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Vecchio 23-02-11, 15:13   #1 (permalink)
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Euro: one of the biggest monetary failures in history

che ne pensate?

Madman Is Wanted to Fill Euro's Job From Hell: Matthew Lynn - Bloomberg

mi sembra un articolo piuttosto razionale
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Vecchio 23-02-11, 16:34   #2 (permalink)
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Abbastanza condivisibile nelle linee generali perchè è un'analisi impietosa dell'eurocarrozzone, però su qualche punto non sono d'accordo.

Predire la fine della moneta unica è da mago otelma, nessuno può saperlo.

Non vedo perchè la bce perderebbe o rischierebbe di perdere l'indipendenza per i piani di aiuti eventuali, il suo mandato resta sempre quello del controllo inflazione e non è estranea a qualche aiuto attuale che non dichiara.

Weber non lo consideravo nè considero il candidato ideale, quelli che hanno come chiodo fisso l'inflazione mi fanno ridere. Stia pure in germania.
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Vecchio 23-02-11, 16:38   #3 (permalink)
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mi piace molto il parallelo che fa tra inflazione/ripresa economica invece per la germania si parla di rialzo dei tassi in quanto economia in ripresa.

tutto sommato è del tutto possibile che in una area comune con una stessa moneta scoppi una recessione solo in alcuni paesi...senza scomodare pigs e altri animali
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Vecchio 23-02-11, 16:47   #4 (permalink)
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Non solo è possibile ma sta succedendo, la situazione dei greci e i numeri della disoccupazione spagnola non sono lontani dalla definizione di recessione.

Però è difficile gestire la cosa, con il mandato della bce, senza sbarellare da un lato o dall'altro perchè i tassi "giusti" per l'inflazione che "vedono" i tedeschi possono essere mortali per qualche indebitato con il pil che sta in terra e i consumi ridotti.
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Vecchio 23-02-11, 17:10   #5 (permalink)
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appunto secondo me senza unione monetaria e fiscale non si va da nessuna parte

qualche altro anno di euro e poi i vari paesi abbandoneranno la nave...fino a quando fa comodo

tra l' altro non vedo tutti questi straordinari impedimenti

1) abbandono dell' euro

2) conversione di euri in dollari

3) introduzione nuova moneta

rimane il problema di pagare i creditori in "euro"...


ma se l' euro scoppia di fatto non esiste più

se le quote della bce cambiano drasticamente nasce una nuova moneta...non è più l' euro

irlanda grecia spagna...forse italia ...insomma se abbandonano tutti
debitofilo non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-02-11, 17:23   #6 (permalink)
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appunto secondo me senza unione monetaria e fiscale non si va da nessuna parte

qualche altro anno di euro e poi i vari paesi abbandoneranno la nave...fino a quando fa comodo

tra l' altro non vedo tutti questi straordinari impedimenti

1) abbandono dell' euro

2) conversione di euri in dollari

3) introduzione nuova moneta

rimane il problema di pagare i creditori in "euro"...


ma se l' euro scoppia di fatto non esiste più

se le quote della bce cambiano drasticamente nasce una nuova moneta...non è più l' euro

irlanda grecia spagna...forse italia ...insomma se abbandonano tutti
Il "problema" sarebbe di tutti i detentori di debiti degli stati in euro, che includono banche, assicurazioni, etc etc

diciamo che il sistema economico / informatico dell'area euro andrebbe a scatafascio per almeno un anno, se la separazione fosse improvvisa.
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Vecchio 23-02-11, 23:05   #7 (permalink)
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Secondo me ci si dimentica di una cosa: il problema non è tanto e solamente la diversità economica, ma quella politica, che a sua volta deriva in gran parte dalla storia troppo recente.

Il problema è che la Germania non vuole sempre pagare per i debitofili e la Francia vuole spingere per quello che è bene per la Francia e non per l'Unione Europea.

Se ci fermiamo solo all'economia facciamo un grosso errore, perchè anche gli Stati Uniti hanno tra le verie nazioni delle differenze enormi.
Lo stato più ricco (che non so qual'è, lo stato di NY?) immagino abbia una differenza enorme con quello più povero e lo stato fiscalmente più attento (che non so qual'è) non ha niente a che vedere col più spendaccione (Florida?).
Il punto è che lì nessuno parla di queste differenze perchè è scontato che la politica economica e fiscale sarà una sola e che gli stati in difficoltà dovranno essere aiutati e salvati.
Qua invece, forse giustamente, succede un casino quando uno stato ha bisogno di aiuti.

A prescindere dalla mancanza di dati del mio punto di vista, se le differenze tra i 2-3 stati più ricchi americani con i 2-3 più poveri sono le stesse che in Europa (senza neanche contare che in America la lunga storia ha livellato di più), secondo me sarebbe la conferma che la differenza USA-EU è da cercare più nella politica e nella mentalità che non nella sola economia.

In quest'ottica, si potrebbe trattare di problemi gestazionali. Fai passare 200 anni e i nostri avi non avranno di questi problemi.



RETTIFICA:
Non ci avevo pensato sul momento ma basta guardare in tante nazioni Europee, veramente, per capire che molto del problema è politico e mentale.
Per tanti anni in nazioni come Italia, Spagna e Germania (riunificazione dell'89) si è accettato di dover pagare per il lato più povero del Paese senza molte lamentele (beh, lega e ETA a parte) perchè era scontato che, in una nazione, è così che vanno le cose.

Ultima modifica di lucio_ : 23-02-11 alle ore 23:10
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Vecchio 23-02-11, 23:12   #8 (permalink)
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l'euro è stata la più grande truffa mai perpetrata ai danni dei popoli europei del mediterraneo, più l'irladna..

se pensate che abbiamo svalutato la lira del 30% per entrarci.....
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Vecchio 23-02-11, 23:39   #9 (permalink)
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Se ci fermiamo solo all'economia facciamo un grosso errore, perchè anche gli Stati Uniti hanno tra le verie nazioni delle differenze enormi.
Lo stato più ricco (che non so qual'è, lo stato di NY?) immagino abbia una differenza enorme con quello più povero e lo stato fiscalmente più attento (che non so qual'è) non ha niente a che vedere col più spendaccione (Florida?).

Il punto è che lì nessuno parla di queste differenze perchè è scontato che la politica economica e fiscale sarà una sola e che gli stati in difficoltà dovranno essere aiutati e salvati.
Qua invece, forse giustamente, succede un casino quando uno stato ha bisogno di aiuti.
Il più ricco in termini di gdp a cranio è ovviamente District of Columbia, dove ci sono tutti i politicanti.
Il più povero è il Mississippi (30k$ contro 66k, anche se DC fa storia a sè, al secondo posto c'è il Connecticut con 54k).

Ad ogni modo, parlando di economia dovresti anche paragonare i "flussi" per salvare i singoli stati. La California dei soldi li ha presi, ma si da anche e soprattutto una regolata da sola. Ci sono stabilmente dei forti trasferimenti intra-statali?

Poi gli Usa sono una nazione sola, l'Europa - piaccia o meno - no, e probabilmente neanche tra 200 anni lo sarà così come lo sono gli Usa.

Se mi parli di politiche comuni, diciamo anche che i tedeschi non hanno votato per avere un governo greco spendaccione..

Io trovo che non abbia senso dire che la questione è "politica", "mentale" e non "economica", le cose si intrecciano.
Stiamo appunto parlando di politica economica, economia politica, e simili.

Voglio dire: se decido che da domani tu mi devi dare 2000€ al mese per i prossimi 10 anni, perchè io sono più povero, il problema è economico, politico, mentale???

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Non ci avevo pensato sul momento ma basta guardare in tante nazioni Europee, veramente, per capire che molto del problema è politico e mentale.
Per tanti anni in nazioni come Italia, Spagna e Germania (riunificazione dell'89) si è accettato di dover pagare per il lato più povero del Paese senza molte lamentele (beh, lega e ETA a parte) perchè era scontato che, in una nazione, è così che vanno le cose.

Ottimo esempio di cosa non bisogna fare per evitare fallimenti clamorosi, cioè imporre aggregazioni in modo forzato anzichè limitarsi alle (minori, senza dubbio) unioni spontanee.
L'indipendenza è tanto bella..
kasparek è  collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-02-11, 00:49   #10 (permalink)
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Il più ricco in termini di gdp a cranio è ovviamente District of Columbia, dove ci sono tutti i politicanti.
Il più povero è il Mississippi (30k$ contro 66k, anche se DC fa storia a sè, al secondo posto c'è il Connecticut con 54k).

Ad ogni modo, parlando di economia dovresti anche paragonare i "flussi" per salvare i singoli stati. La California dei soldi li ha presi, ma si da anche e soprattutto una regolata da sola. Ci sono stabilmente dei forti trasferimenti intra-statali?

Poi gli Usa sono una nazione sola, l'Europa - piaccia o meno - no, e probabilmente neanche tra 200 anni lo sarà così come lo sono gli Usa.

Se mi parli di politiche comuni, diciamo anche che i tedeschi non hanno votato per avere un governo greco spendaccione..

Io trovo che non abbia senso dire che la questione è "politica", "mentale" e non "economica", le cose si intrecciano.
Stiamo appunto parlando di politica economica, economia politica, e simili.

Voglio dire: se decido che da domani tu mi devi dare 2000€ al mese per i prossimi 10 anni, perchè io sono più povero, il problema è economico, politico, mentale???


Beh, se volessimo un attimo prescindere dal motivo stiamo parlando di uno stato ricco più del doppio dell'altro, una differenza enorme, e anche col secondo siamo vicini al doppio.
Aggiungici che, dati i trend USA, non credo ci sarebbe da stupirsi se alcuni degli stati più ricchi tendono a diventare più ricchi e i più poveri a diventare più poveri. Ed ecco che hai tante delle stesse dinamiche che abbiamo anche qui.

Una differenza sta nel fatto che qui diciamo "la politica moneteria stritolerà la Grecia", e lì nessuno dice che "la politica moneteria distruggerà il Mississipi", così come nessun politico punta troppo i piedi nel salvare uno stato che ha speso troppo così come qui da noi.

Hmmm, ok, d'accordo con te che effettivamente non ha senso dividere tra "mentalità, economia e politica" quando tutte queste fanno parte del fenomeno.

Però la cosa potrebbe essere utile nel trovare la soluzione, che appunto magari non sta soltanto nell'economia, ma si potrebbe trovare anche dando più potere alle istituzioni Europee e meno a quelle nazionali.
In questo modo: uno, si comincerebbe a ragionare più a livello Europeo piuttosto che sul singolo stato e due, molto più impotante, i politici risponderebbero ad un elettorato europeo e non nazionale, così che a Sarkozy non converrebbe più tirare acqua al mulino Francese e la Merkel non dovrebbe aver paura di stanziare i fondi per poi perdere voti a casa.

PARZIALE OT
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Ottimo esempio di cosa non bisogna fare per evitare fallimenti clamorosi, cioè imporre aggregazioni in modo forzato anzichè limitarsi alle (minori, senza dubbio) unioni spontanee.
L'indipendenza è tanto bella..
Hmmm, qui il discorso è lungo.

La realtà è che "autonomia di giudizio pura" dove ognuno fa quel che vuole non può esistere in questi casi. Sono sicuro che al nord ci sono molti che non vogliono separare l'Italia, ed ecco che una sperazione diventerebbe, poi, una dittatura della maggioranza che vuole separarsi -ammesso e non concesso che di vera maggioranza si tratta- sulla minoranza che non vuole.

E ci sono tanti altri punti di cui si dovrebbe discutere. Ne cito i primissimi che mi vengono in mente:
La storia, che i leghisti usano spesso. Nel caso Italiano la storia è bivalente, c'è forte presenza di comunità e tradizioni locali -come c'è da altre parti- ma anche tanta tanta storia comune. Basti pensare che l'Italia è l'unico Paese che conserva questo nome da.. (azz non ricordo da quando, ma minimo minimo dall'inizio dell'epoca romanica) mentre tutti gli altri lo hanno cambiato. Sinonimo del fatto che, gli antichi, ci vedevano qualcosa in comune.

Poi c'è la religione e la lingua comune, che è spesso utilizzata per differenziare tra una nazione e l'altra. Due nazioni diverse con la stessa lingua che si seperano dopo 150 anni di storia recente farebbe proprio strano.

E come non nominare la geografia, ad esempio, che scandisce i confini in modo naturale come raramente succede intorno al mondo.

Dovrei aggiungere che a me, personalmente, l'Italia piace unita. E questo pur comprendendo e apprezzando appieno le rimostranze leghiste.

PARZIALE OT

Ultima modifica di lucio_ : 24-02-11 alle ore 00:54
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