al ribasso la vostra capacita' economica nel prossimo futuro ed interagisce notevolmente con dinamiche inflattive come queste che si stanno verificando
il reach e' un'ideona dei nostri neo-governanti europei, stavolta berlusconi non c'entra nulla (almeno spero) si sono messi in testa che ogni sostanza che debba entrare nel mercato europeo debba essere sottoposta a controlli e studi sull tossiicita' molto piu' accurati e con protocolli ancora da definire senza entrare nel dettaglio, hanno richiesto alle aziende produttrici di sostanze di pre-registrare secondo uno scadenziario temporale le sostanze che producono naturalmente essendo le sostanze numerosissime questa opera e' ciclopica e la redazione di protocolli adeguati per testare le sostanze sara' una vera incognita anche in termini di oneri economici, che naturalmente andranno suddivisi tra i vari produttori ora cosa csapita in pratica che molti produttori d'oltreoceano non ha registrato tutti i prodotti che commercializza perche' andrebbe incontro a costi incogniti ancora da definirsi e preferiscono sempre piu' spesso rinaunciare a commercializzare quelle sostanze sul mercato europeo quindi la situazione descritta sui testi sacri di economia viene sfalsata da una normativa ****** che sara' lapiu' grande automazzata che l'europa potesse darsi sulle proprie protuberanze pendule ma non basta oltre a generare scarsita' di sostanze diciamo tradizionali o cmq che prima erano di facile accesso per le industrie nostrane, le nuove molecole???? sappiate che esistono molecole di sintesi che magari produce un solo produttore al mondo, altre che sono prodotte da due o tre e alcune di queste aziende hanno semplicemente rinunciato al mercato europeo e' sempre piu' frequente che ti dicano: c'e' la sostanza ma non e' commercializzata sul mercato europeo si tratta di sostanze che permetto l'innovazione, l'alta tecnologia e noi con questa idiozia tutta politica ci siamo condannati a non poter piu' innovare per mancanza di materia prima sul nostro mercato al tramonto carino no? |
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