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Vecchio 05-09-11, 16:55   #1 (permalink)
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L' Italia è ancora sul podio nell' OCSE , per pressione fiscale?

Italia sul podio per pressione fiscale - Il Sole 24 ORE

Può arrivare al secondo posto in futuro?

Qualcuno può postare articoli sull' evoluzione della pressione fiscale in Italia dal 1870 circa ad anni recenti?

Forse in molti paesi europei c' è troppo socialismo, c' è troppo stato sociale con conseguente esorbitante pressione fiscale e in alcuni casi elevato debito pubblico.

Nel XIX secolo la pressione fiscale era molto più bassa in percentuale.

Un modo per ridurre il debito pubblico sarebbe quello di ridurre lo stato sociale, aumentare il darwinismo sociale e affidare l' aiuto delle fasce deboli della popolazione alla carità e alla beneficenza dei ricchi
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Vecchio 05-09-11, 18:08   #2 (permalink)
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30 luglio 2011 - 08:00
Il debito pubblico, che si manifesta come le obbligazioni emesse dal Tesoro, si forma perché le spese dello Stato sono maggiori delle sue entrate – il deficit pubblico. La differenza, se non è finanziata con l’emissione di moneta, è coperta con l’emissione di obbligazioni. Si deve perciò andare alla ricerca della fonte: come si è formato il deficit.

Più o meno tutti i Paesi sviluppati hanno visto crescere smisuratamente la spesa pubblica a partire dagli anni Sessanta. Quelli che hanno registrato una crescita delle imposte non troppo distante dalla crescita della spesa, hanno oggi dei debiti contenuti. Altri, invece, hanno speso velocemente, con le imposte che crescevano lentamente. Da qui i grossi deficit, che cumulati, hanno prodotto un gran debito.

La spesa pubblica si divide in spesa pubblica “per lo Stato minimo”, e in quella “per lo Stato sociale”. La prima finanzia la polizia, i magistrati, i soldati. Ossia l’ordine, la giustizia, la difesa. La seconda finanzia i medici, gli infermieri, le medicine, gli insegnanti, ecc. Ossia l’istruzione e la salute. Le pensioni sono ambigue, perché sono pagate – attraverso un apposito organismo – a chi è in pensione da chi lavora, quindi sono un trasferimento, non proprio una spesa.

Premesso ciò, la spesa per lo stato minimo è rimasta all’incirca la stessa nel secondo dopoguerra, mentre è esplosa quella per lo stato sociale. Ed è qui il punto. Quest’esplosione è avvenuta in tutti i Paesi europei. Negli Stati Uniti un po’ meno, ma non troppo meno, se si fanno dei conti sofisticati. Dunque non è un fenomeno solo italiano. O meglio, l’Italia spende più di alcuni altri Paesi, ma non “troppo di più”. Il punto è che ha incassato di meno per troppo tempo. (I conti comparati sulla spesa pubblica per lo stato minimo e per quello sociale vanno fatti escludendo la spesa per interessi sul debito, che è il frutto del cumularsi dei deficit nel corso del tempo e non della spesa corrente).

Abbiamo così a che fare con un fenomeno storico. Se abbiamo a che fare con un fenomeno storico, allora la crescita del debito non è attribuibile – se non in minima parte – a un bravo o cattivo presidente del consiglio dei ministri. Il protagonista è il “Processo” e non l’“Eroe”.
....


Leggi il resto: Il debito pubblico italiano, quando e chi lo ha formato | Linkiesta.it

In alcuni stati come l' Italia, lo stato sociale non è più sostenibile. Lo stato deve quindi tornare a limitarsi a svolgere le funzioni di stato minimo
dukeMida non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-09-11, 19:28   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da dukeMida Visualizza messaggio
Qualcuno può postare articoli sull' evoluzione della pressione fiscale in Italia dal 1870 circa ad anni recenti?
http://www.bancaditalia.it/pubblicaz..._81/QEF_81.pdf

Ultima, agghiacciante pagina.
Comunque l'intero "paper" è molto interessante
CamalloSospetto non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-09-11, 19:37   #4 (permalink)
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Originalmente inviato da CamalloSospetto Visualizza messaggio
http://www.bancaditalia.it/pubblicaz..._81/QEF_81.pdf

Ultima, agghiacciante pagina.
Comunque l'intero "paper" è molto interessante
E' il fallimento del liberismo selvaggio
Comunque dobbiamo capire che se non si torna ad un sistema in stile anni '60 o non ce la caviamo.
NB: in quel grafico si parla solo di pressione tributaria, quindi credo contributi previdenziali e simili esclusi, altrimenti non tornerebbero nemmeno i conti (35% è chiaramente meno della pressione fiscale che è 8-10 punti sopra da anni).
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
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