proposta ragionevole di Quadrio Curzio sul Sole 24H per poter emettere finalmente eurobond senza che la Germania faccia resistenza
Governo Italiano - Rassegna stampa
............Oltre all'oro, »supponendo che il capitale versato del Ffe sia di mille miliardi di euro, ogni Stato membro della Unione economica e monetaria (Uem) dovrà conferire altri capitali anche in forma di obbligazioni e azioni stimate a valori reali e non a prezzi di mercato sviliti«, scrivono l'ex premier e l'economista. »L'Italia dovrebbe conferire 180 miliardi di euro in totale di cui 79 milioni di once in riserve auree, valutabili oggi a circa 101 miliardi di euro, più altri 79 miliardi di euro che dovrebbero essere azioni di società detenute dal ministero dell'Economia«, come »Eni, Enel, Finmeccanica, Poste«. Il Fondo finanziario europeo »potrebbe fare una emissione di tremila miliardi di Eub con una leva di 3 e durata decennale, e oltre, al tasso del 3% eventualmente variabile dopo un certo periodo«, proseguono Prodi e Quadrio Curzio. »L'onere di interessi sarebbe di 90 miliardi di euro all'anno pari oggi a circa l'1% del Pil della Uem, pagabile sia con i profitti del conferimento del capitali azionari al Ffe sia con una quota dell'Iva dei Paesi della Uem, sia con gli interessi«. I tremila miliardi andrebbero divisi in due parti: »il Ffe dovrebbe rilevare 2.300 miliardi dei titoli di Stato dei Paesi della Uem per far scendere dall'attuale 85% al 60% la media del debito della Uem sul Pil verso il mercato«. In questo modo, spiegano, »L'Italia scenderebbe al 95% del debito su Pil verso il mercato mentre per il restante 25% sarebbe debitrice verso il Ffe«, mentre »la Francia e la Germania scenderebbero sotto il 60%«. I rimanenti 700 miliardi, invece, »dovrebbero andare a grandi investimenti europei anche per unificare e far crescere imprese continentali nella energia, nelle telecomunicazioni, nei trasporti, delle quali il Ffe diverrebbe azionista«. Il primo vantaggio dell'emissione di EuroUnionBond consiste nel fatto che »il Ffe non sarebbe opportunistico ma stabilizzante nella gestione dei titoli di Stato nazionali da detenere su lunghe durate, rendendo così molto difficile anche la speculazione«. Il secondo vantaggio, continuano Prodi e Quadrio Curzio, »sarebbe un mercato degli Eub di grandi dimensioni e una raccolta a interessi in media più bassi rispetto ai titoli nazionali di quasi tutti i Paesi Uem. Data anche la natura del Ffe e degli Eub, che hanno garanzie reali, diverrebbe realistico attrarre investitori molto liquidi come i Fondi sovrani«. In sostanza, concludono, Gli EuroUnionBond »possono davvero diventare competitivi dei titoli del tesoro Usa dei quali la Cina vuole alleggerirsi«.(ANSA)