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Vecchio 21-08-11, 08:00   #1 (permalink)
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ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
ve le dò io le liberalizzazioni..

Pare che liberalizzare sia la parola d'ordine. Oh sia chiaro, suona benissimo !
Vediamo invece la realtà. Una piccolissima realtà.
Nel quartiere dove abito c'è un lungo viale (ca. 1 km).
Ai due estremi GIA' ESISTONO due gelaterie. Una piccola (solo il locale, 20 mq)
l'altra molto più grande (una ventina di tavolini all'aperto).
Presumo che seppur con fatturati diversi possano vivere e magari
anche guadagnare bene o cmq generare utili.
Ora avviene che giusto a metà di quel viale hanno aperto un'altra
gelateria (anch'essa solo locale di 20 mq)
COSA DIAVOLO PENSATE CHE ACCADA?
Ve lo dico io. Coloro che abitano più vicino alla NUOVA GELATERIA
eviteranno di fare quei 300/400 metri in più e acquisteranno
presso il nuovo locale. Probabilmente, avendo la gelateria a pochi metri,
qualcuno deciderà di consumare..visto che l'esposizione di 'montagne'
di gelato attira l'occhio e la gola.
Ma alla fine cosa avremo ? che le due vecchie gelaterie
perderanno parte della loro clientela a favore della nuova.
(per l'inciso ..io passo due volte al giorno davanti al nuovo locale
e NON VI HO ANCORA VISTO UN CLIENTE..)
.
morale: questa non è creazione di nuova ricchezza....questa
si chiama ..redistribuzione.
Togli a tizio per dare a caio.
.
Non andiamo da nessuna parte...se è questo quello che abbiamo
in mente. Oh e questo accadrà con i taxi, i notai, le farmacie ecc ecc
.
E per favore non parlatemi di vantaggi per i consumatori.
I prezzi quelli sono e rimangono.
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21-08-11, 08:09   #2 (permalink)
Nukeboy 100%
 
L'avatar di Colbert
 
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Quindi tu continui a pagare 1900 lire più Iva se effettui una chiamata al cellulare dalle 7.30 alle 20.30?!?
Colbert non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21-08-11, 08:52   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da Colbert Visualizza messaggio
Quindi tu continui a pagare 1900 lire più Iva se effettui una chiamata al cellulare dalle 7.30 alle 20.30?!?
ok nel campo delle telecomunicazioni abbiamo visto dei risparmi
dovuti alle liberalizzazioni. SONO STATI RISPARMI UNA TANTUM.
Cioè i prezzi si sono allineati verso il basso ED ORA LI SONO FERMI.
Più bassi potrebbe significare il fallimento delle società.
Ma possibile che per un settore dove ci sono stati vantaggi non vi
accorgete di 1000 dove non ve ne saranno.
Se vuoi contestami sul caso reale da me prospettato.
.
p.s. a me, sia chiaro, se aprono più gelaterie , taxi e notai
non me ne frega una cippa. VOGLIO SOLO FARVI CAPIRE
CHE NON E' Li' che ..miglioreremo.
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Vecchio 21-08-11, 09:33   #4 (permalink)
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Dovresti studiare di più, Ramirez. E' noto che il tendere di un sistema economico verso la concorrenza perfetta causa l'annullamento dei profitti extra-economici (ovvero escluso il salario dell'imprenditore). Dunque non c'è nulla di nuovo o imprevisto nello sviluppo del tuo ragionamento. Il beneficio teorico è la massimizzazione del welfare dei consumatori.
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Vecchio 21-08-11, 09:36   #5 (permalink)
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Pare che liberalizzare sia la parola d'ordine. Oh sia chiaro, suona benissimo !
Vediamo invece la realtà. Una piccolissima realtà.
Nel quartiere dove abito c'è un lungo viale (ca. 1 km).
Ai due estremi GIA' ESISTONO due gelaterie. Una piccola (solo il locale, 20 mq)
l'altra molto più grande (una ventina di tavolini all'aperto).
Presumo che seppur con fatturati diversi possano vivere e magari
anche guadagnare bene o cmq generare utili.
Ora avviene che giusto a metà di quel viale hanno aperto un'altra
gelateria (anch'essa solo locale di 20 mq)
COSA DIAVOLO PENSATE CHE ACCADA?
Ve lo dico io. Coloro che abitano più vicino alla NUOVA GELATERIA
eviteranno di fare quei 300/400 metri in più e acquisteranno
presso il nuovo locale. Probabilmente, avendo la gelateria a pochi metri,
qualcuno deciderà di consumare..visto che l'esposizione di 'montagne'
di gelato attira l'occhio e la gola.
Ma alla fine cosa avremo ? che le due vecchie gelaterie
perderanno parte della loro clientela a favore della nuova.
(per l'inciso ..io passo due volte al giorno davanti al nuovo locale
e NON VI HO ANCORA VISTO UN CLIENTE..)
.
morale: questa non è creazione di nuova ricchezza....questa
si chiama ..redistribuzione.
Togli a tizio per dare a caio.
.
Non andiamo da nessuna parte...se è questo quello che abbiamo
in mente. Oh e questo accadrà con i taxi, i notai, le farmacie ecc ecc
.
E per favore non parlatemi di vantaggi per i consumatori.
I prezzi quelli sono e rimangono.
BALLE! alla fine la spunterà chi farà il gelato migliore
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Vecchio 21-08-11, 09:37   #6 (permalink)
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moloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond reputemoloc has a reputation beyond repute
Manovra: negozi aperti di notte, licenze libere per taxi e tabaccai

ROMA – I negozi potranno rimanere aperti quando e quanto vogliono; le licenze per negozi, taxi, farmacie, tabbaccai saranno libere e senza numero chiuso. La manovra aggiuntiva da 45 miliardi di euro innaugura l’Italia delle libertà… o delle liberalizzazioni. Se il governo Berlusconi, appena insediato, ha fatto in fretta a cancellare buona parte delle liberalizzazioni progettate dall’allora ministro Pier Luigi Bersani, ora le rimette, tale e quali, senza dare troppo nell’occhio. Le ha fatte uscire dalla porta e le fa rientrare dalla finestra. E in questo modo pensa anche di combattere la crisi.

Un metodo da apprendisti nemmeno troppo stregoni. Banvenga che i negozi rimangano aperti anche tutto il giorno, se questo può creare un servizio in più ai cittadini e qualche introito in più ai negozianti, ma non è così che si combatte una crisi endemica come quella attuale. C’è bisogno di ben altro, di riforme ben più strutturali, che evidentemente il governo non ha il coraggio di fare. Liberalizza le licenze, ad esempio, ma non ha il piglio di riformare o abolire gli ordini professionali. Quando la manovra era solo una bozza si era vociferato della possibilità di fare piazza pulita degli ordini professionali, quando poi è diventata decreto di questa possibilità non se n’è vista l’ombra. Il governo se l’è cavata con la sola “garanzia” di “libera concorrenza, presenza diffusa su tutto il territorio, pluralità di offerta”. Obbligando gli studi a pagare i praticanti “equamente”, che potranno già fare il tirocinio durante gli anni di università; stabilisce la separazione fra gli organi elettivi degli ordini e chi commina le sanzioni disciplinari.

Ma vediamo nel dettaglio cosa comportano le nuove liberalizzazioni, quelle dell’era Berlusconi. Grazie alle norme inserite nella nuova manovra, dunque, i negozi in città potranno rimanere aperti a piacimento: anche di domenica, a Ferragosto o Natale. Secondo il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che cita uno studio della Bocconi, “il solo raddoppio delle aperture di domeniche e festivi vale un quarto di punto di Pil”.

Via libera poi alla liberalizzazione dei servizi pubblici, con le Regioni e gli enti locali chiamati entro un anno ad adeguare i propri statuti alla libera concorrenza. Addio anche – almeno sulla carta – al numero chiuso per tabaccai, edicole, farmacie, taxi e per tutte le attività contingentate in base al bacino di utenza. Nella manovra di Ferragosto è espresso un principio di liberalizzazioni tout-court: “L’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge”.

Insomma le licenze non avranno più vincoli per “area geografica, popolazione e criteri di fabbisogno”. Inoltre via i divieti di esercizio di una attività economica al di fuori di una certa area geografica e le imposizioni di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate. Che significa? Che in una stessa strada, anche minuscola, ma molto commerciale potremmo trovare due farmacie o due tabaccai, mentre in una zona periferica e residenziale potremmo non trovarne nessuna.
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Vecchio 21-08-11, 10:02   #7 (permalink)
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È notorio che gli italiani sono masochisticamente avversi al libero mercato. In questo caso nella via avremo differenziazioni per qualità prezzi e ambiente e i clienti faranno guadagnare di più il più bravo a servirli a meno. Per il resto se un gelataio scarso si impoverisce o chiude non è certamente un problema per un sistema economico. Anzi è un vantaggio se escono i peggiori
Razionalista non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21-08-11, 10:16   #8 (permalink)
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Originalmente inviato da Razionalista Visualizza messaggio
È notorio che gli italiani sono masochisticamente avversi al libero mercato. In questo caso nella via avremo differenziazioni per qualità prezzi e ambiente e i clienti faranno guadagnare di più il più bravo a servirli a meno. Per il resto se un gelataio scarso si impoverisce o chiude non è certamente un problema per un sistema economico. Anzi è un vantaggio se escono i peggiori
tutti a preoccuparsi di questi 4 gatti che rischiano di chiudere, gente che fino ad ora ha vissuto di rendita o quasi, tassisti, benzinai etc.
e io operaio precario che devo dire?
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Vecchio 21-08-11, 10:23   #9 (permalink)
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Mi sembra incredibile cge nella lista ci siano le farmacie... scommetto che alla fine non se n'è farà nulla, sono una lobby troppo forte, se davvero liberalizzassero le farmacie sarebbe un cambio epocale.... mancherebbero poi i notai, la.lobby più forte in assoluto. Vedremo ma ci credo poco



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Originalmente inviato da moloc Visualizza messaggio
Manovra: negozi aperti di notte, licenze libere per taxi e tabaccai

ROMA – I negozi potranno rimanere aperti quando e quanto vogliono; le licenze per negozi, taxi, farmacie, tabbaccai saranno libere e senza numero chiuso. La manovra aggiuntiva da 45 miliardi di euro innaugura l’Italia delle libertà… o delle liberalizzazioni. Se il governo Berlusconi, appena insediato, ha fatto in fretta a cancellare buona parte delle liberalizzazioni progettate dall’allora ministro Pier Luigi Bersani, ora le rimette, tale e quali, senza dare troppo nell’occhio. Le ha fatte uscire dalla porta e le fa rientrare dalla finestra. E in questo modo pensa anche di combattere la crisi.

Un metodo da apprendisti nemmeno troppo stregoni. Banvenga che i negozi rimangano aperti anche tutto il giorno, se questo può creare un servizio in più ai cittadini e qualche introito in più ai negozianti, ma non è così che si combatte una crisi endemica come quella attuale. C’è bisogno di ben altro, di riforme ben più strutturali, che evidentemente il governo non ha il coraggio di fare. Liberalizza le licenze, ad esempio, ma non ha il piglio di riformare o abolire gli ordini professionali. Quando la manovra era solo una bozza si era vociferato della possibilità di fare piazza pulita degli ordini professionali, quando poi è diventata decreto di questa possibilità non se n’è vista l’ombra. Il governo se l’è cavata con la sola “garanzia” di “libera concorrenza, presenza diffusa su tutto il territorio, pluralità di offerta”. Obbligando gli studi a pagare i praticanti “equamente”, che potranno già fare il tirocinio durante gli anni di università; stabilisce la separazione fra gli organi elettivi degli ordini e chi commina le sanzioni disciplinari.

Ma vediamo nel dettaglio cosa comportano le nuove liberalizzazioni, quelle dell’era Berlusconi. Grazie alle norme inserite nella nuova manovra, dunque, i negozi in città potranno rimanere aperti a piacimento: anche di domenica, a Ferragosto o Natale. Secondo il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che cita uno studio della Bocconi, “il solo raddoppio delle aperture di domeniche e festivi vale un quarto di punto di Pil”.

Via libera poi alla liberalizzazione dei servizi pubblici, con le Regioni e gli enti locali chiamati entro un anno ad adeguare i propri statuti alla libera concorrenza. Addio anche – almeno sulla carta – al numero chiuso per tabaccai, edicole, farmacie, taxi e per tutte le attività contingentate in base al bacino di utenza. Nella manovra di Ferragosto è espresso un principio di liberalizzazioni tout-court: “L’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge”.

Insomma le licenze non avranno più vincoli per “area geografica, popolazione e criteri di fabbisogno”. Inoltre via i divieti di esercizio di una attività economica al di fuori di una certa area geografica e le imposizioni di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate. Che significa? Che in una stessa strada, anche minuscola, ma molto commerciale potremmo trovare due farmacie o due tabaccai, mentre in una zona periferica e residenziale potremmo non trovarne nessuna.
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Vecchio 21-08-11, 10:27   #10 (permalink)
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Non è del tutto sballato il discorso di ramirez.

Prima c'erano due gelaterie A e B che vendevano complessivamente 1000€ di gelati a settimana ripartiti come vogliamo (600+400), con l'apertura di C la stessa quantità sarà divisa per 3. Possiamo ipotizzare che si salga a 1100 perchè a qualche pigro basta scendere in ascensore ed entrare nel negozio a fianco senza camminare per 2 isolati, ma non tanto di più. Magari la nuova commessa assunta da C toglierà una persona da A perchè incassa meno, i posti di lavoro però restano a somma zero.

Diverso il discorso telefonia, forse l'unico dove la concorrenza ha funzionato davvero e ha creato posti di lavoro, perchè c'è stata una forte economia di scala e gli attori del mercato sono colossi economici. Nelle piccole attività non si riescono a limare più di tanto i costi, chi riduce troppo il giro d'affari licenzia e/o chiude.
Per quelli che non ce la fanno chi se ne frega dirà qualcuno, lo dico anche io, ma non sono questi pannicelli a risolvere il problema disoccupati.
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