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Data registrazione: Aug 2006
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Sconto Ici alla Chiesa la Ue processa l'Italia
Sconto Ici alla Chiesa la Ue processa l'Italia
Esenzioni per due miliardi l'anno. Bruxelles accelera: "Sono aiuti di Stato". Se l'Italia sarà condannata, dovrà chiedere il rimborso delle tasse non pagate La Chiesa ha un patrimonio di circa 100mila fabbricati Sconto Ici alla Chiesa la Ue processa l'Italia BRUXELLES - Le esenzioni fiscali concesse alla Chiesa costano allo Stato italiano un'indagine formale dell'Ue per aiuti di Stato incompatibili con le norme sulla concorrenza. Dopo quattro anni di scambi di informazioni, due archiviazioni e una serie di controricorsi, Bruxelles mette in moto "un'indagine approfondita" sui privilegi fiscali attribuiti agli enti ecclesiastici in settori in cui "l'azienda Chiesa" (conta circa 100 mila fabbricati) è leader nazionale: ospedali, scuole private, alberghi e altre strutture commerciali che godono di un'esenzione totale dal pagamento dell'Ici e del 50% da quello sull'Ires. Con un risparmio annuo che si avvicina ai due miliardi di euro e conseguenti vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti laici. La procedura per aiuti di Stato sarà aperta a metà ottobre dalla Commissione europea. La decisione è già stata scritta e al momento è soggetta alle ultime limature. Nell'introduzione del documento redatto dal commissario alla Concorrenza Joaquin Almunia si legge: "Alla luce delle informazioni a disposizione la Commissione non può escludere che le misure costituiscano un aiuto di Stato e decide quindi di indagare oltre". In poche parole, da scambi di informazioni informali il dossier diventa ufficiale e fa scattare quella procedura di 18 mesi al termine della quale la Ue dovrà emettere un verdetto. La procedura contro lo Stato italiano si articolerà su tre fronti: sotto accusa verranno subito messi il mancato pagamento dell'Ici e l'articolo 149 (4 comma) del Testo unico delle imposte sui redditi che conferisce a vita la qualifica di enti non commerciali a quelli ecclesiastici (non svolgete un'attività di impresa a prescindere e quindi pagate meno tasse). Il terzo filone riguarda lo sconto del 50% dell'Ires concesso agli enti della Chiesa che operano nella sanità e nell'istruzione: prenderà la forma di una richiesta di informazioni approfondita essendo risalente agli anni '50, prima della nascita della Cee. L'esenzione totale dall'Ici è stata introdotta nel dicembre 2005, in campagna elettorale, dal governo Berlusconi e quindi rivista da quello Prodi (2006) che messo sotto pressione dalla Ue aveva ristretto i privilegi solo alle attività "non esclusivamente commerciali". Intervento aggirato da ospedali o scuole che al loro interno hanno una piccola cappella. Le norme erano state portate a Bruxelles da una denuncia promossa dal radicale Maurizio Turco e del fiscalista Carlo Pontesilli (segretario di anticlericale. net) assistiti dall'avvocato Alessandro Nucara. L'allora commissaria Neelie Kroes aveva però archiviato due volte il caso e a Bruxelles in molti raccontano le fortissime pressioni ricevute da entrambe le sponde del Tevere. Di fronte all'ennesima archiviazione i denuncianti si sono rivolti alla Corte di giustizia e i legali di Bruxelles hanno convinto Almunia ad aprire la scomoda procedura (andare contro il Vaticano e un Paese fondatore non è mai consigliato) per evitare una condanna per inazione da parte dei giudici del Lussemburgo. Condanna difficile da scampare leggendo le "conclusioni preliminari" contenute nel documento dello stesso Almunia: l'esistenza dell'aiuto di Stato è resa chiara dal "minor gettito per l'erario" e la norma viola la concorrenza in quanto i beneficiari degli sconti Ici "sembrano" essere in concorrenza con altri operatori nel settore turistico-alberghiero e della sanità. Insomma, le condizioni dell'esistenza dell'aiuto e della sua incompatibilità con le norme Ue "sembrano essere soddisfatte". Analisi curiosamente opposta a quella contenuta nelle due precedenti archiviazioni (2008 e 2010) quando non c'erano timori di una sconfessione da parte della Corte. Con l'apertura dell'indagine formale le parti avranno un mese per presentare le proprie ragioni. Quindi entro 18 mesi Bruxelles dovrà decidere se assolvere o condannare l'Italia, con conseguente fine dei privilegi e inevitabile rimborso all'erario delle tasse non pagate dagli enti ecclesiastici. |
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Aug 2011
Messaggi: 48
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Beppe Grillo lancia dal suo blog una sorta di gara tra cittadini per proporre misure economiche "giuste" nel tentativo di aiutare il Paese. Gettonatissime naturalmente le iniziative contro i privilegi della Casta, e le proposte per ridurre gli emolumenti di parlamentari e politici.
Ma l'idea che sta godendo di maggior successo, diventando una vera campagna sui social network rilanciata anche dai giornali, è quella di far pagare le tasse al Vaticano. Immobili di lusso, alberghi cinque stelle, turismo religioso, per tacere del fatto che il gas, la luce e l'acqua al minuscolo regno le paga da sempre il Comune di Roma. Insomma, i cittadini sono stufi di portare sulle proprie spalle anche uno Stato Estero, che povero proprio non è e che si nasconde dietro santi e madonne. Per carità, tutto giusto. Ma anch'io voglio partecipare al gioco collettivo con una mia piccola proposta. Mettiamo pure le tasse al Vaticano, ricavando quei 3 miliardi di euro che fanno tanto comodo, ma forse 35 miliardi di euro farebbero ancora più comodo, non trovate? Sono dieci volte tanti. Basta una piccola leggina: una legge che renda nulli per vizio di forma i debiti stipulati dai Comuni italiani con le banche, che hanno mollato loro una mostruosa quantità di derivati ed altri strumenti finanziari incomprensibili approfittando dell'incompetenza dei funzionari preposti. Ci sono fior di prove su questo. I Comuni stanno tagliando persino la manutenzione delle strade, gli asili, l'illuminazione pubblica per fare fronte ad interessi stellari, comuni di 20 mila abitanti con perdite di mezzo milione l'anno. Lo Stato taglia i fondi agli Enti locali, si pensa di reintrodurre l'ICI, e tutto questo per ingrassare le tasche delle banche? Quando leggo proposte come aumentare il costo delle fettuccine al Senato, o far pagare l'ICI alle monachelle, mi viene da piangere. Non perché non sia giusto, ma perché stiamo perdendoci dietro la pagliuzza mentre c'è una trave a cui nessuno presta attenzione. 35 miliardi in un sol colpo, e basta un de*******. Chi avrà il coraggio di presentarlo? Non contate su un cambio di governo: consulente della banca JP Morgan dal 2001 al 2006 è stata Linda Lanzillotta, ex ministro del PD, con il compito "di far capire il sistema pubblico italiano a una grande banca internazionale, che aveva una scarsa conoscenza dei meccanismi dei bilanci regionali e locali" (parole sue). Si può sempre contare sul PD, quando si tratta di consegnarci alle banche. Che fanno, sicuramente, più paura del Vaticano. Debora Billi Fonte: Crisis Link: Il Vaticano è la pagliuzza, i derivati sono la trave. - Crisis 20.08.2011 |
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Aug 2011
Messaggi: 48
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Bagnasco, l’evasione e i privilegi fiscali della Chiesa
Il cardinale Angelo Bagnasco (Foto Lapresse) ROMA – Se è un cardinale a pronunciare la parola “evasione” la cosa non passa inosservata, e così è andata il giorno dopo le parole di Angelo Bagnasco sulle “cifre impressionanti” dell’evasione fiscale in Italia. Chiesa e tasse, per molti un binomio che tradotto vuol dire evasione legalizzata: secondo i Radicali i privilegi fiscali di cui gode la Chiesa cattolica fanno perdere parecchi miliardi l’anno alle casse statali. Un ritocco alle norme, secondo Mario Staderini, il segretario dei Radicali, farebbe risparmiare 3 miliardi l’anno. Si comincia con l’Ici. La legge istitutiva di questa tassa prevede esenzioni per gli immobili destinati al culto e per usi “meritevoli” (come attività assistenziali o educative). Negli anni qualcosa è cambiato, come racconta Il Fatto Quotidiano: “Nel 2007 fu bocciato un emendamento socialista che proponeva di abbattere l’Ici per gli immobili della Chiesa adibiti a scopi commerciali e grazie a un provvedimento del governo di centrosinistra, adesso basta che non siano “esclusivamente dedicati” al commercio“. Sono parecchi quindi gli istituti religiosi che non pagano questa tassa pur essendo stati convertiti in alberghi. L’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, ha fatto il conto: a pagare questa tassa è solo il 10% di chi dovrebbe, con un danno da 500 milioni di euro l’anno. Non solo. I Radicali contestano anche l’abbattimento dell’Ires del 50 per cento nei confronti degli enti di assistenza e beneficenza. Senza contare il contributo dell’8 x mille che arriva a 900 milioni l’anno per essere utilizzato per mantenere i sacerdoti, costruire nuovi edifici dedicati al culto e per gli interventi di carità in Italia e all’estero. “Noi non pretendiamo di rimettere l’Ici sulle chiese – spiega Staderini – ma almeno sulle attività commerciali. Lo Stato, in un momento di crisi come questo potrebbe risparmiare fino a 3 miliardi l’anno e il Vaticano pagare con i profitti ricavati dalle attività come tutti gli altri imprenditori”. C’è poi il capitolo del turismo con l’Opera romana pellegrinaggi, “un’attività del Vicariato di Roma, organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del Cardinale Vicario del Papa”, si legge nel sito di presentazione. Da 75 anni organizza tour per i pellegrini da e per tutto il mondo praticamente esentasse, nonostante una sede in centro a Roma e i 7 pullman gialli a due piani che si vedono spesso nella capitale e che, a 18 euro a passeggero, offrono un tour per la Roma cristiana. Gli stessi pullman su cui la cronaca si era concentrata dopo la denuncia da parte dei lavoratori che venivano pagati in nero.Bagnasco, l’evasione e i privilegi fiscali della Chiesa | Blitz quotidiano |
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