L’Unione europea vuole imporre un sistema unico di bonus per tutte le banche. Braccio di ferro sui livelli retributivi
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Ticinonline - Affari - Arriva l'eurobonus
LUGANO/BRUXELLES - L'UE ha chiesto all'Autorità bancaria europea (EBA) di prendere in esame le retribuzioni fisse e variabili delle banche e di mettere a punto un sistema omogeneo europeo.
L'Europa vuole entrare nella questione dei salari e dei bonus delle banche che tante polemiche continuano a suscitare nell'opinione pubblica e tra i politici, nonostante i ripetuti tagli delle compensazioni variabili e il nuovo regime dei bonus nell'Unione europea che obbliga le banche a pagarli in azioni e a differirne il pagamento, un sistema che è già più severo rispetto agli Stati Uniti e all’Asia. Secondo l'agenzia di stampa Reuters, l' European Banking Authority dovrà esaminare come sia strutturato il mix di compensazione fisso/variabile offerto dalle banche e individuare un rapporto fisso tra salari e bonus da imporre ai 27 stati europei.
Rivolta del mondo bancario - Le banche europee si trovano così ad affrontare un altro braccio di ferro sui livelli retributivi e a trattare con le autorità regolatorie che hanno in sostanza l’obiettivo malcelato di limitare le dimensioni dei bonus e di imporne le percentuali, uno spettro, quello di un rapporto fisso e imposto dall’alto, dall’UE, che già in passato aveva scatenato la lobby delle banche. Questa volta, l'EBA ha tempo fino alla fine del 2013 per esaminare la questione.
Stipendi più alti, più licenziamenti - Un rapporto obbligato tra retribuzione fissa e variabile renderebbe il sistema scalare dei bonus più trasparente, ma ridurrebbe a zero la flessibilità delle banche, il che, secondo gli oppositori di una regolamentazione, si tradurrebbe in tagli occupazionali più marcati. Inoltre, sarebbe una misura difficile da introdurre in maniera omogenea in tutti i paesi dell'Unione Europea dato che operano in base a 27 sistemi bancari molto diversi. E viene criticato in particolare il principio di sostituire i bonus con livelli più elevati di salario fisso, dato le banche, avendo meno spazio di manovra, con costi fissi meno flessibili dei bonus una tantum, non farebbero che licenziare i dipendenti, invece di decurtare i loro bonus.