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retribuzione dei manager
NUOVA YORK - Quando era ancora presidente della Confederazione e ministra dell'economia, Doris Leuthard aveva bollato con un lapidario “Posso solo scuotere la testa" i bonus milionari versati da UBS al suo management per il 2009, nonostante la perdita di 2,74 miliardi di franchi. Per tacere dei 68,7 milioni di franchi, sempre per il 2009, spartiti tra la direzione, a fronte dei 9,1 milioni concessi per il 2008. La notizia di oggi è che le 25 maggiori società finanziarie americane hanno pagato la somma record di 135 miliardi di dollari ai propri dipendenti nel 2010. Il 6 percento in più dei 128 miliardi pagati nel 2009. Alla faccia delle crisi, ma buona parte dell’aumento è dovuto agli aumenti strutturali degli stipendi, mentre i banchieri al top hanno avuto un aumento reale del solo 3 percento, con stipendi medi di 141 000 Dollari.
CASE CARE A MANHATTAN - Dopo la falcidie delle ipoteche USA cui i proprietari non riuscivano a stare dietro, ci si sarebbe aspettati un crollo dei prezzi degli immobili. Naturalmente non è stato così, anzi i prezzi sono aumentati e soprattutto nel caso dei quartieri preferiti dagli operatori di Wall Street, a Manhattan, è diminuito drasticamente il numero degli appartamenti sfitti e sono molto aumentate le pigioni. Intanto, le polemiche sociali e politiche sui bonus milionari hanno sortito l’effetto che i bonus siano pagati in azioni negoziabili solo dopo qualche anno, il che dovrebbe sgonfiare la corsa al guadagno immediato facile e ridurre le operazioni a rischio. Ma le retribuzioni principesche non sono una prerogativa nuovayorchese né delle multinazionali chimiche di Basilea o delle banche elvetiche. In Italia, il compenso 2009 dell'amministratore delegato di una grande banca è stato pari a circa 150 volte lo stipendio medio di un dipendente bancario e nel settore metalmeccanico, il divario aumenta ancora: un lavoratore guadagna oltre 250 volte in meno rispetto all'amministratore delegato della sua società.
PREMIARE LO SVILUPPO - In Svizzera, di recente il Consiglio degli Stati ha deciso, ma l’iter di questo controprogetto non è ancora concluso, che la parte delle indennità versate ai manager che supera i 3 milioni dovrà in futuro essere considerata come salario, e non più come gratifica, con l'obiettivo di rafforzare il diritto degli azionisti in modo da evitare stipendi e bonus esageratamente elevati. Ma attenzione a non cadere nella facile e vuota demagogia di colpevolizzare chi guadagna molto in Svizzera o altrove, peraltro, in linea con i livelli internazionali, perché capace, competente e capace di sviluppare il business e l’azienda o la banca. Attribuire tutte le colpe ai top manager e alle loro retribuzioni può in realtà appiattire l’efficacia della retribuzione variabile in base al merito e creare una sorta di sfiducia psicologica o di rivalsa aspra, quanto sterile, nei confronti del management. Semmai, si tratta di migliorare i sistemi di valutazione e incentivazione in termini di definizione degli obiettivi, allineando il sistema di incentivazione, strategie e obiettivi. La retribuzione variabile deve essere utilizzata per attrarre manager validi da retribuire soprattutto sui risultati, collegando a questi la parte variabile. Per ottenere questo, molte società elvetiche, e non solo, dovranno compiere un bel salto culturale.
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