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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2010
Messaggi: 3,414
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Perché saremo tutti più poveri
Nessun uomo è un’isola, specialmente sui mercati. Il nostro paniere di consumo racchiude gli sforzi di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, e il nostro diritto di consumare dipende dalla nostra capacità di vendere a centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Nel corso del secolo attuale il numero degli adulti che abiteranno i paesi più ricchi e produttivi si ridurrà di un terzo. Tutti noi saremmo più poveri.
Ci sarà un terzo in meno delle persone che guadagneranno profitti dalle imprese, che pagheranno tasse ai governi, compreranno case o auto, o andranno in vacanza. Partendo dal 2015 la popolazione adulta comincerà a declinare di circa il 2% all’anno. La produttività nelle nazioni industriali (prodotto per lavoratore) è cresciuta poco più del 2% dal 2000, secondo la Conference Board [1], quindi un declino del 2% nella popolazione in età lavorativa suggerisce che la produzione rimarrà più o meno la stessa nei paesi sviluppati. Popolazione con un’età tra i 15 e i 59 anni, nelle regione più sviluppate Fonte: Prospettive delle Popolazioni delle Nazioni Unite (data una fertilità costante) La crescita nel mondo industriale subirà un arresto, e le entrate dei governi stagneranno, proprio quando questi ne avranno più bisogno. Nel 2010 il 24% delle persone nei paesi sviluppati erano anziani dipendenti. Nel 2030 questo dato salirà al 30%, e nel 2040 giungerà al 42%. La domanda per le pensioni pubbliche e per il sistema sanitario sarà enorme, specialmente in Europa e in Giappone. Le tasse si alzeranno drasticamente per sostenere i pensionati, e ciò significa che il profitti precipiteranno. L’America è la grande eccezione al trend globale. Popolazione adulta per regione (2010=100) Fonte: Prospettive delle Popolazioni delle Nazioni Unite (data una fertilità costante) Il più alto tasso degli USA, comunque, potrebbe avere vantaggi e svantaggi, e potrebbe non persistere, visto che dipende dall’alto tasso di fertilità degli immigrati ispanici. Nel 2050 gli statunitensi di origine europea saranno ridotti alla metà della popolazione. Gli immigrati ispanici provengono sproporzionatamente dagli strati più poveri e meno istruiti delle società messicane e dell’America Centrale e potrebbero non integrarsi negli USA come hanno fatto gli immigrati precedenti. Ma ci sono altri punti di forza della crescita demografica degli Stati Uniti. I cristiani evangelici, che racchiudono più di un quarto degli statunitensi, hanno un tasso di fertilità del 2,6, molto al di sopra del tasso di sostituzione. Stati Uniti, Canada e Australia sono quelle che hanno più frecce nel loro arco. Sono le uniche nazioni industriali in cui vale la pena investire nel lungo termine, ma il declino demografico nel resto del mondo sviluppato riguarderà anche loro. Ci saranno meno persone che compreranno le esportazioni statunitensi, e meno produttori di nuovi beni da oltre oceano. il mondo in via di sviluppo? La popolazione adulta cinese cadrà da 915 milioni nel 2010 a solo 682 milioni nel 2050, un calo di più di un terzo. La popolazione adulta indiana crescerà di un terzo, ma andrà visto quanti di loro riusciranno a integrarsi nella fascia della modernità e quanti rimarranno intrappolati nella povertà. L’Africa, l’America Latina e il mondo arabo non hanno mai contribuito molto a parte le materie prime all’economia mondiale, e la produttività dei loro popoli non è da prendere in considerazione. La bolla che è esplosa nel 2008 (vedi Waking from Lever-Lever Land, 25 dicembre 2008) è stata una delusione collettiva delle nazioni industrializzate del fatto che potessero generare notevoli profitti dagli investimenti malgrado il declino del numero di persone necessarie per produrre questi ritorni. Ora che la delusione è sopita, i cittadini delle nazioni industrializzate non hanno altra scelta che accettare profitti più bassi dai propri investimenti, ridurre gli interventi del settore pubblico e un’esistenza più povera in generale. Dalla Wisconsin State House al Palazzo di Monte Citorio a Roma, la sola domanda da porsi e come i governi taglieranno la spesa e quanto. La crisi è arrivata nel 2008, quando il leverage è collassato. Il dramma del debito dell’eurozona non è un dramma, è una negoziazione. C’è un paragone illuminante tra la crisi del debito municipale negli USA e quella del debito sovrano in Europa. La più corrotta città negli Stati Uniti è un rifugio di angeli paragonata a qualsiasi luogo dell’Europa meridionale. Gli elettori che sono anche contribuenti hanno dato mandato ai politici di tagliare pesantemente le spese. In Wisconsin e in Minnesota, dove i governatori Repubblicani si sono scontrati con i sindacati del settore pubblico, si è arrivati a un confronto aperto. In soldoni, il sistema funziona perché gli stati e le città devono reperire i soldi dai propri residenti, e i contribuenti votano per eleggere le persone responsabili delle tasse e della spesa. Gli impieghi statali e locali stanno cadendo rapidamente, con 21.000 licenziamenti solamente in giugno. Nel corso dell’anno passato, le città degli USA si sono liberate di 124.000 posti nell’educazione. I prestiti degli stati e delle città statunitensi sono caduti della metà nel corso di quest’anno, e il debito municipale ha migliori performance rispetto a qualsiasi altro titolo a reddito fisso. In Europa, dove i governi nazionali e i burocrati di Bruxelles controllano la spesa per tutti, e gli elettori possono fare poco per i budget degli enti locali, non c’è una tale reattività. Il risultato è una battaglia tra i beneficiari delle larghezze del governo greco e i contribuenti tedeschi. Non ci sono incentivi per gli enti locali per smuovere il ****, perché non sono i soldi degli ateniesi che pagano gli stipendi pubblici di Atene. Gli indolenti europei dovrebbero guardare in fondo all’abisso prima di fare quello che gli stati e le città degli Stati Uniti hanno fatto spontaneamente. Questo è il punto in cui le somiglianze si fermano. L’America ha abbastanza contribuenti per pagare i suoi obblighi a tutti i livelli del governo. L’eurozona perderà dal 30% al 40% dei suoi contribuenti potenziali alla metà del secolo. E a un certo punto, le obbligazioni emesse oggi dai governi italiano e spagnolo avranno lo stesso valore di quelle firmate dall’imperatore Romolo Augusto nel 475 d.C. *************************************** Note: 1. 2011 Productivity Brief – Key Findings, The Conference Board, 2011. *************************************** Fonte: Asia Times Online :: SPENGLER : Why we will be poorer |
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#3 (permalink) | |
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da noi è uguale
Data registrazione: Nov 2009
Messaggi: 4,651
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Citazione:
![]() le prospettive sono pessime e si aggiunge l'aumento del costo del petrolio, di qualità e disponibilità inferiori |
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: May 2010
Messaggi: 88
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Beh, come negli Stati uniti gli immigrati ispanici contribuiranno a creare fasce più giovani di popolazione che mantengano le vecchie, qui in Italia avremo altri immigrati (area EU) che faranno lo stesso.
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Apr 2011
Messaggi: 1,184
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il mio tris-tris-tris-tris nonno le comprò dopo che erano crollate, all'inizio del 476, a 30 sesterzi l'una pensando di fare l'affare (erano state quotate a 100) e ci investì tutto ![]() . Dovette svendere la sua casa vista colosseo ad un cugino di Odoacre ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]()
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Apr 2010
Messaggi: 2,853
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Citazione:
![]() a) lavorano in mansioni poco qualificate con gettito fiscale esiguo b) consumano stato sociale a tutta randa,al confronto del nostro quello USA è inesistente; c) molti lavorano al nero ma non per questo non hanno diritto allo stato sociale d) hanno assetti familiari diverso dal nostro,per cui un operaio maghrebino con moglie casalinga e 4 figli non può anche con tutta la buona volontà essere considerato un pilastro per i ns conti pubblici..
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Apr 2010
Messaggi: 2,853
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Citazione:
AHAHAHAH!!! Certo come no...Trento,Modena o Bergamo peggiori di Rochester,Reno o di Detroit... ![]() ![]() ![]() ...ma come fate a credere a certe cacate??? ![]() ![]()
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Jun 2011
Messaggi: 304
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Sinceramente l'idea che la popolazione mondiale (adulta e non adulta) possa ridursi mi sembra solo positiva
![]() Si dice sempre che ai ritmi attuali di consumo di risorse avremmo bisogno di tre o quattro pianeti Terra per andare avanti senza esaurire tutto... se fossimo meno avremmo più risorse pro capite Finalmente potremmo diventare una specie ecosostenibile come eravamo un tempo ![]() Certo, l'invecchiamento della popolazione ci costringerà a ridurre le risorse trasferite da chi lavora a chi non lavora, ma è un processo che abbiamo già messo in moto. Inoltre l'articolo considera "adulte" le persone tra 15 e 59 anni, ma se già adesso si va in pensione a 65 anni nel 2040 ci andremo a 70: man mano che gli anziani aumentano, li riduciamo spostando in avanti l'età a cui comincia la vecchiaia
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Apr 2010
Messaggi: 2,853
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Citazione:
Persino in Italia la retorica sul "non facciamo più figli" è un modo sbagliato di vedere il problema; e lungi dall'essre un argomento a favore dell'immigrazione,lo dovrebbe essere contro,,in quanto se già non facciamo figli noi,importare immigrati vuol dire essere sempre meno padroni a casa nostra. In Iralia siamo oramai oltre 60 milioni,e la popolazione cresce di giorno in giorno.....fino a quando? Quando gli italiani facevano 3,4 e più figli -sotto il fascismo. eravamo 40 milioni,e consumavamo pro capite una frazione delle risorse e del territorio che consumiamo oggi. Quindi una sana diminuzione nella popolazione non può che essere positiva,a patto che si blocchi l'immigrazione -come fa ad esempio il Giappone o la Svizzera- altrimenti l'effetto positivo risulta vanificato. saremmo un pò più poveri,consumeremo di meno? Pazienza. Non sono 2 suv o 3 play station o 6 I-phone a famiglia a fare la felicità.... |
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#10 (permalink) |
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STRINGIAMCI A COORTE
Data registrazione: Aug 2008
Messaggi: 20,555
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Il sistema previdenziale è costruito su un sottile equilibrio tra lavoratori e pensionati: i primi pagano la pensione ai secondi, in attesa di andare in pensione. Quindi più pensionati ci sono, più lavoratori sono necessari perché il sistema non collassi. I lavoratori immigrati hanno contribuito a tenere alto il rapporto tra lavoratori e pensionati con la loro partecipazione all’Inps. Lavoce.info ha sottolineato come l’istituto di previdenza sia in attivo sostanzialmente per i contributi stranieri: l’apporto degli immigrati appare il fattore più rilevante proprio perché rappresenta il fatto nuovo e più significativo dell’ultimo decennio in termini di crescita degli occupati e dei relativi contributi previdenziali, in grado di spiegare, quasi da solo, accanto all’aumento delle aliquote, il mutamento nei conti economici dell’Inps. La tabella riportata lo dimostra. 10 Anno 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Lavoratori stranieri Inps (in milioni) 1 1.4 1.5 1.6 1.8 1.9 2.1 2.2 Bilancio Inps: Risultato di esercizio (in miliardi di euro) +1 +3.1 +0.4 +5.2 +2 +1.2 +6.9 +6.9 I dati dell’Inps mostrano come i contributi degli immigrati nel 2008 siano circa il 4% del totale, pari a circa 6,5 miliardi; tali cifre sono incrementate nettamente negli ultimi anni con un aumento di 4 miliardi dall’inizio del decennio. Quindi, i contributi degli stranieri pagano il 4% delle nostre pensioni. Gli stranieri saranno pensionati solo fra molti anni, non “pesando” così sul bilancio dell’Inps. Questo in quanto l’età media degli stranieri residenti è 30,9 anni, mentre quella degli italiani è di 43,5 anni. Inoltre, Lavoce.info sottolinea che gli immigrati stranieri realmente percettori di una prestazione Inps sono un numero esiguo, inferiore al 2%. Gli immigrati pagano le tasse (e pochissimi le evadono) L’Agenzia delle entrate ha reso noti i dati che si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2004, quando sono state presentate 2.259.000 dichiarazioni da parte di cittadini stranieri. L’81% degli stranieri regolari all’epoca aveva dichiarato di percepire redditi. Dal 2004 al 2008, l’apporto degli immigrati al gettito è passato da 1,87 miliardi a 3,2 miliardi di euro. Quanto ci abbiamo guadagnato dalle sanatorie La regolarizzazione del settembre 2009 si è chiusa con 294.744 domande di assunzione di lavoratori non comunitari come collaboratori familiari o badanti: l’operazione ha fruttato 154 milioni di euro in contributi arretrati e marche, mentre nel periodo 2010-2012 farà entrare nelle casse dell’Inps 1,3 miliardi di euro supplementari. Contribuiscono più di quanto percepiscano È evidente che per il sistema previdenziale gli immigrati sono più una risorsa che una zavorra. Il rapporto Caritas 2008 evidenzia che secondo i dati del 2005, per interventi diretti rivolti specificamente agli immigrati sono stati spesi dai comuni 136,7 milioni di euro, il 2,4% della loro spesa sociale, pari a 53,9 euro pro capite. Tenendo conto che gli immigrati sono anche beneficiari dei servizi rivolti alla generalità della popolazione, le somme utilizzate a loro beneficio potrebbero salire al massimo a 1 miliardo di euro e dunque sarebbero abbondantemente coperte dalle entrate che essi garantiscono. Altre studi della Banca d’Italia, pur nella difficoltà di calcolare l’incidenza degli immigrati sulla spesa sociale, confermano che agli immigrati vada circa il 2,5% di tutte le spese di istruzione, pensione, sanità e prestazioni di sostegno al reddito, al massimo la metà di quello che assicurano in termini di gettito. Fonti Dossier |
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