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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jun 2011
Messaggi: 39
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welfare e disoccupazione. una soluzione.
L'Italia non brilla per il suo welfare state, tuttavia se si vanno a vedere le spese per gli ammortizzatori sociali si capisce che qualcosa non va. Ragioniamo allora in termini macroeconomici. Il tasso naturale di disoccupazione aumenta se aumenta il parametro che si riferisce proprio agli incentivi che si ricevono se si rimane senza reddito (lo stesso parametro fa alzare il salario e quindi i prezzi, da qui la relazione inversa tra disoccupazione e inflazione). Il punto è questo: bisogna da una parte ridurre questo parametro per far diminuire il tasso naturale di disoccupazione, ma dall'altro non bisogna rinunciare a dare aiuti a coloro che sono rimasti senza un reddito.
Come fare allora? Nel momento in cui Tizio rimane senza lavoro deve essere incentivato a cercare un lavoro nel modo più rapido possibile, senza adagiarsi sugli allori spendendo ciò che riceve dallo Stato. D'altra parte c'è Caio, iscritto nella lista di lavoratori stagionali (ma in realtà nei campi ci lavora il suo amico Bingo Bongo per 1 euro all'ora in nero) che percepisce aiuti durante la bassa stagione. Se si decide che tutto ciò che si riceve dallo Stato come aiuto in un momento di bisogno va restituito in una percentuale stabilita (es. 80%) nell'istante in cui si rinizia a produrre reddito, attraverso un piano di ammortamento scelto in base alla percentuale da restituire e al reddito che si riceverà negli anni successivi, si potrebbero mantenere costanti gli ammortizzatori sociali, ma allo stesso tempo diminuirebbe la spesa poichè le nuove disoccupazioni sarebbero ripagate dal piano di rientro dei nuovi occupati (vecchi disoccupati). Inoltre Tizio sa che più tempo aspetta a trovare lavoro, più dovrà restituire in futuro. Bisogna mettersi in testa che ciò che si riceve sono soldi di tutti e che vanno restituiti per aiutare altre persone nella nostra stessa situazione (mutua solidarietà). Inoltre tornando alla teoria ciò avrebbe lo stesso significato di una diminuzione del parametro citato, quindi il tasso naturale di disoccupazione diminuirebbe. Ultima modifica di g.e.l. : 06-09-11 alle ore 01:21 |
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#2 (permalink) |
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STAY ALIVE !!!
Data registrazione: Apr 2005
Messaggi: 3,724
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e se sia tizio che caio a scadenza non ti ripagano il prestito (xkè come lo hai inteso te, l'aiuto sociale diventa un prestito), tu che fai ? prelevi loro un rene e le cataratte a copertura del debito?
Sarebbe un'idea... |
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#4 (permalink) | |
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STAY ALIVE !!!
Data registrazione: Apr 2005
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#5 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jun 2011
Messaggi: 39
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il rischio di un mancato rientro può essere alto quanto vuoi ma un percentuale di lavoratori dipendenti verrà riassunto e dovrà ripagare ciò che ha ricevuto volenti o nolenti. in ogni caso meglio della situazione attuale dove i soldi sono solo a fondo perduto. |
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#6 (permalink) | |
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STAY ALIVE !!!
Data registrazione: Apr 2005
Messaggi: 3,724
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Tutti gli altri casi di accesso al welfare sono eccezioni che vanno sottoposte a controlli severi e periodici...e senza il timore ipocrito di mandare serenamente al diavolo coloro che se ne approfittano. |
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2008
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Nel tuo schema infatti i disoccupati non esistono proprio, perché non se lo possono permettere... |
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#8 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jun 2011
Messaggi: 39
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La disoccupazione volontaria cioè quelli che non cercano il lavoro sono considerati fuori dalla forza lavoro quindi inoccupati e non disoccupati. Il mio schema è semplice: sei disoccupato allora hai diritto agli ammortizzatori sociali (situazione attuale); smetti di essere disoccupato e quindi produci reddito allora puoi restituire ciò che hai ricevuto attraverso una trattenuta aggiuntiva in busta paga. Perdi di nuovo il lavoro, hai diritto ancora ai sussidi. Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione naturale si riferisce al tasso di disoccupazione di equilibrio di lungo periodo e non è detto che deve essere a 0 (forse intendevi quello) o molto alto. Dipende da altri fattori. Diminuendo la variabile dei sussidi la disoccupazione nel lungo periodo diminuisce. |
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#9 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Mar 2008
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Il tuo discorso fila se effettivamente ci fosse lavoro. Ma lavoro non ce n'è. Non solo. In questo scenario di assenza di lavoro, in pratica il tuo sussidio o non funziona o non sussiste. Non funziona perché dopo uno o due anni di disoccupazione chi me lo fa fare di andare a lavorare se si profila un posto di lavoro visto che poi questi due anni li devo ripagare in toto? Sono obbligato a prendere il lavoro che mi viene offerto? Ma allora questo schema esiste già nei paesi che erogano i sussidi. Tu aggiungi uno schema punitivo. Ammettiamo che il signor X, con il suo livello di capacità e addestramento, può aspirare, nelle condizioni attuali, a una vita equamente suddivisa fra impegno lavorativo e disoccupazione. In sostanza, il tuo è uno schema a sussidi zero. Quando lui lavora tu ti riprendi i soldi che gli hai prestato prima. Quello che ti sfugge è che i sussidi sono una assicurazione. La tua proposta consiste nel ridurre o al limite azzerare la componente assicurativa. E' come per l'RCA dell'auto. Ciascuno paga per i danni che fa; ciascuno paga per gli anni di disoccupazione cui è andato incontro. |
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#10 (permalink) | ||
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Member
Data registrazione: Jun 2011
Messaggi: 39
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In ogni caso secondo te non è un buon modo per ridurre la spesa pubblica pur non toccando in modo diretto il walfare? C'è un modo alternativo o si può cambiare qualcosa nello schema? |
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