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Data registrazione: Jan 2005
Messaggi: 15,313
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Reddito e risparmio delle famiglie
Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società
Periodo di riferimento: III trimestre 2010 Diffuso il: 11 gennaio 2011 Prossimo comunicato: 8 aprile 2011 Nel terzo trimestre del 2010 la propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile entrambi depurati della componente stagionale) è stata pari al 12,1 per cento, in diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,9 punti percentuali rispetto al terzo trimestre del 2009. La flessione del tasso di risparmio è il risultato, in questo trimestre, di una stasi del reddito disponibile, cui si accompagna una dinamica positiva della spesa per consumi. Infatti il reddito disponibile delle famiglie nel terzo trimestre 2010 non si è modificato rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa delle famiglie per consumi finali ha segnato un aumento dello 0,8 per cento. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è aumentato dell’1,4 per cento, a fronte di un incremento del 2,4 per cento della spesa delle famiglie per consumi finali. Il potere di acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è diminuito dello 0,5 per cento sia rispetto al trimestre precedente che al corrispondente trimestre del 2009. Nel complesso, da gennaio a settembre 2010 le famiglie hanno subito una riduzione del loro potere d’acquisto dell’1,2 per cento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente; nei primi nove mesi del 2009 la perdita di potere d’acquisto era stata molto più incisiva e pari al -3,2 per cento. |
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Data registrazione: Jun 2009
Messaggi: 3,171
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Lavoro, quasi 4 milioni di precari - Corriere della Sera
...Ma che ormai i precari sfiorino in 4 milioni e i numeri siano impietosi soprattutto in Trentino Alto Adige (+20,7% di precari dal 2008, nonostante la sua forte autonomia) ed Emilia Romagna (+20,3%, dove per anni il sistema delle cooperative ha cercato di frenare il fenomeno fino allo smottamento di questo ultimo triennio) conferma che il lavoro in Italia è il problema numero uno... ...che il motivo di principale criticità è il basso livello di studio: «sono coloro che rischiano maggiormente di essere espulsi dal mercato del lavoro (oltre il 38% dei precari ha solo la licenza media, ndr.) perché nella stragrande maggioranza dei casi svolgono mansioni pesanti dal punto di vista fisico». Quelli che gli economisti definirebbero “labour intensive”, non mestieri ad alto valore aggiunto, quindi più a rischio, data la concorrenza a livello globale e i fenomeni migratori che essa comporta. Ma precario è anche sinonimo di bassa retribuzione: tra gli under 35 è mediamente pari a 1.068 euro, inferiore di circa il 25% rispetto alla retribuzione di chi ha un contratto stabile e a tempo indeterminato... ricapitolando, i precari aumentano con una percentuale a 2 cifre, hanno raggiunto i 4 milioni, e oltre a rischiare la perdita del posto di lavoro hanno uno stipendio del 25% inferiore di chi ha un contratto a tempo indeterminato (inferiore anche a quei 1200 che di solito si tirano in ballo), logica conseguenza è che i redditi, e quindi la capacità di risparmio, si stiano assottigliando. |
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