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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 3,777
Popolarità: 42949677 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Per fare una patrimoniale ci vuole o una emergenza nazionale (crollo dei tds) o un governo di "emergenza" tipo quelli asupicati da casi con uno come draghi come premier a fare il lavoro sporco.
I prox sei mesi saranno cruciali in tal senso. |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2000
Messaggi: 236
Popolarità: 9043651 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Destra o sinistra, draghi o non draghi...poco importa...
![]() ora mi spiego meglio. La domandina provocatoria si è ispirata anche a questo articolo: Quei dieci motivi per cui l'Italia non deve temere dalle nuove tensioni sui debiti sovrani - Il Sole 24 ORE di cui in particolare questi due punti: 2. Debito pubblico estero. Il vero tallone d'Achille dei paesi dell'Euroarea in questo momento non è tanto il debito pubblico complessivo ma quello estero, che è in balia degli umori dei mercati e sotto il tiro della speculazione. Pochi forse sanno che a fine giugno 2010 il debito pubblico estero italiano era di 837 miliardi di euro, inferiore a quello della Germania (978 miliardi) e della Francia (1.037 miliardi). La domanda vera allora è: nel caso limite (e sottolineiamo limite più volte) in cui gli investitori stranieri non sottoscrivessero più il debito pubblico estero, i paesi dell'Euroarea possiedono le risorse finanziarie interne sufficienti per far fronte a una simile eventualità? L'unico cavaliere bianco che in ultima istanza può venire in soccorso ai governi è il sopracitato stock di ricchezza finanziaria netta delle famiglie, non il Pil che è solo un flusso già allocato pressoché integralmente in domanda interna ed estera nell'anno stesso in cui viene generato. In base alla ricchezza, su sette paesi analizzati, solo Irlanda e Grecia non ce la farebbero a evitare il default. Persino Spagna e Portogallo, pur avendo qualche banca pericolante e una crisi economica interna gravissima, che per diversi anni determinerà un netto peggioramento delle condizioni di vita dei loro abitanti, dispongono di uno stock di ricchezza finanziaria netta delle famiglie più che sufficiente per rimpiazzare in tutto o in parte il debito pubblico estero eventualmente non più sottoscritto dagli stranieri. L'Italia ha oggi il più basso rapporto tra debito pubblico estero e ricchezza finanziaria netta delle famiglie, migliore di quello della stessa Germania. Il nostro paese, nell'interesse di tutti gli italiani, farebbe bene a dare ampia risonanza di ciò ai mercati perché forse tanti investitori (e speculatori) non ne sono consapevoli. 3. Debito pubblico totale/ricchezza finanziaria netta delle famiglie. Anche considerando il debito pubblico totale e prendendo come riferimento il suo prevedibile anno di picco, cioè il 2012 secondo le ultime previsioni della Commissione Europea, risulta che solo Atene e Dublino sono nettamente fuori linea se si rapporta tale debito alla ricchezza finanziaria netta delle famiglie. Questo rapporto (e non quello del debito pubblico/Pil) dovrebbe essere una delle fondamenta del nuovo Patto di stabilità: esso non dovrebbe superare il 60%, con facili margini di rientro per Italia, Francia e Portogallo, che oggi lo superano di poco, mentre alla Spagna sarebbe richiesto un impegno un po' più forte. Valutata con parametri più sensati, la crisi dei debiti sovrani europei, in realtà, è una tempesta in un bicchier d'acqua. Una tempesta che nasce dagli errori concettuali di comunicazione al mercato dell'Europa stessa (basati sull'attribuzione di un significato fuorviante e quasi apocalittico al parametro del debito pubblico/Pil) e che è aggravata anche dai continui messaggi contraddittori dei suoi leader, a cominciare dalla "maestrina" Angela Merkel come ha bene sottolineato Romano Prodi sul Messaggero alcuni giorni fa. Il rischio default riguarda solo due piccoli paesi dell'Euroarea come Grecia e Irlanda. L'idea che la Spagna possa fallire, pur avendo compiuto in questi anni drammatici errori di politica economica (grandemente finanziati dalle banche tedesche), è pura follia. A meno che gli europei e la loro moneta unica non vogliano imitare in tutto e per tutto i lemmings. Facendo due + tre...ecco servita la patrimoniale! E l'Italia si salva senza problemi A questo punto si capisce anche come mai la proposta Bersani su un'innalzamento della tassazione sulle rendite con l'esclusione dei nostri tds è stata così "stranamente" e subitaneamente ben accolta dal governo... Da cui deriva però un' ultima deduzione, stavolta paradossalmente molto incoraggiante: prendendo per buono l'articolo, è assai improbabile che l'Italia fallisca (mal che vada ci sarà la patrimoniale), quindi...quando e se cominceranno le vere tensioni sui tds italiani, si può pensare seriamente di acquistarli a mani basse. Sbaglierò...ma chissà, vedremo |
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