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Vecchio 20-03-11, 22:06   #1 (permalink)
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accordi ECOFIN e riduzione debito

cito da Borsa & finanza del 19 03 2011:
ACCORDI DELL’ECOFIN
"Quanto alla parte correttiva, in futuro
un Paese potrà essere posto sotto
stretta sorveglianza europea se il suo rapporto
debito/Pil non scenderà a un ritmo
soddisfacente verso il 60% e questo anche
se il deficit pubblico è inferiore al 3
per cento. Nel caso dell’Italia, ad esempio,
il deficit dovrà essere portato al 3%
del Pil entro il 2012. Mentre
tre anni più tardi entrerà in vigore
il criterio della riduzione
del debito di un ventesimo
all’anno per la sua parte
eccedente il 60% del Pil pur
senza alcun automatismo.
«La riduzione - come ha riferito
il ministro dell’Economia,
Giulio Tremonti - va analizzata
insieme a tutti i fattori rilevanti
che determinano la sostenibilità
finanziaria di un
Paese». Tra cui la bilancia
corrente, il debito privato e la condizione
delle banche"

NDR
provo a fare 2 calcoli di quanto dovrebbe scendere il debito italiano ogni anno
supponendo che nel 2015 il debito sia pari al 115% del PIL
(115-60)/20= 2.75% annuo
non so se ho interpretato bene l'articolo comunque una riduzione del genere è assolutamente impossibile, impossibile sarebbe anche solo una riduzione del 1% annuo o meno.
sapendo questo il buon Tremonti ha cercato di introdurre anche altri fattori che aumenterebbero la sostenibilità finanziaria del paese:
- bilancia corrente: negativa per 6.55 mld a gennaio record storico per aumento prezzo commodity delocalizzazioni produttive e perdità competitività;
- debito privato la banca d'italia segnala la riduzione dei depositi a fronte di un aumento dell'indebitamento delle famiglie italiane, penso che la gente per mantenere il tenore di vita a cui è abituata stia progressivamente riducendo i risparmi e ricorrendo al credito al consumo;
- situazione delle banche, da osservaore sul campo secondo me non è affatto vero che le banche italiane non hanno incagli nel settore immobiliare peraltro ancora in profonda crisi (questa è però una mia impressione)
da ciò desumo che ad un quadro economico deteriorato andrà presto ad aggiungersi una politica fiscale ancor più restrittiva.
non è escluso che tra qualche hanno il paese possa incontrare gli stessi problemi di grecia o portogallo.
chiedo a tutti voi se condividete questo scenario.
hirminsul non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-03-11, 22:50   #2 (permalink)
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ACCORDI DELL’ECOFIN
"Quanto alla parte correttiva, in futuro
un Paese potrà essere posto sotto
stretta sorveglianza europea se il suo rapporto
debito/Pil non scenderà a un ritmo
soddisfacente verso il 60% e questo anche
se il deficit pubblico è inferiore al 3
per cento. Nel caso dell’Italia, ad esempio,
il deficit dovrà essere portato al 3%
del Pil entro il 2012. Mentre
tre anni più tardi entrerà in vigore
il criterio della riduzione
del debito di un ventesimo
all’anno per la sua parte
eccedente il 60% del Pil pur
senza alcun automatismo.
«La riduzione - come ha riferito
il ministro dell’Economia,
Giulio Tremonti - va analizzata
insieme a tutti i fattori rilevanti
che determinano la sostenibilità
finanziaria di un
Paese». Tra cui la bilancia
corrente, il debito privato e la condizione
delle banche"

NDR
provo a fare 2 calcoli di quanto dovrebbe scendere il debito italiano ogni anno
supponendo che nel 2015 il debito sia pari al 115% del PIL
(115-60)/20= 2.75% annuo
non so se ho interpretato bene l'articolo comunque una riduzione del genere è assolutamente impossibile, impossibile sarebbe anche solo una riduzione del 1% annuo o meno.
sapendo questo il buon Tremonti ha cercato di introdurre anche altri fattori che aumenterebbero la sostenibilità finanziaria del paese:
- bilancia corrente: negativa per 6.55 mld a gennaio record storico per aumento prezzo commodity delocalizzazioni produttive e perdità competitività;
- debito privato la banca d'italia segnala la riduzione dei depositi a fronte di un aumento dell'indebitamento delle famiglie italiane, penso che la gente per mantenere il tenore di vita a cui è abituata stia progressivamente riducendo i risparmi e ricorrendo al credito al consumo;
- situazione delle banche, da osservaore sul campo secondo me non è affatto vero che le banche italiane non hanno incagli nel settore immobiliare peraltro ancora in profonda crisi (questa è però una mia impressione)
da ciò desumo che ad un quadro economico deteriorato andrà presto ad aggiungersi una politica fiscale ancor più restrittiva.
non è escluso che tra qualche hanno il paese possa incontrare gli stessi problemi di grecia o portogallo.
chiedo a tutti voi se condividete questo scenario.
Per essere sostenibile immagino che ci dovrebbe essere una discreta crescita del pil e una riduzione sostanziale delle spese per incrementare l'avanzo di bilancio. Bisogna quindi crescere e ridurre le spese, sperando che nel frattempo il tasso di interessi sullo stock di debito non aumenti troppo. Si dovrebbe innescare un ciclo virtuoso. Riduzione dei trasferimenti e aumento del pil confliggono quantomeno parzialmente. Mi sa che sarà dura, sopratutto con l'attuale classe politica.
Doan non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21-03-11, 03:23   #3 (permalink)
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kasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond reputekasparek has a reputation beyond repute
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provo a fare 2 calcoli di quanto dovrebbe scendere il debito italiano ogni anno
supponendo che nel 2015 il debito sia pari al 115% del PIL
(115-60)/20= 2.75% annuo
non so se ho interpretato bene l'articolo comunque una riduzione del genere è assolutamente impossibile, impossibile sarebbe anche solo una riduzione del 1% annuo o meno.
Perchè impossibile?
Con una crescita reale dell'1% ed inflazione al 2% il pil cresce del 3% nominale circa, quindi si può comunque avere qualche decimale di deficit (quasi un punto). Almeno per ora col debito a questi livelli (la cosa non è lineare come potrebbe sembrare, e bisogna vedere come funziona una volta che il debito fosse ridotto all'80, cioè se si considera 1/20 tra 80 e 60 od 1/20 tra il 115 che era e 60 - propendo per la prima).

Insomma, non impone neanche il pareggio di bilancio, mi sembra tutto tranne che impossibile.
Impossibile è continuare con deficit troppo alti rispetto alla crescita.
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 22-03-11, 10:46   #4 (permalink)
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ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
Two-Speed Europe Set in Stone: Soros
Published: Tuesday, 22 Mar 2011 | 1:26 AM ET Text Size By: Reuters


A competitiveness pact agreed by euro zone leaders to draw a line under the region's debt crisis would "set in stone" a two-speed Europe and could threaten the European Union's political cohesion, billionaire investor George Soros said on Tuesday.



"The European Union will suffer something worse than a lost decade," Soros wrote in the Financial Times ahead of an EU summit on Thursday when the measures are expected to be formally adopted.

"It will endure a chronic divergence in which the surplus countries forge ahead and the deficit countries are dragged down by the burden of accumulated debt."

Euro zone leaders agreed earlier this month on a comprehensive series of measures, proposed by Germany and France in February, calling on EU countries to write limits on public debt and budget deficits into national law, review wage indexation and have more flexible labor markets.

"The competitiveness requirements will be imposed on an uneven playing field, putting deficit countries into an untenable position," Soros wrote.

"Even Spain, which entered the euro crisis with a lower debt ratio than Germany, could be dragged down."

Soros said the EFSF, the euro zone's rescue fund, would need to rescue the banking system as well as member states to restructure sovereign debt without leading to a banking crisis.

The risk premium on borrowing costs of countries that stick to the rules must also be removed, Soros said, through the creation of common euro zone bonds.

"The solution to the euro crisis to be put in place at the end of March will set in stone a two-speed Europe. This will generate resentments that will endanger the EU's political cohesion," Soros wrote
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 22-03-11, 14:05   #5 (permalink)
Comandante Ramius
 
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Two-Speed Europe Set in Stone: Soros
"The solution to the euro crisis to be put in place at the end of March will set in stone a two-speed Europe. This will generate resentments that will endanger the EU's political cohesion," Soros wrote
poco ma sicuro
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