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#1 (permalink) |
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Prospersenzacrescita
Data registrazione: Sep 2009
Messaggi: 10,303
Popolarità: 42632490 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
I migliori cervelli? Sono nel pubblico.
I migliori cervelli? Sono nel pubblico
Bologna vince la hit della ricerca italiana Bologna si riscopre capitale italiana della ricerca. Un traguardo prestigioso che viene certificato dall'indagine di Via-Academy, un'accademia virtuale nata 'bottom-up', dal basso, a Manchester, per volontà di cervelli emigrati come Mauro Degli Esposti (biologo ricercatore a Manchester), Silvia Massini (Business School di Manchester), Lucio Piccirillo (astrofisico nello stesso ateneo). L'Alma Mater batte istituti privati e altri atenei italiani, collocandosi in cima alla classifica dei poli di ricerca grazie alle scoperte e all'impegno dei suoi ricercatori, accreditate prima di tutto da altri studiosi che citano le pubblicazioni dei "cervelli" bolognesi. Nella top ten degli istituti di ricerca italiani - ma la tendenza vale anche per le quaranta posizioni successive - sette sono atenei pubblici: Bologna, appunto, poi il Cnr e la Statale milanese, poi Padova, la Sapienza di Roma, Torino, l'Inaf - l'Istituto nazionale di astrofisica. Un istituto privato compare in ottava posizione ed è l'Ospedale San Raffaele di Milano. Seguono, in classifica, altre due realtà pubbliche: al nono posto l'università di Firenze e al decimo l'Istituto nazionale dei tumori di Milano (fondazione pubblica). Il metodo seguito. La classifica è basata sul numero di scoperte di peso dei migliori scienziati e ricercatori che lavorano in Italia. Via-academy ha dapprima classificato i migliori cervelli attivi in Italia tenendo conto della quantità e della rilevanza accademica delle loro scoperte. Quindi li ha suddivisi per posto di lavoro, ricavando una classifica delle strutture di ricerca. Il valore delle ricerche di ciascuno studioso è misurato col cosiddetto "indice h": se uno scienziato a un "h-index" 32, ad esempio, significa che ha fatto 32 scoperte citate ciascuna almeno 32 volte in scoperte di altri suoi colleghi. L'"indice h" privilegia in particolare i ricercatori che ottengono molti risultati di rilievo, a scapito di chi ne produce tanti ma di scarso interesse, o di chi fa il colpaccio isolato. Per la graduatoria in questione, sono stati considerati solo gli studiosi con un "indice h" di almeno 30. I limiti. Il limite principale della classifica è forse il fatto che la valutazione non è necessariamente esaustiva. Gli studiosi considerati sono infatti solo quelli rintracciati dai loro colleghi d'Oltremanica. E' però plausibile che col tempo, e la notorieta', la classifica (aggiornata in tempo reale) vada via via completandosi con un numero crescente di partecipanti. Altro limite di cui tener conto è che l'"indice h" funziona principalmente come paragone tra ricercatori del medesimo campo disciplinare, e che privilegia chi ha una lunga carriera alle spalle rispetto ai giovani, per quanto brillanti. (05 gennaio 2011 |
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Libberta'
Data registrazione: Jan 2007
Messaggi: 13,680
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 7,493
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Beh, quanti sono in Italia gli atenei pubblici? Quanti quelli privati? Fosse stato il contrario ci sarebbe stato da preoccuparsi.
Chissà se si facesse questa ricerca in America cosa verrebbe fuori? |
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#8 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Aug 2006
Messaggi: 4,078
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-in italia le università sono quasi tutte pubbliche -la maggioranza delle private sono esamifici create per regalare le lauree (tipo l'università e-campus del cepu o le altre decine di telematiche) Quindi se vuoi vedere se funziona meglio il pubblico o il privato nella ricerca devi vedere la gratuatoria internazionale. E come ti ho detto le università (pubbliche) italiane non sono nemmeno nei primi 50 posti ![]() Questo è "il contenuto". Il tuo 3d è "disinformazione"
Ultima modifica di ellegus : 05-01-11 alle ore 21:24 |
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#10 (permalink) | |
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Prospersenzacrescita
Data registrazione: Sep 2009
Messaggi: 10,303
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Citazione:
Se guardiamo all'Italia il privato fa anche peggio del pubblico; ed è qui che noi abitiamo. Basterebbe guardare anche a come gestiscono autostrade e assicurazioni. E poi dimentichi che in Italia si spende meno della metà in ricerca da sempre. Anzi l'ultima finanziaria, per preservare il nostro futuro, ha ulteriormente tagliato fondi alla ricerca. Ultima modifica di Dav. c. G. : 05-01-11 alle ore 21:57 |
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