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Vecchio 03-05-11, 17:27   #1 (permalink)
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OCSE: in Italia aumenta sempre più la disparità tra i redditi.

Siamo tra i peggio secondo l'OCSE e l'indice Gini.
Chissà se contano anche l'evasione fiscale. In quel caso credo che i risultati sarebbero ben peggiori.



(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 03 mag - L'Italia e' tra
i Paesi industrializzati con la maggiore disparita' dei
redditi, anche per effetto dell'aumento del divario tra
ricchi e poveri negli ultimi 20 anni. E' quanto emerge da
uno studio dell'Ocse. La Penisola figura al quinto posto tra
i 17 Paesi Ocse che hanno segnato un ampliamento del gap dei
redditi tra il 1985 e il 2008, dopo Messico, Stati Uniti,
Israele e Regno Unito e in assoluto e' al sesto posto per il
divario tra i 22 Paesi considerati, inclusi i cinque che lo
hanno ridotto (Turchia, Grecia, Francia, Ungheria e Belgio).
Il coefficiente Gini, che misura l'ineguaglianza dei redditi
(va da 0, ovvero totale uguaglianza di reddito a 1, totale
disparita'), per l'Italia era pari a 0,35 alla fine degli
anni 2000, con un incremento del 13% rispetto allo 0,31 di
meta' degli anni 80. Non solo, mentre il reddito reale
nell'Ocse in questo lasso di tempo e' salito in media
dell'1,7% l'anno, con un incremento dell'1,4% per il 10% piu'
povero della popolazione e del 2% per il 10% al top, in
Italia l'incremento medio annuo si e' fermato allo 0,8% (solo
la Turchia ha fatto peggio, con lo 0,5%) e mentre per il 10%
della popolazione con il reddito piu' basso l'aumento e' stato
solo dello 0,2%, per la fascia dei redditi piu' elevati e'
stato dell'1,1%. Il Paese con le maggiori diseguaglianze e'
il Messico, con un coefficiente Gini dello 0,50, davanti
alla Turchia (0,42), mentre la Danimarca (0,25) ha le minori
disparita'. Nemmeno i Paesi nordici e la Germania, che
tradizionalmente avevano una bassa disparita' tra i redditi,
sono stati tuttavia risparmiati dal trend di aumento del
divario tra ricchi e poveri e anzi - come sottolinea l'Ocse
- negli ultimi dieci anni hanno segnato il maggior
incremento. In media il coefficiente Gini nell'area Ocse e'
salito all'incirca del 10% dallo 0,28 di meta' degli anni 80
allo 0,31 della fine dello scorso decennio. Tra le cause
dell'aumento, l'Ocse ricorda che le ore lavorate sono
diminuite soprattutto tra gli occupati con il salario piu'
basso, che sempre piu' spesso il lavoro femminile e' part-time
e che il peso del reddito da capitale e' aumentato ma
soprattutto per i redditi piu' elevati. Anche globalizzazione
e progressi tecnologici hanno aumentato la disparita' dei
salari, andando a favore dei lavoratori piu' qualificati. Tra
le annotazioni, anche il fatto che il trend verso famiglie
piu' piccole (con un solo genitore) aumenta il divario tra i
redditi. Inoltre e' cresciuta la tendenza dei matrimoni tra
persone con livelli di reddito simili. Oggi il 40% delle
coppie in cui entrambi i partner lavorano appartengono allo
stesso decile contro il 33% di 20 anni fa. Secondo l'Ocse lo
strumento piu' diretto ed efficace per ridurre le disparita'
sono la riforma delle tasse e delle politiche di
agevolazione per i redditi piu' bassi. La persistenza e
l'ampiezza delle perdite di reddito nelle fasce piu'
svantaggiate dopo la recessione - scrivono gli esperti
dell'Ocse - sottolinea l'importanza di politiche di sostegno
al reddito ben mirate.
Gli-

(RADIOCOR) 03-05-11 14:45:56 (0185)news 3 NNNN
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Vecchio 03-05-11, 19:46   #2 (permalink)
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E quale sarebbe il valore dell'uguaglianza dei redditi?.

Mi sembra che il problema dell'Italia sia altro, e cioè la mancanza di meritocrazia.
Dovremmo aspirare al fatto che i redditi siano legati al merito (e non all'essere amici degli amici) e non al fatto di avere redditi tutti uguali. L'esperienza sovierica ci ha insegnato che questo significa essere tutti in miseria
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Vecchio 03-05-11, 21:11   #3 (permalink)
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I problemi Italiani sono tanti; tra questi, uno dei più importanti, il mancato rispetto della meritocrazia.
Non ho parlato di uguaglianza tra i redditi.
Tra uguaglianza e divari molto ampi, potrebbero esistere vie di mezzo, mi pare.
Il fatto è anche che in Italia, non essendoci meritocrazia come ricordi giustamente tu, succede che gli ampi divari di reddito molto spesso favoriscano i meno meritevoli e furbi, a scapito dei più meritevoli.
Per questo motivo (e per tanti altri), per via della globalizzazione, non vedo grosse speranze per il futuro.
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Vecchio 03-05-11, 22:23   #4 (permalink)
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I problemi Italiani sono tanti; tra questi, uno dei più importanti, il mancato rispetto della meritocrazia.
Non ho parlato di uguaglianza tra i redditi.
Tra uguaglianza e divari molto ampi, potrebbero esistere vie di mezzo, mi pare.
Il fatto è anche che in Italia, non essendoci meritocrazia come ricordi giustamente tu, succede che gli ampi divari di reddito molto spesso favoriscano i meno meritevoli e furbi, a scapito dei più meritevoli.
Per questo motivo (e per tanti altri), per via della globalizzazione, non vedo grosse speranze per il futuro.
Mah secondo me invece la globalizzazione è una dellepoche speranze di spezzare le catene del corporativismo all'italiana.

Detto questo, mi sembra che concordi con me che la disuguaglianza non è un problema. Il problema è come è generata.
AcciaioIT non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-05-11, 10:52   #5 (permalink)
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I problemi Italiani sono tanti; tra questi, uno dei più importanti, il mancato rispetto della meritocrazia.
Non ho parlato di uguaglianza tra i redditi.
Tra uguaglianza e divari molto ampi, potrebbero esistere vie di mezzo, mi pare.
Il fatto è anche che in Italia, non essendoci meritocrazia come ricordi giustamente tu, succede che gli ampi divari di reddito molto spesso favoriscano i meno meritevoli e furbi, a scapito dei più meritevoli.
Per questo motivo (e per tanti altri), per via della globalizzazione, non vedo grosse speranze per il futuro.
se oltre 30 anni di lavoro a qlcs sono serviti posso tranquillamente affermare
che NEL MONDO DEL LAVORO NON ESISTE MERITOCRAZIA (no un poco c'è)
E' UNA JUNGLA. Il più 'forte' fotte il 'più debole'.
E spesso il 'più forte' è il più furbo. Quello che percorre 'vie laterali'
più veloci e 'scorrevoli' per arrivare davanti al meritevole.
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-05-11, 11:34   #6 (permalink)
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E quale sarebbe il valore dell'uguaglianza dei redditi?.

Mi sembra che il problema dell'Italia sia altro, e cioè la mancanza di meritocrazia.
Dovremmo aspirare al fatto che i redditi siano legati al merito (e non all'essere amici degli amici) e non al fatto di avere redditi tutti uguali. L'esperienza sovierica ci ha insegnato che questo significa essere tutti in miseria
---> l'unico vero pericolo e' quando la disparita' dei redditi (che in se' non e' per forza deleteria) conduce alla disparita' del trattamento giuridico: il mio pensiero va direttamente ai banksters divenuti troppo "potenti" per essere giudicati e condannati...
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Vecchio 04-05-11, 15:26   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da ramirez Visualizza messaggio
se oltre 30 anni di lavoro a qlcs sono serviti posso tranquillamente affermare
che NEL MONDO DEL LAVORO NON ESISTE MERITOCRAZIA (no un poco c'è)
E' UNA JUNGLA. Il più 'forte' fotte il 'più debole'.
E spesso il 'più forte' è il più furbo. Quello che percorre 'vie laterali'
più veloci e 'scorrevoli' per arrivare davanti al meritevole.
Questo vale quasi solo in Italia in Grecia e nei paesi del terzo e quarto mondo.
E' pur vero che, come leggevo in una recente inchiesta, la competitività sociale sempre maggiore nel mondo, ha accentuato la voglia e la mentalità dell'imbroglio; in Italia naturalmente non sono stati fermi.

Ma vi sono quei paesi e quei governanti che si rendono conto che ciò non può che portare al declino del paese e della società; altri paesi invece non fanno nulla per migliorare; anzi utilizzano le furbizie e le disonestà anche intellettuali della società per cavalcarle e vincere le elezioni (fino a quando non viene il disastro).

Ultima modifica di Dav. c. G. : 04-05-11 alle ore 15:31
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Vecchio 04-05-11, 15:33   #8 (permalink)
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Presto urge una redistribbuzzione!!!111!!oneone
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Vecchio 04-05-11, 15:41   #9 (permalink)
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Mah secondo me invece la globalizzazione è una dellepoche speranze di spezzare le catene del corporativismo all'italiana.

Detto questo, mi sembra che concordi con me che la disuguaglianza non è un problema. Il problema è come è generata.
Un problema è sicuramente quando la disuguaglianza non è generata dalla meritocrazia.
Ma non sono d'accordo con te quando dici che qualsiasi entità di disuguaglianza non costituisca un problema per la società e l'economia nel momento in cui venisse generata dalla meritocrazia.
Oltre certi livelli le disuguaglianze sono nefaste per la società e l'economia qualunque siano le modalità che le hanno generate.

Comunque in Italia siamo tra i paesi più diseguali; e la disuguaglianza è dettata quasi solo dalle furbizie e dalle disonestà.
In questo modo non possiamo andare da nessuna parte.

Ultima modifica di Dav. c. G. : 04-05-11 alle ore 15:50
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Vecchio 04-05-11, 16:17   #10 (permalink)
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Oltre certi livelli le disuguaglianze sono nefaste per la società e l'economia qualunque siano le modalità che le hanno generate.
Questa mi sembra un'opinione non supportata da fatti.

Quello che conta secondo me non è la disuguaglianza in sè ma l'esistenza di ascensori sociali.
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