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Prospersenzacrescita
Data registrazione: Sep 2009
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Marcegaglia:giu' le tasse a chi tiene in piedi il paese.
E la presidente di Confindustria Marcegaglia: «Giù le tasse per chi tiene in piedi il Paese, imprese e lavoratori»
Roberto Maroni ministro degli Interni MILANO - La crisi non è finita e non è finito il tempo della prudenza. Serve cautela anche sull'attesa riforma fiscale «che non può essere realizzata in deficit». Così Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, si è rivolto ai giovani di Confindustria riuniti a Santa Margherita Ligure per il convegno annuale. «La politica che abbiamo fatto è stata corretta nella crisi - ha sostenuto il ministro - ma credo che sia il caso di fare ragionamenti di precauzione, perchè il tempo della prudenza non è finito». Sulla via del progresso, ha affermato Tremonti citando Cavour, «bisogna camminare con energica moderazione». Le affermazioni del ministro hanno provocato la duplice presa di posizione della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, per la quale «la riforma fiscale può e deve essere realizzata», e del collega di governo Roberto Maroni che si è augurato invece «più coraggio che prudenza». MARCEGAGLIA: GIU' LE TASSE - «Dalla fase di studio si passi alla fase concreta e operativa», ha esortato Marcegaglia. «Serve una riforma fiscale che abbassi le tasse su chi tiene in piedi questo Paese, i lavoratori e le imprese», ha detto. «Questo si può fare», ha aggiunto Marcegaglia, sottolineando la possibilità di «spostare il peso sulle cose», agendo sulle aliquote Iva. Lo stesso ministro dell'Economia aveva in mattinata rilanciato la sua di idea di sempre di spostare l'Iva dalle persone alle cose. E ancora la manovra «da 340-40 miliardi», ha detto Marcegaglia, va fatta subito «non dopo le elezioni da un altro governo». MARONI: SERVE PIU' CORAGGIO CHE PRUDENZA - Da Levico Terme dove è in corso la festa della Cisl è intervenuto anche il ministro degli interni Roberto Maroni: «Tremonti ha detto che serve la prudenza? Giusto ma credo che serva più il coraggio che la prudenza». Per Maroni, il coraggio è quello «mettere in campo una riforma significativa, di sfidare la congiuntura, di un gesto importante, atteso e che noi dobbiamo impegnarci a prendere per portarlo a compimento entro i due anni della legislatura. Sono due modi di vedere la stessa cosa da due punti di vista leggermente diversi». Per questo, la riforma fiscale e la manovra «si devono fare in contemporanea: altrimenti, vuol dire che non abbiamo imparato la lezione e che non c'è la frustrata». «NO AGLI ABUSI DI CONTRATTI A TREMINE» - «C'è stato un abuso eccessivo di forme di tempo determinato», ha lamentato Tremonti parlando ai giovani di Confindustria. «Il nostro sistema produttivo - ha osservato - sarebbe più moderno se fosse più aziendale nella contrattazione e, per compensazione sociale, meno arbitrario nella sequenza del determinato. Servirebbe un limite a quegli strumenti contrattuali. Un conto è la flessibilità, un altro l'abuso». Anche su questo Marcegaglia ha risposto a stretto giro: «Abusi non ne vogliamo fare. Non saremo mai a loro favore perchè i lavoratori sono la forza delle imprese ma vogliamo forme di flessibilità in entrata». ICHINO: IL PROBLEMA SONO LE FINTE COLLABORAZIONI - In Italia non c'è nessun abuso particolare nell'uso dei contratti a termine che, anzi, sono in linea con la media europea, ha commentato il giuslavorista e senatore Pd Pietro Ichino. «Il vero problema del nostro mercato del lavoro - ha sostenuto - è dato da quei milioni di contratti catalogati come collaborazioni ma che in realtà si sostanziano come lavoro dipendente a tutti gli effetti. Serve perciò una riforma che sia senza oneri eccessivi e, allo stesso tempo, garantisca flessibilità e sicurezza». «NON TASSEREMO LE FAMIGLIE» - E ancora da Santa Margherita il ministro Tremonti ha assicurato di non avere «la minima intenzione di tassare la prima casa o risparmi delle famiglie». L'evasione fiscale è un «grande serbatoio» e con un'operazione di recupero «si può finalmente prevedere l'abbassamento della pressione fiscale». La riforma fiscale non può essere fatta creando squilibri di bilancio: «Abbiamo alcuni vincoli il primo è il bilancio. Non possiamo fare riforme in deficit, non possiamo fare una riforma che crea deficit». Sulla riorganizzazione del fisco è «tutto scritto a pagina 6-7 del Programma nazionale di riforma. Non pretendo sia un best seller da tenere sul comodino - ha ironizzato il ministro - ma lì c'è già scritto tutto su tempi e numeri». Tremonti ha quindi ricordato il Tesoro sta lavorando sulla «Torre di Babele» delle esenzioni fiscali: «470 regimi regolatori che cubano 150 miliardi». E, conclude, si può pensare a un «riadattamento nel comparto finanziario ma senza toccare il risparmio delle famiglie». Paola Pica, corriere della sera. |
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Penefattore
Data registrazione: Aug 2003
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ma questo paese non merita di essere tenuto in piedi.
La prima priorita' di ogni imprenditore e lavoratore dovrebbe essere quella di trasferirsi all'estero per lasciare morire di fame i parassiti. |
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