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Vecchio 08-01-11, 15:36   #1 (permalink)
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Fuga di cervelli all'estero ? vediamo

da l'Economist
.
And just 17% of Italian graduates in the United States, the most popular destination, are involved in research and development, according to the (American) National Science Foundation. The biggest chunk work as managers.
.
Quindi fuga di cervelli o piuttosto di persone desiderose di guadagnare di più ?
.

.
Yet what distinguishes Italy from its peers is not the absolute number of its exiled graduates (in 2005 more left Britain, France and Germany than Italy
.
quindi gli expatriati laureati di GB, F, e DE sono anche in numero
maggiore dei nostri...
Ma non mi pare che si parli di fuga di cervelli in quei Paesi
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-01-11, 15:52   #2 (permalink)
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Originalmente inviato da ramirez Visualizza messaggio
Ma non mi pare che si parli di fuga di cervelli in quei Paesi
Ti sbagli...leggendo i quotidiani tedeschi (FAZ), ne parlano spesso e volenteri.
fdg86 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-01-11, 17:11   #3 (permalink)
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secondo me per fare un'analisi seria sulla fuga di cervelli bisognerebbe considerare anche altri due fattori:

1) incremento % rispetto agli anni precedenti di chi va via (e mi sembra che ci sia un trend fortemente in crescita)
2) flussi di compensazione (ossia quanta gente viene da noi e con che trend). da esperienze personali vedo che nelle nostre università ci sono persone provenienti da nordafrica, medioriente e india che accedono a programmi di dottorato ma pochi dagli altri paesi europei (mentre noi andiamo anche in francia, germania, uk, danimarca...)
wildsliver non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-01-11, 17:40   #4 (permalink)
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Originalmente inviato da fdg86 Visualizza messaggio
Ti sbagli...leggendo i quotidiani tedeschi (FAZ), ne parlano spesso e volenteri.
e chi cavolo legge FAZ in Italia ???
E' vero o non è vero che in Italia ci si lamenta della fuga di cervelli ?
Avete mai sentito qualcuno dire onestamente: si è vero
però mi risulta che anche in Paesi più progrediti del nostro (quelli citati)
molti cervelli vanno a lavorare all'estero. IO MAI !!!!!!!!
.
Con questo voglio affermare che in Italia un laureato, soprattutto
in materie scientifiche ha ottime possibilità di lavoro ?
Neanche per sogno...solo che mi piacerebbe più onestà intellettuale.
Almeno quella.
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Vecchio 08-01-11, 19:06   #5 (permalink)
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Forse negli altri paesi citati non si parla di fuga di gervelli perchè è presente anche un flusso in entrata di laureati che compensa quelli emigrati, questo perchè in quei paesi i laureati trovano lavori e remunerazoni da laureati e non da operatori di callcenter come avviene da noi.
Calidris non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-01-11, 19:17   #6 (permalink)
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Originalmente inviato da Calidris Visualizza messaggio
Forse negli altri paesi citati non si parla di fuga di gervelli perchè è presente anche un flusso in entrata di laureati che compensa quelli emigrati, questo perchè in quei paesi i laureati trovano lavori e remunerazoni da laureati e non da operatori di callcenter come avviene da noi.
Credo, penso (ma non ho prove) che in Stati come germania, francia, GB, esista un flusso a doppio senso di cervelli. Chiamiamolo un commercio. O uno scambio. In italia invece il rapporto cervelli entranti e cervelli uscenti è svantaggioso. Noi importiamo solo bassa manovalanza, quando ci va bene. Altrimenti "importiamo", nostro malgrado, delinquenti.

Poi ovvio che i cervelli italiani in uscita sono comunque una piccola parte dei laureati. Ma questo è normale. Chi ha famiglia, chi è figlio d'arte, chi non è intraprendente trova difficoltà a "rischiare" l'avventura all'estero. (esperienza personale).
River83 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-01-11, 19:35   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da River83 Visualizza messaggio

Poi ovvio che i cervelli italiani in uscita sono comunque una piccola parte dei laureati. Ma questo è normale. Chi ha famiglia, chi è figlio d'arte, chi non è intraprendente trova difficoltà a "rischiare" l'avventura all'estero. (esperienza personale).
Si, senza considerare che per "fuggire all'estero" devi avere qualcosa da offire. Cioè essere un laureato di buon livello. Se ti laurei in 6 anni in scienze della comunicazione con 90 hai voglia a "fuggire" all'estero

Come hanno detto si parla di fuga di cervelli perché: dall'italia se ne vanno i laureati in materie scientifiche con le votazioni migliori. E a differenza degli altri paesi non arrivano quelli esteri.

Infatti nelle università italiane di ricercatori esteri non se ne vede l'ombra.

Quindi Ramirez si parla di fuga perchè il saldo è nettamente negativo tra quelli che espatriano e quelli che arrivano.

E del resto con contratti da ricercatore da 800-900 euro al mese vorrei sapere chi dall'estero verrebbe in italia
ellegus non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-01-11, 20:31   #8 (permalink)
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Originalmente inviato da ellegus Visualizza messaggio
Si, senza considerare che per "fuggire all'estero" devi avere qualcosa da offire. Cioè essere un laureato di buon livello. Se ti laurei in 6 anni in scienze della comunicazione con 90 hai voglia a "fuggire" all'estero

Come hanno detto si parla di fuga di cervelli perché: dall'italia se ne vanno i laureati in materie scientifiche con le votazioni migliori. E a differenza degli altri paesi non arrivano quelli esteri.

Infatti nelle università italiane di ricercatori esteri non se ne vede l'ombra.

Quindi Ramirez si parla di fuga perchè il saldo è nettamente negativo tra quelli che espatriano e quelli che arrivano.

E del resto con contratti da ricercatore da 800-900 euro al mese vorrei sapere chi dall'estero verrebbe in italia
esatto, non è un problema quello dei laureati italiani all'estero, il problema è che non attiriamo laureati dall'estero. Io ho avuto dei colleghi rumeni e portoghesi che sentendo gli stipendi di un ricercatore italiano (sui 1200, non esagerare dicendo 800-900) assumevano un tono schifato, pensando tra l'altro che li stessi prendendo per il mulo.Parlo di rumeni e portoghesi, d'altronde emigrare per emigrare, perchè mai dovrebbero farlo da noi?
L'andare a fare esperienze all'estero è una risorsa, e molte università, attraverso collaborazioni internazionali, giustamente incoraggiano questa scelta, questo sia in Italia che all'estero. Il problema è che una volta usciti in pochissimi ritornano in Italia, quindi sono tutte risorse gettate al vento. Vediamo ora se avrà successo questa legge sul rientro dei cervelli, ma ho i miei dubbi.
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Vecchio 08-01-11, 20:47   #9 (permalink)
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Originalmente inviato da pito79 Visualizza messaggio
esatto, non è un problema quello dei laureati italiani all'estero, il problema è che non attiriamo laureati dall'estero. Io ho avuto dei colleghi rumeni e portoghesi che sentendo gli stipendi di un ricercatore italiano (sui 1200, non esagerare dicendo 800-900) assumevano un tono schifato, pensando tra l'altro che li stessi prendendo per il mulo.Parlo di rumeni e portoghesi, d'altronde emigrare per emigrare, perchè mai dovrebbero farlo da noi?
L'andare a fare esperienze all'estero è una risorsa, e molte università, attraverso collaborazioni internazionali, giustamente incoraggiano questa scelta, questo sia in Italia che all'estero. Il problema è che una volta usciti in pochissimi ritornano in Italia, quindi sono tutte risorse gettate al vento. Vediamo ora se avrà successo questa legge sul rientro dei cervelli, ma ho i miei dubbi.
Già, tra l'altro si parla sempre e solo di ricercatori. Ma la stessa cosa vale per i docenti.
All'estero vanno ad insegnare i migliori professori universitari d'italia (vedi sartori, rubbia ecc.). Nelle università italiane non ci sono praticamente professori stranieri (a parte qualcuno per le lingue straniere, ma non è nemmeno la norma).

Si parla di fuga perchè il saldo tra chi arriva e chi va è assoutamente in negativo Altrimenti si parlerebbe di "scambio" di cervelli
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Vecchio 09-01-11, 09:48   #10 (permalink)
p = &Cote_Azur; p++
 
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tra "noi" ingegneri, chi ha capacità, talento e anche coraggio (perchè no), per lo più va all'estero.
Mete preferite, Germania, Francia e Iuessei.
Chi rimane per lo più non se la sente di rompere/allentare i legami affettivi, ma partirebbe per tutte le altre ragioni.
Haganah non  è collegato   Rispondi citando
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