La politica economica dell'eurozona su cui ha influenza predominante la germania, il cui cancelliere è molto attento agli umori dell'elettorato, si è alla fine decisa, nonostante i mugugni della bce ad applicare il cd "contributo volontario" nella ristrutturazione del debito greco. Questo meccanismo è stato pensato per far spendere alcuni miliardi in meno, non tanti in realtà, ai contribuenti europei in modo da far passare l'idea del bailout agli elettori tedeschi e nello stesso tempo cercare di evitare un credit event che farebbe scattare i contratti cds. Tuttavia, tutto questo ha aumentato non poco l'avversione al rischio degli investitori verso i titoli di stato dei paesi periferici, tra i quali Italia e Spagna che riescono ancora ad andare sul mercato e per i quali questa clausola potrebbe essere molto costosa. L'italia, a fronte di un contributo c.d volontario di un paio di centinaia di milioni per le ns banche esposte rischia di dover pagare caro. Questa mossa fatta con un'occhio al consenso rischia di far salire un conto che già con tutto il tergiversare andato avanti per oltre un anno e di cui non si vede ancora la fine, è diventato difficilmente gestibile.
Quindi, oltre a determinare una politica monetaria recessiva, con aumenti di tassi e rigore monetario sproporzionati alla situazione, ha portato a questo ritardo inconcepibile nell'affrontare la crisi che è il primo fattore del contagio, infine alla richiesta del contributo in oggetto: e tutto questo per mantenere il consenso di un elettorato che vuole il potere d'acquisto stabile, essere difeso contro i terroni truffaldini, far pagare le banche speculatrici che al contrario della grande industria tedesca non producono. Tutto questo sembra largamente influenzato dalla demagogia politica, però rischia di essere il principale fattore di costo per tutti, ma non vorrei esagerare nel fidarmi della mia ignoranza, quindi chiedo se sto dicendo fregnacce.
Mi sbaglio ?
