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Prospersenzacrescita
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Ora più coraggio!
LA TEMPESTA FINANZIARIA SULL'ITALIA
Ora Più Coraggio LA TEMPESTA FINANZIARIA SULL'ITALIA Ora Più Coraggio La manovra economica non c'è ancora, ma parte rilevante dei suoi ipotetici benefici è già stata bruciata. In un giorno. È questa l'amara sintesi di quello che è accaduto ieri sui mercati. La differenza, lo spread , fra il rendimento dei nostri Btp e i Bund è al record storico. I primi, sulla scadenza decennale, rendono il 5,7 per cento contro il 2,65 degli analoghi titoli tedeschi. Che cosa significa? Semplice: dobbiamo promettere di più, concedendo un premio maggiore al rischio, a chi ci presta i soldi. Il nostro debito, il 119 per cento del Pil, cioè superiore a quanto produciamo in beni e servizi ogni anno, va continuamente rifinanziato. La media mensile delle emissioni lorde di titoli sfiora i 40 miliardi. Nel 2010 gli interessi pagati sul debito sono stati pari al 4,5 per cento del Pil, ovvero 70 miliardi, e oggi sono intorno al 5. Lo spread con i Bund era di 245 punti base venerdì, ieri ha toccato i 305. Tanto per dare un'idea: cento punti significano 3,2 miliardi di maggiori interessi per l'anno in corso e 6,4 per il prossimo. Quello che è accaduto rende ridicola e preoccupante la litania dei distinguo e delle promessedi togliere questo o quell'aspetto della manovra per compiacere fette di elettorato o clientele. E ancora più incomprensibili la decisione di rinviare alla prossima legislatura il taglio dei costi della politica e l'anacronistica difesa delle Province. La crisi dei mercati espone nella sua drammaticità tutta la perdita di immagine di un esecutivo diviso da teatrali rivalità interne e indebolito dalle inchieste della magistratura. Della manovra, e soprattutto dei suoi saldi, abbiamo capito poco in Italia, figuriamoci che cosa possono aver pensato gli osservatori internazionali, spesso preda di pregiudizi. Il pareggio di bilancio al 2014 è obiettivo importante, ma se il percorso per raggiungerlo appare incerto e contraddittorio è come dire ai mercati: noi ci crediamo poco, però voi per favore credeteci. Per esempio, non si può pensare che la spesa pubblica (al 48 per cento del Pil nel 2001 è arrivata al 51 per cento lo scorso anno) non sia più seriamente riducibile, come farebbe qualsiasi avveduta famiglia. Si può fare molto di più. I mercati hanno bisogno di segnali chiari. Prendersela con la speculazione internazionale non serve a nulla. Consolarsi con la spiegazione, corretta, che è tutta l'area dell'euro sotto attacco, sarebbe fuorviante. Si approvi velocemente la manovra con una discussione aperta e concreta. Maggioranza e opposizione si ritrovino, una volta tanto, sulla linea della responsabilità tracciata da Napolitano che ha sollecitato Pd, Udc e Idv a concordare e limitare gli emendamenti: una svolta positiva. Si pensi al Paese, non ai voti. Il governo valuti anche la possibilità di anticipare il pareggio di bilancio, come hanno proposto sul Sole 24 Ore Roberto Perotti e Luigi Zingales, e dia un segnale più forte sulla crescita. Come? Le idee sono molte. Alcuni esempi: raggruppare tutti gli incentivi alle aziende in un fondo dedicato al finanziamento delle nuove imprese, soprattutto giovanili; abbattere con più coraggio la burocrazia; semplificare di colpo le procedure amministrative; costringere le società concessionarie (autostrade e aeroporti) a sbloccare investimenti già decisi; utilizzare meglio i fondi europei. Altre proposte sono contenute nell'articolo di Maurizio Ferrera. Se siamo seri non dobbiamo temere nulla, ha detto nei giorni scorsi Napolitano rivolgendosi ai palazzi della politica. Purtroppo finora non lo siamo stati. E i mercati ce la fanno pagare. Cara. Ferruccio de Bortoli |
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Prospersenzacrescita
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E dove sta scritto che la manovra debba riguardare eslusivamente la riduzione della spesa per accontentare i mercati? Oggi lo spread supera i 300 punti. Nel 1998, dopo l'eurotassa decisa nel 1996/1997, per alcuni giorni, lo stesso spread fu addirittura negativo. Il rapporto debito PIL era al 124% nel 1996 e scese al 110% nel 2001. E dopo il picco del 1997 la pressione fiscale scese continuamente fino al 2000; anno nel quale il PIL in Italia è cresciuto del 3,6%. L'assenso dei mercati e la salvaguardia della crescita dipendono, più che dalla riduzione della spesa in modo lineare, dalla specifica spesa che vai a tagliare; quindi concordo che sia necessario ridurre nettamente la spesa; ma poi devi guardare anche la qualità della spesa che tagli. Anche le entrate vanno rimodulate; ed in questo caso di tempesta finanziaria ci vorrebbero anche entrate straordinarie. Ma per salvaguardare anche la crescita e la competitività, le entrate come le spese non vanno aumentate o diminuite a casaccio. E non bisogna pensare alla propria ideologia, nè ai propri elettori. Venerdì mattina usciva un'intervista di Berlusconi che oltre ad attaccare il proprio ministro dell'Economia sulla politica economica propugnava cambi nella manovra per tener conto del consenso elettorale. Quindi nessuna sorpresa sul crollo dei BTP. Ultima modifica di Dav. c. G. : 12-07-11 alle ore 11:43 |
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perfettamente d'accordo con de bortoli... con quello che è arrivato dai mercati ieri occorrerà veramente fare quei provvedimenti per rassicurare i mercati che in questo momento sembra stiano attaccando di nuovo l italia...
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#7 (permalink) | |
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Prospersenzacrescita
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E come dice De Bortoli bisognerebbe subito tener conto dell'aumento di spesa da interessi derivante dall'aumento dei tassi. Poi non serve a nulla solo la correzione maggiore dal 2013; bisogna fare qualcosa di più anche per il 2011 e 2012. |
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exactly, ieri ho visto un video sul sole24ore in cui si diceva che l aumento di 100 basis point coincideva con un aumento di costi per interessi di 2,5 mld di euro l' anno. Considerando che a ottobre 2010 eravamo a 150 circa, ora siamo a 329, siamo quasi a 5 mld di euro l anno... mica poco se consideriamo la durata della finanziaria... giustamente occorre fare qualcosa per il 2011-2012, e dico pure che secondo me possiamo addossare le colpe alla speculazione (non so quanto in modo corretto), ma dobbiamo riconoscere che il mercato ci penalizza con quella bozza di manovra presentata che viene considerata una presa in giro e le difficoltà politiche che ci portano ad essere sotto pressione... non per altro in questi giorni è il nostro paese ad essere piu sotto pressione
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