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Vecchio 01-02-11, 14:25   #1 (permalink)
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romanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond reputeromanico has a reputation beyond repute
i fattori critici della situazione economica e sociale

a mio avviso, la politica e gli economisti non stanno dando alcuna risposta, neppure teorica, considerando tutti i fattori

la parzialita' non permette mai di giungere a soluzioni corrette e negare ideologicamente alcuni fattori, o dimenticarne altri puo' portare a convinzioni totalmente erronee
quali sono quindi i fattori importanti in gioco in questa crisi, riferendosi alla situazione particolare del nostro paese?

a me ne vengono in mente alcuni:

eccessiva spesa pubblica, da suddividersi in eccessivo numero di dipendenti pubblici e welfar molto oneroso e sprechi causati da disorganizzazione o da mancanza di efficacia delle strutture di controllo

eccessivo carico fiscale e burocratico: probabilmente necessario a sostenere il carico dato dal primo punto, ma anche l'eccessiva burocratizzazione ed attivita' cerrtificativa che crea occupazione a figure professionali molto diffuse, pensiamo a commercialisti, formazione della sicurezza, consulenti del lavoro etc

alto debito pubblico: che genera ulteriori oneri sotto forma d'interessi


questi tre punto credo che siano i responsabili di altri gravi problemi secondari, ma dagli effetti devastanti

scarsa crescita economica, dovuta a difficolta' all'apertura ed alla gestione di nuove imprese, bassa competitivita' delle nostre aziende dovuto al carico fiscale ed ai costi amministrativo-burocratici, insufficiente livello d'innovazione dovuto alla diminuzione dei margini che consentono investimenti in ricerca applicata e diffusa alle piccole e medie aziende

apparentemente ci si trova in un equilibrio molto difficile da alterare

un intervento di diminuzione dei costi dello stato, inteso come diminuzione di pensioni, stipendi pubblici o numero di dipendenti si ripercuoterebbe immediatamente sul pil, riducendolo ben piu' che proporzionalmente (considerando anche l'effetto panico che tali misure provocano)

una notevole diminuzione dell'imposizione fiscale darebbe come contr’altare immediato, una insufficienza di risorse pubbliche non piu' bastanti a sostenere la spesa ed il coraggio di vedere se il successivo aumento del pil potrebbe bastare a riequilibrare il sistema, i nostri governanti di certo non lo possiedono....ma comq anche i piu' ottimisti debbono convenire che si tratta pur sempre di una strada dall'esito incerto

una riduzione dei costi burocratici ed amministrativi e certificativi, porterebbe nuovamente come effetto a diminuire un numero enorme di posti di lavora tra commercialisti, consulenti ed impiegati amministrativi ripercuotendosi sul pil in termini di spesa interna

un intervento sui redditi puri da capitale, avrebbe l'effetto di far trasloccare una quantita' di danaro superiore ai benefici ottenuti

altro fattore da prendere in considerazione e' che maggiore e' il flusso di danaro gestito dall'amministrazione pubblica, maggiori saranno gli aspetti deleteri come la corruzione, il clientelismo e la cr4eazione di corti economiche cinte intorno a tali masse di danaro


in questo caso i fattorida prendere in considerazione sono solo due, sostenere ulteriori maggiori costi per strutture di controllo sempre piu' perfezionate che rendano trasparente e meno facile rubacchiare....oppure, e ritorniamo al punto precedente......ridurre il volume di denaro che gestisce il pubblico diminuendo percentualmente le frodi

ma intorno alla spesa pubblica si sono consolidate alcune deviazioni del sistema capitalistico, che sono rappresentate da quelle aziende che hanno fatto dell'attivita' rivolta al pubblico il loro core business, una contrazione della spesa si riverserebbe immediatamente nei loro bilanci creando nuovamente altra disoccupazione

seguendo questo filo logico, ci si rende conto che tutto il problema e' rappresentato sempre dall'equilibrio tra spese e pil, e sembra che ogni intervento proponibile si ripercuota subito come diminuzione del pil.....

ma se e' vero che solo alla morte non vi e' rimedio, e' possibile che non ci sia una soluzione a questa spirale che comunque sappiano si sta avvitando inevitabilmente verso il basso?
romanico non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-11, 14:31   #2 (permalink)
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ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
i problemi li conoscono TUTTI.
Le soluzione le conoscono TUTTI.
E allora dove sta il problema ?
Il problema si chiama UOMO. Capaci di individuare
il problema, conoscere la soluzione ma...
INCAPACI DI AGIRE.
A volte il problema si chiama..Democrazia (eccesso di..)
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-11, 14:38   #3 (permalink)
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ma una soluzione, in base a questi termini, secondo te esiste?

sempre ovviamente che non contempli azioni drastiche o fuori dalla visione democratica e capitalista

una soluzione praticabile che possa essere realizzata con gradualita' e buon senso
romanico non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-11, 17:07   #4 (permalink)
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ma una soluzione, in base a questi termini, secondo te esiste?

sempre ovviamente che non contempli azioni drastiche o fuori dalla visione democratica e capitalista

una soluzione praticabile che possa essere realizzata con gradualita' e buon senso
si esistono soluzioni che consentano di riprendere la diritta
via SCONTENTANDO TUTTI MA NON FACENDO INCAPZARE NESSUNO.
Spero che sia chiaro il concetto.
In fin dei conti abbiamo già visto che funziona.
Non hanno alzato l'età pensionabile o parametrato l'importo della pensione
il tutto in relazione alla speranza di vita ? Si l'han fatto
e non è successo nulla.
Non hanno congelato gli stipendi degli statali ? si
e non è successo nulla.
.
Se fai attenzione, dice un proverbio delle mie parti,
un pollo lo puoi spennare ..senza farlo gridare.....
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-11, 18:18   #5 (permalink)
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ma una soluzione, in base a questi termini, secondo te esiste?

sempre ovviamente che non contempli azioni drastiche o fuori dalla visione democratica e capitalista

una soluzione praticabile che possa essere realizzata con gradualita' e buon senso
Una soluzione graduale in questo contesto internazionale NON è di buon senso.


P.S Seguo con molta attenzione la situazione in Belgio, crisi politica italiana vediamo un pò..... se finalmente seguiamo l'europa..
Cantor non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-11, 18:28   #6 (permalink)
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Caro Romanico, l'unica via è ridurre le spese, e pazienza se ciò significa un periodo di assestamento.
Non si può pensare sempre a tutto come se fosse immutabile: se i dipendenti pubblici od i commercialisti avranno meno lavoro, pace, si "riconvertiranno" verso qualcosa di diverso, come tutto il resto del mondo.
Questo è forse un altro aspetto sul quale insistere: basta con burocrazia, albi, mille permessi e tasse "minime" non appena provi a fare un qualche lavoro.
Si agevoli il tessuto economico a cambiare: più in fretta lo fa, e meglio è.
Altre vie non ne conosco.

Peraltro secondo me tutti questi problemi sono un po' gonfiati: vediamo in Uk che succede coi tagli di Cameron. Non credo che qualche trimestre di lieve contrazione sia un prezzo eccessivo per fare queste cose.

Concordo che non sia saggio, data la situazione, fare tagli di tasse in deficit sperando che si ripaghino.
kasparek è  collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-11, 18:55   #7 (permalink)
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Caro Romanico, l'unica via è ridurre le spese, e pazienza se ciò significa un periodo di assestamento.
Non si può pensare sempre a tutto come se fosse immutabile: se i dipendenti pubblici od i commercialisti avranno meno lavoro, pace, si "riconvertiranno" verso qualcosa di diverso, come tutto il resto del mondo.
Questo è forse un altro aspetto sul quale insistere: basta con burocrazia, albi, mille permessi e tasse "minime" non appena provi a fare un qualche lavoro.
Si agevoli il tessuto economico a cambiare: più in fretta lo fa, e meglio è.
Altre vie non ne conosco.

Peraltro secondo me tutti questi problemi sono un po' gonfiati: vediamo in Uk che succede coi tagli di Cameron. Non credo che qualche trimestre di lieve contrazione sia un prezzo eccessivo per fare queste cose.

Concordo che non sia saggio, data la situazione, fare tagli di tasse in deficit sperando che si ripaghino.
Vedi all'orizzonte qualche politico con abbastanza palle, o autolesionista, che abbia il coraggio di mettere in pratica quello che ipotizzi ?, io non ne vedo e finchè la situazione non diventerà veramente critica non se ne farà niente.
Calidris non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-11, 19:06   #8 (permalink)
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Sono abbastanza d'accordo con Kasparek. Aggiungo qualche mia riflessione.

1) I tassi internazionali dopo aver raggiunto livelli bassissimi stanno risalendo o risaliranno. Quindi per il nostro disastrato bilancio e il nostro megadebito saranno cavoli drammatici. E visto che sui tassi europei e internazionali non possiamo far nulla, possiamo sperare solo ed unicamente in una soluzione: recuperare sul differenziale rispetto al Bund quello che si perderà per via dell'aumento dei tassi. Quindi dosi massicce di serietà e credibilità. Siamo in condizione di imboccare questa strada?

2) Nel rapporto debito/pil ci sono un numeratore e un denominatore. Se provassimo ad agire anche sul denominatore mettendo le imprese in condizione di recuperare produttività e di svilupparsi? Ma sul serio?

3) Lo stato non ha soldi da dare alle imprese. Siamo a secco. Ma può dare una cosa: un grandioso sfoltimento della burocrazia per ridurre i costi e velocizzare nuovi insediamenti e nuovi investimenti. Sbaraccare tutto quello che non serve. Lasciare in piedi solo la regolamentazione ambientale, antiinfortunistica e fiscale (ci teniamo alla salute e le tasse bisogna pagarle). Tutto il resto va buttato a mare senza pietà. Ma qui ci sono resistenze fortissime. La politica italiana (specialmente a sinistra) è liberale a parole ma ha la burocrazia nel sangue. E poi regole, controlli, passaggi, organizzazioni ed enti vari servono ad alimentare la politica (e i politici). La politica in grado di farne veramente a meno?

4) Aumento dell'imposizione fiscale. Sta già arrivando. Si tratta solo di vedere se sarà poca, tanta o tantissima. Con il federalismo arrivano aumenti (il federalismo, se sarà approvato, alla fine sarà un modo per gli enti locali di recuperare quello che i tagli hanno tolto). E se la sinistra torna al governo arrivano anche altri aumenti in altre forme, perché hanno bisogno di aumentare la spesa (che poi non serve a niente).

Conclusione: siamo un paese sfortunato: quando finalmente abbiamo riscoperto i valori liberali, chi ci siamo trovati a rappresentarli? ... Beh, lo sapete chi. Perché qualcuno non convince Bersani a far suo il programma di Berlusconi prima maniera (delegificare, diminuire le tasse, ecc.)?

Un saluto a tutti.

Ultima modifica di Rob 48 : 01-02-11 alle ore 19:16
Rob 48 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-11, 19:10   #9 (permalink)
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Vedi all'orizzonte qualche politico con abbastanza palle, o autolesionista, che abbia il coraggio di mettere in pratica quello che ipotizzi ?, io non ne vedo e finchè la situazione non diventerà veramente critica non se ne farà niente.
No, non lo vedo.

E' evidente che la politica spinge tendenzialmente in direzione opposta.
Siamo "noi" a doverla spingere nella direzione giusta.
Quando saremo tutti convinti noi, allora forse loro faranno un pezzetto di ciò di cui siamo convinti.

Quindi convinciamoli noi, e le monetine tiriamogliele ogniqualvolta si fanno belli inaugurando una qualche piramide, ogniqualvolta si mostrano generosi nelle loro elargizioni a questo ed a quello, ogniqualvolta aggiungono una qualche inutile norma per "tutelare" noi poveri e stupidi consumatori, e così via.

Solo che quando vedo gente che avrà sì e no la terza media sostenere che il governo dovrebbe spendere di più per rilanciare i consumi, mi cadono le braccia.
kasparek è  collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-11, 19:15   #10 (permalink)
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3) Lo stato non ha soldi da dare alle imprese. Siamo a secco. Ma può dare una cosa: un grandioso sfoltimento della burocrazia per ridurre i costi e velocizzare nuovi insediamenti e nuovi investimenti. Sbaraccare tutto quello che non serve. Lasciare in piedi solo la regolamentazione ambientale, antiinfortunistica e fiscale (ci teniamo alla salute e le tasse bisogna pagarle).Tutto il resto va buttato a mare senza pietà.
D'accordo sul principio, ma ho idea che le tre regolamentazioni citate siano proprio tra quelle che vanno sfoltite.
L'ultima di sicuro, la prima sicuramente in parte (non so se conoscete la nuova geniale invenzione del SISTRI.. proprio ciò di cui si sentiva la mancanza), la seconda non la conosco più di tanto ma credo si possa semplificare, quantomeno per non avere le solite grida spagnole.
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