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Vecchio 04-01-11, 13:39   #1 (permalink)
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Il segno del tempo...

Salve a tutti. Poco fa ho pubblicato sul Blog questo mio lungo articolo. Avrei piacere ad ascoltare le vostre opinioni, specialmente quelle dei molti utenti preparati che ho spesso il piacere di leggere in questa sezione del FOL.

eccolo:

Pensate che tutti nel VII Secolo d. C si resero conto immediatamente del cambiamento che l’ascesa del Mondo arabo avrebbe portato nella vita occidentale? Credete che tutti, mentre Vasco da Gama e Cristoforo Colombo gettavano le basi per la rinascita del dominio occidentale sul Globo, compresero velocemente i segni dei nuovi equilibri che da lì a breve avrebbero spazzato via la vecchia governance globale? La risposta è no.

Nel VII Secolo, molti s’illusero che l’ascesa degli arabi non avrebbe avuto ripercussioni sui ricchi traffici di spezie tra Oriente e Occidente. Secoli più tardi molti altri pensarono che all’Europa fosse ormai precluso il dominio del Mondo e che di certo non sarebbe stata qualche spedizione di abili navigatori a cambiare le cose. La storia dimostrò come quei “molti” si sbagliavano e che il loro errore fu quello di non aver dato peso ai segnali che pur con lentezza e non senza contraddizioni suggerivano loro la venuta di uno di quei pochi momenti decisivi nella storia dell’umanità a cadenza secolare.

Per circa gli ultimi 500 anni l’Occidente ha dominato incontrastato sul Mondo dando vita ai più grandi imperi della storia. Furono i grandi esploratori a dare il via al dominio occidentale. Tra i più importanti si collocano senza dubbio Vasco Da Gama e Cristoforo Colombo. Entrambi alla ricerca delle Indie, il primo per conto del Portogallo, il secondo per la Spagna, ebbero un destino molto diverso. Mentre Da Gama scoprì davvero la via per le spezie che avrebbe rotto il monopolio arabo sulle ricche merci orientali, il secondo approdò per caso nel Continente americano, che oggi, cinque secoli dopo, ospita la più grande potenza occidentale dei nostri tempi.

Quando le navi delle Nazioni europee cominciarono a solcare con regolarità l’oceano indiano, solo pochi compresero che il commercio globale sarebbe presto cambiato. L’impero portoghese, dopo essersi assicurato la spartizione del Mondo con la Spagna, grazie al Trattato di Tordesillas (1494), avrebbe esteso i suoi tentacoli sull’Asia orientale. Solo pochi anni separarono le spedizioni nell’oceano Indiano del Generale cinese Zheng He (le “sette spedizioni” del 1405-1433) da quelle di Vasco da Gama. Ironia della storia, l’unica flotta che sarebbe stata in grado di contrastare la rinnovata potenza occidentale s’inabissò senza colpo ferire a causa dei conflitti interni alla società cinese tra neo-confuciani ed eunuchi.

I portoghesi iniziarono l’opera di conquista delle Indie che avrebbero poi proseguito, con ancor più efficacia, l’impero spagnolo, prima, quello di Olanda e quello di Gran Bretagna, poi. Con la scoperta delle Americhe i mercati occidentali si ampliarono a dismisura. I ricchi giacimenti d’oro scoperti dagli spagnoli in Cile e Perù, fornirono la liquidità necessaria all’espansione economica e finanziaria dell’Occidente. L’invenzione della società per azioni contribuì enormemente alla rivoluzione dei commerci: i mercanti ora potevano condividere i rischi delle spedizioni verso il Nuovo Mondo e l’Oriente, favorite nel frattempo dalle scoperte scientifiche – velieri sempre più rapidi e bussole sempre più precise – e mediche – diete alimentari che resero meno frequente la comparsa a bordo tra i marinai del terribile scorbuto.

I profitti crescevano a dismisura e il crescente benessere provocò grandi cambiamenti sociali e politici. Nuove merci sarebbero presto divenute fondamentali per soddisfare i bisogni delle popolazioni occidentali. È il caso del caffè, del Thé ma specialmente del cotone. I mercanti, per primi quelli britannici, cominciarono a finanziarie e ricompensare quei ricercatori e artigiani che inventavano nuove macchine per la produzione industriale, vitali per abbattere i costi delle esose tariffe commerciali – che spesso rappresentavano le maggiori fonti di entrate per gli Stati – e dei trasporti. Stava nascendo l’embrione della rivoluzione industriale: il riconoscimento e la remunerazione dei diritti intellettuali.

Di pari passo lo sviluppo economico, la guerra. La conquista degli “stretti” marittimi del commercio, come quello di Malacca, assicurò all’Occidente il monopolio dei traffici con le Indie. La Cina e l’Asia in generale non avrebbero più rivisto i fasti del passato. Le cosiddette “guerre dell’oppio” nel XIX Secolo distrussero definitivamente le speranze di una rinascita cinese. L’impero ottomano, ultimo baluardo musulmano rimasto in piedi, con la sconfitta nella battaglia navale di Lepanto nel 1571, prima, e in quella terrestre di Vienna nel 1683, perse ogni speranza di sostituirsi al dominio occidentale. Allo stesso modo la rivoluzione russa del 1917 dissolse il potere dell’impero zarista che per secoli aveva bilanciato quello occidentale in una delicata e a volte collaborativa convivenza – come nel caso dell’alleanza tra Gran Bretagna e Russia durante le campagne napoleoniche.

Le distruzioni delle due Guerre Mondiali segnarono l’inizio del declino di potere nel Vecchio Continente. A occupare il posto di questo però sarebbe stato un altro impero di cultura occidentale. Il Mondo era di fronte all’inarrestabile ascesa degli Stati Uniti d’America, trainata dalle enormi risorse del suo sterminato territorio e dalla rivoluzione economica seguita alla scoperta delle applicazioni industriali di carbone e acciaio. La Seconda Guerra Mondiale affondò l’ultimo tentativo dell’Asia di tornare alla ribalta. L’impero giapponese, che nel XIX secolo era tornato a crescere sotto lo stimolo della rivoluzione culturale (1868-1912) dell’Imperatore Meiji, fu annientato dalla macchina da guerra americana e dall’utilizzo dell’arma più potente e distruttiva mai costruita dall’uomo.

In tempi storici, la “breve” parentesi della Guerra Fredda fu solo l’ultima seria sfida lanciata dall’Oriente al Mondo occidentale. La sconfitta dell’Unione Sovietica segnò la definitiva consacrazione del potere dell’ovest facendo urlare il politologo statunitense, Francis Fukuyama, alla “fine della storia” intesa come la definitiva vittoria dei valori democratici occidentali. La Marina statunitense ora aveva il controllo totale degli Oceani e di quei vitali “stretti” marittimi che da sempre hanno un ruolo fondamentale per i commerci e di conseguenza per il potere mondiale.

Tuttavia, dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale stavano nascendo le nuove forze dell’Oriente. A partire dagli anni 50, una crescente fascia di Paesi dell’Asia orientale a cominciare dal Giappone, hanno iniziato a risalire la catena del valore imitando il modello industriale occidentale. Grazie ad un mix variabile tra pianificazione e sviluppo buona parte dell’Asia scalava progressivamente la china del progresso. Hong Kong, Giappone e Singapore furono i primi, poi è stata la volta di Taiwan e della Corea del Sud, infine la Cina, considerata un tempo soltanto un attore secondario nella Regione, che ha trasformato radicalmente la sua società ed economia nello spazio di soli trenta anni.

Mentre i Paesi dell’Asia Orientale crescevano sfruttando l’export verso l’Occidente, quest’ultimo s’indebitava e viveva al dì sopra dei propri mezzi. Miliardi e miliardi di Dollari sono stati spesi per garantire la stabilità della globalizzazione, contrastando, spesso militarmente, tutte quelle minacce ai commerci mondiali. È il caso dell’interventismo americano in Medio Oriente in difesa del commercio del petrolio, che nel frattempo aveva occupato il posto del cotone, dell'acciaio e del carbone nel ruolo di merce più preziosa, che veniva così protetto e garantito dalla macchina da guerra e dalle casse del Tesoro americane.

Quest’anno la Cina ha sorpassato il Giappone nel ruolo di seconda economia del Mondo e molti prevedono che entro il 2030 Pechino sorpasserà anche gli Stati Uniti d’America. Ma in un qualche modo il secolo asiatico è già iniziato, anche se ai più sarà necessario attendere ancora qualche decennio per rendersene conto. La sfida cinese agli Stati Uniti è imponente sia per ragioni economiche che demografiche. La Cina è cresciuta mediamente a tassi di 9/10% annui negli ultimi tre decenni. È il primo esportatore mondiale ed ha accumulato più di 2,5 trilioni di riserve in valuta estera. La popolazione cinese è quattro volte quella americana e il potere economico della Cina sta già permettendo a Pechino di sfidare l’influenza americana nel Mondo.

La crisi economica del 2007 non ha fatto altro che accelerare la transizione del potere globale da ovest a est più velocemente del previsto e il Debito pubblico americano, come gli alti gerarchi militari di Washington ripetono sempre con più insistenza, rappresenta oggi la più grande minaccia alla supremazia globale degli USA. Le civiltà asiatiche stanno capendo e assorbendo i principali pilastri della saggezza occidentale, tra cui il mercato, la scienza, l’istruzione e lo Stato di diritto, mentre le società occidentali infettate da una metafisica sfiducia, stanno gradualmente allontanandosi dalla stabilità di questi bastioni, tra l’altro sempre meno sostenibili economicamente. Per ora, quello che è stato definito il “privilegio esorbitante” di stampare la moneta di riserva globale, sta ritardando il declino statunitense. I mercati emergenti hanno ancora bisogno di accumulare valuta americana per evitare che le proprie monete si rivalutino eccessivamente. Tuttavia, una cosa è certa: il trend attuale non sarà sostenibile per sempre e le politiche monetarie potranno solo rendere meno rapido l'indebolimento dell'America.

Molti sostengono che le teorie sul declino americano si riveleranno ancora una volta sbagliate come avvenuto durante la Guerra Fredda e negli anni 70’-80’. La dipendenza cinese dalle esportazioni negli Stati Uniti assicurerà a Washington un ruolo di guida per ancora molto tempo, dicono alcuni. La Cina imploderà prima o poi a causa dei suoi problemi interni, fanno eco altri. Certo, Pechino si trova di fronte a sfide importanti – la bolla immobiliare, l’inflazione e l’inquinamento ambientale su tutte – e sarebbe sciocco pensare che niente e nessuno potranno rallentare la crescita cinese. Tuttavia, sul lungo periodo altri mercati a cominciare da quello interno, sostituiranno gradualmente quello americano e le dimensioni e il dinamismo dell’economia cinese permetteranno a Pechino di superare gli ostacoli lungo il cammino.

Nel frattempo, anche i tradizionali alleati occidentali dell’America in Europa scivoleranno verso il basso nella scala del potere economico, schiacciati dal peso dei propri debiti e dall’invecchiamento demografico della popolazione. Probabilmente essi saranno presto costretti a scendere a patti con Pechino instaurando con questa una sorta di dipendenza economica, così come con Mosca la hanno ormai da un punto di vista energetico. Nuove forze, oltre alla Cina, sono destinate a fare da contrappeso al dominio occidentale del Mondo: India, Russia, Brasile e Turchia metteranno il loro peso politico ed economico sul piatto della politica internazionale appoggiando, in base ai propri interessi, una volta Pechino un’altra Washington minando già solo così il ruolo egemone sul Mondo degli Stati Uniti.

Certo, l’esercito americano sarà per ancora un lungo periodo più potente di qualsiasi rivale. Ma il predominio militare statunitense è più debole di quanto si possa pensare. Il pantano nel quale le truppe americane si trovano invischiate in Afghanistan, dimostra che un conto è la facilità e la capacità che Washington può avere nel bombardare e distruggere le infrastrutture di un Paese; altro paio di maniche è stabilizzare e pacificare un’area più o meno vasta e cruciale per il commercio come l’Asia centrale e il Medio Oriente. In più, il deficit di bilancio e il Debito federale stanno rendendo gli americani sempre meno disponibili a rivestire da soli il ruolo di unico garante della stabilità mondiale e quando si tratterà di scegliere tra una politica sociale attiva e delle nuove spese militari molti più americani preferiranno la prima scelta. Nel frattempo, la spesa militare cinese, di cui è difficile conoscere la reale entità, continuerà a crescere e presto – le ultime stime dicono entro i prossimi cinque anni – la Marina di Pechino potrebbe disporre di missili in grado d’impensierire le portaerei americane e più tardi anche lei raggiungerà le capacità per costruire vettori navali in grado di contrastare lo strapotere di Washington nel Pacifico.

Ancora una volta, prima o poi, sarà il controllo degli oceani a scandire il passaggio di potere. I problemi di bilancio americani costringeranno Washington a ridurre la sua presenza nel Pacifico, un po’ come le guerre con i mongoli e i conflitti interni costrinsero la Cina a rinunciare all’espansionismo durante la dinastia Ming nel XV – XVI secolo.

Da un punto di vista storico è irrilevante se all’Oriente serviranno ancora anni o decenni per sottrarre la relativa leadership globale all’Occidente. Né è scontato che il passaggio di potere avverrà in maniera lineare come alcuni potrebbero erroneamente pensare. Quello che sembra ormai certo è la fine del dominio incontrastato sul Mondo dell’Impero americano costretto quantomeno a condividere il potere con gli altri attori internazionali scendendo a patti piuttosto che imponendo una decisione – la battaglia di Obama per approvare le sanzioni contro l’Iran e il fallimento della linea statunitense al G-20 di Seoul sono solo l’inizio di quello che ci aspetta. Gli Stati Uniti non scompariranno dall’oggi al domani e la loro fine probabilmente non sarà simile a quella dell’Unione Sovietica. Con tutta probabilità al declino americano non si sostituirà un dominio altrettanto forte nel breve termine. Quello che è auspicabile per la stabilità mondiale è una sorta di collaborazione pacifica tra Cina e Stati Uniti come in una moderna riedizione di una Santa Alleanza, improntata al mantenimento dell’ordine economico e politico internazionale. In altre parole, un graduale ma costante flusso di potere da Ovest a Est che eviti l’insorgere di pericolosi, quanto temporanei, vuoti di potere. Se gli interessi di breve periodo e la scarsa lungimiranza faranno credere all’Occidente di poter riuscire, ancora una volta, a competere e vincere contro un “nemico” così forte, magari usando strumenti monetari o guerre valutarie che potranno avere effetti solo di breve periodo, il graduale e in tal caso drammatico riflusso di potere renderà il Mondo un posto ancora più instabile dove vivere. In entrambi i casi, i prossimi decenni saranno ricordati a lungo dai posteri e analizzati attentamente dagli storici. Con il senno del poi il “lavoro” sarà più facile per tutti.

Ultima modifica di Ludendorff : 04-01-11 alle ore 15:40
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Vecchio 04-01-11, 16:08   #2 (permalink)
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nn capisco perchè per arrivare a dire che gli USA sono in declino
si debba partire dall'Impero romano..
E chi soppianterà gli USA ? Dicono la Cina.
Ma come la Cina distrugge la sua gallina dalle uova d'oro ?
E gli USA dove diavolo andranno ad acquistare A POCO PREZZO
beni che non sanno o non vogliono o non possono fabbricare da sè ?
Ma il fatto che gli USA non abbiano alzato più di tanto la voce
sulla manipolazione del cambio dello Yuan dice niente ?
Il mondo se lo stanno già spartendo. Agli USA la potenza militare
più la forza di un'economia talmente innovativa da creare un gioiellino
da 50 mdi di dollari nel giro di poco tempo (Facebook).
Alla Cina lo strapotere economico non disgiunto da una certa forza
militare perlomeno nel Pacifico.
E l'Europa ? L'Europa continuerà a non contare una cippa
MA A FARE AFFARI SIA CON CINA CHE CON GLI USA.
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Vecchio 04-01-11, 16:14   #3 (permalink)
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nn capisco perchè per arrivare a dire che gli USA sono in declino....
Sono in declino... basta che rileggi quello che scrivi dopo...

La Cina la ricchezza, gli USA il cane da guardia... fintanto sono utili e fintanto reggono all'interno lo sconquasso sociale che sta montando...
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Vecchio 04-01-11, 16:24   #4 (permalink)
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Sono in declino... basta che rileggi quello che scrivi dopo...

La Cina la ricchezza, gli USA il cane da guardia... fintanto sono utili e fintanto reggono all'interno lo sconquasso sociale che sta montando...
Sembrano in declino perchè alcune cose sono cambiate.
Non si può far la VERA guerra con la CNN al seguito
E allora si fanno delle quasi guerre..che ovviamente non si possono vincere
o cmq durano un'eternità. Controprova ?
Israele che se ne è fottu-to delle regole internazionali e in pochi giorni
ha sistemato Gaza.
La supremazia tecnologica USA è inattaccabile. Hanno ottime università
con decine e decine di nobel ed in più menti brillanti arrivano là
da tutto il mondo. Vuoi per scelta vuoi per necessità.
E soprattutto sono bravi a portare sul mercato le loro invenzioni
o quelle di altri (Meucci docet).
.
Obiezione: ma atra 20 anni..Cina e India.
Tra 20 anni gli Usa saranno su Marte...se lo vorranno.
.
ah dimenticavo. Vi ricordate della NASA ? Quella degli Apollo
Columbia ecc ecc. L'ente più avanzato nelle tecnologie
più avanzate del mondo . Beh ora i razzi li spedisce in orbita
una società privata. Primo volo in orbita già felicemente
concluso.
L'India l'altro giorno ha fallito.
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Vecchio 04-01-11, 16:31   #5 (permalink)
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,,,La supremazia tecnologica USA è inattaccabile. Hanno ottime università con decine e decine di nobel ed in più menti brillanti arrivano là da tutto il mondo. Vuoi per scelta vuoi per necessità.
E soprattutto sono bravi a portare sul mercato le loro invenzioni
o quelle di altri (Meucci docet)..
La tecnologia si paga...
La supremazia è solo questione di money
La NASA senza von braun e quattro ingegneri ex-nazi stava ancora con la fionda... han pagato un oceano di dollari e hanno avuto...

Ora non hanno soldi e la NASA taglia tutto, anche la missione Constellation è andata al macero....

I soldi li hanno i Cinesi? Si comprano gli ingegneri USA, tedeschi e chi costa di più. Sono quelli messi meglio nella riconquista di Luna prima e Marte poi...

è una giostra
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Vecchio 04-01-11, 16:52   #6 (permalink)
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La tecnologia si paga...
La supremazia è solo questione di money
La NASA senza von braun e quattro ingegneri ex-nazi stava ancora con la fionda... han pagato un oceano di dollari e hanno avuto...

Ora non hanno soldi e la NASA taglia tutto, anche la missione Constellation è andata al macero....

I soldi li hanno i Cinesi? Si comprano gli ingegneri USA, tedeschi e chi costa di più. Sono quelli messi meglio nella riconquista di Luna prima e Marte poi...

è una giostra
Oggi i soldi finiscono sempre e comunque negli USA.
- Un ingegnere USA va in cina? A fine mese bonifica in USA e compra T-Bond
- Un ingegnere Cinese lavora in cina? Se può e se guadagna abbastanza, a fine mese bonifica in USA e compra T-Bond.
- La cina ha dei soldi? a fine mese bonifica in USA e compra T-Bond.
- Nel mondo qualcuno ha i soldi? A fine mese compra T-Bond.
- Un dollaro vale un dollaro, le altre valute valgono "x" Dollari.

Senza la domanda USA (ed occidentale) la Cina è buona a fare solo il riso ed i fuochi artificiali.
Senza i soldi della cina, gli usa non avrebbero domanda.

Hai detto bene, è una giostra, ma sempre a circolo chiuso, dove tutti sono share holders e stake holders.

Non ci sono i ricchi ed i poveri, non ci sono i buoni ed i cattivi... partecipano tutti ad unico banchetto, e tutti dipendono da tutti:
- il cinese/indiano che non sa fare nulla va in europa pigs
- il cinese/indiano operaio va in germania e francia
- il cinese/indiano ingegnere va in USA
- senza arabi non hai petrolio, ma senza gli altri che producono gli arabi che se ne fanno del petrolio?
- senza cina non hai produzione, ma senza gli altri che consumano i cinesi che se ne fanno della manodopera?
- senza usa ed occidente non hai domanda, ma senza gli altri (cina e petrolio) chi soddisfa la tua domanda?
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Vecchio 04-01-11, 17:19   #7 (permalink)
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....la Cina è buona a fare solo il riso ed i fuochi artificiali.
Senza i soldi della cina, gli usa non avrebbero domanda.....
viaggia caro... parto giusto fra un mese per un torneo all'interno della cina... campi da golf come non ho mai visto nemmeno negli emirati...

gli USA sono oramai semplice discarica di carta straccia...

pura carta straccia...
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Vecchio 04-01-11, 17:24   #8 (permalink)
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pura carta straccia...
Eh... quello è vero... sono pieni di junk bond... ma ricordati che dalle ceneri e dai "riufiuti", abbiamo ottenuto il petrolio

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parto giusto fra un mese per un torneo all'interno della cina...
Tu si che vai bene: goditela!

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campi da golf come non ho mai visto nemmeno negli emirati...
...
E chi li ha disegnati quei campi?
E chi ci va a giocare?

Gli Usa sono la chioccia del mondo... volenti o nolenti è così...
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Vecchio 04-01-11, 17:31   #9 (permalink)
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.
Obiezione: ma atra 20 anni..Cina e India.
Tra 20 anni gli Usa saranno su Marte...se lo vorranno.
.
ah dimenticavo. Vi ricordate della NASA ? Quella degli Apollo
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del Discovery,del Challenger,ecc.
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...Gli Usa sono la chioccia del mondo... volenti o nolenti è così...
Tutto ha un inizio (1776) e tutto ha una fine (20??)

La Cina era già potenza mondiale da 5000 anni (chiedere alla Repubblica di Venezia negli 8 secoli in cui ha avuto rapporti commerciali).
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