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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2011
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debito Italia e debito USA
Premesso che sono alle prime armi con l'economia quindi mi spiace se le mie domande risultano eccessivamente banali.
Negli USA riguardo al debito c'è un limite fissato nella Costituzione, quindi una volta superato c'è il default. In Italia tale limite non c'è, quindi mi chiedo perchè non è stato mai inserito? o perlomeno perchè non hanno inserito l'obbligo del pareggio di bilancio? ( forse quest'ultimo limite risulta essere più stringente rispetto a quello del debito?) Tecnicamente in Italia dov'è il punto di non ritorno in termini di debito? Intuitivamente più cresce il debito, più interessi ci saranno da pagare ( a parità di tasso d'interesse) e questi gravano nel bilancio, ovviamente tra il passiv,o e se tale ammontare non è coperto annualmente il debito cresce sempre di più e incrementa ulteriori interessi passivi....Quindi? |
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Data registrazione: Apr 2008
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Apr 2010
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quello che ci ha fregati e la internazionalizzazione del debito grazie all'euro.....prima lo stato italiano era indebitato coi propri cittadini...quindi le passività dello stato erano ricchezza -interessi attivi- incassata dagli italini stessi.
Oggi gli interesis vanno pagati a enti stranieri,e questo determina un flusso enorme di ricchezza fuori dall'Italia. Grazie ciampi,prodi and company.... |
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Jul 2011
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Ma ora essendo il debito enorme troverebbe solo acquirenti italiani? |
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#7 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2011
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Ho trovato un articolo interessante: Non siamo i peggiori | Fondi e Sicav
Non siamo i peggiori 22/06/2011 By Redazione FeS Qual è la vera situazione dell’Italia? È una domanda che sentiamo porre quasi in continuazione, soprattutto in questi tempi calamitosi in cui si parla di default di interi stati. L’Italia è più vicina alla virtuosa e quasi onnipotente Germania o è un paese Pig, appartenente cioè alla periferia europea più in difficoltà? Su questo punto le risposte molto raramente sono razionali e oscillano fra un ottimismo di maniera di chi ritiene che l’attuale governo italiano sia il migliore dall’unità d’Italia in poi e chi pensa con un simmetrico pessimismo che ci troviamo di fronte a una classe dirigente tutta da buttare. Con l’aiuto di una tabella pubblicata da El Pais di Madrid e ripubblicata in Italia dal Sole-24 ore, Fondi&Sicav ha cercato di dare una risposta basata su numeri e cifre. E soprattutto l’Italia è stata messa a confronto con le realtà più in difficoltà dell’Eurozona. Ne risulta che la situazione del nostro paese certamente non è allegra, ma nemmeno disperata. Italia Problemi soprattutto dal sistema produttivo Il nostro paese, in sede di G20 e di Ue, ha enfatizzato il basso livello di debito privato come garanzia implicita della nostra solvibilità. Osservando i dati che seguono, non si direbbe proprio. L’argomentazione governativa sostiene che il nostro debito pubblico è sostenibile perché esiste un forte risparmio privato, che si esprime sia in un’elevata percentuale di possesso domestico dei nostri titoli di stato, sia in un’elevata ricchezza immobiliare. La prima affermazione è fuorviante. La percentuale di debito pubblico detenuto da non residenti è del 47%, poco meno della metà, a fronte di un 53% nel caso della Germania e di un 50% nel caso della Spagna. Nessuna diversità italiana, quindi: se i non residenti decidessero di smettere di comprare in asta i nostri titoli di stato, avremmo seri problemi. Che tuttavia potremmo contenere con una bella patrimoniale straordinaria sugli immobili, visto che in quell’ambito siamo effettivamente messi bene, avendo un patrimonio immobiliare netto (“Debito immobiliare netto”) pari a un mirabolante 178% del Pil. Ma i dolori sorgono quando si tratta del debito delle imprese non finanziarie, cioè del nostro sistema produttivo. Sappiamo da tempo che le nostre imprese sono mediamente piccole e poco capitalizzate. Ciò si conferma osservando il dato “Debito lordo delle società non finanziarie”, pari al 119% del Pil, ma soprattutto “Debito sul patrimonio delle società non finanziarie”, pari al 135% del Pil. Che cosa significa quest’ultima voce? Essenzialmente che le nostre imprese sono sottocapitalizzate. E quindi, quali problemi implica tutto ciò? Problemi in capo al sistema bancario. Al peggiorare della congiuntura le perdite d’impresa finiscono con l’intaccarne il patrimonio. La difficile reperibilità di mezzi propri, spesso legati all’assetto proprietario familiare, spinge le imprese in condizioni di dissesto, mettendo a rischio il rientro dei crediti erogati dalle banche. Tracce di questa sofferenza sistemica si ritrovano in iniziative come la moratoria sui crediti delle Pmi, di recente prorogata dall’Abi, e dallo stock delle sofferenze bancarie. Quindi, riepilogando: la sottocapitalizzazione del sistema delle imprese implica un elevato ricorso al credito bancario, che pone problemi di rientro dei prestiti erogati dagli istituti di credito, che, oltre dati livelli, determina necessità di ricapitalizzare le banche, come di fatto sta avvenendo. Il sistema creditizio italiano, sopravvissuto senza interventi pubblici di sostegno alla crisi finanziaria, rischia così di entrare in crisi per la ormai cronica debolezza economica del paese, per gli effetti differiti della crisi sul sistema produttivo e per alcune irrisolte debolezze strutturali del settore. |
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Data registrazione: Jan 2009
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In Italia si fa la manovra di bilancio o meglio la legge di manovra di bilancio , perche' esiste un'altra legge che dice che nessuna legge puo' imporre delle spese se non chiarisce anche dove prendere i soldi.
Ora tutte le manovre che ogni anno si fanno , non sono , io credo , che il corrispondente del debt ceiling americano. In pratica con la scusa di sistemare i conti , in realta' ogni anno si prevedono le spese e quindi i debiti dell' anno seguente , o meglio in corso perche' siamo sempre in ritardo. Giorni or sono a rainews Baldassarri spiegava come ad ogni finanziaria fosse la stessa pagliacciata , in pratica si taglia sull'aumento di debito . Si prevede che nell'anno ci sara' un aumento di debito del 30% e quindi si prevedono tagli per il 20% , di modo che comunque ci sara' un 10 % di soldi da regalare agli amici , ma che anche si possa invocare il sacrificio e gli sforzi per la riduzione. Insomma una pagliacciata patetica. In Uk hanno tagliato alcuni ministeri del 45% . In UK hanno gli stessi interessi della Germania. Le spese per materiale e servizi acquistati dalle Pubbliche Amministrazioni sono aumentate negli ultimi anni del 150%. Se si volesse tagliare , basterebbero 2 giorni per trovare i soldi. Ultima modifica di zerodizero : 07-08-11 alle ore 15:25 |
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