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fiat ...o fiom
A Pomigliano, nella newco costituita dalla Fiat che produrrà la Panda, si applicheranno - quando riprenderà l’attività - il contratto e gli accordi sottoscritti tra l’azienda e i sindacati meccanici, esclusa la Fiom. Come voleva la Fiat.
Ma l’azienda ha tenuto un atteggiamento antisindacale nei confronti della Fiom che potrà, quindi, rientrare in fabbrica. A Pomigliano, ma forse anche nelle altre. Il contratto che si applicherà è in sostanza quello di primo livello firmato nel dicembre scorso ritenuto dall’azienda sostitutivo di quello collettivo nazionale. Una scelta che aveva portato la Fiat a allontanarsi dalla Confindustria. A tarda sera il giudice del Lavoro del Tribunale di Torino, Vincenzo Ciocchetti, ha emesso una sentenza che sicuramente avrà ripercussioni sul complesso delle relazioni sindacali in Italia.
Non ha accolto la richiesta della Fiom di nullità di quelle intese create per Pomigliano e che la escludevano - come a Mirafiori - dalla rappresentanza. Ma ha giudicato antisindacale il comportamento della Fiat come richiesto dalla Fiom. Un pareggio dicono alcuni, mentre le parti vi vedono ciascuna una propria vittoria. Il giudice ha disposto che in quello stabilimento i meccanici della Cgil possano godere dei diritti sindacali normali, dalla nomina di delegati alla convocazione di assemblee come stabilito dallo Statuto dei lavoratori. E quel sindacato non dovrà sottostare alla clausola di garanzia sottoscritta dagli altri. Avrà, in sostanza, le mani libere. Per opporsi a un accordo che ha sempre giudicato negativo
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