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#1 (permalink) |
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Prospersenzacrescita
Data registrazione: Sep 2009
Messaggi: 10,303
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E devono ancora trovare altri 5 miliardi +25 a regime dal 2013
Solo così hanno già fatto un massacro senza peraltro fare nessuna riforma strutturale per ridurre il debito e stimolare crescita, investimenti, ricerca, competitività. Figuriamoci quello che saranno capaci di combinare in futuro.
-------------------------------------------------------------------------- I sintomi, però, ci sono tutti. Il vertice di Arcore di lunedì 1 ha, di fatto, aperto un primo "buco", stimato dall'opposizione ma anche da studiosi ed economisti in almeno 5 miliardi: tolto il contributo di solidarietà (3,8 miliardi di euro in tre anni), concessi 2 miliardi di minori tagli agli enti locali (diventano 3 se uno si storna dall'introito della Robin Hood tax), le compensazioni paiono evanescenti. La stretta sulle società di comodo, la scure sulle Coop, il gettito dell'evasione passato in gestione ai Comuni, sul pallottoliere della contabilità pubblica per ora valgono zero. Così come le riforme costituzionali (abolizione delle Province e dimezzamento dei parlamentari). Poi i dubbi di costituzionalità aperti dal caso supertassa, rimasta per pensionati e statali, e dal caso pensioni, che comunque forniranno introiti solo a partire dal 2013 (500 milioni), fanno pensare ad un'altra falla da riempire. Infine, la delega fiscale da 20 miliardi, corposa ma ancora nebulosa, che nasconde l'aumento dell'Iva. Poi c'è il contorno. Fatto di stime sulla crescita in forte ribasso (lo diceva lunedì il Fondo monetario internazionale 2 per il mondo e l'Italia, ieri l'Istat 3e anche la Banca d'Italia 4). Interessi sui titoli di Stato italiani che lievitano a vista d'occhio (gli spread con i Bund tedeschi 5 hanno ripreso a correre). Numeri che i mercati sanno leggere benissimo e che, inevitabilmente, cambieranno le condizioni italiane per aver deficit zero nel 2013. "Le stime sul Pil dell'Fmi possono anche peggiorare, perché calcolate senza tenere ancora in conto l'effetto comunque depressivo delle due manovre estive", dice Mario Baldassarri, economista e senatore Fli. "Al momento la minore crescita, da qui al 2013, è stimata in due punti in meno. Ovvero un punto in più di deficit. Ovvero 15 miliardi nel 2013. Il pareggio, nei numeri non c'è più. Servirà una manovra ter da 25-30 miliardi che non ci possiamo però permettere. A che titolo la Bce continuerà a comprare i nostri titoli?". Tra una ventina di giorni il governo presenterà il nuovo Def, con il Pil rivisto. "Il punto è correggere i conti, subito, ma con misure strutturali", dice Nicola Rossi, economista, gruppo misto. "Questa manovra bis, così sbilanciata sulle entrate, ne avvicina una terza. Sì, sembra proprio l'iter greco". (31 agosto 2011) |
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#2 (permalink) |
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Prospersenzacrescita
Data registrazione: Sep 2009
Messaggi: 10,303
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U.E.: servono anche misure per la crescita
Naturalmente mantenendo l'impegno ad azzerare il deficit pubblico entro il 2013.
Salta la norma sulle pensioni L'Ue: "Servono misure per la crescita" - Repubblica.it |
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#3 (permalink) |
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Member
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Se qualcuno si domandava come siamo capitati in questa situazione si risponda con questa pantomima da cioccolatai (con tutto il rispetto per la categoria)..
Non serve nemmeno rievocare i 10 anni che ci hanno preceduto. Ricordo solo che in 7 anni di governo berlusconi (dal 2001) la crescita cumulata è stata dello 0,56%. si tratta di poco meno dello 0,07% annuo. |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 7,493
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Tra qualche settimana dovrebbero iniziare le danze, ci sarà da ridere. I mercati andranno giustamente all'attacco di questo paese governato (e potenzialmente governabile in caso di cambio di schieramento) da una massa di i.dioti.
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#6 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Nov 2010
Messaggi: 6,992
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Citazione:
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#10 (permalink) |
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Prospersenzacrescita
Data registrazione: Sep 2009
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Ho delle certezze supportate da fatti.
Nel 1994/1995 avevamo spread BTP/BUND tra i 600 e 900 punti. Dopo le manovra del 1996/1998 GLI SPREAD sono scesi fino a 40/50 punti (in alcuni giorni anche negativi) facendoci risparmiare centinaia di miliardi di Euro di interessi sul debito fino ad oggi (il 50% di questi interessi va all'estero). Il rapporto debito PIL era al 124% del 1996, al 110% nel 2001. La pressione fiscale oltre il 43% solo nel 1997; ma è servita a farci risparmiare appunto centinaia di miliardi di spesa pubblica per interessi. Nel 2000 era già a circa il 41%; e l'eurotassa pagata nel 1997 restituita al 50%. Il Pil crebbe del 3,6% nel 2000; quindi imponente risanamento di circa il 14% del debito senza distruggere la crescita rispetto agli altri paesi. |
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