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Vecchio 12-09-11, 13:53   #1 (permalink)
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gandalfone non è ancora classificato
Come si salva un paese bloccato?

Leggo FOL da molti anni, anche se ho creato un account da poco.

In questi giorni di disastri, mi trovo ad essere d'accordo perfino con un editoriale di Galli Della Loggia Conservatori e immobilisti - Corriere della Sera

Riporto un paio di passi del suo editoriale:

"Il problema vero, profondo, strutturale dell'Italia sta altrove. Sta nell'esistenza di un immane blocco sociale conservatore il cui obiettivo è la sopravvivenza e l'immobilità. Nulla deve cambiare. È questo il macigno che ci schiaccia e oscura il nostro futuro. Il blocco conservatore-immobilista italiano è un aggregato variegatissimo. Ne fanno parte ceti professionali vasti e ferreamente organizzati intorno ai rispettivi ordini, gli statali sindacalizzati, gli alti burocrati collegati con la politica, i commercianti evasori, i pensionati nel fiore degli anni, i finti invalidi, gli addetti a un ordine giudiziario intoccabile, i tassisti a numero chiuso, i farmacisti contingentati, i concessionari pubblici a tariffe di favore, il milione circa di precari organizzati, gli impiegati e gli amministratori parassitari delle spa degli enti locali, gli imprenditori in nero, i cooperatori fiscalmente privilegiati, i patiti delle feste nazionali, i nostalgici della contrattazione collettiva sempre e comunque, le schiere di elusori fiscali, gli imprenditori in nero, gli aspiranti a ope legis e a condoni, quelli che non vogliono che nel loro territorio ci sia una discarica, una linea Tav, una centrale termica, nucleare o che altro. E così via per infiniti altri segmenti sociali, per mille altri settori ed ambiti del Paese. In totale, una massa imponente di elettorato."

"n Italia non sembra più ormai possibile fare nulla, cambiare nulla, perché c'è sempre qualcuno dotato di un potere d'interdizione che dice di no. Anche per questo siamo un Paese che dà sempre di più l'impressione soffocante di un Paese vecchio, immobile, paralizzato. Dove perfino i discorsi, i pensieri, le conversazioni si susseguono sempre eguali. Un Paese prigioniero del suo passato, nel quale troppi hanno costruito la propria esistenza sfruttando rendite di posizione, contingenze favorevoli irrepetibili, trincerandosi in ben muniti fortini corporativi. Un Paese che fino a ieri poteva forse credere di essere una sicura Fortezza Bastiani, ma che oggi, quando il tempo dei barbari è forse arrivato, assomiglia sempre di più a un disperato Forte Alamo."

Mi sembra un'analisi perfetta, alla quale va aggiunto soltanto il fatto che meta' del paese e' controllato dalle mafie.

Come cavolo si fa a salvare un paese in una situazione del genere? Certamente non con un governo che si professa liberista e poi fa passare il numero chiuso delle farmacie in una finanziaria di emergenza.....
gandalfone non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-11, 19:56   #2 (permalink)
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Leggo FOL da molti anni, anche se ho creato un account da poco.

In questi giorni di disastri, mi trovo ad essere d'accordo perfino con un editoriale di Galli Della Loggia Conservatori e immobilisti - Corriere della Sera

Riporto un paio di passi del suo editoriale:

"Il problema vero, profondo, strutturale dell'Italia sta altrove. Sta nell'esistenza di un immane blocco sociale conservatore il cui obiettivo è la sopravvivenza e l'immobilità. Nulla deve cambiare. È questo il macigno che ci schiaccia e oscura il nostro futuro. Il blocco conservatore-immobilista italiano è un aggregato variegatissimo. Ne fanno parte ceti professionali vasti e ferreamente organizzati intorno ai rispettivi ordini, gli statali sindacalizzati, gli alti burocrati collegati con la politica, i commercianti evasori, i pensionati nel fiore degli anni, i finti invalidi, gli addetti a un ordine giudiziario intoccabile, i tassisti a numero chiuso, i farmacisti contingentati, i concessionari pubblici a tariffe di favore, il milione circa di precari organizzati, gli impiegati e gli amministratori parassitari delle spa degli enti locali, gli imprenditori in nero, i cooperatori fiscalmente privilegiati, i patiti delle feste nazionali, i nostalgici della contrattazione collettiva sempre e comunque, le schiere di elusori fiscali, gli imprenditori in nero, gli aspiranti a ope legis e a condoni, quelli che non vogliono che nel loro territorio ci sia una discarica, una linea Tav, una centrale termica, nucleare o che altro. E così via per infiniti altri segmenti sociali, per mille altri settori ed ambiti del Paese. In totale, una massa imponente di elettorato."

"n Italia non sembra più ormai possibile fare nulla, cambiare nulla, perché c'è sempre qualcuno dotato di un potere d'interdizione che dice di no. Anche per questo siamo un Paese che dà sempre di più l'impressione soffocante di un Paese vecchio, immobile, paralizzato. Dove perfino i discorsi, i pensieri, le conversazioni si susseguono sempre eguali. Un Paese prigioniero del suo passato, nel quale troppi hanno costruito la propria esistenza sfruttando rendite di posizione, contingenze favorevoli irrepetibili, trincerandosi in ben muniti fortini corporativi. Un Paese che fino a ieri poteva forse credere di essere una sicura Fortezza Bastiani, ma che oggi, quando il tempo dei barbari è forse arrivato, assomiglia sempre di più a un disperato Forte Alamo."

Mi sembra un'analisi perfetta, alla quale va aggiunto soltanto il fatto che meta' del paese e' controllato dalle mafie.

Come cavolo si fa a salvare un paese in una situazione del genere? Certamente non con un governo che si professa liberista e poi fa passare il numero chiuso delle farmacie in una finanziaria di emergenza.....
Ma come?
Berlusconi non l'ha salvato ieri con la manovra?
Aerodynamik non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-11, 20:09   #3 (permalink)
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Come cavolo si fa a salvare un paese in una situazione del genere? Certamente non con un governo che si professa liberista e poi fa passare il numero chiuso delle farmacie in una finanziaria di emergenza.....
Non è possibile, per quello è BENE che se ne vadano. Fino a quando rimarranno questi signori rimarremo al palo
Gekko89 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-11, 20:52   #4 (permalink)
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Non è possibile, per quello è BENE che se ne vadano. Fino a quando rimarranno questi signori rimarremo al palo
Ma finiamola, per favore, con queste butade di basso lignaggio propagandistico.

Cosa cambia, tra destra e sinistra, se ti trovi con un debito pubblico di 2000 miliardi di euro ??
Siamo qui ad ascoltar le barzellette di una classe politico/econiomica/sindacale, tutta, che si scanna e gioca a chi la spara più grossa per mettere insieme l'ennesima manovra da 50 miliardi, che tappa il buco corrente, ma che non mette un euro uno a riduzione del debito che, anzi, inesorabile aumenta.
Ci troviamo con un governo che fa ridere, con un'opposizione che presenta una contromanovra ancor più ridicola, con un sindacato che è la causa maggiore del debito pubblico e nessuno che ci dica chiaramente che l'unico modo per uscirne è abbattere il debito pubblico.

Il debito pubblico italiano, quarto al mondo e pari ad un terzo a quello dell'intera eurozona, è (fortunamente o sfortunamente) in mano ai cittadini e alla loro capacità di risparmio.

Il credito privato è già stato in qualche modo "speso" dallo stato, essendo stato portato recentemente a garanzia (ci dicono fittizzia, ci dicono prudenziale, ci dicono cautelativa) del debito pubblico dello stato in fase di ricontrattazione dei parametri di Maastricht.

La soluzione è comunque una sola, ineludibile ed inevitabile, e va nella medesima direzione : riequilibrare forzatamente i livelli di debito pubblico e di credito privato, fino ad azzeramento avvenuto del primo.
Per fare questo servono manovre da 500 miliardi per i prossimo 4/5 anni, che si possono mettere insieme solo con misure coercitive estreme.

Per capirci ed a titolo di esempio, il debito pubblico si potrebbe azzerare in un anno, se tutti lavorassimo gratis per un anno.

Spalmare tutto questo in 4/5 anni è possibile con sacrifici estremi e con autentici espropri, tipo soppressioni di 13° e 14° e patrimoniali di ogni sorta.

Sarebbe un sacrificio che, forse, potremmo anche sopportare se poi avessimo la certezza di un azzeramento totale, completo, della classe politico/sindacale che da decenni ammorba la nostra nazione e, comunque, questa è l'unica soluzione, altro che riscatto degli anni di laurea o ritassazione dei capitali scudati.

Un politico che si presentasse con questa semplice ed onesta analisi e con questa amarissima ricetta avrebbe certamente il mio voto alle prossime elezioni. Per questo che son quasi sicuro che votero scheda bianca
kidkurry non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-11, 21:31   #5 (permalink)
proteggi l'amigdala
 
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il bello è che adesso tutti noi che stiamo friggendo sulla graticola ( o più probabilmte ci fanno friggere)siamo disposti a dissanguarci per far cessare sto strazio, è come la tortura cinese della goccia d'acqua.
A che livello riescono a portare tutti quanti ( me compreso )
mannoz non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-11, 21:31   #6 (permalink)
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Sarebbe un sacrificio che, forse, potremmo anche sopportare se poi avessimo la certezza di un azzeramento totale, completo, della classe politico/sindacale che da decenni ammorba la nostra nazione
La classe dirigente italiana è un prodotto del popolo italiano. Certo, come le classi dirigenti in generale è tendenzialmente composta dalle parti, diciamo così, non di prima scelta. Ma non è arrivata da Marte: i suoi vizi e difetti sono gli stessi degli italiani.
Piett non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-11, 21:35   #7 (permalink)
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La classe dirigente italiana è un prodotto del popolo italiano. Certo, come le classi dirigenti in generale è tendenzialmente composta dalle parti, diciamo così, non di prima scelta. Ma non è arrivata da Marte: i suoi vizi e difetti sono gli stessi degli italiani.
e che @@ sti post però, non è vero, è un certo substrato culturale ideologico che permette e ha permesso l'affermazione di certi politici, ma molti anche nella vita quotidiana non hanno mai condiviso certi valori o visioni, la colpa (GRAVE CQ) è nell'aver trascurato o non aver lottato abbastanza per evitare tutto ciò.
mannoz non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-11, 22:05   #8 (permalink)
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e che @@ sti post però, non è vero, è un certo substrato culturale ideologico che permette e ha permesso l'affermazione di certi politici, ma molti anche nella vita quotidiana non hanno mai condiviso certi valori o visioni, la colpa (GRAVE CQ) è nell'aver trascurato o non aver lottato abbastanza per evitare tutto ciò.
Diciamo che guardandomi in giro mi viene quantomeno il dubbio che tanti italiani, se si trovassero nella stessa posizione di certi politici, forse non ignorerebbero la possibilità di lasciare in eredità il partito al figlio tontolone, tanto per citare un caso estremo.
Poi personalmente è dal 2002, quando mi resi conto che l'Europa era nata morta e l'Italia destinata ad avvitarsi su stessa, che penso che la baracca ci cadrà in testa. Non sono bravo ad azzeccare il timing e nessuno mi ha mai chiamato ottimista, per quello che vale.
Piett non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-11, 23:10   #9 (permalink)
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Come si salva un paese bloccato?

propongo il protezionismo (alla mia maniera). Audi-Mercedes-Bmw-Vw etc vengono bloccate per eccesso di velocità e non si allontanano senza pagare.
Casualmente vengono fermate in particolare targhe svizzere, tedesche e con l'occasione si procede all'accertamento fiscale. Sono convinto che si incasserebbe tanto, e sono pure convinto che la fortuna dei tedeschi la fanno gli italiani, comprando le loro macchine.
non sto a stancarvi con tutti gli esempi di protezionismo, ma per dire risponderei al Brasile di Battisti presentando il conto a Belen e tutti i calciatori,altro che ingaggi. Prodotti km 0, altro che fragole dalla Spagna.
Dei venditori ambulanti non ho letto da nessuno: avete presente che fatturati fanno in spiaggia ? tutta merce asiatica, sarà mica impossibile restituire questi traffici ai negozi . Tanti arresti e liberta con cauzione, come in Usa.
Per tutti i responsabili del debito, dalla costituzione ad oggi, altro che prescrizione, immunità parlamentare, finanziamento ai partiti.
Non ci libereremo mai del regime, della dittatura: come potete pensare che facciano qualcosa a loro sfavore ? E' vero l'opposto: il paese è blindato e cambiare impossibile.
Infine, su come ripagare il debito, secondo me è giusto che perda chi ha i titoli, io non ho mai comprato un titolo di stato, proprio per i fondamentali che non ci sono e non vedo perchè devo pagare per chi ha fatto sempre rendimento.
protezionista non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-09-11, 15:25   #10 (permalink)
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Riporto un paio di passi del suo editoriale:

"Il problema vero, profondo, strutturale dell'Italia sta altrove. Sta nell'esistenza di un immane blocco sociale conservatore il cui obiettivo è la sopravvivenza e l'immobilità. Nulla deve cambiare. È questo il macigno che ci schiaccia e oscura il nostro futuro. Il blocco conservatore-immobilista italiano è un aggregato variegatissimo. Ne fanno parte ceti professionali vasti e ferreamente organizzati intorno ai rispettivi ordini, gli statali sindacalizzati, gli alti burocrati collegati con la politica, i commercianti evasori, i pensionati nel fiore degli anni, i finti invalidi, gli addetti a un ordine giudiziario intoccabile, i tassisti a numero chiuso, i farmacisti contingentati, i concessionari pubblici a tariffe di favore, il milione circa di precari organizzati, gli impiegati e gli amministratori parassitari delle spa degli enti locali, gli imprenditori in nero, i cooperatori fiscalmente privilegiati, i patiti delle feste nazionali, i nostalgici della contrattazione collettiva sempre e comunque, le schiere di elusori fiscali, gli imprenditori in nero, gli aspiranti a ope legis e a condoni, quelli che non vogliono che nel loro territorio ci sia una discarica, una linea Tav, una centrale termica, nucleare o che altro. E così via per infiniti altri segmenti sociali, per mille altri settori ed ambiti del Paese. In totale, una massa imponente di elettorato."

"n Italia non sembra più ormai possibile fare nulla, cambiare nulla, perché c'è sempre qualcuno dotato di un potere d'interdizione che dice di no. Anche per questo siamo un Paese che dà sempre di più l'impressione soffocante di un Paese vecchio, immobile, paralizzato. Dove perfino i discorsi, i pensieri, le conversazioni si susseguono sempre eguali. Un Paese prigioniero del suo passato, nel quale troppi hanno costruito la propria esistenza sfruttando rendite di posizione, contingenze favorevoli irrepetibili, trincerandosi in ben muniti fortini corporativi. Un Paese che fino a ieri poteva forse credere di essere una sicura Fortezza Bastiani, ma che oggi, quando il tempo dei barbari è forse arrivato, assomiglia sempre di più a un disperato Forte Alamo."

Mi sembra un'analisi perfetta, alla quale va aggiunto soltanto il fatto che meta' del paese e' controllato dalle mafie.

Come cavolo si fa a salvare un paese in una situazione del genere? Certamente non con un governo che si professa liberista e poi fa passare il numero chiuso delle farmacie in una finanziaria di emergenza.....


Non è difficile , sarebbe sufficente far pagare le tasse a "tutti" , c'è metà Paese che non versa un'euro in special modo al sud.
gioviale56 non  è collegato   Rispondi citando
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