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Vecchio 06-09-11, 00:31   #1 (permalink)
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welfare e disoccupazione. una soluzione.

L'Italia non brilla per il suo welfare state, tuttavia se si vanno a vedere le spese per gli ammortizzatori sociali si capisce che qualcosa non va. Ragioniamo allora in termini macroeconomici. Il tasso naturale di disoccupazione aumenta se aumenta il parametro che si riferisce proprio agli incentivi che si ricevono se si rimane senza reddito (lo stesso parametro fa alzare il salario e quindi i prezzi, da qui la relazione inversa tra disoccupazione e inflazione). Il punto è questo: bisogna da una parte ridurre questo parametro per far diminuire il tasso naturale di disoccupazione, ma dall'altro non bisogna rinunciare a dare aiuti a coloro che sono rimasti senza un reddito.
Come fare allora? Nel momento in cui Tizio rimane senza lavoro deve essere incentivato a cercare un lavoro nel modo più rapido possibile, senza adagiarsi sugli allori spendendo ciò che riceve dallo Stato. D'altra parte c'è Caio, iscritto nella lista di lavoratori stagionali (ma in realtà nei campi ci lavora il suo amico Bingo Bongo per 1 euro all'ora in nero) che percepisce aiuti durante la bassa stagione.
Se si decide che tutto ciò che si riceve dallo Stato come aiuto in un momento di bisogno va restituito in una percentuale stabilita (es. 80%) nell'istante in cui si rinizia a produrre reddito, attraverso un piano di ammortamento scelto in base alla percentuale da restituire e al reddito che si riceverà negli anni successivi, si potrebbero mantenere costanti gli ammortizzatori sociali, ma allo stesso tempo diminuirebbe la spesa poichè le nuove disoccupazioni sarebbero ripagate dal piano di rientro dei nuovi occupati (vecchi disoccupati).
Inoltre Tizio sa che più tempo aspetta a trovare lavoro, più dovrà restituire in futuro.
Bisogna mettersi in testa che ciò che si riceve sono soldi di tutti e che vanno restituiti per aiutare altre persone nella nostra stessa situazione (mutua solidarietà).
Inoltre tornando alla teoria ciò avrebbe lo stesso significato di una diminuzione del parametro citato, quindi il tasso naturale di disoccupazione diminuirebbe.

Ultima modifica di g.e.l. : 06-09-11 alle ore 01:21
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Vecchio 06-09-11, 00:52   #2 (permalink)
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e se sia tizio che caio a scadenza non ti ripagano il prestito (xkè come lo hai inteso te, l'aiuto sociale diventa un prestito), tu che fai ? prelevi loro un rene e le cataratte a copertura del debito?
Sarebbe un'idea...
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Vecchio 06-09-11, 01:03   #3 (permalink)
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non può essere che non ripaghino. sarebbe una trattenuta in più in busta paga, non spetta al singolo farsi carico del piano di rientro. l'unica alternativa per Tizio è trovare un lavoro in nero.
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Vecchio 06-09-11, 01:09   #4 (permalink)
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non può essere che non ripaghino. sarebbe una trattenuta in più in busta paga, non spetta al singolo farsi carico del piano di rientro. l'unica alternativa per Tizio è trovare un lavoro in nero.
---> ah ecco... infatti l'hai trovata gia' da te la magagna nel tuo progetto...my compliments !!
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Vecchio 06-09-11, 01:17   #5 (permalink)
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---> ah ecco... infatti l'hai trovata gia' da te la magagna nel tuo progetto...my compliments !!
beh l'alternativa del lavoro nero c'è anche ora ed è alla portata di tutti quelli che non vogliono vedersi ridurre del 30-40% lo stipendio.

il rischio di un mancato rientro può essere alto quanto vuoi ma un percentuale di lavoratori dipendenti verrà riassunto e dovrà ripagare ciò che ha ricevuto volenti o nolenti. in ogni caso meglio della situazione attuale dove i soldi sono solo a fondo perduto.
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Vecchio 06-09-11, 03:30   #6 (permalink)
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beh l'alternativa del lavoro nero c'è anche ora ed è alla portata di tutti quelli che non vogliono vedersi ridurre del 30-40% lo stipendio.

il rischio di un mancato rientro può essere alto quanto vuoi ma un percentuale di lavoratori dipendenti verrà riassunto e dovrà ripagare ciò che ha ricevuto volenti o nolenti. in ogni caso meglio della situazione attuale dove i soldi sono solo a fondo perduto.
---> invece basterebbe fissare i limiti del welfare x i fan*****sti (o per quelli che lavorano in nero): hai diritto ai servizi essenziali a costo calmierato (offerti dallo Stato ed uguali per tutti) se e solo se hai contribuito col tuo lavoro regolare al benessere dello Stato.
Tutti gli altri casi di accesso al welfare sono eccezioni che vanno sottoposte a controlli severi e periodici...e senza il timore ipocrito di mandare serenamente al diavolo coloro che se ne approfittano.
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Vecchio 06-09-11, 07:39   #7 (permalink)
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L'Italia non brilla per il suo welfare state, tuttavia se si vanno a vedere le spese per gli ammortizzatori sociali si capisce che qualcosa non va. Ragioniamo allora in termini macroeconomici. Il tasso naturale di disoccupazione aumenta se aumenta il parametro che si riferisce proprio agli incentivi che si ricevono se si rimane senza reddito (lo stesso parametro fa alzare il salario e quindi i prezzi, da qui la relazione inversa tra disoccupazione e inflazione). Il punto è questo: bisogna da una parte ridurre questo parametro per far diminuire il tasso naturale di disoccupazione, ma dall'altro non bisogna rinunciare a dare aiuti a coloro che sono rimasti senza un reddito.
Come fare allora? Nel momento in cui Tizio rimane senza lavoro deve essere incentivato a cercare un lavoro nel modo più rapido possibile, senza adagiarsi sugli allori spendendo ciò che riceve dallo Stato. D'altra parte c'è Caio, iscritto nella lista di lavoratori stagionali (ma in realtà nei campi ci lavora il suo amico Bingo Bongo per 1 euro all'ora in nero) che percepisce aiuti durante la bassa stagione.
Se si decide che tutto ciò che si riceve dallo Stato come aiuto in un momento di bisogno va restituito in una percentuale stabilita (es. 80%) nell'istante in cui si rinizia a produrre reddito, attraverso un piano di ammortamento scelto in base alla percentuale da restituire e al reddito che si riceverà negli anni successivi, si potrebbero mantenere costanti gli ammortizzatori sociali, ma allo stesso tempo diminuirebbe la spesa poichè le nuove disoccupazioni sarebbero ripagate dal piano di rientro dei nuovi occupati (vecchi disoccupati).
Inoltre Tizio sa che più tempo aspetta a trovare lavoro, più dovrà restituire in futuro.
Bisogna mettersi in testa che ciò che si riceve sono soldi di tutti e che vanno restituiti per aiutare altre persone nella nostra stessa situazione (mutua solidarietà).
Inoltre tornando alla teoria ciò avrebbe lo stesso significato di una diminuzione del parametro citato, quindi il tasso naturale di disoccupazione diminuirebbe.
Non fai prima a sostenere come Lucas che non esiste disoccupazione (se non volontaria)?

Nel tuo schema infatti i disoccupati non esistono proprio, perché non se lo possono permettere...
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Vecchio 06-09-11, 19:54   #8 (permalink)
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Non fai prima a sostenere come Lucas che non esiste disoccupazione (se non volontaria)?

Nel tuo schema infatti i disoccupati non esistono proprio, perché non se lo possono permettere...
In che senso? Spiegati meglio.

La disoccupazione volontaria cioè quelli che non cercano il lavoro sono considerati fuori dalla forza lavoro quindi inoccupati e non disoccupati.
Il mio schema è semplice: sei disoccupato allora hai diritto agli ammortizzatori sociali (situazione attuale); smetti di essere disoccupato e quindi produci reddito allora puoi restituire ciò che hai ricevuto attraverso una trattenuta aggiuntiva in busta paga. Perdi di nuovo il lavoro, hai diritto ancora ai sussidi.
Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione naturale si riferisce al tasso di disoccupazione di equilibrio di lungo periodo e non è detto che deve essere a 0 (forse intendevi quello) o molto alto. Dipende da altri fattori. Diminuendo la variabile dei sussidi la disoccupazione nel lungo periodo diminuisce.
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Vecchio 06-09-11, 21:35   #9 (permalink)
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In che senso? Spiegati meglio.

La disoccupazione volontaria cioè quelli che non cercano il lavoro sono considerati fuori dalla forza lavoro quindi inoccupati e non disoccupati.
Il mio schema è semplice: sei disoccupato allora hai diritto agli ammortizzatori sociali (situazione attuale); smetti di essere disoccupato e quindi produci reddito allora puoi restituire ciò che hai ricevuto attraverso una trattenuta aggiuntiva in busta paga. Perdi di nuovo il lavoro, hai diritto ancora ai sussidi.
Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione naturale si riferisce al tasso di disoccupazione di equilibrio di lungo periodo e non è detto che deve essere a 0 (forse intendevi quello) o molto alto. Dipende da altri fattori. Diminuendo la variabile dei sussidi la disoccupazione nel lungo periodo diminuisce.

Il tuo discorso fila se effettivamente ci fosse lavoro. Ma lavoro non ce n'è.

Non solo. In questo scenario di assenza di lavoro, in pratica il tuo sussidio o non funziona o non sussiste.

Non funziona perché dopo uno o due anni di disoccupazione chi me lo fa fare di andare a lavorare se si profila un posto di lavoro visto che poi questi due anni li devo ripagare in toto?

Sono obbligato a prendere il lavoro che mi viene offerto? Ma allora questo schema esiste già nei paesi che erogano i sussidi.

Tu aggiungi uno schema punitivo. Ammettiamo che il signor X, con il suo livello di capacità e addestramento, può aspirare, nelle condizioni attuali, a una vita equamente suddivisa fra impegno lavorativo e disoccupazione.

In sostanza, il tuo è uno schema a sussidi zero. Quando lui lavora tu ti riprendi i soldi che gli hai prestato prima.

Quello che ti sfugge è che i sussidi sono una assicurazione.

La tua proposta consiste nel ridurre o al limite azzerare la componente assicurativa.

E' come per l'RCA dell'auto. Ciascuno paga per i danni che fa; ciascuno paga per gli anni di disoccupazione cui è andato incontro.
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Vecchio 06-09-11, 22:12   #10 (permalink)
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In sostanza, il tuo è uno schema a sussidi zero. Quando lui lavora tu ti riprendi i soldi che gli hai prestato prima.
Lo schema non è a sussidi zero ma a spesa zero: ossia i sussidi futuri vengono ripagati dai sussidiati precedenti. E' l'eliminazione del fondo perduto (o quasi, si potrebbe pensare ad una percentuale da restituire 60-80%). Che c'è di male in uno schema del genere?



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Quello che ti sfugge è che i sussidi sono una assicurazione.

La tua proposta consiste nel ridurre o al limite azzerare la componente assicurativa.
Su questo ti do ragione infatti è un punto debole della riduzione della variabile aiuti/sussidi perchè fa diminuire la forza contrattuale dei lavoratori i quali saranno propensi ad accettare salari più bassi pur di non perdere il lavoro. Quindi come dici tu sono meno assicurati/tutelati. Tuttavia una manovra come questa che non prevede la riduzione quantitativa del sussidio ma solo di una sua restituzione (anche parziale) in futuro, fa si che l'effetto provocato non sia così grande.

In ogni caso secondo te non è un buon modo per ridurre la spesa pubblica pur non toccando in modo diretto il walfare? C'è un modo alternativo o si può cambiare qualcosa nello schema?
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