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Crisi: l'America Non Basta. Banche e Debito Pubblico Sotto Tiro
ASCA) - Roma, 1 ago - Il Congresso Usa si appresta a votare, tra stanotte e domani mattina, l'innalzamento del tetto del debito pubblico federale, che evitera' la sospensione dei pagamenti da parte del Tesoro Usa e, dunque, una situazione di insolvenza tecnica. L'accordo alza il tetto del debito, attualmente fissato a 14.300 miliardi di dollari, di altri 2.100 miliardi, una cifra sufficiente per arrivare al 2013, al contempo si dovra' tagliare la spesa di 2.500 miliardi. Chi sperava che l'accordo alimentasse un rialzo delle borse azionarie e' stato ampiamente deluso. Nessuno ha mai creduto all'ipotesi di un ''default (insolvenza)'' degli Stati Uniti. Tanto meno i mercati. Basta guardare l'andamento dei rendimenti sui titoli del debito pubblico Usa. Quando c'e' odore di insolvenza, gli interessi sui titoli di stato crescono perche' il paese diventa piu' rischioso. Nel caso degli Usa il costo del finanziamento del debito pubblico e' addirittura sceso. Oggi il Treasury a 10 anni rende il 2,82%, sui minimi del 2011, ad inizio anno si viaggiava al 3,22%. La notizia dell'accordo e' passata come l'acqua sui vetri, si trattava di una mera disputa politica mentre gli operatori guardano piuttosto all'andamento del ciclo economico. E' qui le notizie sono tutte negative: il Pil a stelle e strisce viaggia poco sopra l'1%, un livello insufficiente a ridurre un tasso di disoccupazione superiore al 9%. L'indice che misura il livello dell'attivita' manifatturiera e' sceso a 50,9 punti nel mese di luglio, si trova appena 0,9 punti sopra il limite dei 50 punti, sotto inizia la contrazione. Non a caso si torna a parlare di ''Double Dip'', cioe' di una seconda recessione. E se l'America ha il raffreddore, l'Europa rischia la polmonite. Le borse europee, in scia a Wall Street, hanno chiuso con il segno negativo, peggio di tutti Milano a -3,87%. A Piazza Affari e' andato in scena il solito copione con vendite sui titoli bancari che hanno chiuso con ribassi tra -7,50% e -5%. Non poteva essere altrimenti, gli istituti di credito del Belpaese possiedono circa il 32% dei titoli di stato italiani (561 miliardi) e dunque, quando calano i prezzi dei Btp, scendono anche quelli delle banche che accusano perdite nel portafoglio titoli. Oggi i titoli del debito pubblico tricolore sono scesi mentre i rendimenti sono ovviamente saliti. Quello del Btp decennale ha raggiunto al 6,02%, tutti costi in piu' per il Tesoro che, all'inizio di quest'anno, pagava il 4,80%. Lo spread di rendimento con il Bund decennale tedesco, il titolo piu' sicuro dell'Eurozona, e' salito a 360 punti, il massimo storico dall'introduzione dell'euro. Sotto tiro anche i titoli della Spagna che viaggiano con rendimenti intorno al 6,20%. Per l'Italia l'unica buona notizia arriva dai conti pubblici, nei primi sette mesi dell'anno il fabbisogno del settore statale e' diminuito di 5 miliardi. Numeri eccellenti ma, al momento, inutili a fermare la speculazione contro Roma. Il motivo e' semplice, gli Usa nonostante il continuo aumento di debito e deficit pubblico hanno comunque un'assicurazione sulla vita. Si chiama Federal Reserve pronta a stampare miliardi di dollari per finanziare il Tesoro e salvare il paese della bancarotta. In termini tecnici,si chiama la monetizzazione del debito pubblico. Al contrario, nell'Eurozona, la Bce non puo' stampare moneta, chi si trova nei guai e' destinato a restarci, ne sanno qualcosa Grecia, Portogallo e Irlanda.
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Milano, 2 ago. (Adnkronos) - La bancarotta americana è scongiurata, ma i mercati e il mondo politico trattengono ancora il respiro. L'accordo fortemente voluto dal presidente Barack Obama non dà ossigeno ai mercati e, anche oggi, l'avvio delle principali piazze finanziarie è nel segno dei ribassi. L'ipotesi di un declassamento del rating a stelle e strisce è sempre più probabile, mentre alle 18, ora italiana, si attende il voto (scontato) del Senato, dopo il via libera della Camera.
Ancora una volta è Piazza Affari a conquistare la maglia nera d'Europa, complice un nuovo record per lo spread Btp-Bund che in mattinata ha superato la soglia di 380 punti. Chiusura in netto calo anche oggi per il Ftse Mib, a 17.272,79 punti (-2,53%), sotto il precedente minimo dell'anno. Proprio per fermare le vendite allo scoperto è stato convocato il Comitato per la stabilità finanziaria, coordinato dal ministero dell'Economia alla presenza di Banca d'Italia, Consob e Isvap. Un vertice, presieduto da ministro Giulio Tremonti, per cercare di mettere un freno a un'ondata di ribassi che solo ieri è 'costata' al mercato italiano 15 miliardi di euro. In mattinata c'è stato invece un incontro tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Mario Draghi, Governatore di Via Nazionale e prossimo presidente della Bce. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti , si legge in un comunicato del governo lussemburghese, sarà domani a Lussemburgo per un incontro con il premier del Granducato e presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Tremonti in serata avrà un colloquio telefonico con il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn per discutere delle pressioni sui mercati italiani. Lo ha detto all'ADNKRONOS una portavoce della Commissione europea. In attesa di una serie di dati macroeconomici Usa, torna a salire il prezzo dell'oro: il metallo giallo - tra i beni rifugio preferiti - ha toccato i 1.626,49 dollari l'oncia, in aumento di 9,7 dollari. Al giro di boa l'indice Ftse Mib lasciava sul terreno l'1,52% a 17.450 punti con l'All Share a-1,49% a 18.173 e l'indice Star a -2,33% a 10.849. A trascinare al ribasso Piazza Affari il settore dei bancari, gia' messo a dura prova ieri, vendite su Fiat. Flessioni sotto il punto percentuale per Lisbona (-0,95%), Francoforte (-0,93% a 6.889) e Parigi (-0,74%). Cali frazionali anche per Amsterdam (-0,52%) e Lisbona (-0,45%), mentre l'indice di Atene tocca quota 508,79 punti (-1,24%). Maglia nera Fiat che al giro di boa lasciava sul terreno il 4,74% a 6,33 euro con oltre 18,3 milioni di pezzi passati di mano. A luglio il mercato italiano dell'auto ha registrato un calo del 10,7% con circa 137mila vetture immatricolate. Fiat fa meglio del mercato con 41.600 immatricolazioni (-8,4%) per una quota del 30,3%, in crescita dello 0,8% rispetto allo scorso anno. Frena Fiat Industrial a 8,705 euro (-2,19%), in rosso anche la holding Exor a 19,62 euro (-3,92%). Tonfo per Lottomatica al giro di boa a 12,83 euro (-4,54%), Buzzi Unicem a 7,44 euro (-4,68%) e Ansaldo a 6,345 euro (-4,15%). Male i bancari con Unicredit peggiore del settore. L'istituto guidato da Federico Ghizzoni perde il 3,01% a 1,16 euro, ribassi anche per Intesa Sanpaolo a 1,449 euro (-2,69%) e per Bpm a 1,403 euro (-1,82%). In calo Ubi Banca a 3,042 euro (-1,55%), Mediobanca (-1,15%), Banco Popolare a 1,225 euro (-0,97%) e Mps a 0,4806 (-0,35%). Perde più del listino Fonsai a 1,607 euro (-2,67%) mentre il cda di oggi cambia l'organigramma e completa la risposta ai rilievi dell'Isvap. In rosso anche Finmeccanica a 5,18 euro (-0,67%), che attraverso la sua società Drs Technologies, si è aggiudicata una commessa da parte dell'esercito statunitense "del valore massimo di 514 milioni di dollari". |
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