|
Finanza Bric
All'avvicinarsi del decimo anniversario dalla nascita del concetto di Bric (Brasile, Russia, India, Cina) sempre più spesso mi viene chiesto che impatto avrà l'avanzare di queste nuove superpotenze economiche sull'America. Il potere incalzante dei Bric, in particolare della Cina, causerà il crollo dell'economia americana?
Da una prospettiva macroeconomica, il problema maggiore dell'economia americana è stato il tasso di risparmio che a un certo punto è quasi arrivato a zero. Tuttavia, questo tasso ha registrato una crescita costante a partire dal periodo più negativo della crisi, per arrivare all'attuale 5-6 per cento. Si tratta di un reale progresso sebbene non si sia arrivati a quell'8-10% che ritengo essere il livello che gli Stati Uniti hanno bisogno di raggiungere.
Guardando ai paesi Bric, penso che i fondamentali del quadro rimangano più forti che mai - trend demografici favorevoli, continui aumenti di produttività, aumento del reddito e domanda domestica in rapida crescita. Quest'ultimo aspetto è particolarmente significativo: lasciandosi alle spalle il periodo più nero della crisi finanziaria, molti hanno espresso preoccupazioni sulla possibilità che l'economia mondiale possa "farcela" senza l'appoggio dei consumatori americani.
Può un aumento dei consumi nei paesi Bric e negli altri paesi in crescita compensare la fiacchezza dei consumatori americani? Ne sono fermamente convinto. Mi aspetto che i consumi dei Bric, sia in termini reali che nominali, possano assumere lo stesso peso dei consumi americani entro la fine di questo decennio. Guardando al futuro, fino al 2025, i Bric potrebbero aggiungere una media di mille miliardi di dollari di consumi aggiuntivi ogni anno. La forte espansione della classe media (e quella benestante) sarà il driver per arrivare a questi numeri
|