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Vecchio 09-04-11, 00:14   #1 (permalink)
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La Svezia taglia welfare e tasse e il pil fa +4,8%

Riporto questa notizia, anche se non è assolutamente rapportabile all'italia che ha si una tassazione pari alla svezia ma dei servizi da burundi

La Svezia taglia welfare e tasse e il pil fa +4,8%

Soltanto un paio di settimane la Svezia è stata al centro dell'attenzione dei media. Il governo liberale in carica ha, dopo un secolo di attesa, stracciato i socialdemocratici relegandoli a essere il secondo partito del paese. Gli elettori hanno premiato il programma riformista dell'esecutivo capace di ridurre le tasse e tagliare il generoso welfare state del paese scandinavo. Un programma che inizia a dare i suoi frutti anche in termini di crescita economica. La Svezia, infatti, ha di nuovo rivisto al rialzo le stime sull'andamento del pil nel 2010 che, secondo l'ultima previsione governativa appena pubblicata, dovrebbe crescere del 4,8% per rimanere abbondantemente al di sopra del 3% di incremento annuo nel triennio 2011-2013. Migliorano anche gli indicatori della finanza pubblica. Il rapporto tra debito pubblico e pil, tanto analizzato in questa stagione di difficoltà per gli emittenti statali, scenderà al 34,6% quest'anno per atterrare al 25,7% nel 2013. Insomma, la Svezia adesso che ha deciso di tagliare i ponti con la stagione della spesa pubblica accompagnata dall'elevata tassazione, caratteristica della lunga stagione dei governi socialisti, appare trasformata in una mini locomotiva europea. Si tratta di numeri e risultati che meritano di essere ben analizzati. I soliti ben pensanti, quando si parla delle riforme svedesi, sottolineano il fatto che governare e riformare un medio paese come la Svezia è ben più facile di quanto non si possa fare in Italia o in Francia. Come se i diversi milioni di svedesi non avessero anche loro interesse a difendere i diritti acquisiti o i «piaceri» dello stato sociale. Riformare una qualsiasi comunità comporta sempre delle difficoltà, perché alcuni gruppi di cittadini, più o meno organizzati, si opporranno al cambiamento. Quello che è sicuramente interessante del caso Svezia è che, quando un governo con un programma serio e un team credibile decide di portare avanti una azione riformatrice, i risultati poi arrivano. Soprattutto l'esperienza scandinava insegna che, nella stagione dell'economia contemporanea riformare costi e servizi del welfare state novecentesco riducendo le tasse per restituire potere ai consumatori, serve molto per favorire la crescita economica. Se si desidera più sviluppo e più ricchezza pro capite da poter spendere, si deve accettare una minor intermediazione della mano pubblica nei flussi economici. Perfino gli ipersocialisti svedesi ne hanno preso atto e se ne sono allontanati senza alcun pentimento. Vediamo se e quanto il buon esempio riformista scandivano saprà contagiare l'Europa.
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Vecchio 09-04-11, 00:33   #2 (permalink)
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L'avatar di marco1980
 
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Riporto questa notizia, anche se non è assolutamente rapportabile all'italia che ha si una tassazione pari alla svezia ma dei servizi da burundi

La Svezia taglia welfare e tasse e il pil fa +4,8%

Soltanto un paio di settimane la Svezia è stata al centro dell'attenzione dei media. Il governo liberale in carica ha, dopo un secolo di attesa, stracciato i socialdemocratici relegandoli a essere il secondo partito del paese. Gli elettori hanno premiato il programma riformista dell'esecutivo capace di ridurre le tasse e tagliare il generoso welfare state del paese scandinavo. Un programma che inizia a dare i suoi frutti anche in termini di crescita economica. La Svezia, infatti, ha di nuovo rivisto al rialzo le stime sull'andamento del pil nel 2010 che, secondo l'ultima previsione governativa appena pubblicata, dovrebbe crescere del 4,8% per rimanere abbondantemente al di sopra del 3% di incremento annuo nel triennio 2011-2013. Migliorano anche gli indicatori della finanza pubblica. Il rapporto tra debito pubblico e pil, tanto analizzato in questa stagione di difficoltà per gli emittenti statali, scenderà al 34,6% quest'anno per atterrare al 25,7% nel 2013. Insomma, la Svezia adesso che ha deciso di tagliare i ponti con la stagione della spesa pubblica accompagnata dall'elevata tassazione, caratteristica della lunga stagione dei governi socialisti, appare trasformata in una mini locomotiva europea. Si tratta di numeri e risultati che meritano di essere ben analizzati. I soliti ben pensanti, quando si parla delle riforme svedesi, sottolineano il fatto che governare e riformare un medio paese come la Svezia è ben più facile di quanto non si possa fare in Italia o in Francia. Come se i diversi milioni di svedesi non avessero anche loro interesse a difendere i diritti acquisiti o i «piaceri» dello stato sociale. Riformare una qualsiasi comunità comporta sempre delle difficoltà, perché alcuni gruppi di cittadini, più o meno organizzati, si opporranno al cambiamento. Quello che è sicuramente interessante del caso Svezia è che, quando un governo con un programma serio e un team credibile decide di portare avanti una azione riformatrice, i risultati poi arrivano. Soprattutto l'esperienza scandinava insegna che, nella stagione dell'economia contemporanea riformare costi e servizi del welfare state novecentesco riducendo le tasse per restituire potere ai consumatori, serve molto per favorire la crescita economica. Se si desidera più sviluppo e più ricchezza pro capite da poter spendere, si deve accettare una minor intermediazione della mano pubblica nei flussi economici. Perfino gli ipersocialisti svedesi ne hanno preso atto e se ne sono allontanati senza alcun pentimento. Vediamo se e quanto il buon esempio riformista scandivano saprà contagiare l'Europa.

Se la Scandinavia (S+DK+N+F) fosse un' unica Nazione, assisteremmo alla nascita di una potenza mondiale al pari di Germania e Francia, e forse pure di piu'...

Un modello politico e culturale da imitare, sono 40 anni avanti a tutti.
marco1980 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 09-04-11, 02:28   #3 (permalink)
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Se la Scandinavia (S+DK+N+F) fosse un' unica Nazione, assisteremmo alla nascita di una potenza mondiale al pari di Germania e Francia, e forse pure di piu'...

Un modello politico e culturale da imitare, sono 40 anni avanti a tutti.
Insieme non fanno 20 milioni di abitanti...
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Vecchio 09-04-11, 03:20   #4 (permalink)
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Se la Scandinavia (S+DK+N+F) fosse un' unica Nazione, assisteremmo alla nascita di una potenza mondiale al pari di Germania e Francia, e forse pure di piu'...

Un modello politico e culturale da imitare, sono 40 anni avanti a tutti.
sono già una potenza industriale anche se non sono la stessa nazione, ragionare a compartimenti stagni sulla base di linee tracciate sulle cartine non ha alcun senso.
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Vecchio 09-04-11, 08:27   #5 (permalink)
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La Svezia taglia welfare e tasse e il pil fa +4,8%

Soltanto un paio di settimane la Svezia è stata al centro dell'attenzione dei media. Il governo liberale in carica ha, dopo un secolo di attesa, stracciato i socialdemocratici relegandoli a essere il secondo partito del paese. Gli elettori hanno premiato il programma riformista dell'esecutivo capace di ridurre le tasse e tagliare il generoso welfare state del paese scandinavo. Un programma che inizia a dare i suoi frutti anche in termini di crescita economica. La Svezia, infatti, ha di nuovo rivisto al rialzo le stime sull'andamento del pil nel 2010 che, secondo l'ultima previsione governativa appena pubblicata, dovrebbe crescere del 4,8% per rimanere abbondantemente al di sopra del 3% di incremento annuo nel triennio 2011-2013. Migliorano anche gli indicatori della finanza pubblica. Il rapporto tra debito pubblico e pil, tanto analizzato in questa stagione di difficoltà per gli emittenti statali, scenderà al 34,6% quest'anno per atterrare al 25,7% nel 2013. Insomma, la Svezia adesso che ha deciso di tagliare i ponti con la stagione della spesa pubblica accompagnata dall'elevata tassazione, caratteristica della lunga stagione dei governi socialisti, appare trasformata in una mini locomotiva europea. Si tratta di numeri e risultati che meritano di essere ben analizzati. I soliti ben pensanti, quando si parla delle riforme svedesi, sottolineano il fatto che governare e riformare un medio paese come la Svezia è ben più facile di quanto non si possa fare in Italia o in Francia. Come se i diversi milioni di svedesi non avessero anche loro interesse a difendere i diritti acquisiti o i «piaceri» dello stato sociale. Riformare una qualsiasi comunità comporta sempre delle difficoltà, perché alcuni gruppi di cittadini, più o meno organizzati, si opporranno al cambiamento. Quello che è sicuramente interessante del caso Svezia è che, quando un governo con un programma serio e un team credibile decide di portare avanti una azione riformatrice, i risultati poi arrivano. Soprattutto l'esperienza scandinava insegna che, nella stagione dell'economia contemporanea riformare costi e servizi del welfare state novecentesco riducendo le tasse per restituire potere ai consumatori, serve molto per favorire la crescita economica. Se si desidera più sviluppo e più ricchezza pro capite da poter spendere, si deve accettare una minor intermediazione della mano pubblica nei flussi economici. Perfino gli ipersocialisti svedesi ne hanno preso atto e se ne sono allontanati senza alcun pentimento. Vediamo se e quanto il buon esempio riformista scandivano saprà contagiare l'Europa.
In Scandinavia non spendono 60 miliardi all'anno per la corruzione; nè hanno una evasione fiscale da 140 miliardi annui.
Inoltre lì la p.f. è alta come la spesa pubblica.
Ma i servizi ai cittadini funzionano seriamente ed i soldi pubblici sono spesi bene.


Invece in Irlanda le tasse sono molto basse e tutti hanno visto la fine che ha fatto l'irlanda.
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Vecchio 09-04-11, 08:29   #6 (permalink)
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Insieme non fanno 20 milioni di abitanti...
non esageriamo, saran 25 milioni circa, piccoli ma non piccolissimi
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Vecchio 09-04-11, 08:55   #7 (permalink)
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E' una performance grandiosa per un paese già sviluppato, ne avevamo parlato anche in altri thread. Non credo tuttavia che i tagli al welfare e alle tasse siano la causa principale, analizzando i dati pare si tratti di crescita che ha come "driver" consumo e esportazioni...
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Vecchio 09-04-11, 12:43   #8 (permalink)
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L'articolo e' un mix di incompetenza e propagandismo.
La Svezia oltre a essersi inventata uno stratagemma per mantenere la propria moneta ha un buon surplus commerciale.
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Vecchio 09-04-11, 14:23   #9 (permalink)
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Articolo interessante per l'autoerotismo dei liberisti, il "taglio" ha la stessa consequenzialità di una passeggiata al mare e insorgenza di talassemia.
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Vecchio 09-04-11, 16:17   #10 (permalink)
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Invece in Irlanda le tasse sono molto basse e tutti hanno visto la fine che ha fatto l'irlanda.
Il problema dell'Irlanda non deriva mica dalla pressione fiscale più o meno bassa o dai tagli effettuati negli ultimi decenni, bensì dalla regolamentazione e dal controllo del sistema bancario.

Comunque ci sono delle chiare evidenze empiriche che all'aumentare della spesa pubblica, e quindi della pressione fiscale, il PIL tenda a decrescere.




Il PIL italiano è per oltre il 50% gestito direttamente o indirettamente dalla pubblica amministrazione, non a caso nei periodi di espansione economica se va bene si cresce del 2% o poco più.
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