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Vecchio 26-07-10, 23:53   #1 (permalink)
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Equilibri di mercato: ipotesi di isomorfismo tra matematica ed economia

Questa discussione nasce da questo thread:

http://www.finanzaonline.com/forum/b...l#post26065184

e viene autonomizzata sviluppando un argomento in off topic rispetto a quello proposto nella discussione di origine per come anche suggerito qui:

http://www.finanzaonline.com/forum/b...l#post26092615
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Vecchio 27-07-10, 11:13   #2 (permalink)
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dogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond reputedogo has a reputation beyond repute
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Originalmente inviato da soros75 Visualizza messaggio
Certo non è una cosa da veri liberali, ma i principi del mercato libero ormai sono stati calpestati e allora tantovale evitare di far morire l'economia una seconda volta.
Ci sarà tempo per alzare i tassi.
Che il "mecato libero" non sia in grado di raggiungere equilibri efficenti (se vi sono più di due beni...cosa abbastanza "comune") è già stato dimostrato da "un paio di premi" nobel per l'economia (Arrow ed Amartya) oltre che da Scarf e Sonnenschein.

Il mercato libero alla "Smith" (o il successivo semplicistico modello Arrow-Debreu) è stato un valido punto di partenza e gli "sforzi" di Walras e Cournot (cara analisi I e II...) sono stati le ingegnerizzazioni del tentativo di dimostrare il raggiungimento dell'equlibrio in un mercato "libero"....però purtroppo i matematici che "vennero dopo" dimostrarono che i principi di Smith (cavolo: era il 1700, è già stato geniale!) stanno all'equilibrio di mercato così come la ruota di pietra sta alle gomme di F1.

Tuttavia non è detto che "la mano" della BCE conduca a "successioni di equilibrio" più efficienti di quelli che si raggiungerebbero lasciando il mercato Libero di essere in una situazione di equilibrio di disequilibrio.


Ultima modifica di dogo : 27-07-10 alle ore 11:19
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Vecchio 27-07-10, 11:49   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da dogo Visualizza messaggio
Che il "mercato libero" non sia in grado di raggiungere equilibri efficenti (se vi sono più di due beni...cosa abbastanza "comune") è già stato dimostrato da "un paio di premi" nobel per l'economia (Arrow ed Amartya) oltre che da Scarf e Sonnenschein.

........
Da uomo della strada, e abbastanza distante galileianamente dalla evanescente modellistica economica, ritengo che sia un tema del tutto privo di fondamento scientifico, oltre che banalmente contrario ad ogni metodo descrittivo.
Un sistema in equilibrio, in fisica, è per se stesso statico, immobile - se libero di autoaggiustamento - mentre un enorme processo costituito da miliardi di operatori non può che essere dinamico, in continua modificazione al più tendente, questo sì, all'equilibrio del maggior rendimento unitario e generale possibile.
Solo se intervengono, com'è in realtà, pressioni esogene istituzionali a mutarne il corso organico si producono falsi equilibri o disequilibri pilotati che impediscono l'assestamento spontaneo di uno o più mercati. Il che, con la definizione di libero mercato, non ha nulla da spartire, equivale solo a offrire armi spuntate ai denigratori dell'economia di mercato e del capitalismo che non ne conoscono sia il significato che le modalità d'uso.

Quanto ai tassi interbancari, costituiscono solo una liturgia periodica derivante da un semplice specchio: normalmente navigano a poca distanza dai tassi di sconto - o di riferimento - , poi un bel giorno viene in mente ad uno o più banchieri di specchiarsi. L'immagine riflessa, ovviamente, è quanto di più truce e orrendo possa scaturire sul globo terracqueo, per cui il/i banchiere/i pensa immediatamente che se la concorrenza è pari all'immagine che vede nello specchio non è certo meritevole di una seppur minima fiducia. E i tassi schizzano all'insù.

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Vecchio 27-07-10, 12:00   #4 (permalink)
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Originalmente inviato da microalfa Visualizza messaggio
Da uomo della strada, e abbastanza distante galileianamente dalla evanescente modellistica economica, ritengo che sia un tema del tutto privo di fondamento scientifico, oltre che banalmente contrario ad ogni metodo descrittivo.
Un sistema in equilibrio, in fisica, è per se stesso statico, immobile - se libero di autoaggiustamento - mentre un enorme processo costituito da miliardi di operatori non può che essere dinamico, in continua modificazione al più tendente, questo sì, all'equilibrio del maggior rendimento unitario e generale possibile.
Solo se intervengono, com'è in realtà, pressioni esogene istituzionali a mutarne il corso organico si producono falsi equilibri o disequilibri pilotati che impediscono l'assestamento spontaneo di uno o più mercati. Il che, con la definizione di libero mercato, non ha nulla da spartire, equivale solo a offrire armi spuntate ai denigratori dell'economia di mercato e del capitalismo che non ne conoscono sia il significato che le modalità d'uso.

Non ho citato mie idee.
Ho citato studi e primi nobel, rappresentativi della realtà attuale.

Vuoi un modello ad esempio?
Eccolo:
- http://cowles.econ.yale.edu/~hes/pub/analysis.pdf

Si parla di Yale, non di strada.

Il concetto di equlibrio economico è proprio tratto dalla meccanica newtoniana, fin dalle origini (statico o dinamico).

Ho citato i nomi, approfondire è il passo successivo per evitare di scrivere commenti non corretti su elementi noti in tutti gli ambiti accademici e non solo.

Nei modelli di Macro avanzata (gradiente di max crescita, equilibri di disequilibrio, ecc...) abbiamo (anni or sono) studiato tutto quanto hai detto.
Il concetto di Mercato Libero l'ho studiato a dovere ed in tutte le sue sfaccettature.
Resta vivo il consiglio di leggere parte dell'ampia "letteratura" di Scarf:
- http://cowles.econ.yale.edu/~hes/pubs.htm

Ovviamente se ritieni che le sue conclusioni sono siano corrette, puoi sempre contattarlo:
- http://cowles.econ.yale.edu/~hes/index.htm

Magari vinci un nobel confutando Arrow ed Amartya.

PS: in un sistema con esternalità, beni pubblici, preferenze soggettive ed asimmetrie informative, il libero mercato fallisce (ambia bibliografia con opportune dimostrazioni è presente in qualsiasi biblioteca universitaria).

ti lascio a tirar righe su scoperte già fatte.

Ultima modifica di dogo : 27-07-10 alle ore 12:05
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Vecchio 27-07-10, 12:22   #5 (permalink)
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Originalmente inviato da dogo Visualizza messaggio
.......

PS: in un sistema con esternalità, beni pubblici, preferenze soggettive ed asimmetrie informative, il libero mercato fallisce ......
Giusto.
Lungi da me criticare quanto hai bene esposto, né tanto meno mettermi in competizione scientifica con esperti, solo che quanto leggo che "i principi di Smith (cavolo: era il 1700, è già stato geniale!) stanno all'equilibrio di mercato così come la ruota di pietra sta alle gomme di F1" mi pare di scorgere una più o meno leggera deviazione sul corretto concetto di libero mercato, probabilmente derivante da un secolo circa di inesistenza del medesimo. Comunque lo si voglia definire.
Tutto qui.

Ciao.
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Vecchio 27-07-10, 12:41   #6 (permalink)
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Beh, ho citato Scarf ed Amartya...Smith era per fissare un punto di partenza.
Non ho scritto che il mercato libero alla Mises ed Hayek stiano all'equilibrio di mercato "ottimale" (ancora da comprendere l'accezione, visto che ancora non è stato trovato un metodo "efficace" per misurarne l'ottimalità...) così come la ruota di pietra sta alle gomme di F1....Nel caso degli austriaci, mi verrebbe da citare la ruota di legno
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Vecchio 27-07-10, 13:58   #7 (permalink)
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Bene, chiarito il fatto che c'è:
- chi conosce la fisica, ma non l'economia
- chi conosce la fisica e l'economia
- chi non conosce nè la fisica, nè l'economia
direi che si può tornare a parlare dell'euribor e del fatto che non siamo in trappola della liquidità stile giappa...
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Vecchio 27-07-10, 14:34   #8 (permalink)
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Originalmente inviato da microalfa Visualizza messaggio
Un sistema in equilibrio, in fisica, è per se stesso statico, immobile - se libero di autoaggiustamento -
Veramente non è così, architetto. Proprio in fisica si parla diffusamente di equilibri instabili.

Io credo che si possano trovare alcune analogie tra fisica ed economia, e volendo si può anche parlare di analogie tra equilibri in fisica e in economia.

Mi sembra però abbastanza deprimente che si riscriva la fisica o che si propongano sciocchezze (dal punto di vista fisico ovviamente) al fine di trovare analogie.

La mia idea è che in economia sia ancora più difficile parlare di equilibri per il fatto che l'economia è un flusso continuo e in continua variazione.
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Vecchio 27-07-10, 15:10   #9 (permalink)
SAPEVATEVELO!
 
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Ogni sistema in fisica evolve verso una condizione di massima entropia e minima entalpia.
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Vecchio 27-07-10, 15:38   #10 (permalink)
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Originalmente inviato da Phoenix_ Visualizza messaggio
Ogni sistema in fisica evolve verso una condizione di massima entropia e minima entalpia.

Essendo l'economia l'aggregazione di tutti i sistemi, presenta entropia crescente (come evidente dalle numerose pubblicazioni di atenei quali Harvard e Yale).
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