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attacco all'Italia
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La previsione dei venditori è che l’euro può saltare per aria, perché i Paesi che lo adottano non sono in grado di pagare i loro debiti in una moneta così forte. Gli esiti possibili sono due: i Paesi deboli — come la Grecia o l’Italia— tornano alle vecchie valute, la dracma o la lira, secondo una procedura non prevista dai trattati e con esiti catastrofici sul benessere delle popolazioni (sparizione delle merci, prezzi alle stelle, perché nessuno vorrebbe lire o dracme in cambio dei suoi prodotti). Secondo esito: l’euro muore e l’Europa torna indietro di dieci anni. Conseguenze di questo fallimento: non le sa immaginare nessuno. Il dollaro potrebbe (forse) guadagnare in ogni caso. Nella prima ipotesi, l’euro, sgravato del peso delle economie più deboli, diventerebbe talmente forte da essere assai scomodo da maneggiare, con evidenti vantaggi per il dollaro e per le esportazioni Usa. Nel secondo caso, il dollaro riprenderebbe il suo ruolo di valuta dominante. È molto sottile, in questo senso, la dichiarazione cinese di ieri che proclama la più grande fiducia nella nostra moneta.
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