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Vecchio 18-09-11, 17:02   #1 (permalink)
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Risanare la finanza pubblica, senza tasse.

Oro alla patria/3. Risanare la finanza pubblica, senza tasse*|*Libertiamo.it

Di Pietro Monsurrò

- Di recente si è parlato molto di patrimoniale, perché le casse dello Stato sono disastrate e dunque si sta cercando di trovare un modo per giustificare ulteriori trasferimenti di ricchezza nelle mani della classe politica.

La teoria dei fautori della patrimoniale è già stata criticata da Giordano Masini in questo articolo. Oggi cerco di affrontare un altro problema, messo in luce anche nell’articolo di Valsecchi: cosa fare effettivamente per uscire dalla crisi senza aumentare ulteriormente le tasse con una patrimoniale?

Supponiamo di avere un’economia con un debito di 1900 miliardi di euro, un PIL di 1600 miliardi di euro, una spesa primaria (cioè senza interessi sul debito) di 720 miliardi, entrate (fiscali e non) pari 750 miliardi, il 47% del PIL. Supponiamo che cresca in termini reali di uno striminzito 1% l’anno, che l’inflazione sia pari al 2%, e che il tasso di interesse sul debito sia pari al 5%. La spesa pubblica dunque è superiore al 50% del PIL. Questa economia non è esattamente l’Italia, ma ci somiglia molto. La userò per simulare cosa occorre fare per ridurre il rapporto debito/PIL.

Supponiamo anche che tassi di interesse, inflazione, tasso di crescita, e rapporto tra entrate e PIL e spesa primaria e PIL rimangano costanti. In una tale economia, il rapporto debito PIL continuerebbe ad aumentare per sempre, anche se lentamente. Considerando che la spesa pubblica in realtà cresce più del PIL, di norma, la situazione è sicuramente drammatica.

Supponiamo ora che la spesa pubblica venga stabilizzata in modo da crescere ad un tasso pari all’inflazione. In questo caso, attorno al 2028 si avrebbe un rapporto debito PIL pari al 60%, come vuole Maastricht: in “soli” 17 anni avremmo dunque il rientro del debito. C’è un problema, però: nessuno crederebbe ad una tale promessa da parte di un governo italiano, e i tassi di interesse continuerebbero ad essere alti per anni.

Se politiche di liberalizzazione provocassero un aumento della crescita di un punto, i parametri di Maastricht sarebbero raggiunti nel 2021, in soli dieci anni.
Ciò è più credibile, perché le riforme e le liberalizzazioni necessarie andrebbero fatte subito e segnalerebbero la buona volontà del governo. I tassi scenderebbero subito e ciò aiuterebbe ulteriormente i conti. Per capire quali riforme servono, basta seguire l’Istituto Bruno Leoni, Libertiamo, o Noise from Amerika, ad esempio. Il problema sarebbe però il cambio di governo: le elezioni sono sempre grandi occasioni per aumentare la spesa pubblica.

Se a parità di tasso di crescita riducessimo la spesa pubblica di 50 miliardi e la facessimo crescere al tasso di inflazione, avremmo un debito inferiore al 60% del PIL in undici anni. Se in più privatizzassimo società pubbliche e vendessimo immobili pubblici per 200 miliardi, basterebbero nove anni.
Insomma: l’Italia potrebbe benissimo arrivare al 2020 con un debito entro i parametri di Maastricht, a patto di tenere la spesa costante in termini reali (e dunque farla diminuire rispetto al PIL), tagliare la spesa subito, ridurre il debito con privatizzazioni, e fare le riforme necessarie per ricominciare a crescere.

Per tagliare la spesa, proposte di piccola entità sono state fatte di recente su Libertiamo, mentre misure più rilevanti sono state proposte da Perotti e Zingales sul Sole24Ore, e sono comparse su Noise from Amerika. Perotti e Zingales propongono tagli per 38 miliardi e privatizzazioni per 220 miliardi, mentre l’articolo di NfA propone risparmi per 6.5 miliardi. Sono solo esempi: ve ne sono altri.

Il debito sarebbe un falso problema, se avessimo una classe dirigente all’altezza, e la patrimoniale non è necessaria, neanche come misura di emergenza. La patrimoniale serve a non fare le riforme, politicamente coraggiose, necessarie a questo Paese, e a perpetuare politiche irresponsabili, miopi e suicide.
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-09-11, 18:43   #2 (permalink)
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Sì, bè, certo, se la spesa pubblica cala mentre il pil cresce a volontà, il problema del debito è risolto.

Curioso poi che Zingales non citi mai trai tagli opportuni alla spesa pubblica l'indecente finanziamento ai giornali spazzatura su cui lui stesso scrive, ma è sempre così, tagliate lo stipendio altrui, non il mio. Nulla di nuovo.
piof non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-09-11, 19:00   #3 (permalink)
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L'avatar di Capitan_D
 
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dobbiamo anche scontare e valutare la portata di una ormai certa recessione, tenere nel contempo sott'occhio il trend del petrolio (che nonostante le avvisaglie recessive si mantiene su livelli elevati).
Penso che di questi tempi per un 1% di pil fisso per 10 anni ci metterebbero tutti la firma ,il problema è che bisogna calcolare quanto si riesce a guadagnare con le liberalizzazioni in % sul pil (se in italia porteranno effettivamente a concorrenza e diminuzione di prezzi per i consumatori) nel momento in cui la spesa pubblica rimane bloccata. Poi i consumi, visto che con l'ultima manovra la pressione fiscale sarà da record..
ammesso e concesso di spoltronare lo psiconano ..
tutto bello in teoria , ma in pratica la vedo durissima;
senza contare i possibili eventi shock (abbiamo sempre il problema grecia)
Capitan_D non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-09-11, 19:17   #4 (permalink)
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Sì, bè, certo, se la spesa pubblica cala mentre il pil cresce a volontà, il problema del debito è risolto.
E dove l'hai letto che cresce "a volontà"?

Si parla di crescere di un punto nella prima ipotesi - cosa possibilissima anche per noi, se la si smette di accanirsi con tasse e spesa pubblica - e di un ulteriore punto nella seconda ipotesi - cosa possibilissima anche questa facendo qualche liberalizzazione a costo zero.

Non vedo proprio dove sia il problema. La crescita di un punto all'anno è la schifezza che abbiamo visto ultimamente, ed è una crescita da economia super asfittica, altro che "a volontà".

Mi sa che non hai colto quello che l'articolo suggerisce: basta spendere un po' meno, e con un deficit sotto controllo l'inflazione ed una crescita anche scarsa fanno il resto, in tempi più che ragionevoli.
Che è ciò che dico sempre, infatti. Non c'è bisogno di fare miracoli.

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Curioso poi che Zingales non citi mai trai tagli opportuni alla spesa pubblica l'indecente finanziamento ai giornali spazzatura su cui lui stesso scrive, ma è sempre così, tagliate lo stipendio altrui, non il mio. Nulla di nuovo.
Che c'entra Zingales?
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-09-11, 19:29   #5 (permalink)
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E dove l'hai letto che cresce "a volontà"?
Non ho detto di averlo letto, l'ho scritto io
Prendevo un po' in giro certe frasi che scrivon: se si cresce e si taglia la spesa si risolvono i problemi.
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Mi sa che non hai colto quello che l'articolo suggerisce: basta spendere un po' meno, e con un deficit sotto controllo l'inflazione ed una crescita anche scarsa fanno il resto, in tempi più che ragionevoli.
Che è ciò che dico sempre, infatti. Non c'è bisogno di fare miracoli.
Va tagliata la spesa pubblica improduttiva.
Quel che non mi piace di questi articoli è il non focalizzarsi su questo aspetto, sull'indirizzo dei tagli alla spesa, che è cosa molto importante.
Vedrai che taglieranno in futuro, tutto tranne sperperi e privilegi, va tagliata la spesa pubblica improduttiva e vanno evitati improvvisi tagli recessivi.

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Che c'entra Zingales?
Forse nulla, ma nell'articolo si dice che, tra gli altri, si devon fare i tagli proposti da zingales che a me è sempre parso uno che non capisce molto e che vuol tagliar tutto tranne ciò in cui ha interessi

Credo che si debba esser cauti sui tagli, tagliando senza seguire delle logiche ferree si inasprisce semplicemente in recessione aggravando la situazione, in ogni caso anche io taglierei nettamente la spesa pubblica.
piof non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-09-11, 19:54   #6 (permalink)
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Prendevo un po' in giro certe frasi che scrivon: se si cresce e si taglia la spesa si risolvono i problemi.
Difatti è così.
Però è pieno di ********** che pensano invece di risolvere i problemi con le patrimoniali, con nuove tasse, e senza tagliare la spesa.

Non serve dimezzare la spesa pubblica, basta fare quelle 4 cose che diciamo sempre. Province, costi della politica, sistema pensionistico, sistema sanitario, ecc.
Idem per la crescita: anche la striminzita crescita che abbiamo permetterebbe di uscire "comodamente" da situazioni del genere.
In ogni caso questi esempi rendono palese quanto siano utili e necessarie le riforme liberali a costo zero.
Sono queste cose che risolvono i problemi, non le tasse.

*Mi lancio con l'uso di questo ardito linguaggio perchè la misura ormai è colma.

Citazione:
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Va tagliata la spesa pubblica improduttiva.
...
Credo che si debba esser cauti sui tagli, tagliando senza seguire delle logiche ferree si inasprisce semplicemente in recessione aggravando la situazione, in ogni caso anche io taglierei nettamente la spesa pubblica.
Certo. Chi dice di no.
Ad esempio alzare l'età pensionabile è una di quelle cose che sono sacrosante, che sono utili, che danno risparmi considerevoli e che tendenzialmente non hanno effetti recessivi, perchè non tagli il reddito a chi è già in pensione ma lo tieni a lavorare e produrre, cosa che di certo recessiva non è.

Citazione:
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Forse nulla, ma nell'articolo si dice che, tra gli altri, si devon fare i tagli proposti da zingales che a me è sempre parso uno che non capisce molto e che vuol tagliar tutto tranne ciò in cui ha interessi
Va be', se vuoi criticare per partito preso, prendendotela con uno che c'entra poco con chi ha scritto l'articolo, fai pure, ma capisci che non è il massimo.
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Vecchio 18-09-11, 20:54   #7 (permalink)
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quello che si tralascia sempre in queste analisi e' la realta' del sistema politico italiano...faccio l'esempio, si dice che le province siano spesa pubblica improduttiva ma da sempre sono utilizzate come regalie clientelari: eliminare quei posti equivale eliminare la marea di galoppini che tanti voti procurano ai boiardi locali e che sono l'espressione tangibile del potere politico nella societa'...nessun parttito in italia vorra' darsi in questo modo la zappa sui piedi.
E' la stessa gestione della politica in democrazia a favorire politiche keynesiane con logiche circolari: piu' rappresentanza=piu' clientele
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Vecchio 18-09-11, 21:02   #8 (permalink)
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Va be', se vuoi criticare per partito preso, prendendotela con uno che c'entra poco con chi ha scritto l'articolo, fai pure, ma capisci che non è il massimo.
Non critico per partito preso, è che l'articolo non fa un solo esempio di quel che è il punto essenziale e critico, ovvero cosa e come tagliare nella spesa pubblica al fine di non andare in grave recessione e al fine di non impoverirsi.
Avevo confuso Zingales con Alesina!
Guarda qui quanto era ottimista Alesina sulla grecia per via dei tagli, del rigore:

Alberto Alesina

Sì è visto come sono andate le cose, anni di recessione, entrate fiscali ampiamente sotto le attese e rapporto debito pil che ormai condanna al fallimento o a ricevere aiuti a tempo indeterminato.

Mi faceva sorridere la frase: "se il pil cresce e la spesa pubblica cala i problemi son risolti", perchè è un po' come se l'allenatore rispondesse alla squadra che chiede consigli per vincere: "dovete fare goal e non prenderne!"...e vabbè, grazie
piof non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-09-11, 22:32   #9 (permalink)
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Però hai ragione, le mie espressioni erano eccessive. Erano dettate dal fatto che avevo confuso Zingales con Alesina.
Mi preoccupava che si seguissero le ricette di chi era tanto ottimista sul rigore in grecia.
piof non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-09-11, 22:37   #10 (permalink)
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Ma sai qual è il problema? In sostanza c'è troppa voglia di seguire 2 ideologie, quella che deriva dalla tradizione keynesiana: lo stato deve spender tanto altrimenti si va in recessione e se si taglia la spesa pubblica si hanno effetti recessivi inevitabili.
L'altra è la ricetta liberista: tagliamo la spesa pubblica e così l'economia si riprenderà.
Sono entrambe idee fondate su illusioni.
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