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Vecchio 10-08-11, 11:21   #1 (permalink)
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Botte da orbi...

... e il carrozzone pubblico non viene neanche sfiorato

IL CASOManovra, seconde case nel mirino
rischio patrimoniale sui risparmiIl menù prevede anche il blocco alla istituzione di nuove province. In quattro anni stop alle pensioni di anzianità
SIlvio Berlusconi e Giulio Tremonti
di LUISA GRION e ROBERTO PETRINI

ROMA - Ieri pomeriggio, alle 15 in punto, il ministro Tremonti ha convocato il suo staff per fissare i dettagli degli interventi necessari a blindare l'Italia contro la speculazione e a rispondere ai diktat imposti dalla Bce. Una riunione ristretta con un gruppo scelto di tecnici precettati da qui a Ferragosto per calcolare pesi ed equilibri delle singole misure e fornire tutti i supporti necessari ad una convocazione del Consiglio dei ministri che potrebbe arrivare tra il 15 del mese, data suggestiva, e il 20.

Due sono le ipotesi messe sul tavolo, pronte per essere trasformate in un decreto legge volto a rafforzare la manovra da 48 miliardi. La prima - definita di impatto più tradizionale anche se non leggero per le tasche degli italiani - prevede l'annunciato anticipo della delega assistenziale-previdenziale da 20 miliardi al 2013. Ma conterrebbe anche interventi sulla previdenza: il condizionale è d'obbligo visto che sulla Padania oggi in edicola Bossi tuona: "Finché c'è la Lega le pensioni non si toccano". Le misure - se attuate - potrebbero comunque alleggerire l'impatto degli interventi sugli assegni di invalidità, maternità e sul welfare per le classe a reddito basso. La seconda ipotesi, più pesante della prima, non escluderebbe l'introduzione di una patrimoniale una tantum sulle seconde case e prenderebbe in considerazione la possibilità - per ora solo allo studio - di un intervento una tantum anche sui patrimoni mobiliari: misure
che dovrebbero quindi toccare risparmi e depositi.

Le prime ad entrare nel mirino sarebbero le pensioni di anzianità: oggi la riforma Prodi- Damiano le blocca ai 62 anni da raggiungere nel 2013. L'idea è di accelerare il meccanismo delle quote fino ad arrivare al requisito dei 65 anni di età anagrafica entro i prossimi due-quattro anni, cancellando di fatto, in futuro immediato, gli assegni di anzianità. Sempre in tema previdenziale è possibile l'anticipo dell'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita: l'aumento dei tre mesi, previsto per il 2013, scatterebbe già dal 2012. Resta in ballo, anche se con minore forza, la possibilità di anticipare l'età pensionabile delle donne (l'attuale normativa lo fa partire al 2020. Naturalmente a subire l'anticipo di un anno sarà anche tutto il pacchetto d'interventi da 48 miliardi: dai tagli ai consumi intermedi alle altre misure di riduzione della spesa. Il menù prevede anche un intervento sui costi della politica bloccando l'istituzione delle nuove province.

Ma allo studio c'è anche la più pesante seconda versione: una lista di interventi che ruota attorno alla temuta parola "patrimoniale". Si parla di addizionale speciale sull'Ici per la seconda casa, misura che potrebbe far incassare 6 - 7 miliardi die euro e che ammorbidirebbe l'ostilità dei comuni riguardo la riduzione dei trasferimenti. Resta sul tavolo l'ipotesi di un aumento della tassazione sulle rendite finanziare, da rendere omogenee al 20 per cento, escludendo i titoli di Stato. Aleggia inoltre l'ipotesi di una tantum a sorpresa che potrebbe colpire le ricchezze mobiliari (quindi i risparmi già sottoposti all'aumento del costo dei bolli sul dossier titoli previsto dalla manovra).

A chiudere il pacchetto di interventi la possibilità di una misura sulle aziende pubbliche: la privatizzazione delle municipalizzate ad esclusione del settore acqua (protetto dal referendum). Allo studio anche un dossier sulle grandi spa pubbliche (da Eni, a Enel, Terna, Finmeccanica) e sulla possibile cessione di quote di minoranza.
(10 agosto 2011)
fonte. La Repubblica
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Vecchio 10-08-11, 12:27   #2 (permalink)
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La casta, gli sprechi … la patrimoniale | Over the Counter
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Vecchio 11-08-11, 11:30   #3 (permalink)
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Politica
11/08/2011 - LE MISURE
I tavoli tecnici che si aprono
a Palazzo Chigi

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti
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Occupazione, Salute
e Liberalizzazioni

Al via lo statuto del lavoro. Alcuni diritti verranno rivisti
Partiranno «nei prossimi giorni», ha annunciato Gianni Letta, tavoli tematici con sindacati e imprese. Il primo sarà sul mercato del lavoro e sarà presieduto dai ministri Sacconi e Brunetta. E questo nonostante la contrarietà delle parti sociali, sindacati e industriali. Di nuovo ieri Emma Marcegaglia è stata chiara: «Sul tema abbiamo tutti condiviso che questo è un argomento che deve essere nella totale, unica ed esclusiva disponibilità delle parti». Il tavolo a cui ha accennato il sottosegretario Letta riguarda essenzialmente l’annunciato Statuto del Lavoro, che supererebbe lo storico Statuto dei Lavoratori che definirà regole diverse nel rapporto tra dipendenti e datori di lavoro. Alcuni diritti del lavoratore verrebbero definiti «universali e indisponibili». Altri, considerati «minori», sarebbero rinviati alla contrattazione, sia nazionale che aziendale. Tra questi ultimi i licenziamenti, oggi regolamentati dall’articolo 18, che in futuro potrebbero essere facilitati in cambio di un’indennità. S’ipotizza il recepimento nella legge dell’accordo interconfederale siglato nel giugno scorso.

I sindacati sono già sul piede di guerra. Per addolcire il trauma, il governo ha presentato un piano da 1 miliardo di euro per favorire l’occupazione giovanile. Tra le altre cose, il ministro Meloni annuncia 10 mila nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato per i giovani genitori precari tramite un provvedimento del suo ministero con un bonus di 5mila euro alle aziende che assumano a tempo indeterminato un giovane disoccupato (o assunto con contratto atipico) con meno di 35 anni e con figli.
FRANCESCO GRIGNETTI

Rispunta il ticket per i primi tre giorni di ricovero ospedaliero
Regioni e governo non hanno ancora finito di litigare sul superticket su visite specialistiche, analisi e diagnostica che dalla nuova manovra correttiva d’agosto spunta un nuovo, pesante balzello: quello di 10 euro sulle prime tre giornate di ricovero. Un ticket che nel passato remoto costò la poltrona di Palazzo Chigi a De Mita ma che ora i tecnici del Tesoro sono pronti a rispolverare dai cassetti, motivandolo come contributo per spese di vitto e alloggio, comunque risparmiate da chi deve sostare in corsia. Il balzello servirà ad aiutare le Regioni a reggere la botta del taglio anticipato da 7,5 miliardi di euro in due anni del Fondo sanitario nazionale. In realtà il ticket sui ricoveri, preannunciato su quelli «impropri» dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, porterebbe in cassa solo 300-400 milioni di euro, ma avrebbe il doppio vantaggio di scoraggiare i ricoveri impropri e di aprire la strada ai ben più massicci balzelli sanitari che toccherà alle Regioni, probabilmente già dal 2013, applicare per garantire quel 40% di risparmi sulla sanità, che il decreto di luglio vincola proprio all’applicazione di nuovi ticket. In tutto circa 2 miliardi a carico delle tasche degli assistiti, visto che tra due anni il fondo sanitario avrà 5 miliardi di euro in meno del previsto. Una cura dimagrante che già a partire dal prossimo anno dovrebbe essere assicurata soprattutto dall’applicazione anticipata di un anno dei costi standard, la nuova spending review messa a punto per tarare i fabbisogni finanziari dei servizi sanitari regionali sulla spesa delle amministrazioni sanitarie più virtuose.
PAOLA RUSSO

Modifica alla Carta per rilanciare l’economia
Come si ricorderà, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti la settimana scorsa avevano annunciato una modifica della Costituzione, all’articolo 41, quello della «libertà economica», per dare una sferzata al Paese e «rendere permesso tutto ciò che non sia espressamente vietato dalla legge». E ancora ieri il ministro Brunetta diceva che la riforma costituzionale «si potrebbe fare in pochi mesi». Anche su questo tema, ora, tenendo assieme liberalizzazioni, privatizzazioni e gestione dei servizi pubblici, s’annuncia un tavolo tecnico con le parti sociali. Sempre Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, parlando a nome di tutti gli altri, ha spiegato: «Le parti sociali hanno chiesto che accanto al rigore ci siano anche una serie di provvedimenti che aiutino, sostengano e stimolino la crescita: liberalizzazioni, privatizzazioni, infrastrutture, pubblica amministrazione, e semplificazione». In effetti nell’agenda del governo ci sarebbe un capitolo dedicato alle privatizzazioni a cominciare dai servizi pubblici locali. Ne faceva cenno ieri Fabrizio Cicchitto, il capogruppo Pdl alla Camera, quando accennava alla necessità di «smantellare pezzi di spesa pubblica parassitaria» e «la proliferazione abnorme» delle aziende comunali e regionali. E ammetteva: «Il governo, la maggioranza e specialmente il Pdl devono condurre una battaglia a fondo perché in un certo senso riscatterebbe l’esecutivo e il centrodestra». Musica per le orecchie dei leghisti, ma anche delle parti sociali. Si vedrà se alle parole seguiranno i fatti.
FRANCESCO GRIGNETTI
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Vecchio 11-08-11, 11:34   #4 (permalink)
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Cambiano le pensioni
Torna lo "scalone"

Tra le misure che il governo dovrà prendere per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 c'è anche una stretta sulle spese previdenziali e assistenziali
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Verranno resi tracciabili
i pagamenti oltre i 2500 euro
ROBERTO GIOVANNINI PAOLO RUSSO

ROMA
La decisione politica non c’è, e per adesso tutte le ipotesi sono sul tappeto. Ieri mattina erano salite le quotazioni - con un forte consenso di parte del governo e della maggioranza - della «eurotassa» straordinaria sui redditi medio-alti. Ma in serata questa ipotesi sembrava tramontata. Si fa strada invece un pacchetto molto duro in tema di pensioni, con il ripristino dello «scalone» voluto da Roberto Maroni nel 2005, che innalzerebbe di botto a 60 o 62 anni l’età minima per accedere al pensionamento di anzianità. Poi, ci sarebbe l’intenzione di rendere tracciabili (ovvero obbligando il pagamento con assegni o moneta elettronica) tutti i pagamenti superiori ai 2500 euro.

Ma andiamo con ordine. Forse non si farà mai, ma ieri nell’Esecutivo e nella maggioranza si lavorava a una imposta straordinaria «una tantum» su tutti i redditi da lavoro autonomo e dipendente. Una tassa in grado di garantire, subito e pronto-cassa, un gettito di ben 5 miliardi di euro. Nelle bozze questa imposta si ispirava al prelievo varato in tutta fretta da Romano Prodi nel lontano 1996 per consentire all’Italia l’ingresso nell’euro. Lo schema prevedeva aliquote progressive, e non avrebbe toccato i redditi (imponibili) inferiori ai 60 mila euro annui. Ma come detto, in serata l’idea sembrava essere stata cestinata da Berlusconi in persona.

Sulle pensioni, dopo le tabelle «terroristiche» circolate fino a poco fa, che ipotizzavano il raggiungimento di «quota 100» (35 anni di contributi e 65 di età) già nel 2013, il governo sembra aver messo a punto un piano meno d’attacco ma in grado di ottenere se non il consenso almeno il silenzio di Cisl e Uil. L’opzione più soft che circola in queste ore di febbrili consultazioni tra governo e parti sociali è quella dell’innalzamento da «quota 96» a «quota 97» già nel 2012, ossia con un anno di anticipo, per arrivare nel 2015 alla fatidica «quota 100», che con l’innalzamento dell’età anagrafica a 65 anni è poi il de profundis delle pensioni di anzianità. In alternativa, in serata si faceva strada la riproposizione del cosiddetto «scalone Maroni»: un innalzamento secco dell’età minima a 60 o 62 anni. In altre parole, un blocco generalizzato e durissimo delle pensioni di anzianità.

Scontato l’anticipo delle misure già contenute nel decreto di luglio: adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita (che doveva partire nel 2013) e le modifiche al sistema di decorrenza del pensionamento di anzianità. A completare il menù previdenziale ci sarebbe poi la revisione dei criteri di invalidità, l’innalzamento dal 26 al 33% della contribuzione dei co.co.pro, il tetto di reddito per il diritto all’assegno di accompagnamento e un sistema meno generoso nell’elargire le pensioni di reversibilità, magari legando anche queste al reddito o agli anni di convivenza dei coniugi, sulla falsa riga di quello che si fa in buona parte d’Europa. Infine, ipotesi dell’ultima ora, un aumento del cosiddetto contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, già inserito nella manovra di luglio.

Anche la casa resta nel mirino della manovra. Prima di tutto con l’introduzione anticipata di un anno dell’Imu, la nuova imposta municipale unica destinata ad assorbire Ici ed Irpef ma solo sulle seconde case. Una mossa con la quale il governo spera di incamerare 5-6 miliardi di maggiore gettito, probabilmente con aliquote più alte di quel 7,6 per mille inizialmente previsto dal federalismo municipale, oppure concedendo ai Comuni maggiore autonomia sulle addizionali Imu in compensazione a robusti tagli dei trasferimenti statali. Resta nel menù anche la «patrimoniale sul latifondo immobiliare», un altro contributo una tantum che si concentrerebbe solo su immobiliaristi e proprietari di terze e più case.

Ma per toccare l’asticella del pareggio di bilancio già nel 2013 difficilmente la stretta potrà risparmiare anche Ministeri, Enti locali e Regioni, spostando indietro di un anno le lancette della manovra appena varata con il decreto di luglio. A regime la sforbiciata da anticipare al 2013 sarebbe di 5 miliardi per i Ministeri, di 6,4 miliardi per i Comuni e le Provincie (con un corposo anticipo già di 3,2 miliardi il prossimo anno) mentre la sanità dovrebbe tirare la cinghia per altri7,5 miliardi in due anni. Una cura di ferro che potrebbe però essere leggermente addolcita per evitare che la somma dei nuovi tagli con quelli già varati per il biennio 2010-2011 porti alla paralisi di Regioni ed Enti locali.
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Vecchio 11-08-11, 11:44   #5 (permalink)
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ROMA - Ieri pomeriggio, alle 15 in punto, il ministro Tremonti ha convocato il suo staff per fissare i dettagli degli interventi necessari a blindare l'Italia contro la speculazione e a rispondere ai diktat imposti dalla Bce. Una riunione ristretta con un gruppo scelto di tecnici precettati da qui a Ferragosto per calcolare pesi ed equilibri delle singole misure e fornire tutti i supporti necessari ad una convocazione del Consiglio dei ministri che potrebbe arrivare tra il 15 del mese, data suggestiva, e il 20.

Due sono le ipotesi messe sul tavolo, pronte per essere trasformate in un decreto legge volto a rafforzare la manovra da 48 miliardi. La prima - definita di impatto più tradizionale anche se non leggero per le tasche degli italiani - prevede l'annunciato anticipo della delega assistenziale-previdenziale da 20 miliardi al 2013. Ma conterrebbe anche interventi sulla previdenza: il condizionale è d'obbligo visto che sulla Padania oggi in edicola Bossi tuona: "Finché c'è la Lega le pensioni non si toccano". Le misure - se attuate - potrebbero comunque alleggerire l'impatto degli interventi sugli assegni di invalidità, maternità e sul welfare per le classe a reddito basso. La seconda ipotesi, più pesante della prima, non escluderebbe l'introduzione di una patrimoniale una tantum sulle seconde case e prenderebbe in considerazione la possibilità - per ora solo allo studio - di un intervento una tantum anche sui patrimoni mobiliari: misure
che dovrebbero quindi toccare risparmi e depositi.

Le prime ad entrare nel mirino sarebbero le pensioni di anzianità: oggi la riforma Prodi- Damiano le blocca ai 62 anni da raggiungere nel 2013. L'idea è di accelerare il meccanismo delle quote fino ad arrivare al requisito dei 65 anni di età anagrafica entro i prossimi due-quattro anni, cancellando di fatto, in futuro immediato, gli assegni di anzianità. Sempre in tema previdenziale è possibile l'anticipo dell'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita: l'aumento dei tre mesi, previsto per il 2013, scatterebbe già dal 2012. Resta in ballo, anche se con minore forza, la possibilità di anticipare l'età pensionabile delle donne (l'attuale normativa lo fa partire al 2020. Naturalmente a subire l'anticipo di un anno sarà anche tutto il pacchetto d'interventi da 48 miliardi: dai tagli ai consumi intermedi alle altre misure di riduzione della spesa. Il menù prevede anche un intervento sui costi della politica bloccando l'istituzione delle nuove province.

Ma allo studio c'è anche la più pesante seconda versione: una lista di interventi che ruota attorno alla temuta parola "patrimoniale". Si parla di addizionale speciale sull'Ici per la seconda casa, misura che potrebbe far incassare 6 - 7 miliardi die euro e che ammorbidirebbe l'ostilità dei comuni riguardo la riduzione dei trasferimenti. Resta sul tavolo l'ipotesi di un aumento della tassazione sulle rendite finanziare, da rendere omogenee al 20 per cento, escludendo i titoli di Stato. Aleggia inoltre l'ipotesi di una tantum a sorpresa che potrebbe colpire le ricchezze mobiliari (quindi i risparmi già sottoposti all'aumento del costo dei bolli sul dossier titoli previsto dalla manovra).

A chiudere il pacchetto di interventi la possibilità di una misura sulle aziende pubbliche: la privatizzazione delle municipalizzate ad esclusione del settore acqua (protetto dal referendum). Allo studio anche un dossier sulle grandi spa pubbliche (da Eni, a Enel, Terna, Finmeccanica) e sulla possibile cessione di quote di minoranza.
(10 agosto 2011)
fonte. La Repubblica
fonte La Repubblica: non è che si preoccupano di colpire tutti gli immobili dell'ing, intestati a società lussemburghesi e simili, come tutte le seconde o settecentesime case dei ricchi d'italia.
per fortuna che non si sa come risollevare le sorti delle costruzioni e del mercato immobiliare
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Vecchio 11-08-11, 11:49   #6 (permalink)
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Bossi, patrimoniale è roba di sinistra

11 Agosto 2011 11:31 CRONACHE e POLITICA

(ANSA) - ROMA - 'La patrimoniale e' roba di sinistra''. Cosi' il leader della Lega, Umberto Bossi, risponde a chi gli domanda se una tassa patrimoniale sia allo studio del governo.
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Vecchio 11-08-11, 11:58   #7 (permalink)
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Il ministro TREMONTI: tassare le rendite, cambiare la Carta e diritto
di licenziare. Bersani: dimezziamo i parlamentari
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Vecchio 11-08-11, 11:58   #8 (permalink)
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non mi fido più. anche Tremonti ci ha fatto scudare i soldi per poi parlare di patrimoniale. Se vogliono fare bene che colpiscano gli italiani "svizzeri"
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Vecchio 11-08-11, 12:01   #9 (permalink)
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Bersani: dimezziamo i parlamentari
questa è una grande proposta, commovente.
si può anche farli scegliere se dimezzati in senso verticale o orizzontale, se nessuno ha il coraggio me ne occupo io, sono sicuro che non avrei problemi di coscenza
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Vecchio 11-08-11, 12:08   #10 (permalink)
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TREMONTI:
Corso della crisi non ancora finito
Dal periodo in cui l'Italia ha deciso di seguire le indicazioni dell'Europa sul pareggio di bilancio nel 2014, "la crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non ancora prevedibile nella sua dinamica. Io non sono accreditabile per formule ottimistiche, casomai per prudenza". Lo ha detto Giulio Tremonti aggiungendo che oltre all'"intensificarsi della crisi" c'è stata anche anche l'indicazione da parte delle istituzioni europee per un anticipo della manovra al 2013.

"Privatizzazioni e taglio degli stipendi pubblici"
Sul lato della crescita, secondo il ministro, serve "la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali". Tremonti ha poi annunciato che tra le ipotesi allo studio per far fronte alla crisi, ipotizzate anche dalla Bce, c'è anche quella di "tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici".
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