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Vecchio 02-09-11, 10:33   #1 (permalink)
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Mozione d'ordine: non è il caso di evitare i catastrofismi?

Già prima delle ferie, e a maggior ragione ora, proliferano post nei quali si profila un crollo generale del sistema economico occidentale.

Niente di male nel sostenere una tesi di questo genere.

Il punto è che si assiste a una carenza spaventosa di analisi e di argomentazioni.

Prendiamo la questione centrale dei debiti sovrani.

Si tratta evidentemente di un problema molto complesso, non tanto perché i debiti siano pericolosi in se stessi, quanto perché un bel falò dell'eccesso di liquidità che si è prodotto in questi anni genererebbe dei contraccolpi sistemici che andrebbero a danneggiare seriamente l'economia reale.

Come approcciare la questione?

Partendo dai dati. Magari da un singolo paese, facendo confronti con il passato. Poi passando a un altro paese, ecc., fino a poi cercare di comporre un quadro generale.

Compito, come si può capire, immane e fuori dalla portata di noi singoli frequentatori.

Detto questo, la via d'uscita non può essere certo dei post alla ***** dove si sommano tutti i debiti di un paese, pubblici, privati senza distinzione e li si rapporta al Pil, cosa senza senso, perché il contraltare di un debito di un'impresa non è il Pil ma gli assets che detta impresa ha dato in garanzia.

E' evidente che il problema che abbiamo di fronte è che il sistema fatica a digerire valori gonfiati e non può aiutarsi con l'inflazione perché tale sopravvalutazione ha generato il fenomeno opposto, la deflazione.

Una realtà che non solo noi comuni mortali, ma anche le autorità monetarie hanno poca dimestichezza a trattare.

In libreria ho sfogliato diversi libri e devo riconoscere che gli economisti della scuola austriaca sono gli unici che hanno previsto la possibilità che si generassero scenari di questo tipo. Non so però se le soluzioni che propongono siano quelle giuste (e non sono neppure sicuro che la loro interpretazione della grande depressione e dell'inefficacia delle politiche allora messe in campo sia quella corretta...). Certo, detti economisti hanno buon gioco nel dire che né i neo-classici né i keynesiani hanno la soluzione del problema. Ma questo non significa:
a) che la loro proposta sia quella corretta;
b) che né l'economia neoclassica né i keynesiani abbiano gli strumenti concettuali per risolvere la crisi, per due motivi: il primo è che non esiste un solo modo di risolvere un problema - ogni sistema di pensiero può generare la propria idea di come ci si deve comportare in determinate circostanze e probabilmente non esiste la soluzione giusta, ma ogni sistema comporta vantaggi e svantaggi, seppure con un peso relativo diverso - il secondo è che i sistemi di pensiero economico tendono col tempo a ossificarsi, ma non per questo bisogna confondere la scienza economica con le abonormi limitazioni della comunità degli economisti (un esempio recente lo possiamo ritrovare nella stagflazione degli anni '70: che senso avevano, dal punto di vista keynesiano, le iniezione di denaro pubblico in un economia che, pur con una crescita stentata, rasentava la piena occupazione? E' un caso che dovrebbe farci riflettere sulla supposta competenza degli economisti.)

Per concludere, trovo gli interventi catastrofisti insostenibilmente noiosi.

Io ho conosciuto alcune persone che ritengono che stiamo andando al disastro. Si sono trovate una sistemazione in montagna e vivono senza problemi puntando sull'autosussistenza.

Così lo accetto e infatti non mi permetterei mai di definirli catastrofisti. Hanno fatto un'analisi della situazione, sono giunti a certe conclusioni e si sono comportati di conseguenza. Forse hanno ragione o forse no (io penso che nel lungo periodo, le probabilità che abbaino ragione aumentano), il punto è che non vanno in giro a dire che c'è la fine del mondo.
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Vecchio 02-09-11, 11:02   #2 (permalink)
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Dici che ci vuole ottimismo ?
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Vecchio 02-09-11, 11:04   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da San Siro Visualizza messaggio
Già prima delle ferie, e a maggior ragione ora, proliferano post nei quali si profila un crollo generale del sistema economico occidentale.

Niente di male nel sostenere una tesi di questo genere.

Il punto è che si assiste a una carenza spaventosa di analisi e di argomentazioni.

Prendiamo la questione centrale dei debiti sovrani.

Si tratta evidentemente di un problema molto complesso, non tanto perché i debiti siano pericolosi in se stessi, quanto perché un bel falò dell'eccesso di liquidità che si è prodotto in questi anni genererebbe dei contraccolpi sistemici che andrebbero a danneggiare seriamente l'economia reale.

Come approcciare la questione?

Partendo dai dati. Magari da un singolo paese, facendo confronti con il passato. Poi passando a un altro paese, ecc., fino a poi cercare di comporre un quadro generale.

Compito, come si può capire, immane e fuori dalla portata di noi singoli frequentatori.

Detto questo, la via d'uscita non può essere certo dei post alla ***** dove si sommano tutti i debiti di un paese, pubblici, privati senza distinzione e li si rapporta al Pil, cosa senza senso, perché il contraltare di un debito di un'impresa non è il Pil ma gli assets che detta impresa ha dato in garanzia.

E' evidente che il problema che abbiamo di fronte è che il sistema fatica a digerire valori gonfiati e non può aiutarsi con l'inflazione perché tale sopravvalutazione ha generato il fenomeno opposto, la deflazione.

Una realtà che non solo noi comuni mortali, ma anche le autorità monetarie hanno poca dimestichezza a trattare.

In libreria ho sfogliato diversi libri e devo riconoscere che gli economisti della scuola austriaca sono gli unici che hanno previsto la possibilità che si generassero scenari di questo tipo. Non so però se le soluzioni che propongono siano quelle giuste (e non sono neppure sicuro che la loro interpretazione della grande depressione e dell'inefficacia delle politiche allora messe in campo sia quella corretta...). Certo, detti economisti hanno buon gioco nel dire che né i neo-classici né i keynesiani hanno la soluzione del problema. Ma questo non significa:
a) che la loro proposta sia quella corretta;
b) che né l'economia neoclassica né i keynesiani abbiano gli strumenti concettuali per risolvere la crisi, per due motivi: il primo è che non esiste un solo modo di risolvere un problema - ogni sistema di pensiero può generare la propria idea di come ci si deve comportare in determinate circostanze e probabilmente non esiste la soluzione giusta, ma ogni sistema comporta vantaggi e svantaggi, seppure con un peso relativo diverso - il secondo è che i sistemi di pensiero economico tendono col tempo a ossificarsi, ma non per questo bisogna confondere la scienza economica con le abonormi limitazioni della comunità degli economisti (un esempio recente lo possiamo ritrovare nella stagflazione degli anni '70: che senso avevano, dal punto di vista keynesiano, le iniezione di denaro pubblico in un economia che, pur con una crescita stentata, rasentava la piena occupazione? E' un caso che dovrebbe farci riflettere sulla supposta competenza degli economisti.)

Per concludere, trovo gli interventi catastrofisti insostenibilmente noiosi.

Io ho conosciuto alcune persone che ritengono che stiamo andando al disastro. Si sono trovate una sistemazione in montagna e vivono senza problemi puntando sull'autosussistenza.

Così lo accetto e infatti non mi permetterei mai di definirli catastrofisti. Hanno fatto un'analisi della situazione, sono giunti a certe conclusioni e si sono comportati di conseguenza. Forse hanno ragione o forse no (io penso che nel lungo periodo, le probabilità che abbaino ragione aumentano), il punto è che non vanno in giro a dire che c'è la fine del mondo.



Sai se per caso sono rimasti posti liberi
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Vecchio 02-09-11, 11:08   #4 (permalink)
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Già prima delle ferie, e a maggior ragione ora, proliferano post nei quali si profila un crollo generale del sistema economico occidentale.

Niente di male nel sostenere una tesi di questo genere.

Il punto è che si assiste a una carenza spaventosa di analisi e di argomentazioni.
non saprei, a me sembra che molte delle persone che postano qui, abbiano portato mille argomentazioni e numeri e esempi per dimostrare che, se non bisogna essere catastrofisti, di sicuro non c'è però nulla da ridere...

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Io ho conosciuto alcune persone che ritengono che stiamo andando al disastro. Si sono trovate una sistemazione in montagna e vivono senza problemi puntando sull'autosussistenza.
come fanno a vivere ? spiega meglio.

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Dici che ci vuole ottimismo ?
l'ottimismo è il profumo della vita!
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Vecchio 02-09-11, 11:10   #5 (permalink)
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Dici che ci vuole ottimismo ?
assolutamente
il pessimiso non è utile a risolvere i preblemi
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Vecchio 02-09-11, 11:15   #6 (permalink)
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assolutamente
il pessimiso non è utile a risolvere i preblemi
Ma anche l'ottimismo meglio che sia 'cauto'.
Optimism Bias: Human Brain May Be Hardwired for Hope - TIME
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Vecchio 02-09-11, 11:20   #7 (permalink)
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Più che l'ottimismo o il pessimismo in sé stessi bisogna valutare quali sono gli effetti che hanno sulla nostra capacità di valutare realisticamente la situazione e sul nostro conseguente comportamento.

E' comunque certo che l'attuale situazione di crisi e di stagnazione è stata generata da una situazione di eccessivo ottimismo.
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Vecchio 02-09-11, 11:51   #8 (permalink)
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Diciamo che non è questione di ottimismo o di pessimismo da di realismo. E il realismo mi dice che il sistema capitalistico-mondialista sta andando alla catastrofe portandosi dietro chi non si è premunito o chi ha ignorato o chi continua a fidarsi delle chiacchiere degli economisti sistemici al Sistema.
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Vecchio 02-09-11, 11:53   #9 (permalink)
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Più che l'ottimismo o il pessimismo in sé stessi bisogna valutare quali sono gli effetti che hanno sulla nostra capacità di valutare realisticamente la situazione e sul nostro conseguente comportamento.

E' comunque certo che l'attuale situazione di crisi e di stagnazione è stata generata da una situazione di eccessivo ottimismo.

Secondo me ci hanno tirato una fregatura "totale" sapendo cosa facevano, gli scenari geopolitici, economici su grande scala, vengono studiati da molti decenni da stati, multinazionali, centri di ricerca indipendenti ecc., adesso secondo me stiamo vivendo la fase dell'orchestra che suona mentre la nave sta affondando, spero di sbagliarmi ovviamente.
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Vecchio 02-09-11, 12:47   #10 (permalink)
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Diciamo che non è questione di ottimismo o di pessimismo da di realismo. E il realismo mi dice che il sistema capitalistico-mondialista sta andando alla catastrofe portandosi dietro chi non si è premunito o chi ha ignorato o chi continua a fidarsi delle chiacchiere degli economisti sistemici al Sistema.

Può essere. Il punto, però, è che io gradirei una dimostrazione rigorosa di questa tesi. Tutto qui.
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