Torna indietro   Forum di Finanzaonline.com > Approfondimenti di Finanza > Macroeconomia

Vai al forum
Rispondi
 
Strumenti discussione Valuta discussione Modalità visualizzazione
Vecchio 03-09-11, 09:40   #1 (permalink)
Member
 
L'avatar di cityboy
 
Data registrazione: Nov 2010
Messaggi: 582
Popolarità: 20977685
cityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond reputecityboy has a reputation beyond repute
9,5 per cento

Nel secondo trimestre del 2011 il pil della Cina è cresciuto del 9,5 per cento rispetto all'anno precedente. L'economia del gigante asiatico continua ad alimentare la crescita globale, dal momento che il resto del pianeta arretra. Come ricorda Francesco Daveri su lavoce.info, una crescita del 10 per cento in Cina vuol dire 600 miliardi di dollari di redditi in più, tanti quanti verrebbero generati se l'Europa e gli Stati Uniti crescessero del 2 per cento. Purtroppo la domanda cinese è soprattutto orientata ai paesi asiatici. La nuova classe media cinese compra smartphone taiwanesi e sempre meno un Nokia finlandese. La spinta che viene dall'est, quindi, sarà limitata.

Quant'è forte il rischio che una nuova recessione negli Stati Uniti coinvolga la Cina? Mentre statunitensi ed europei erano impegnati con i piani di salvataggio, in Cina la crisi è stata un'occasione per far avanzare l'integrazione economica in Asia. Dal 1 gennaio 2010 è entrato in vigore un accordo doganale che riduce le barriere e amplia al 90 per cento dei prodotti l'accordo tariffario tra la Cina e l'Associazione dei paesi del sudest asiatico, un miliardo e mezzo di persone che stanno uscendo dalla sussistenza e dalle campagne per lavorare e consumare prodotti e servizi.

Per approfittare della crescita asiatica, gli imprenditori italiani dovranno essere presenti nella regione con impianti, marchi e catene di distribuzione. Altrimenti la speranza cinese porterà profitti solo alle multinazionali statunitensi, giapponesi e tedesche mentre il resto dell'Europa comincerà ad arrancare.

Tito Boeri
cityboy non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-09-11, 18:36   #2 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
Popolarità: 42656734
ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
egr sig Boeri (signor perchè dottor non se lo merita)
lo sa, vero, che tutti concordano sul fatto che un pil cinese
che cresce dell'8% (numero enorme, sembrerebbe) è
IL MINIMO INDISPENSABILE PER MANTENERE I LIVELLI DI
OCCUPAZIONE ATTUALI ?
In altre parole un pil italiano che cresce dell'1% probabilmente
è comparabile ad uno cinese del 9%.
Ah la demografia questa sconosciuta...
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Rispondi

Segnalibri
Annunci 4wnet

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione Valuta questa discussione
Valuta questa discussione:

Regole messaggi
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 03:24.

Powered by vBulletin® versione 3.8.7
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.6.0

Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits
© 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer.